La valle degli dei

località: kathmandu, swayambhunath, pashupatinath, bodhna (boudha), kopan, gokarna mahadev, patan, dhulikhel, kodari, pokhara, sarangkot, bhaktapur, changu narayan, dakshinkali
stato: nepal (np)

Data inizio viaggio: domenica 3 ottobre 2004
Data fine viaggio: lunedì 25 ottobre 2004

Il nostro viaggio è cominciato in primavera (2004) quando abbiamo deciso che era giunto il momento di realizzare il nostro sogno nel cassetto: recarci nella Valle degli Dei, il Nepal e sul Tetto del Mondo, il Tibet. La parola “viaggio” non è stata scritta a caso; ci riteniamo più viggiatori che turisti e di questo ne siamo fieri.
La raccolta delle informazioni si è naturalmente indirizzata su internet e sulla lettura delle guide di viaggio a nostra disposizione (2 LP ed 1 Routard).
La condizione vincolante di partenza era quella di non fare un viaggio organizzato; per il Nepal non abbiamo incontrato grosse difficoltà, mentre per il Tibet, nonostante la nostra tenacia, ci siamo dovuti arrendere alla burocrazia cinese ed alla consapevolezza che non potevamo non rivolgerci ad un’agenzia di viaggio.
Avendo a disposizione 3 settimane abbiamo pensato di suddividere il viaggio in questo modo: la prima settimana da trascorrere a KTM e dintorni, la seconda in Tibet e la terza di nuovo in Nepal, spostandoci però a Pokhara e, successivamente, Bhaktapur per poi tornare di nuovo a KTM e trascorrere lì la festa del Dasain, la festa nepalese più importante dell’anno consacrata alla dea Durga nella quale, in onore della dea, il sangue viene fatto scorrere a fiumi.
KTM ed il Nepal non possono essere raccontati in poche parole (e forse neppure in molte) ma vanno vissuti a pieni polmoni e noi vi auguriamo di poterlo fare. Gli odori, i colori, l'atmosfera, la gente, il tutto racchiuso in un turbinio continuo ed inebriante, rendono questa città e questo paese assolutamente fantastici. Prima di partire abbiamo letto diverse volte della presenza di topi per strada. Noi abbiamo invece visto: mucche (quante ne volete), bufali, maiali, oche, galline, galli, capre, pecore, scimmie (quelle le abbiano anche nell’azienda dove lavoriamo). A Pashupatinath abbiamo visto la cerimonia di cremazione; irreale nella preparazione e drammatica nella realtà' del pianto dei cari. Abbiamo visto un anziano signore accovacciato (rigorosamente in strada) tagliare i capelli con estrema disinvoltura e destrezza ad un ragazzino sporco dalla testa ai piedi. Abbiamo incontrato i Sadu, che, a quanto pare, apprezzano molto Caterina (santi si ma...) e si sono modernizzati al punto tale da invitarti a fare una foto insieme a loro per poter poi chedere le immancabili rupie. Abbiamo conosciuto un monaco tibetano (tre ore dopo il nostro arrivo a KTM) sotto una tettoia durante un acquazzone. Ci ha offerto un nepali tea e ci ha detto che il destino ci aveva fatto incontrare. Cio' non toglie che aveva il cellulare (funzionante il suo, il nostro solo come sveglia) ed un indirizzo di posta elettronica. Al momento dei saluti ci ha dato la sua e-mail ed è in quel momento che abbiamo scoperto che è un Rinpoche. In Durbar Square (KTM) siamo stati avvicinati da una famigliola con una bambina bellissima che ci guardava e rideva mentre la figlia si nascondeva dietro al padre. L’uomo si e' poi avvicinato chiedendoci se poteva farci una foto con la figlia che pero' era impaurita per il colore della nostra pelle; a quanto pare eravamo le prime persone bianche che incontrava nella sua vita. Con fragorose risate e scherzetti alla bimba ci siamo fatti tutti insieme una reciproca foto ricordo. Durante la festa del Dasain a Bhaktapur ed in seguito a Dakshinkali abbiamo assistito a sacrifici animali preparati ed eseguiti in famiglia ed abbiamo incrociato innumerevoli ragazzini a pieni nudi intenti a far piroettare i loro aquiloni “armati” in quelle che sono vere e proprie battaglie per il dominio dei cieli.

Namaste'

NOTA: il viaggio prosegue in TIBET "Tibet: il tetto del mondo".

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