costa rica by born2travel

località: playa tamarindo, san jose, manuel antonio, arenal, la fortuna
stato: costa rica (cr)

Data inizio viaggio: martedì 1 gennaio 2013
Data fine viaggio: martedì 1 gennaio 2013

tratto da www.born2travel.it

25.01.2013 playa tamarindo (Costa rica)

[Stefy]: “Lasciamo l’isola alla volta del Costa rica. Un traghetto, un taxi e vari bus ci conducono alla frontiera. Mai vista una coda così lunga. Finite le solite pratiche burocratiche (impieghiamo quasi due ore), prendiamo un bus prima per Liberia e poi per la nostra destinazione finale: playa tamarindo!”

Quando varchiamo la frontiera notiamo che tutto il paesaggio cambia, se finora, passando da una nazione all’altra non avevamo notato grandi differenze, stavolta invece… la gente non salta più sugli autobus ancora in corsa ma forma delle ordinate file, si vedono ragazzi ben vestiti e spesso con tavole da surf sotto braccio, tutto ha costi esorbitanti…


26.01.2013 playa tamarindo (Costa rica)

Ci svegliamo e andiamo direttamente in spiaggia a tuffarci nell’oceano… in fondo dobbiamo solo attraversare la strada…

Al calar del sole, insieme ai nostri ormai inseparabili amici olandesi, partiamo alla volta di Playa Jesus, 15 km da qui, per cercare di vedere le grandi tartarughe verdi del Pacifico deporre le uova…

Comincia la ricerca, in fondo, non siamo allo zoo… speriamo bene! Proviamo prima in una spiaggia ma invano…seguiamo e nostre guide attraverso un sentierino che ci conduce in un’altra spiaggetta da film… il cielo è un po’ nuvoloso ma la luna piena riesce ad illuminare tutto!

L’attesa è lunga, la Natura ha i suoi tempi. Improvvisamente, in lontananza, scorgiamo sulla battigia una grossa macchia nera, sembra un piccolo scoglio, ma… osservando meglio… quella macchia nera appena sbucata dalle acque del Pacifico si muove… va verso la sommità della spiaggia, poi si ferma, cambia idea, si rigira per rituffarsi nel mare nero della notte.

In varie ore ne scorgeremo una mezza dozzina ed ogni volta l’emozione è grande… l’emozione di seguire questi grossi anfibi preistorici in silenzio, senza luci, alle loro spalle, cercando di non disturbare il loro lento movimento…



27.01.2013 playa tamarindo (Costa rica)

[Stefy]: “Dopo un’abbondante colazione con frutta tropicale ci rituffiamo tra le alte onde dell’oceano Pacifico. Trascorriamo l’intera giornata in quel dolce ma stancante far niente!”


28.01.2013 la fortuna (Costa rica)

Prendiamo quattro autobus per arrivare fin qui!
Il paesaggio è mutato completamente a mano a mano che percorrevamo il nostro cammino.
I surfisti della Billabong o della Quicksilver si allontanavano per far spazio a grandi colline verdi e mucche “Milka” tanto da farci pensare a paesaggi svizzeri alpini.

[Stefy]: ”Il nostro ostello è delizioso. C’è un’enorme cucina, un bel salottino con un grande giardino adiacente. Pensiamo di trattenerci qui almeno tre notti. Giusto il tempo di posare gli zaini che ci incamminiamo verso una cascata non lontana da qui dove Marco, Martin e Maria si lanciano con una liana nella pozza d’acqua gelida.


Mattina al mare, sera alle pendici del Vulcano arenal.



29.01.2013 la fortuna (Costa rica)

Partiamo per un hiking alle 3 del pomeriggio. Ci immergiamo completamente in una foresta pluviale che ti inghiotte inesorabilmente… non importa se fuori splende il sole, nel suo interno è buio.
Entriamo in un altro mondo, un mondo verde, mille tonalità diverse di verde e popolato da tanti animali. Scorgiamo un bradipo che sonnecchia in cima ad un albero, scende raramente e solo per poco tempo, i puma ed i giaguari sono sempre in agguato.
Uccelli variopinti dai colori accesi volano gioiosi e ti trasmettono un grande senso di libertà.

