Il Messico di Daniele Somenzi (con Vanni)

stato: messico (mx)

Data inizio viaggio: sabato 1 gennaio 2000
Data fine viaggio: sabato 1 gennaio 2000

Messico
è la quarta volta che vengo in Messico. Questa volta è proprio una toccata e fuga, Siamo io e Vanni al confine in arizona ed esattamente dentro al parco nazionale di organ pipe cactus. un posto secco con a ottobre 40 gradi, chissà d'estate quanti ce ne sono. Il nostro campeggio, si trova dal lato USA, ma è talmente vicino alla frontiera messicana che piantiamo la tenda a soli 5 metri dalla siepe che fa da confine.
Qui i coyote ululano di notte come fanno le iene in africa.
Passiamo a piedi la frontiera. uno sguardo rapido al passaporto e poi passiamo nel passato
un bus ci porta una decina di km a sud in Messico, qui scendiamo pagando un paio di dollari americani. Per Vanni è la prima volta in questo famoso paese reso noto dai molti film western che vediamo sulle nostre televisioni.
Notiamo subito le case scassate, qui certo non ci vuole l'architetto per costruirne una nè tanto meno, il permeso dal comune, la fai e poi chiedi l'allaccio della corrente, che regolarmente è fatta mettendo al cavo là in alto un nuovo filo che ti entra in casa, col contatore appeso al muro in strada.
A proposito, anche il gas, qui è in strada, notiamo che ognuno ha una grande bombola del gas che evidentemente viene riempita ogni tanto da un camion che passa. ma a che serve il gas in un posto cosi caldo? solo per cucinare? in Australia hanno anche i fornelli elettrici, ma, dimenticavo, qui siamo in Messico e regna la povertà
Sonoyta è il nome di questo posto, alcuni messicani con tanto di largo cappello vendono perterra delle cianfrusaglie. ma chi vuoi che gli compri un'ingranaggio di un cambio di chissa quale macchina o un semiasse o un fanale, se è fortunato passerà di li un'americano e compererà una cosa da mettere nella sua bacheca ogni sei mesi. e Questi pretendono di campare con quel che guadagnano? non capisco, comunque sarebbe buona opera portare in gita turistica, i nostri figli dall'Italia per vedere la miseria cosa vuol dire, peccato per la distanza.
Vanni è stupito da tanta povertà, io un po meno, l'avevo gia vista in africa anzi di peggio.
Prendiamo uno scassatissimo mezzo qui a Sonoyta e torniamo verso la frontiera a Lukeville,nei piu moderni Stati uniti, dove con i nostri passaporti Italiani ci fanno passare senza problemi. Sappiamo che ogni notte scappano dal Messico agli Usa decine di disperati per raggiungere la vicina Tucson, E noi questo lo possiamo confermare, Quella notte attraverso la rete rotta che fa da confine dentro al nostro campeggio, vediamo 2 ombre scappare verso nord.
Siamo veramente fortunati ci diciamo io e Vanni.
ciao ciao

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