Dal cielo alle rapide dello Zambesi : ZIMBABWE

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Diario di viaggio ZIMBABWE ZIMBABWE
Dal cielo alle rapide dello Zambesi

Cascate Vittoria

dall'elicottero
foto inserita il
01 Oct 2006 00:27
dall'elicottero
Pagine 1
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Dal cielo alle rapide dello Zambesi

Località: Cascate Vittoria
Regione: Elicottero e rafting
Stato: ZIMBABWE (ZW)
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Data inizio viaggio: martedì 9 settembre 1997
Data fine viaggio: giovedì 11 settembre 1997

Elencate tra le sette meraviglie del mondo, le Cascate Vittoria sono la più grande massa d'acqua cadente del pianeta. Le fragorose acque dello Zambesi si gettano da 100 metri di altezza in un abisso largo due chilometri regalando un'affascinante dimostrazione di pura forza. Nel corso del suo viaggio lungo migliaia di chilometri attraverso il cuore dell'Africa, il mitico Dottor David Livingstone avvistò per primo dal versante dello Zambia la gloriosa maestà delle Cascate Vittoria. Percorse il possente Zambesi a bordo di un grosso "makoro" (una canoa scavata in un tronco d'albero), manovrata con una pagaia locale con la quale superò le insidie delle rapide che c'erano tra lui e questa grande meraviglia della natura. Di fronte all'incredibile spettacolo delle acque dello Zambesi che si buttavano da 100 metri di altezza, restò talmente strabiliato da chiamarle con il nome della sua regina, Vittoria.

Elicottero
Dall’eliporto di Victoria Falls si possono fare escursioni di circa 15 minuti sorvolando le Cascate Vittoria.

Rafting
Victoria falls ´comunque il luogo ideale per chi ricerca scariche di adrenalina pura. Il rafting sullo Zambesi partendo proprio sotto le cascate é un’esperienza indimenticabile. 19 rapide tra il 4º ed il 6º grado da percorrere in una giornata.
Sette del mattino, dopo aver firmato una liberatoria in cui ci si assume tutte le responsabilitá in caso di morte inizia il briefing a terra: Obbedite ai comandi del timoniere: left, right, go,go, go, in, out, quando il gommone si rovescerà, si raccoglietevi in posizione fetale e lasciatevi trasportare dalla corrente, se incontrate una roccia portati in piedi in avanti, se incontrate un coccodrillo ......., attenzione alle rocce e ai mulinelli, se venite risucchiati dal vortice non fatevi prendere dal panico, attendete un minuto e dovrete riemergere, se non riemergete attendete un altro minuto .......... cooosa? Non fatevi prendere dal panico? Sotto a tonnellate d’acqua? Ma chi è questo? Da che mondo proviene? E i coccodrilli, ci sono i coccodrilli? Si ci sono, ma stanno tra una rapida e l’altra, nelle acque calme, normalmente non danno nessun problema, normalmente ecco, appunto, mai sentito parlare di sfiga? Il gagliardo termina rassicurandoci: la rapida più pericolosa,un sesto grado interminabile, detta amichevolmente il cesso del diavolo, verrà superata a piedi, sulla riva del fiume. Ci si dispone sui gommoni: nel nostro siamo in otto piú il timoniere, il “recuperatore” dei dispersi ci segue in kayak.
Comincia il briefing pratico: left, right, in, OUT e tutti si buttano in acqua GELIDA!!
Siamo partiti. Primo tratto di acque calme: il fiume è imponente, stretto tra due ripidissime pareti di roccia. Intravedo una striscia di schiuma bianca sullo sfondo; è la prima rapida, the boiling pot, un nome, un programma. Ci avviciniamo lentamente mentre la guida ci spiega come la affronteremo, cosa dovremo fare e poi non so che altro. Non ho il tempo di realizzare, stringo allo spasimo la corda del gommone e in un attimo precipito letteralmente dentro ad un turbine liquido, non vedo più niente, l’acqua è ovunque sopra e sotto di me, mi sento strappare via, resisto, l’adrenalina è al massimo, usciamo indenni dalla rapida liberando un urlo incontenibile di gioia e soddisfazione. Solo una signora è stata sbalzata fuori, la recuperiamo, ma questa scena si ripeterá ad ogni rapida. Era solo la prima e nemmeno la piú difficile, dopo di noi vari gommoni si rovesciano e dobbiamo recuperare i naufraghi. L’organizzazione é comunque impeccabile con i kayak fermi per lk’assistenza in prossimitá dei mulinelli piú pericolosi.
Dopo una mezza gironata di scariche di adrenalina si approda per il pranzo, qui termina la prima parte del percorso ed i piú stremati a fatica riecono a recuperare la cima del canyon. Abbiamo poco tempo dobbiamo trasferirci nell’Okawango e quindi rinunciamo alla seconda parte della discesa e alla doverosa cassetta video che sarebbe pronta solo in tarda serata. Mentre percorriamo la lunga strada rettilinea che ci porta nel cuore del Botswana, abbiamo ancora in corpo una buona dose di adrenalina e negli occhi le immagini dei muri d’acqua. Veramente strepitoso!!

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