Shaanxi

località: x'ian
regione: shaanxi
stato: cina (cn)

Data inizio viaggio: venerdì 4 marzo 1983
Data fine viaggio: domenica 6 marzo 1983

Giunto in questa Provincia della Cina con volo da Pechino come tratto di un Tour più ampio effettuato con un gruppo di 4 amici. Durante il viaggio abbiamo fatto conoscenza con altri 5 compagni di avventura. Essendo la Cina oltre che un Paese un subcontinente ho diviso l'itinerario in più diari di viaggio.

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Arrivo a X'Ian

venerdì 4 marzo 1983

L'aereoporto di X'Ian dove giungiamo nel primo pomeriggio con un volo da Pechino è piuttosto lontano dalla città. Pranziamo nel ristorante dell'aereoporto ma sarà il peggior pasto di tutto il tour in Cina, unica giustificazione l'ora un pò tarda. Non riusciamo a mangiare quasi niente, per fortuna qualcosa da mettere sotto i denti ce l'avevano servita sull'aereo. Attraversando una zona di campagna giungiamo a X'Ian per visitare il locale Museo archeologico. X'Ian è la culla della civiltà cinese, è stata più volte capitale, da qui hanno governato numerosi imperatori tra cui quelli delle dinastie degli antichi Quing, dei Tang e dei primi Ming. Il Museo raccoglie preziosi reperti dei vari periodi storici che caratterizzarono X'Ian e la Provincia dello Shaanxi tra cui numerosi manufatti metallici come vasellame. C'è pure qualche guerriero di terracotta sottratto tra quelli rinvenuti nei famosi scavi. Da Pechino ci ha seguito la nostra guida, il giovane Franco, a cui qui si è aggiunto un ragazzo locale che ci fornisce descrizioni sommarie di quello che vediamo conservato nelle teche. Il Museo è ben tenuto ed organizzato in modo eccellente a dimostrazione dell'efficenza di cui la Cina va orgogliosa. Da qui andiamo verso il centro storico circondato da lunghissime e possenti mura che formano un rettangolo da cui di tanto in tanto sporgono bastioni. Entriamo dalla porta sud che poi visitiamo salendo sul largo camminamento di ronda. Dall'alto si nota il fossato sottostante che rendeva questo complesso di mura inespugnabile. Lungo il tracciato ci sono dei festoni colorati residuo della recente festa delle lanterne, in pratica sono sagome fantasiose che in quell'occasione vengono illuminate. Dopo la visita di questo tratto di mura il microbus messoci a disposizione ci porta nell'Hotel dove soggiorneremo. Questa mattina ci siamo alzati presto per cui dopo cena optiamo per ritirarci nelle nostre camere.

