belize www.born2travel.it

località: belize city, orange walk, caye caulker
stato: belize (bz)

Data inizio viaggio: martedì 1 maggio 2007
Data fine viaggio: domenica 27 maggio 2007

se vuoi saperne di più o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it

07. 05. 2007 Belize City (Belize)

Il mio progetto è iniziato! Una cosa che mi ha colpito appena salito sul bus per Belize City: scende l'autista, panciuto, nero ma con un viso buono, lo saluto con un "hola" spagnolo e lui, in perfetto inglese britannico: "Good morning", ah già il Belize, ex Honduras britannico, è ancora sotto il protettorato inglese, basti vedere che sulle banconote è raffigurata la regina Elisabetta II... Salgo sul bus e invece di un rumoroso Reggae Ton o musica latina c'è una serie di vecchie canzoni country americane, stiamo proprio entrando in una nazione completamente diversa dal Messico... Oltrepassiamo la frontiera e cambia anche l'orario! In 100 metri ci sono 2 orari differenti! Ci troviamo nella sconosciuta Belize! Sinceramente ero abbastanza teso perchè l'idea di venire qui era venuta a me quindi mi sentivo un pò responsabile soprattutto dopo i tanti diari letti, la guida nostra e i racconti di chi c'era stato. E' un posto estremamente pericoloso! Il turismo non esiste se non nelle isolette (ndr questo non è del tutto vero perchè visitando il Faro di Bliss abbiamo scoperto che Belize City è un pit stop per le navi da crociera, difatti accanto al molo c'erano tante bancarelle, oggi vuote perchè non son previste navi).

Mi sentivo un pò quando mi avventurai in Macedonia, ma in realtà finora è stato tutto così tranquillo! Alloggiamo in una Guest House molto spartana. "Barrack Road" il suo nome, non esisteva un nome più appropriato! Una stanza molto approssimativa, piccola e molto sporca e per di più anche costosa. Noi ci sappiamo arrangiare però la pulizia deve essere garantita! Purtroppo qui dobbiamo tenerci ciò che troviamo.

Nel giretto di perlustrazione facciamo pure una capatina in una scuola elementare accompagnati dal preside! Entriamo in una classe, che teneri, stavano studiando i comparativi, si alzano tutti in piedi! Chiacchieriamo un pò e li lasciamo alla loro lezione!

Trascorriamo tutto il pomeriggio visitando questa cittadina, pranzo tipico a base di pesce dalla famosa "Macy" tanto decantata da tutte le guide di viaggio! Visitiamo la chiesa più grande del Centro-America, il palazzo del Governatore e assaporato un pò di movida beliziana, cioè ozio allo stato puro con intermezzi di elemosina!

"Home sweet home"! Frase storica di rientro dopo un lungo viaggio, ma di certo non mi sarei mai immaginato di sussurrarla mentalmente rientrando stasera nella nostra fatiscente stanza! Ma è proprio così, Belize City mi ha proprio deluso! All'inizio ero rimasto un pò perplesso perchè la cortesia e la gentilezza delle persone conosciute fino a pranzo mi aveva disorientato. Mi aspettavo di incontrare tanta gente poco raccomandabile che magari ci importunava per chiederci soldi, invece tutti disponibili e carini; seduto su un marciapiede, mentre ci gustavamo un gelato: ananas e cocco coi ragazzi, commentavo che se non avessi letto tutte quelle cose cattive sul conto di questa città non ci avrei mai creduto! Ma mi sbagliavo! In fondo, se tutti dicono la stessa cosa un motivo ci sarà! Presto detto, ci sediamo in un bar a bere qualcosa, chiacchierare e leggere un pò la nostra guida quando si autoinvitavano al nostro tavolo, dandosi il cambio, vari personaggi: prima un innocuo vecchietto che si presentava come guida turistica, poi un 30enne mezzo brillo che decantava la Francia e odiava gli americani, infine un ragazzo un pò malconcio che dopo tante chiacchiere, improvvisamente comincia a minacciarci, ci mostra tante cicatrici, alcune anche fresche e coi punti cuciti alla "belle e meglio", alla prima occasione, gli offriamo una birra e ce ne scappiamo. Da una parte dovevamo provarlo pure noi, altrimenti avremmo riportato, erroneamente, che Belize City è il posto più tranquillo del mondo!

In un certo senso, come notava Carlo, è molto contraddittorio perchè la maggior parte della popolazione è formata dai Rasta la cui filosofia di vita è "No Money, No Problem", "Peace and Love" tra una canna di marijuana e l'altra. Tutti fratelli insomma, invece, qui li vedi che sembrano usciti da un video di Snoop Dog o 50 Cent, con pantaloni larghissimi, collane giganti e tutti si atteggiano a Criminal rapper.

Il bello è che più tramontava il sole più aumentavano questi tipi per strada (forse sarà stata solo una nostra suggestione). Vivono oziando e poi vengono a chiedere soldi a noi: comodo così! In serata, io e Carlo ne approfittiamo per star seduti ai bordi di un marciapiede ad osservare la vita quotidiana dei beliziani che ci scorre davanti, un pò come due spettatori al cinema e criticando aspramente la loro scarsa voglia di progredire.

Cara Belize City, puoi vivere, turisticamente parlando, solo coi turisti delle navi da crociera che ti sfiorano per pochi istanti, quelli come noi che davvero vorrebbero scoprirti e conoscerti così li fai scappare! E difatti l'indomani preso il primo traghetto ci dirigiamo a Caye Caulker: un'isoletta ad un'ora da qui e famosa grazie alla canzone di Madonna: Isla Bonita!


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