Benin by www.born2travel.it

stato: benin (bj)

Data inizio viaggio: sabato 1 marzo 2014
Data fine viaggio: mercoledì 19 marzo 2014

se vuoi saperne di più o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it

08.03.2014 Djougou (Benin)

Dopo un lungo viaggio, passando tra sperduti villaggi e qualche posto di blocco che non riesce a rimediare nulla da noi…vediamo in lontananza una sonnolenta bandiera togolese, non sventola, forse fa troppo caldo qui pure per lei! Due soldati svogliatamente portano due panche vicino ad una scrivania… il tutto sotto ad un meraviglioso albero di mango, dove un poliziotto molto diligente ma anche tanto lento inizia a registrare ogni singolo passaporto… il suo capo in vestiti locali, è sdraiato su una panca in legno e ogni tanto impartisce qualche ordine.
Non passa nessuno, tranne qualche raro motorino… siamo gli unici presenti sul registro in data 7 marzo. Un’occhiata al libretto della febbre gialla e ci mandano da due poliziotti grassottelli e sudaticci… siamo in Benin!

Arriviamo nella tanto sospirata Djougou.
Incontriamo il colorato e gioviale Padre Brice… mi aspetto molto da questo incontro.

Padre Brice ha trascorso 3 anni a Padova, parla un ottimo italiano e coordina, tra le altre cose, un orfanotrofio vicino a Djougou.

Dopo una breve tappa all’ufficio postale andiamo a visitare il museo curato da Zoumarou Alassane che ci prepara alla visita dei villaggi Taneka.
Ci inerpichiamo su stradine polverose e rosse… i primi bimbi dagli occhi grandi, vestiti di stracci e con la pancia gonfia… distribuiamo giochi e peluches… saltano impazziti dalla gioia.

Veniamo ricevuti da uno dei tre re Taneka che da una vecchia seggiola di legno ci dà la sua benedizione… un re di un’altra tribù, poi un altro ancora. Questa etnia di un altro mondo mi colpisce profondamente, non posso credere che esistano popolazioni che nel 2014 vivano ancora così primitivamente; vivono in capanne di fango e paglia, battono il miglio e non hanno idea di cosa sia il mondo al di fuori di Copargo.

Ci incantiamo tutti a gironzolare tra le capanne, in quella pace rotta sola dalle grida di festa dei bimbi che giocano coi palloncini che abbiamo portato.

Ma ora è tempo di andare a visitare l’orfanotrofio di padre Brice a Tchoutchou, veniamo accolti da tutti i bimbi, una cinquantina che cantano una canzone di benvenuto… una bimba truccata magnificamente ci accoglie versando un catino di acqua sul terreno di fronte a noi… l’acqua, la cosa più preziosa per loro, usata per omaggiare gli ospiti importanti.

Seduti in mezzo a loro, sulle panche, ascoltiamo e rispondiamo alle loro domande: “che lavoro fate?” “com’è la bandiera dell’Italia?”…ci inteneriamo quando ci chiedono “ da che quartiere venite?”…
Consegniamo qualche regalino, vestiti e la pompa dell’acqua del furgone che ci avevano richiesto.
Lasciamo l’orfanotrofio anche se un pezzetto del nostro cuore rimane lì…

[Stefy]: “Rientriamo nella nostra missione. Oggi è la festa delle donne e qui si festeggia tutte insieme, cucinando, mangiando, riposandosi sotto l’ombra dei manghi per poi radunarsi nel cortile e discutere della condizione della donna.
Ci immergiamo nel loro mondo culinario, veniamo avvolti dai loro colori,così vivaci da risplendere al sole…i loro sorrisi illuminavano tutt’intorno”.

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