MALAYSIA IN LIBERTA'

località: sipadan, sukau, sepilok, kuala lumpur, taman negara, isole perhentian
stato: malesia (my)

Data inizio viaggio: venerdì 29 luglio 2005
Data fine viaggio: martedì 23 agosto 2005

Il nostro primo viaggio fai da te in Venezuela ci aveva chiarito una volta per tutte la differenza con una vacanza organizzata e credo ci abbia aperto gli occhi sulla vera essenza del viaggio.
Per questo motivo anche in questa occasione il nostro programma estivo è stato all’insegna dell’avventura; il Venezuela stesso oltre ad averci riempito di indimenticabili ricordi ed averci regalato la bellezza dei suoi paesaggi, ci ha lasciato un piccolo senso di dispiacere per non avere potuto visitare altrettante zone interessanti.
Quest’anno il tempo a disposizione era maggiore e la nostra volontà era quella di scoprire il più possibile della nostra meta: la Malaysia.
Partenza da Bologna il 29 di luglio, scalo a Roma e poi in volo con la compagnia di bandiera, la Malaysian Airlines.
Come sempre le compagnie del Sud-est asiatico si fanno apprezzare per il servizio e confort impeccabile…..la Veronica come sempre dorme come un ghiro per tutto il lungo tragitto ma questa volta il monitor personale con TV e video giochi (in classe turistica) mi fa passare un po’ di tempo.
Arriviamo all’aeroporto di KL(Kuala Lumpur) ma non ci fermiamo, la nostra destinazione è il Borneo, nello stato del Sabah. Arrivaimo nella capitale Kota Kinabalu, città da cui il giorno dopo avremo il collegamento per Sipadan, paradiso per noi subaquei….e non solo.
Il volo del giorno seguente verso Tawau ci permette di ammirare il Monte Kinabalu( il più alto del sud-est asiatico con i suoi 5000metri abbondanti)all’alba, il trasferimento a Semporna in pulmino è un po’ lungo ma ci permette di constatare che oramai la famosa foresta del Borneo è stata irreparabilmente disboscata a favore di anonime(ma per la popolazione più redditizie)piantagioni di palme da olio. Finalmente dopo un’ora di barca arriviamo a Mabul; quest’isola assieme alla vicina Kapalay è l’unica porta d’accesso a Sipadan in cui non è più consentito pernottare dopo il rapimento di turisti avvenuto da alcuni ribelli filippini qualche anno fa.
Mabul island è una bellissima isola tropicale, qui è tutto organizzato per le attività subaquee e si vive a stretto contatto con la popolazione per la presenza di due villaggi locali. Quando si raggiunge Sipadan, ci si trova davanti una perla in un mare turchese, quello che abbiamo avuto l’opportunità di vedere nelle profondità di quel mare rimarrà sempre impresso nella mia mente; la barriera corallina che scende negli abissi a perdita d’occhio, le decine di tartarughe che non curanti si aggirano tutte attorno, gli squali di barriera, i branchi di Jack che si muovono quasi a formare un vortice e i coralli…..tre giorni di immersioni…..senza parole!!L’unica consolazione partendo da Mabul erano le foto subacquee che con la mia nuova macchina digitale finalmente ci avrebbero lasciato un bel ricordo ed il video che ci aveva girato da un’ istruttore.
Dopo il primo assaggio di sole e mare la seconda tappa era la foresta; oramai purtroppo tutto quello che rimane di questo antichissimo polmone verde è racchiuso in alcune aree protette oppure addentrandosi per centinaia di Km all’interno; noi abbiamo scelto di raggiungere Sukau, lungo il fiume Kinabatagan; i due giorni sono trascorsi visitando le Gomatong caves dove si raccolgono i nidi di rondine, navigando lungo i fiumi e facendo un po’ di trecking in mezzo alla giungla.
Il Borneo malese è una di quelle rare zone in cui si possono ancora incontrare gli animali allo stato libero; serpenti, varani, e le tipiche scimmie nasiche sono gli avvistamenti più comuni, per gli elefanti ed i rinoceronti…..non siamo stati così fortunati.
Arrivati nella città di Sandakan abbiamo trascorso la notte; il giorno seguente era d’obbligo la visita a Sepilok,all’Orang Utang Reahabilitation Center. Questo parco racchiude un gran numero di esemplari di Urang Utang che sono stati salvati dalle più diverse difficoltà; all’ora di pranzo iniziano a volteggiare tra le funi per ricevere le loro banane…sono i nostri antenati….e a volte si capisce molto bene…..i piccoli sono davvero troppo carini ed ispirano tanta simpatia e tenerezza.

