Stupendo Tour del Marocco

località: fes
stato: marocco (ma)

Data inizio viaggio: domenica 29 marzo 2009
Data fine viaggio: domenica 5 aprile 2009

La seconda tappa è la città di Fes, dove alloggiamo all’Hotel Menzeh, abbastanza centrale.
Fes viene definita la capitale culturale del Marocco, chiamata anche la “Firenze del Maghreb” per la ricchezza dei monumenti e delle testimonianze di valore storico e artistico. Lo spettacolo (e possiamo proprio chiamarlo così) più stupefacente di Fes è la sua medina, la più grande del Marocco talmente bella ed intrigante che è diventata patrimonio dell’Unesco. Basta avventurarsi attraverso una delle porte d’accesso alla medina per essere in un altro mondo dove nel dedalo delle viuzze il tempo si è fermato. Abbiamo passeggiato di sera per la medina e nel silenzio si scorgevano solo i muratori costretti a lavorare la notte, tutte le botteghe chiuse ci preservavano grandi sorprese per l’indomani.
Al mattino comprendiamo appieno perché i lavori di muratura si facciano di notte: un turbinio di suoni, colori, odori, piacevoli profumi e odori nauseabondi, l’incrociarsi nelle viuzze con asini dai carichi sporgenti ci metteva quasi in pericolo, sbirciare all’interno delle mille botteghe aumentava la nostra curiosità. All’ora di pranzo è stato sorprendente aprire una porta in un viottolo immerso nel caos cittadino e scoprire un ristorante quasi magico, con mosaici, pitture, lampadari dorati….e fuori la vita caotica!
Abbiamo visitato la medersa Bou Anania, la moschea Karaouine (dall’esterno…non siamo musulmani) e sempre dall’esterno il sontuoso Palazzo Reale (ogni città ne ha uno, non si tratta male neanche questo nuovo sovrano del Marocco); per accedere poi al souk con le concerie e tintorie delle pelli. Un ramoscello di menta leniva vagamente l’odore acre delle tinture mentre degli uomini erano immersi nelle vasche per tingere le pelli. Abbiamo poi visto anche il duro lavoro di chi a mano ritaglia da una piastrella colorata le piccole tessere per i tanti mosaici che adornano case e palazzi marocchini.
Di quel “caos totale” in quel brulicare di vita avremo senz’altro un bel ricordo…..

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