Egitto asiatico

località: taba, dahab, santa caterina, sharm el sheikh
regione: sinai
stato: egitto (eg)

Data inizio viaggio: mercoledì 9 novembre 1988
Data fine viaggio: martedì 15 novembre 1988

A distanza di soli 3 anni e mezzo torno in Egitto, questa volta nella piccola parte asiatica di questo Paese intercontinentale. Infatti se è vero che giustamente l'Egitto è considerato uno Stato africano in quanto la sua capitale, le sue principali città, la stragrande maggioranza della superficie territoriale e della popolazione si trovano in Africa è anche vero che la penisola del Sinai è ubicata in Asia. A dividere i due continenti il Canale di Suez. Sono in compagnia di un amico e arriviamo in serata all'aereoporto di Sharm el Sheihk dopo uno scalo tecnico a Luxor. A Sharm ci aspetta un microbus pronto a condurci nell'estremo nord del Sinai, a Taba, località turistica al confine con Israele. Arriviamo in tarda serata, giusto in tempo per mangiare un panino e coricarci. Il nostro resort si chiama Swiss Inn Dream, come si deduce dal nome fa parte di una catena alberghiera svizzera ed è stato aperto recentemente. Ci sono ancora alcune ali dell'hotel da terminare e i giardinieri stanno completando i giardini. Tutto ciò lo appuriamo il giorno dopo insieme al fatto che comunque il resort è piuttosto bello, ha una fontana scenografica, una bella piscina e spiaggia privata dotata di lettini e ombrelloni dal tetto di paglia. Dopo l'incontro con la nostra assistente di viaggio approfittiamo della bella giornata di sole e ci portiamo sulla spiaggia. La sabbia dorata è fine ma sulla battigia e in aqua ci sono delle pietre piuttosto noiose. Ci immergiamo comunque nelle acque del Mar Rosso prestando attenzione a non ferirci con le pietre sul fondale. Preferiamo poi usufruire della piscina, la temperatura dell'acqua è più che accettabile nonostante sia novembre. Il ristorante del resort offre cucina araba e qualche piatto internazionale servito a buffet, c'è un buon assortimento di dolci tra cui il baclavà in numerose versioni. Sono molto gradevoli anche i biscotti mentre non mi azzardo ad assaggiare frutta fresca e yogurt. Il primo giorno trascorre tra un bagno e un pò di relax sotto il sole. Il mattino seguente prendiamo parte ad un escurzione con l'autobus a cui partecipano numerosi italiani. Attraversiamo il deserto pietroso del Sinai caratterizzato da numerose montagne completamente prive di vegetazione i cui colori prevalenti oscillano tra l'ocra e il rosa a seconda del riflesso solare. Puntiamo a sud poi all'altezza di Dahab deviamo verso l'interno e sostiamo in un punto dove il deserto pietroso sembra lasciare il posto ad una vasta area sabbiosa. Qui veniamo avvicinati da venditori beduini che cercano di vendere qualche inutile cianfrusaglia. Riprendiamo poi il nostro viaggio fermandoci alle pendici del Monte Sinai, la cima salita da Mosè per incontrare Dio. In mezzo a questo desolato deserto e ai piedi dell'imponente montagna biblica sorge il fortificato Monastero di Santa Caterina. Una spessa cerchia muraria introduce all'interno del complesso monastico in cui visitiamo la Chiesa, il pozzo di Mosè e quello che secondo la tradizione è il roveto ardente descritto nell'Esodo. C'è anche un piccolo Museo con icone antichissime e un manoscritto di Maometto che passò di qui. Poco lontano un ossario che conserva ossa e teschi di monaci e il sepolcro di Aronne, il fratello di Mosè, il cui corpo fù però traslato da un sultano nei pressi di Petra in Giordania. Il Monastero conserva una delle più importanti raccolte di libri manoscritti ma purtroppo non è accessibile ai fedeli. Il campanile della Chiesa contrasta efficacemente con le irte pareti del Sinai. Usciti dalla