Mal di Kenya!!!

località: watamu
stato: kenya (ke)

Data inizio viaggio: sabato 21 luglio 2012
Data fine viaggio: domenica 5 agosto 2012

Siamo da poco tornati in Italia dopo la nostra prima volta in Kenya, ed abbiamo scoperto cosa veramente è il “Mal d’Africa”!.
Eravamo due famiglie di tre persone. Abbiamo alloggiato al Jumbo Orange Village di Watamu, una graziosa struttura gestita completamente dalla Inviaggi. Era la prima volta che ci appoggiavamo a questo tour operator e devo dire che avevamo una discreta quantità di dubbi in proposito. Tuttavia, l'offerta di cui abbiamo approfittato era veramente interessante, e quindi, dopo avere letto diverse recensioni positive sul villaggio, abbiamo deciso di "rischiare". E devo dire che è stata un'ottima scelta!! Il villaggio si è rivelato una deliziosa "bomboniera": tutto ottimo, dalla pulizia ineccepibile alla qualità del cibo (credevamo che lo chef fosse italiano!!), dalla rapidità di intervento in caso di necessità alla cortesia straordinaria di tutto il personale. Una nota particolare la merita la direzione di Tony, un fantastico romano che non sta mai con le mani in mano ma che si prodiga perchè il cliente sia sempre a proprio agio: sempre gentile, a disposizione, presente e soprattutto attento a tutto. Un'altra nota di elogio per i ragazzi (pochi ma buoni) dell'animazione, che si sono prodigati per i clienti, pur senza essere invadenti o insistenti: favolose le passeggiate con Omar, piacevoli e divertenti le chiacchiere con Lorenzo, buffe le recite cabarettistiche di Marta o Jessica.
Abbiamo realizzato il nostro safari ed i nostri tours affidandoci alla organizzazione di Filippo Bassamarea e devo dire che gli Svizzeri avrebbero solo da imparare da una simile programmazione!! Tutto è filato perfettamente, non un minuto di ritardo, non un intoppo. Abbiamo scelto di fare il safari di tre giorni allo Tsavo est e poi ad Amboseli, alloggiando al Ndololo Camp ed al Kibo Camp. A parte i paesaggi, i rumori ed i profumi che ti tolgono il fiato, ti penetrano nel tuo essere e sono indiscutibilmente responsabili di quel velo di tristezza che ti avvolge quando poi torni a casa e riprendi i tuoi soliti ritmi, devo dire che anche se il viaggio è impegnativo, decisamente ne vale la pena. Il Ndololo Camp è a dir poco strepitoso: sei nel bel mezzo del parco, senza recinzione, il che significa che al mattino, mentre stai andando a fare colazione, è assolutamente normale vedere transitare a poche decine di metri da te un branco di elefanti, gazzelle, giraffe e quant’altro, che, dimostrando assoluta indifferenza nei nostri confronti, torna dalla pozza dove si sono abbeverati. I babbuini ti svegliano giocando a scivolare sul tetto della tua tenda e tu riesci finalmente a sentirti parte integrante della natura e della Terra. Per il resto, il Camp ti offre tutti i confort indispensabili: le tende sono ben attrezzate e spaziose, il cibo è ottimo (devi solo difenderlo dai babbuini!); è consigliabile portare una pila, perché in quasi tutte queste strutture la luce è disponibile solo in alcune fasce orarie.
Il Kibo Camp è sicuramente più fastoso per quanto riguarda gli spazi comuni (reception, boutique, ristorante, ecc.), ma le tende sono piuttosto piccole: noi in tre avevamo difficoltà a muoverci simultaneamente al loro interno. Ma soprattutto, la struttura è all’interno di un recinto, per cui gli animali sono tenuti fuori: per alcuni può essere un pregio, ma per noi era uno svantaggio!! Se potete, scegliete un Camp non recintato!!!
Sia la guida (il carinissimo Nino D’angelo), sia l’autista hanno svolto un buon lavoro, seguendo attentamente le notizie su “Radio Safari”, che ti avvisa quando ci sono dei leoni o altri animali più difficili da incontrare, e consentendoci così di vedere veramente di tutto.