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Malesia Peninsulare

sabato 6 agosto 2005

Era ora di partire per la Malesia Peninsulare, arriviamo a Kuala Lumpur che era sera; il primo impatto con la città e con l'aeroporto che ci trasmette una sensazione di progresso e ricchezza.
La nostra base a KL sarà l'Hotel Swiss-Inn a Chinatown, un'albergo abbastanza economico e nel bel mezzo dell'incredibilmente affollato mercato locale. Qui si può trovare un pò di tutto, dalle solite borsette, occhiali, t-short, orologi, scarpe,CD, DVD, tutto rigorosamente copiato nei minimi particolari.
Kuala Lumpur si distingue leggermente dal resto del paese per i suoi edifici moderni, per i suoi locali e per la vita quotidiana abbastanza frenetica a differenza dei ritmi così lenti del Borneo da cui eravamo arrivati. La visita allo Sky Bridge sulle Petronas Towers era la prima tappa di questa domenica mattina ma purtroppo un nostro leggero ritardo non ci aveva permesso di arrivare in tempo per prendere gli ultimi biglietti (gratuiti) per la salita del pomeriggio. La soluzione alternativa per vedere la città dall'alto era la torre delle telecomunicazioni; arrivati all'altezza di 300 metri....nebbia.....le Petronas si distinguevano a malapena e la visuale circostante era molto limitata ( solo qualche giorno dopo venivamo a sapere che non era nebbia ma il fumo causato dall'incendio di Sumatra). Il vecchio palazzo del sultano, oggi sede del governo, è forse l'edificio più elegante della città, si affaccia su un parco in cui sventola una grande bandiera malese, dicono la piùgrande bandiera del mondo.
Ancora tornando alle Petronas Towers, si rimane davvero a bocca aperta per la loro imponenza e per il loro stile così singolare; vetro e acciaio si innalzano da terra fino a toccare il cielo. Al loro interno si apre il Suria Kuala Lumpur shopping center, 6 piani di negozi da fare girare la testa. Per fortuna ci si puo' isolare dalla confusione e dal caos nei giardini adiacenti; e' sempre bello trovare anche in queste grandi metropoli delle zone verdi cosi' ben curate ed in cui ci si possa isolare; in questo caso un bel giardino tropicale si fa spazio tra i grattacieli. Come spesso accade, gli sky-line delle grandi citta' si illuminano di notte ed anche a KL questa tradizione non viene meno regalando ai turisti anche uno spettacolo di giochi d'acqua nelle fontane sotto le torri Petronas.
La vita notturna a KL e' abbastanza vivace, locali alla moda e ristoranti etnici non mancano e si mischiano alle attività più tradizionali. La cosa che salta maggiormente all'occhio visitando KL è la convivenza pacifica tra differenti culture; malesi, indiani, thai, cinesi si mescolano nella vita quotidiana ritrovando poi le proprie origini all'interno dei templi e moschee sparse per la città.Dopo tre giorni di vita nella moderna capitale malese ci prepariamo a tornare nella giungla, partiamo per il Taman Negara. In Pulman fino a Kuala Tembeling , ci aspettano 3 ore di risalita lungo il fiume per arrivare al nostro accampamento, il Nusa camp. Il tragitto è lungo ma ci permette di vedere la vita lungo le sponde del fiume; finalmente arriviamo a destinazione e apprezziamo subito la pace ed il silenzio che ci regala la foresta, ormai i rumori della città sono solo un ricordo.
