IL MONDO CHE NON ESISTE. LA CAMBOGIA.

stato: cambogia (kh)

Data inizio viaggio: martedì 27 settembre 2005
Data fine viaggio: domenica 9 ottobre 2005

Ormai la passione per il sud-est asiatico è per me "malattia conclamata".
Cambogia. Anche ora, tornato dal viaggio, ancora il nome di questo paese mi crea uno strano effetto. Un nome che evoca mistero, avventura e anni di orrori a molti sconosciuti...
Come sempre si parte da Barcelona, questa volta in compagnia di Stefano, collega di lavoro, compagno di viaggi ma, sopratutto, amico...

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PHNOM PENH

martedì 27 settembre 2005

Le tante ore passate in aereo non tolgono l'emozione al momento di atterrare all'aeroporto di Phnom Penh.
Per $20 si può ottenere il visto all'arrivo, sperimentando subito come la macchina burocratica cambogiana non abbia nulla da invidiare a quella italiana...Una schiera di circa 20 funzionari doganali, pagati non più di $100 al mese, si passano il passaporto l'uno con l'altro. Ognumo ha le sue funzioni ben precise: uno ti dice il prezzo, l'altro sfoglia il documento.Il seguente cercala pagina vuota, uno mette il timbro e l'atro lo firma...e cosi via per 10 minuti...
All'esterno un nubifragio ci accoglie e uno sciame di motorini made in china ci avvolge. La Cambogia ci da il benvenuto.
Il riverside della capitale è dove i pochi hotels si concentrano e grazie all'indispensabile Lonely Planet scegliamo il California2Guesthouse. $19 per una doppia con conforts e vista fiume assolutamente inaspettati.
I giorni a Phnom Penh passano all'insegna di un'umidità quasi insostenibile e di un susseguirsi di emozioni cosi contrastanti tra loro, che lasceranno un segno indelebile nei nostri animi per un lungo lungo tempo...
Il palazzo reale con la sua Silver Pagoda (che molto ricorda il complesso di Bangkok), il Wat Phnom, il monumento all'indipendenza, le case e palazzi risalenti al periodo del colonialismo francese sono le principali attrazioni di una capitale lontana anni luce dal mondo da noi concepito...
I monumenti sono tutti visitabili girando la città a piedi, optando per le distanze piu lunghe uno degli innumerevoli tuk-tuk o mototaxi...da dimenticare quello che viene considerato un servizio pubblico di trasporti, qui è qualcosa di assolutamente sconosciuto...
A Phnom Penh c'è poi un edificio che merita una nota particolare: il Tuol Sleng Museum.
Una vecchia scuola ,trasformata in centro di torture durante il regime dittatoriale di Pol Pot. Tristemente conosciuto come S-11, il complesso, forse per il suo stato di conservazione, forse per la solitudine che i pochissimi turisti aggiungono a le solitarie aule, fa conoscere a chi passa tra le migliaia di foto di volti ormai persi, una realtà, un genocidio ai piu sconosciuto. E tutto ciò avvenne soli 26 anni fa.
Limmagine di dolore, di una nazione e di un popolo decimato dai suoi propri leaders e costretto ad uccidere i propri vicini di casa e i propri familiari, culmina con la visita delle fosse comuni dei Killing Fields of Choeung Ek. Raggiungibile in circa 30 minuti, il solo tragitto tra i sobborghi periferici e le campagne attorno a Phnom Penh merita la visita...
...i mercati di Psar Tuol Pong (Russian market) ma sopratutto il centrale Psar Thmei market con i suoi ragni e vermi fritti, parti metalliche di imprecisati veicoli e vestiti di ogni genere tra macellerie all'aria aperta, ci rimettono quel sorriso che per parte della giornata avevamo perso...
...lasciamo cosi, dopo 3 giorni, Phnom Penh con i suoi elefanti, le scimmie e i sorrisi di una popolazione fantastica, che gia ha cominciato a catturarci...