I Guerrieri di Terracotta, la Moschea, gli spettacoli

sabato 5 marzo 1983

Iniziamo la giornata con un abbondante colazione in Hotel. Come al solito in Cina il personale è superiore alle vere necessità e così osservi che per cuocere un paio di uova strapazzate ci sono ben due cuochi, uno che spacca il guscio e l'altro che le cuoce. Non è una novità da queste parti, ho visto negozi con un paio di persone addette solo a chiudere ed aprire la porta ma in questo Paese c'è più di un miliardo di persone e tutti dovranno pur lavorare!!
X'Ian ha dato tanto alla storia cinese ma non sarebbero molti a venire qui se durante lo scavo di un pozzo un contadino non avesse scoperto casualmente i celebri guerrieri di terracotta. Ne abbiamo avuto un anticipazione osservando ieri quelli esposti al Museo ma oggi ci aspetta l'intero esercito. Prima di arrivarci sostiamo in una fabbrica di Stato che produce soldati di terracotta in serie e mobili di ceralacca. Ci fanno vedere gli stampi con cui vengono prodotti ed assistere ad un processo di lavorazione. Attraversiamo poi una zona di campagna dove emerge qualche tumulo piramidale, tomba di imperatori di antiche dinastie. Nei pressi di uno di questi tumuli, quello relativo all'imperatore dei Quin che diede inizio alla costruzione della Grande Muraglia, si trova il suo grande esercito seppellito insieme a lui a difesa della valle che ospitava il suo sepolcro. Le migliaia di statue, una diversa dall'altra, sono custodite in alcuni grandi hangar, gli scavi non sono stati ancora completati e anche durante la nostra visita vediamo un gruppo di esperti intenti ad esaminare i reperti. Ci sono parti dell'esercito non nancora restaurate, altre invece presentano i soldati schierati in assetto di guerra con tanto di cavalli a seguito. Mancano invece le armi che furono trafugate da un Generale alcuni anni dopo la morte dell'imperatore e i carri di legno consumati dal tempo. Dopo la visita agli hangar dell'esercito entriamo nel Museo che conserva all'interno di grosse teche i carri di bronzo dell'imperatore e alcune armature. All'uscita dell'area archeologica incontriamo anche il famoso contadino che scoprì casualmente i guerrieri dando inizio allo sviluppo turistico di X'Ian e dell'area circostante, è qui per firmare autografi e farsi scattare una fotto ma il tutto rigorosamente a pagamento. La sua autenticità è accertata dalle immagini esposte che lo ritraggono con il Presidente cinese e con Bill Clinton. Finita la visita rientriamo in città, dopo il pranzo visitiamo la Grande Pagoda dell'Anatra Selvatica, un'alta costruzione a più piani edificata per custodire i testi sacri che un monaco buddista portò dall'India. La pagoda è inserita in un Monastero dove si trovano alcuni edifici recenti che narrano la storia del monaco-viaggiatore attraverso graffiti su metallo. Il complesso buddista si affaccia su due grandi piazze una delle quali ha una scenografica fontana al centro ed è affollata di gente in occasione di una festa. Da qui torniamo nel centro storico dopo aver percorso per un tratto la strada che gira intorno alle mura che lo racchiude. Il fulcro della città passa per le Torri del Tamburo e della Campana, nei pressi delle quali si trova la zona islamica con la Grande Moschea. L'islam giunse fin qui con i mercanti che percorrevano la lunga via della seta che dal Mediterraneo dopo migliaia di chilometri attraverso l'Asia centrale giungeva a X'Ian. La Grande Moschea presenta un architettura strettamente buddista con pagoda al posto del minareto. Il tempio è circondato da un Suk molto ordinato, ben diverso da quelli che si trovano in altre città islamiche, l'unica analogia è che anche qui bisogna contrattare. Alle varie bancarelle io e due dei miei compagni di viaggio preferiamo il teatrino delle ombre cinesi che presenta un breve spettacolo al suono di strumenti tradizionali. Non comprendiamo niente di quello che dicono le ombre ma è piacevole vedere muovere queste sagome da dietro un telo illuminato. Il teatrino si trova all'interno di una antica casa signorile con tanto di arredamenti e giardino. Lasciamo con il microbus il centro di X'Ian per raggiungere un grande Teatro che al posto della platea ha un elegante ristorante con i tavoli posti su due piani. Ci fanno accomodare al piano superiore, il servizio è raffinato, sul tavolo c'è una rosa e mentre ceniamo siamo allietati dal melodico suono di uno strumento cinese a corda. Alla fine del pasto, uno dei migliori dell'intero tour, si apre il sipario e inizia un meraviglioso spettacolo dedicato alla dinastia dei Tang. Se i primi Quin hanno reso celebre X'Ian con i loro guerrieri di terracota i Tang rappresentano l'età aurea della città nel corso della sua millenaria storia. I Tang hanno rappresentato in Cina ciò che il Rinascimento è stato per l'Europa. Per tutta la durata della rappresentazione apprezziamo le curatissime scenografie, le danze aggraziate delle danzatrici, la melodia della musica eseguita con gli strumenti tradizionali cinesi contraddistinta dalla dolcezza dei suoni cadenzata dal battito dei tamburi. Sfilano imperatori, imperatrici, concubine, eunuchi, dignitari in un tripudio di grazia ed armonia, uno spettacolo che rimarrà nella nostra memoria per sempre. Dopo queste due intensissime ore torniamo in Hotel completamente appagati.

X'Ian

domenica 6 marzo 1983

Ci alziamo di buon ora e dopo la solita abbondante colazione in Hotel saliamo sul microbus a nostra disposizione per un ultima visita in città. Percorriamo il viale che circonda le possenti mura per poi raggiungere la Piccola Pagoda dell'Anatra Selvatica e il parco circostante. Anche in questo parco, come avevamo visto in quello del Tempio del Cielo a Pechino, ci sono gli anziani che danzano e fanno Tai Chi. La Pagoda è decisamente più piccola dell'omonima definita Grande che abbiamo visitato ieri pomeriggio, inoltre a causa di un terremoto di molto tempo fà risulta priva della cima. Nei pressi entriamo in una sala espositiva di pittura e scrittura cinese dove una ragazza scrive su un foglio il nostro nome con i caratteri locali. Sono tutti stratagemmi per indurre all'acquisto, ieri ad esdempio al Tempio della Grande Pagoda ci hanno regalato una cartolina con il timbro del nostro segno zodiacale, diverso dai nostri segni occidentali. Scrivere in cinese è un arte e chi scrive in bella calligrafia è considerato un artista alla pari di un pittore. Del resto credo che non sia affatto facile comporre questi complicati monogrammi. Lasciamo X'Ian e ci dirigiamo all'aereoporto passando per la campagna. A X'Ian abbiamo incontrato meno polizia che a Pechino ma la città è comunque ordinata e pulita. Il nostro volo ci porta a sud-ovest, atterreremo a Guilin di cui vi parlerò nel relativo itinerario.