Dondoliamo su una liana a mò di Tarzan, ci inerpichiamo su scoscesi sentieri seguendo Guillermo, la nostra guida, uno dei superstiti dell’eruzione fatidica del 1968… allora si pensava che “arenal” fosse solo una montagna… la vita scorreva tranquilla tra i verdi pascoli… le prime avvisaglie furono date dalle mucche che improvvisamente smisero di abbeverarsi nel fiume… l’acqua era bollente… ma i poveri ed ignoranti contadini non potevano immaginare cosa stava per accadere… un bel giorno di marzo, la storia di la fortuna segnerà una data importante: il cielo si oscura, la terra comincia a tremare ed in pochi minuti per molti non c’è più nulla da fare… gas tossici scendono a valle alla velocità di 100 km l’ora uccidendo tutto ciò che incontrano… poi rocce incandescenti, come pioggia infuocata, terminano l’opera. Un intero villaggio è raso al suolo. arenal non era una montagna… arenal è un vulcano.

Proseguiamo il nostro cammino fino ad un letto di lava pietrificata. Guillermo ci mostra il suo album fotografico con tutta la storia del vulcano. Lui ha vissuto tutta la sua vita qui e con passione cerca di trasmetterci le emozioni che questo gigante ti può far vivere.

Comincia ad imbrunire ed abbiamo ancora tanta strada dinanzi a noi. Improvvisamente la nostra guida si ferma. Sembra terrorizzato. Ci fa allontanare dalla zona. C’è un pericolosissimo serpente pronto ad attaccare, evidentemente disturbato dalla nostra presenza. Ci mettiamo a distanza di sicurezza e lo osserviamo con ammirazione. Ci è andata bene. In due ore saremmo morti per un suo morso.

Andiamo avanti, stavolta con più cautela, mentre la foresta sprofonda nel buio più assoluto e neppure la splendente luna piena riesce ad illuminare il nostro cammino. Le creature della notte cominciano a sbucare fuori dai propri nidi, tane, buchi…

Ma è ora di rilassarci! Ci fermiamo in una hot spring, una corrente di acqua termale calda… a mollo per un’ora, come in una grande vasca con idromassaggio ci godiamo il momento ripensando alla grande avventura appena vissuta…



30.01.2013 la fortuna (Costa rica)

Di buon mattino ci ritroviamo in sella a docili cavalli per immergerci nuovamente in questa natura così fitta. Che sensazione di libertà trotterellare tra quei sentieri montagnosi… ci fermiamo per scendere di 700 metri per ammirare una maestosa cascata per poi ripartire a galoppo tra verdi praterie e azzurri canali… rimaniamo incantati da due tucani che fanno una breve apparizione e concludiamo questa indimenticabile avventura in una riserva di grandi farfalle colorate e microscopiche ranocchie rosse della grandezza di un’unghia!


31.01.2013 manuel antonio (Costa rica)

[Stefy]: “Come al solito, per raggiungere una destinazione, anche se non molto distante, dobbiamo viaggiare tutto il giorno cambiando numerosi bus. E così, partendo alle 5.30 del mattino da la fortuna ci ritroviamo prima a San Ramon, poi Punta Arenas, poi Queops, infine a destinazione!

Dodici ore di viaggio ma siamo di nuovo al mare!”


01.02.2013 manuel antonio (Costa rica)

[Stefy]: “Dopo un’intera giornata trascorsa a mollo in queste acque partiamo per Quepos per comprare i biglietti del bus per domenica per la capitale San Josè e per fare un po’ di spesa.

Tornati a manuel antonio ci sdraiamo sulla spiaggia giusto in tempo per godere quest’ennesimo spettacolo di Madre Natura: il tramonto sull’oceano.”



02.02.2013 manuel antonio (Costa rica)

[Stefy]: “manuel antonio National Park. All’ingresso ci muniscono di mappa che seguiremo dettagliatamente per non perderci nemmeno un metro quadro di questo paradiso della Natura. Varchiamo il cancello, sin da subito scorgiamo le grandi farfalle azzurre, arriviamo alla spiaggia, meravigliosa, ne è valsa la pena svegliarsi presto perché riusciamo a godercela senza l’orda dei turisti che poco dopo arriverà chiassosa.
Seguiamo dei sentierini lungo i quali incontriamo tante scimmie, lucertoloni, agouti…

continua su www.born2travel.it

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