Il Polo sud (antartide) di Daniele Somenzi

stato: antartica (aq)

Data inizio viaggio: sabato 1 gennaio 2000
Data fine viaggio: sabato 1 gennaio 2000

Penisola Antartica- Polo sud
postato da Daniele [22/01/2006 23:13]
Giuseppe anche per questa volta e´ il mio compagno di viaggi.Meno male che e´venuto altrimenti non avrei potuto supportare il prezzo della cabina singola sulla nave a non meno di 3500 euro ed in piena solitudine.Cosi. 2 in cabina e con la compagnia di un buon compagno di viaggi, gia´sperimentato in 4 mega viaggi, vedi Sud africa,Transiberiana e pacifico, Australia, Botswana. Ora che scrivo mi trovo nella vip lounge dell'aeroporto ezeiza di Buenos aires;Ieri sera con Giuseppe al cafe tortoni a vedere il tango argentino ballato dal vivo, molto bello. Ma iniziamo dall'inizio.Arrivati a Roma da Pisa, scopriamo che per motivi di overbooking,ci hanno spostato dalla classe economy alla business,il che non ci e´dispiaciuto affatto,visto che il biglietto per tale classe sarebbe stato di non meno di mille euro in piu,abbiamo anche usufruito della locale vip lounge. Il volo e´stato perfetto,i sedili si inclinano fino a quasi sembrare dei letti,e poi psicologicamente,sei rilassato al massimo. Dormito tutta la notte,arrivati in un attimo in Argentina,dove dopo aver preso un bus,ci siamo spostati all'aeroporto AEP per il volo nazionale diretto alle cascate di Iguazu,che io avevo gia´visto.Ma il sogno di Giuseppe era proprio questo. Il txista di turno era il tipo giusto che ci voleva,infatti ci ha portato in un albergo bello e non troppo costoso e sopratutto non in centro citta´.Lui si e´offerto di portarci all'indomani a spasso per le cascate, cosi´l'itinerario e´stato di andare dall´Argentina al Brasile e poi a fare il giro col deltaplano 2 posti a motore sulla diga piu´grande del mondo:la diga di Itaipu. Finalmente,dopo l'aborto di decollo alle cascate vittoria in Zimbabwe 2 mesi fa´, sono riuscito a prendere il deltaplano.Casco con microfono,motore rotax,fotocamera su un ala, e via verso il cielo. Il volo di soli 10 minuti,e´stato appena sufficiente per vedere la maestosa diga che alimenta di elettricita´Paraguay e Brasile. Naturalmente ho filmato a raffica con la mia mouviecamera,l'atterraggio era un po´turbolento ma e´andato bene. appena a terra Giuseppe e´decollato con lo stesso pilota e deltaplano. Le foto del volo in digitale ci sono state ventute su dischetto. Il taxista ci ha poi portato al lato brasiliano delle cascate. Maestose come la prima volta,Giuseppe ci e´rimasto all'incanto. Piu´tardi rientrati in Argentina, e´stato il turno di andare alla base delle cascate su un gommone con una quindicina di turisti, e questo giro, novita´per me, e´stato molto emozionante, sopratutto al momento della doccia sotto la 2 cascate. La risalita e´stata a piedi con i sentieri,il sole picchiava e 35 gradi erano tanti,pero´sono stati utili per asciugare il mio portafogli e contenuti,zuppi dall'acqua delle cascate. L'appuntamento con l'amico fritz era nei parcheggi all'uscita delle cascate,il quale ci ha riportato all'hotel dove un bagno in piscina non ce lo ha tolto nessuno. Dopo cena, a nanna. Il volo del giorno dopo con aerolineas argentinas era la mattina,col solito md 80 molto silenzioso,la coincidenza a Buenos aires e poi prosieguo per la terra del fuoco. Ad Usuhaia siamo atterrati quasi 4 ore dopo. Dopo aver sorvolato la pampa e la patagonia.Per fortuna il tempo era bello. L'albergo era tipo un ostello ma essendo vuoto,la camera era tutta a nostra disposizione. Una camminata per la citta´e poi su per i monti ce la siamo fatta, il panorama dall'alto era suggestivo,e al porto si scorgeva la motonave da crociera Marco polo dove saremmo poi dovuti inbarcarci lo stesso pomeriggio con destinazione antartide. Finalmente,alle 14.30.ci siamo fatti portare col taxi a porto e dopo aver percorso gli ultimi metri della panchina a piedi sino ai piedi della nave,con i bagagli alla mano, l'imbarco. La sorpresa che ci hanno assegnato una cabina piu´grande e al 9no piano anzi che al 2do. Il sole ad Usuhaia nasce a gennaio,alle 4 am e cala alle 23.Siamo salpati verso le 20 per il lungo canale,poco dopo aver fatto le solite esercitazioni col giubbotto salvagente,tredicesima volta per me e prima per Giuseppe. Poi a nanna,con il sole ancora laggiu´all'orizzonte. Il canale del Drake,largo un giorno di navigazione,era mosso, la nave ballava abbastanza e il malessere era su tutti i 495 passeggieri di questa crociera,pero´era una cosa prevista,infatti lo stretto del drake ai confini tra capo horn e la penisola Antartica,e´famoso per le decine di naufragi avvenuti in epoca dei conquistadores,molti galeoni e velieri giacciono sul fondo, col loro carico di homo sapiens. La soluzione migliore al mal di mare e´quella di stare sdraiati a letto.La Marco polo,ha una stazza di circa 20000 tonnellate e porta massimo 800 passeggieri piu´l'equipaggio.Pero´solo per le crociere in antartide,non ne puo´portare piu´di 500 per motivi di sbarco sul suolo antartico fatto dalle leggi internazionali che vietano piu´di 100 persone per volta a terra. La mattina seguente io e Giuseppe ci svegliamo in un sogno,innanzi tutto il tormento del mare mosso era terminato durante la notte,il mare era piatto,poi la visione che ci si e´presentata davanti ci ha fatto dimenticare all'istante i 3000 euro pagati e il brutto giorno precedente. Montagne rocciose altissime a destra e sinistra della nave con decine di metri di neve e ghiacci sopra,iceberg ovunque grandi e piccoli,colonie di pinguini a go go, foche che si crogiolavano al sole sui ghiacci galleggianti, i guizzi dei pinguini che prendevano ossigeno dopo aver volato in immersione a 40 km all'ora,il tutto contorniato da una giornata serena e dalle balene ed orche che facevano da cigliegina finale. La temperatura era di 6 gradi +.Quasi saltavamo la colazione al buffet per l'incanto.La mia telecamera ha bruciato in un colpo solo una cassetta da 60 minuti e svuotato le 2 batterie,per non parlare delle 200 foto elettroniche fatte. Il programma era quello di scendere sui gommoni zodiac a 10 alla volta per´senza scendere a terra,l'avremmo fatto all'indomani.Il nostro turno era alle tre del pomeriggio,la Marco polo non era ancorata,doveva a suon di eliche, schivare in continuazione gli iceberg che si avvicinavano troppo allo scafo.Quando ci siamo seduti sul gommone io e Giuseppe assieme agli altri turisti(quasi tutti americani e con 35 anni per gamba)l'eccitazione era ai vertici.Un naturalista ci spiegava i nomi dei gabbiani albatros e vari pinguini che vedevamo man mano che ci allontanavamo dalla nave blu. Avevamo tutti noi un giubbotto rosso chiamato parka,regalatoci il giorno prima dalla orient line,oltre a quello il giubbotto gonfiabile in caso di caduta in acqua.


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