SIHANOUKVILLE

sabato 1 ottobre 2005

7 del mattino. L'appuntamento è a quella che viene considerata la stazione dei bus cittadina. Piu semplicemete una marea di mezzi vecchi di almeno 20 anni parcheggiati un po dove capita nel bel mezzo della piazza principale. I turisti si contano sulle dita di una mano e cosi, aspettando che il nostro pullman riesca ad uscire dal suo parcheggio (alla fine ci riesce, ma si "carica" un pulmino ed una pompa di benzina!) ci intratteniamo con chi come noi aspetta un bus per chissà dove..
Per percorrere 230km ci mettiamo quasi tutto il giorno, ma per lo meno è impossibile perdersi, visto che in tutto il paese esiste una sola strada propriamente asfaltata...il viaggio, anche se stancante, è estremamente affascinante, passando tra campi di riso innondati, capanne e piccoli centri urbani con gli immancabili mercati, il tutto segnato però da una situazione igienica ai limiti dell'immaginabile, con bambini cha fanno il bagno in pozze d'acqua nera dove non ci sono pesci ma rifiuti di ogni genere...
Sihanoukville, considerata la principale località turistica della costa, è un tranquillo villaggio che cerca caoticamente di apparire come uno dei tanti resorts costieri della vicina Thailandia. Ma la differenza è enorme. E non in negativo.
Alloggiamo al Occheutel Beachside Bungalows, dove anche qui gli standards superano di gran lunga la media del paese. $15 meravigliosamente spesi, trovadoci tra l'altro a 1 minuto dalla spiaggia chiamata Serendipity.
Per tre giorni ci dedichiamo al dolce far nulla. A parte un'escursione in barca nelle vicine isole, tra cui la bella Bamboo Island, passiamo le ore a mangiare ed a mischiarci con i cambogiani che hanno deciso come noi di passare il week-end al mare. I turisti anche qui si contano su una mano. E allora ci ritroviamo accerchiati da una moltitudine di bambini...ed io non posso fare a meno di innnamorarmi di due di loro. Sono intelligenti e simpatici e la loro gioa di vivere rimarrà per sempre nel mio cuore...
Sihanoukville non puo' essere trascurata in un viaggio in Cambogia...e le passeggiate alla ricerca di un bar nel buio piu assoluto della notte, ancora li ricordo ridendo...

SIEM REAP

martedì 4 ottobre 2005

Non è di certo per le autostrade che abbiamo scelto la Cambogia, ma un unica strada a lunga percorrenza asfaltata in tutto il paese che sempre costringe a dover passare per la capitale, non aiuta a rendere un po meno sfaticante il raggiungere Siem Reap...se poi durante le 12 ore di bus ti accompagnano galline, ragni ed almeno 60 bambini (nota: il bus ha 48 posti...) che a squarciagola cantano i successi delle charts cambogiane...
Trovare un tuk-tuk alla stazione x raggiungere il centro città non è difficile. Difficile sarebbe non trovarne.
Scegliamo l'hotel T.Rosa Villa (NH6) a soli 5 mins dal centro. Questo ci permette una stanza pulita, fresca ed uno staff nel miglior stile cambogiano. E tutto a soli E.6 a persona.
Siam Reap è molto piccola, ma nello stesso tempo il numero di turisti supera ampiamente quello della capitale, ed hotels e ristoranti sono ovunque. E tutto si devo alla prossimità del complesso archeologico di Angkor.
La città in se non offre molte attrattive turistiche, ma la piazza centrale con il suo piccolo mercato ed i bar tutt'intorno sono perfetti per riposarsi dopo ore di cammino tra le rovine di Angkor...
...io e Stefano decidiamo cosi di affittare un paio di biciclette e di uscire dal paese pedalando: capanne di paglia e sorrisi ci hanno fatto compagnia per tutto il percorso (totalmente a caso...) e cosi facendo abbiamo respirato un po di vera Cambogia...
Angkor è imperdibile. Ed ovviamente caro entrarci ($20 x un giorno), ma assolutamente tutti ben spesi. Una sola giornata è sufficiente per visitare i templi piu importanti. Il loro splendore è immenso. Un tuk-tuk contrattato per le strade di S.R. è indispensabile x muoversi all'interno dell'area archeologica, ed $8 per tutto il giorno è un prezzo piu che onesto.
Angkor Wat, il complesso piu famoso ed impressionante non da spazio a parole per descriverlo. Solo l'occhio può capire...ed evitando i costosissimi elefanti, da non perdere è il tramanonto dal Ta Prom Kel. Indimenticabile anche se un po troppo affollato...
Abbiamo poi dedicato un giorno per visitare il floating village sul Tonlè Sap Lake, il piu grande del sud-est asiatico.
Io e Stefano eravamo gli unici 2 turisti sul grande barcone a passare tra le palafitte e case galleggianti dove la povertà tocca uno dei soui picchi piu profondi, lascia un segno indelebile nell'anima. Ed i bambini che stando a galla in delle grosse pentole, spontandosi utilizzando come remi grossi rami d'albero e assalendo le barche come pirati per chiedere un misero dollaro, lascia un silenzioso dolore, impossibile da sanare...
Ed è con tutto cio che lasciamo la Cambogia per tornare alla realtà, migliore o poggiore proprio non so, ingiusta senza dubbio.
I Cambogiani non hanno nulla, ma tutto da invidiarci. Ma parlando con loro, camminando per le loro strade ci si accorge che, incredibilmente, anche abbiamo qualcosa da invidiare loro: quella voglia di vivere ed andare avanti e quel sorriso, vero, che sempre sono pronti a regalarti.