Corea del Sud by www.born2travel.it

località: seoul, incheon
stato: korea del sud (kr)

Data inizio viaggio: domenica 1 marzo 2009
Data fine viaggio: sabato 28 marzo 2009

se vuoi saperne di più o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it

22.03.09 Seoul (COREA DEL SUD)

Sono le 3.56 del mattino… Tutti dormono attorno a me…
Il mio stomaco, il mio fisico, la mia mente sono completamente stravolti ormai… Che ora è? E’ mattina, pomeriggio o sera? E che giorno? In Italia è il 21 marzo o il 22? E qui?

Stamattina all’alba abbiamo lasciato il nostro ostello, le nostre auto, Christchurch…. Con un volo Qantas siamo ritornati ad Auckland. Tutto ebbe inizio lì e tutto finisce lì….
Durante il volo, Bruno pensieroso rifletteva: “E’ incredibile, in un’ora e mezzo abbiamo coperto ciò che abbiamo fatto in tre settimane…”!
Ad Auckland piano piano cominciamo a “switchare”. Già nella sala d’aspetto dell’aeroporto, mentre attendevamo il nostro volo, gli occidentali si contavano sulle dita di una mano… Attorno a noi solo gente dagli occhi a mandorla (cinesi, giapponesi, coreani), anche le hostess e persino il nostro aereo (Korean Air) ha gli occhi a mandorla!

La Nuova Zelanda è ormai un lontano ricordo… Siamo da subito catapultati nel mondo orientale, gli ideogrammi sono dappertutto,non capiamo più nulla… persino il menù è orientale… Noodles e salmone o riso alla coreana?
Dieci lunghe, scomode ed interminabili ore ci fanno sorvolare vari paradisi terrestri, dalle isole Fiji a quelle Cook, da Marshall a Guam… Ma la nostra destinazione è la capitale della Corea del Sud!
Penso a Seoul e mi vengono in mente le Olimpiadi, i mondiali di calcio e l’arbitro Moreno, l’eliminazione contro la squadra che ospitava l’evento…
Atterriamo alle 20.20 e cerchiamo di sbrigare tutte le formalità burocratiche al più presto, siamo troppo curiosi di almeno assaggiare questa città misteriosa!

45 minuti di bus e raggiungiamo “In-Sa-Dong”, il centro di cui ci aveva parlato una coreana conosciuta nell’aeroporto di Auckland.

Incontreremo tantissime difficoltà nel fare anche le cose più semplici o raggiungere i luoghi più famosi vista la totale ignoranza della lingua inglese da parte dei coreani, di tutte le età, dai giovani ai tassisti…

Ceniamo in un ristorantino tipico, mangiamo le cose più tradizionali suggeriteci dal cameriere e via alla ricerca della nostra “In-Sa-Dong”.
Per forza di cose questa città mi ricordava un po’ Hong Kong anche se in scala molto ridotta. Mi aspettavo enormi palazzoni e maestosi grattacieli ma nulla di tutto ciò… E’ vero che non abbiamo girato molto ma l’impatto iniziale è stato questo!
In compenso, tra una birra coreana ed un sachè giapponese, tra una pepsi ed una coccola abbiamo trascorso parte della serata scherzando e chiacchierando…

La cortesia ed il rispetto proprio dei Paesi orientali anche qui si avverte molto… Inchini per salutarci o congedarsi da noi, tutto offerto con grazie e con entrambe le mani (persino il conto).

Nel frattempo sono le 4.25 del mattino e come tanti accampati siamo sdraiati sulle panche dell’aeroporto internazionale di Incheon

Grazie corea


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