Con Filippo, poi, abbiamo anche organizzato il Safari Blu e le gite a Malindi ed all’Isola dall’Amore. Soprattutto quest’ultima si è rivelata una bellissima sorpresa, perchè in tutti i siti che avevamo consultato prima di partire (e credetemi, erano tantissimi!!), non viene esaltata come dovrebbe: i colori che il mare ti offre sono indimenticabili e la marea in questo posto è ancora più spettacolare che mai. Poi, il tragitto con le barche tipiche è decisamente piacevole. Lì abbiamo conosciuto Mama Maria, che, i suoi racconti delle 5 figlie, ci ha allietato la passeggiata offrendoci in modo molto garbato la sua mercanzia. Anche in questa circostanze, Filippo ci ha affiancato persone carinissime, gentili, valide e disponibili a soddisfare tutte le nostre esigenze: devo dire che Buana e suo cugino Giovedì ci hanno un po’ viziato!! Dopotutto non ci sentivamo solo accompagnati da guide turistiche, ma l’impressione era quella di avere delle vere “guardie del corpo” a disposizione. Anche a Malindi, ci hanno fatto conoscere angoli particolari di questa città, entrando nella sua realtà e non esclusivamente in quella turistica. Oltre a ciò, mentre eravamo al safari blu, abbiamo incontrato contemporaneamente altri turisti che provenivano dal nostro stesso villaggio e che si erano avvalsi dell’organizzazione offerta dall'agenzia locale di riferimento del tour operator: questo a dimostrazione che i servizi erano gli stessi (a parte il sicuro vantaggio di non essere in metà di mille, ma solo noi 6 amici!), ma vi assicuro che la cifra pagata è stata di mooolto diversa!! Anche e non ultimo per questo motivo vi consiglio di affidarvi a Filippo: noi avevamo in mano diversi preventivi, ma nessuno concorrenziale come il suo.
Kenya vuol dire anche Beach Boys. Non crediate che questi ragazzi rappresentino un lato negativo della vacanza. Loro sono solo il primo contatto diretto che il turista ha con l'Africa, quando si trova protetto nel guscio del villaggio. In realtà è bello uscire e conoscere questi ragazzi, perchè alcuni di loro sono veramente favolosi!! Uno su tutti il Simpaticissimo "Derossi", che se fosse in un altro contesto potrebbe fare il cabarettista di successo!! Un ragazzo veramente delizioso, che ti racconta il suo mondo e vuole conoscere il nostro. Una persona dotata di un'intelligenza vivace, che avrebbe lo spirito e l'inizitiva per fare della strada, e, sono sicura, se troverà sul suo cammino le persone giuste, riuscirà ad arrivare a qualche successo: se lo meriterebbe proprio!
E poi bisognerebbe parlare di "Nino D'Angelo", che ti racconta della moglie e dei suoi due bambini che sanno già l'inglese, e che si fa in quattro per accontentare ogni tuo desiderio. E di Karafù, che ti accompagna nelle passeggiate in mare e ti racconta dei suoi gemelli di 8 anni e delle sue speranze per loro. Non sono dei rompiscatole: basta dare loro il tempo di farsi conoscere un po', e vedrete che vi arricchiranno con le loro chiacchiere ed i loro racconti. del resto qui lo dicono tutti: hakuna matata! Pole-pole!
Un ultimo consiglio: se volete un mare da vivere con favolose nuotate e sguazzare facendo snorkeling da mattina a sera, non andate a Watamu. Ma se volete un mare da guardare nelle sue mille tonalità, nelle sue mille forme, se volete una sabbia che vi rende irresistibile il desiderio di passeggiare, se volete i profumi del cielo quando si sposa nel sole con il mare (e credetemi: è realmente così!), be' allora andateci, ma sappiate che poi vi mancherà da morire!!
Ma purtroppo la vacanza finisce e ti ritrovi a pensare che forse, un altr'anno, ci si potrebbe tornare...
Ecco, forse il Mal d’Africa è proprio questo: ti viene quando se costretto ad andare via da una luogo dove ti sei sentito parte integrante di una terra che non è la “tua” terra, ma la terra dell’umanità intera, una terra che ti abbraccia e ti integra. Forse è questo che si intende con Mamma Africa.

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