fortificazione saliamo su una montagna per poter osservare e fotografare nella sua interezza il Monastero e l'ambiente circostante davvero insolito. Terminata la visita riprendiamo l'autobus per un breve tratto fino alla locanda poco lontana dove pranziamo a buffet. Riprendiamo poi la strada del ritorno, questa volta in microbus, perchè la nostra escurzione e quella di altri 4 italiani comprende una breve sosta nella cittadina di Dahab, nota località balneare famosa per i suoi fondali marini. C'è solo il tempo per una passeggiata sul lungomare ricco di negozietti per turisti, dive center e agenzie che organizzano escursioni nel deserto. Sull'altra sponda del Mar Rosso si vede nitidamente il profilo delle alture dell'Arabia Saudita. Risaliamo sul microbus e rientriamo al nostro resort di Taba per la cena. Il giorno seguente da qui partiamo per un escurzione a Il Cairo, città dove ero già stato 3 anni e mezzo prima. Anche in questa occasione siamo in pochi e così dobbiamo affrontare il lungo viaggio in microbus, mezzo più veloce ma decisamente più scomodo dell'autobus. Da Taba la strada percorre numerosi chilometri fino al Canale di Suez nei pressi del quale ci fermiamo in un locale per consumare il pacchetto colazione fornitoci dall'hotel. Ne approfittiamo per sgranchirci le gambe dopo ore di cammino su una strada malmessa con buche, dossi e frequenti posti di blocco. Risaliamo sul microbus e superiamo il Canale con un sottopassaggio lasciando l'Asia ed entrando in Africa (vedi itinerario Il Cairo).
Rientriamo da Il Cairo dallo stesso sottopassaggio che valica il Canale di Suez e proseguiamo la lunga strada fino a Taba dove arriviamo stanchissimi giusto in tempo per la cena. Per fortuna il giorno seguente non sono previsti trasferimenti, rimaniamo nel nostro resort collocato tra le aspre montagne del deserto e il Mar Rosso in un punto davvero strategico, il Golfo di Aqaba su cui in pochi chilometri si affacciano ben 4 Paesi: Egitto, Israele, Giordania e Arabia Saudita. Quando scende la notte dalla spiaggia si vedono le luci di tutti i Paesi del golfo anche se quelle che provengono da Aqaba in Giordania e da Eliat in Israele sembrano appartenere ad un unica città tanto sono vicine. All'indomani partiamo per un escurzione a Petra, l'autobus ci porta insieme ad altri italiani ad un porticciolo turistico lì vicino dove un traghetto ci aspetta per portarci in Giordania (vedi itinerario relativo). Rientriamo la sera appena in tempo per la cena. Solo poche ore di sonno e poi di nuovo in autobus insieme a numerosi connazzionali, questa volta scendiamo alla frontiera con Israele che attraverseremo a piedi (vedi relativo itinerario). Al ritorno da Israele l'autobus sarà ancora lì ad aspettarci per ricondurci in Hotel per la cena. Dopo il pasto non andiamo a coricarci perchè all'1,30 un microbus ci viene a prendere per portarci a Sharm el Sheichk da dove partiamo per rientrare in Italia.
Alcune note: il Resort è bello ma è isolato, non fà parte di un complesso di alberghi e in qualunque posto vogliate andare nei dintorni dovrete prendere un taxi e superare numerosi posti di blocco. Al ristorante si mangia discretamente ma l'orario di apertura è limitato. Se tornate in ritardo da un escurzione riceverete il pasto in camera ma è immangiabile. Immangiabile anche quello che troverete nei così detti cestini da viaggio. Il cestino tra l'altro è costituito da un box di cartone leggero che si romperà durante il viaggio. L'animazione è praticamente inesistente. A Novembre fà caldo ma si stà bene, purtroppo però le giornate sono corte e alle 17 è buio. Al Monastero di Santa Caterina fà molto più caldo che sulla costa.


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