Cuba

località: l'avana, varadero
stato: cuba (cu)

Data inizio viaggio: giovedì 22 febbraio 2007
Data fine viaggio: lunedì 26 febbraio 2007

Giunto a Cuba quasi per caso con un viaggio non previsto come appendice di un tour in centroamerica comprendente Messico, Guatemala e Belize. Infatti al termine dell'itinerario centroamericano io e un amico della penisola sorrentina ci siamo trovati a Cancun in anticipo sul volo di ritorno e così decidevamo di passare qualche giorno a Cuba. Raggiunto l'aereoporto di L'Avana con un ora di volo ci siamo diretti in un quartiere residenziale della città dove tramite un agenzia di Cancun avevamo prenotato in una affittacamere. La casa era pulita e ordinata come pure la camera, la signora gentile ma piuttosto severa con i suoi ospiti tanto che chiarì subito, abituata com'era con gli italiani alla ricerca di facili avventure che non sarebbe stato possibile portare ragazze da lei. La sera stessa facemmo una lunga passeggiata sul lungomare rendendoci conto dell'estrema miseria in cui vive questo Paese. Ogni persona che incontravamo per strada si offriva per aiutarci nella ricerca di qualsiasi cosa, dal ristorante, alla sala da ballo, alla ragazza per passare la notte. Avvicinandoci al centro passavamo di fianco a storiche case fatiscenti che presentavano facciate diroccate, terrazze cadenti, portoni sconnessi ma con tracce di bei fregi architettonici a ricordarci del loro glorioso passato. Una triste fine per questi palazzi sul lungomare un tempo residenza di aristocratici e ora bordelli. E' si, perchè qui a Cuba la prostituzione sembra essere l'unico bisness possibile e così ogni casa è un bordello e ogni ragazza che incontri per strada una potenziale prostituta. E non importa se si prostituisce facendoti credere che gli piaci o se ti accalappia per strada cercando di convincerti a possederla, l'importante è il compenso che ne segue perchè questo spesso per loro è l'unico modo per sopravvivere. E allora non ci si può sorprendere se i familiari sono accondiscendenti o addirittura se favoriscono questo mercinomio. Certamente per uno come me venuto a Cuba a solo scopo turistico il tutto appare molto squallido, soprattutto nel principale corso pedonale, il Prado, dove a prostituirsi sono le minori che ovviamente si dichiarano tutte diciottenni. Mangiamo, come faremo quasi ogni sera, un aragosta nel ristorante di un hotel che un tempo è stato sicuramente lussuoso. Cuba per ciò che offre è cara perchè gli stranieri pagano con il pesos convertibile, una moneta coniata solo per loro e ovviamente questa banconota ha un valore superiore al pesos dei locali, 16 volte più forte! Ovviamente non si disdegna neanche il dollaro americano ma ufficialmente è vietato. L'hotel dove ceniamo oltre all'aragosta ci offrirebbe una bella terrazza sul Prado, ma il corso è semibuio perchè qui bisogna fare economia sull'energia elettrica e l'oscurità favorisce la prostituzione. Torniamo al nostro alloggio in taxi. Il giorno dopo visitiamo L'Avana ma non abbiamo una guida con noi e così molte cose interessanti le saltiamo. La capitale di giorno è migliore, le prostitute non le vedi, ovvero si dedicano ad altro, hanno un impiego, vanno a scuola, insomma una vita normale perchè la metamorfosi avviene al calar del sole. Andiamo nel quartiere universitario dove c'è una bella scalinata di marmo, scuriosiamo in una libreria sbirciando libri antiamericani, ci informiamo sui bus per il mare dove andremo all'indomani e poi puntiamo sul centro. Di giorno sul Prado ci sono i bambini che giocano, le mamme che portano a spasso i neonati in carrozzina, i turisti che fanno le "vasche". Che altro può fare un turista a L'Avana, i negozi sono pochi e quelli che ci sono quasi vuoti o con cose che noi usavamo vent'anni fa e questo vale anche per i dischi, in vetrina ci sono quelli di vinile anni '60. Nei bar poi hai paura ad entrare perchè oltre a non esserci niente sono ospitati in luoghi dove temeresti a sederti. Ci sono ovviamente anche locali per turisti ma quelli sono solo ad uso loro e non rappresentano certamente la normalità. Oltre il Prado si apre una grande piazza alberata perchè L'Avana sarà pur povera ma è ricca di verde pubblico. Qui ci sono le statue di personaggi della storia cubana e il Campidoglio, del tutto simile a quello di Washington con le colonne di marmo, la scalinata e il cupolone.
Andiamo al nostro alloggio, il giorno seguente ci svegliamo di buon ora perchè con il taxi raggiungiamo la stazione dei bus e andiamo al Varadero, località balneare più nota di Cuba. La spiaggia è lunga ma niente di eccezionale, poco colore locale e tanto turismo internazionale. Facciamo il bagno e pranziamo in una capanna sulla spiaggia che serve pesce a modiche cifre. Rientriamo delusi a L'Avana, facciamo un giretto sul Prado e torniamo all'affittacamere.
Il giorno dopo evitiamo come ogni giorno i ragazzi che ci offrono cambi vantaggiosissimi ma che sono probabili truffe e scopriamo che il centro de L'Avana ha ancora molto da offrirci. Quasi per caso troviamo il centro storico e sembra un altra città, in poche decine di metri veniamo proiettati a cinquant'anni dal resto della Capitale. Il quartiere centrale è patrimonio dell'umanità ed è tenuto lindo e ordinato. Ci sono bei palazzi in stile spagnolo con patio fiorito, monumenti, piazze, parchi a verde, caffè e ristoranti dove suonano gruppi folkloristici. Del resto questa storicamente insieme a Santo Domingo era la principale città caraibica ed ora è la meglio conservata. La zona è totalmente pedonalizzata, presenta musei e case memoriale e una splendida cattedrale che visitiamo anche all'interno perchè, come altre, rivendica le spoglie di Colombo. Qui gli ampi viali percorsi da grosse auto americane anni '50 sono sostituiti da stretti vicoli e strade pedonali percorse da carrozze trainate da cavalli. Ogni tanto si nota qualche anziana mulatta vestita con un caratteristico abito e un copricapo multicolore fumare un enorme sigarone cubano. L'Avana storica è affascinante e ci dispiace averla scoperta solo ora. Torniamo al nostro alloggio per l'ultimo pernotto, il mattino dopo raggiungiamo l'aereoporto passando per l'immensa piazza dove avvengono le adunate popolari dominata da un alto obelisco e dalla celebre immagine del Che posta sulla facciata di un palazzo. All'aereoporto prendiamo l'aereo e torniamo a Cancun in Messico per proseguire il nostro viaggio in centroamerica.

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