All;interno del parco del Taman Negara è praticamente impossibile incontrare la fauna locale (cosa abbastanza semplice invece nel Borneo) e questa è stata una piccola delusione!! Niente Tigre malese quindi....solo foresta e lunghe camminate; per fortuna la natura incontaminata che ci circonda ci regala emozioni grazie ai suoi alberi secolari, alle cascate, alle grotte, alle passeggiate notturne e.....sui Canopy Walkaway, i ponti sospesi che tra un'albero e l'altro, dondolando, ti portano ad un'altezza di 50Mt da terra!! La visita ad un villaggio aborigeno locale ci ha dimostrato una volta in più come ancora oggi esistano differenze abissali tra le etnie locali, alcune delle quali ancora oggi non possono o non riescono usufruire dei minimi diritti sanitari ed alimentari.
Siamo di nuovo in partenza ma oggi ci aspetta un viaggio nel viaggio; ancora 3 ore di discesa lungo il fiume Sungai Tembeling e poi Jungle Train, 11 ore di treno in mezzo alla giungla che ci avrebbe portato a Kota Bharu, città di partenza per le ormai tanto desiderate Isole Perhentian!!
Il trasferimento dalla costa alle Perhentian è abbastanza breve, da Kota Bharu si deve raggiungere Kuala Besut o Tok Bali per prendere il traghetto . L;arrivo alle Perhentian non è stato come l'avremmo sognato, purtroppo il famoso fumo in arrivo da Sumatra ci offuscava la paradisiaca vista circostante, il sole non poteva penetrare la spessa nuvola di nebbia ed i colori del mare turchese non risaltavano. Le incantevoli calette, le spiagge bianche e le palme da cocco che si tuffavano in mare che incontravamo avvicinandoci al nostro piccolo resort però ci facevano ben sperare per i giorni futuri. Il nostro Paradise Resort ci aveva accolto con il suo clima familiare; un bungalow prenotato dall'Italia ci avrebbe ospitato per 10 giorni a 8 Euro la notte......Le Isole Perhentian si dividono in Besar (l'isola grande dove noi eravamo) e Kecil, più piccola ma più; movimentata. Le strutture su queste isole sono ancora abbastanza semplici, nessun resort credo possa vantare la categoria lusso; la vita di tutti i giorni è all'insegna della libertà . Si va alla ricerca di spiaggette isolate con i taxi boat, in canoa oppure a piedi seguendo i sentieri. Snorkeling ed immersioni sono le attività privilegiate anche perchè la barriera corallina è davvero generosa e regala grandi emozioni già a pochissima distanza dalla riva. Per unocome me , a dir poco fanatico dei pesci pagliaccio e delle loro anemoni, è stato come essere sulla luna....centinaia e centinaia di piccoli Nemo....mai vista una cosa simile!!!La sera poi bisogna provare i vari ristorantini sulla spiaggia, indimenticabili le serate in compagnia dei nostri amici di Torino Massimo e Roberta; la distanza tra Reggio Emilia e Torino ci terrà lontani qui in italia ma le grigliate di pesce da Mama's Place e la mini crociera tra Perhentian Besar e Kecil rimarranno per sempre un ricordo indelebile!!!Su queste isoleè' tutto molto economico ma quello che più colpisce è il clima rilassato che si respira e che ci ha ritemprato prima del nostro ritorno a casa. Il Clima? Ottimo, sole e caldo no eccessivamente umido ed il mare.....beh che dire......ed il piacere di scoprire, esplorare spiagge isolate arrivandoci con una canoa, faticoso ma indimenticabile; insomma quando io mi immaginavo un paradiso tropicale immaginavo proprio questo e credo di averlo trovato in Malesia, alle Isole Perhentian.
La partenza dopo 10 giorni da sogno è stata di quelle con il nodo in gola, certi momenti di totale isolamento e distacco dalla vita quotidiana non si dimenticano facilmente.
Ritorniamo sulla penisola malese, e dopo la visita a due templi al confine con la Thailandia siamo tornati con un volo interno a KL (con la compagnia Low Cost Air Asia) per gli ultimi acquisti e.....per andare dalla parrucchiera sotto le torri Petronas...anche questa è un'esperienza...Concludendo, la mia Malesia è stato il viaggio più lungo e più vario che abbia mai fatto, sicuramente quello più all'avventura, probabilmente il più bello insomma, indimenticabile!!!