Tour dell'Albania

località: durazzo, tirana, kruje, puke, scutari, koplik, valona, dhermi, saranda, butrinti, girocastro
stato: albania (al)

Data inizio viaggio: giovedì 1 dicembre 1994
Data fine viaggio: sabato 10 dicembre 1994

Arrivato in Albania con spedizione umanitaria con la mia Fiat Tipo attraversando l'Adriatico da Brindisi a durazzo.
Nella città portuale ci limitavamo a visitare un ospedale dove venivano consegnati viveri e medicinali ma soprattutto dove prendevamo contatto con l'assoluta miseria di un Paese messo in ginocchio da decenni di dittatura comunista e di ermetica chiusura verso il mondo. Attraversando la campagna giungevamo a tirana, città che pur essendo la capitale non offre un granchè al visitatore. Una grande piazza è dominata dal palazzo governativo su cui campeggia un mosaico inneggiante le vittorie sociali di una Nazione in realtà messa in ginocchio dalla fame. E' quasi Natale ma in questo Paese dalla forte presenza islamica e in cui per anni si è predicato l'ateismo di Stato non c'è nessuna traccia di questa festa. Molti giovani se ne sono andati, con fatiscenti barconi pigiati come sardine, hanno da poco attraversato lo stretto di Otranto per tentar la sorte in Italia. Quei pochi rimasti la domenica pomeriggio invadono il grande palazzo col mosaico trasformandolo in una mega discoteca. I meno fortunati, quelli che vivono ai margini, vivono di elemosine e di piccole attività come il lustrascarpe, presente ad ogni angolo di strada. Per vedere qualcosa di turisticamente interessante bisogna spingerci a kruje, cittadina dove si perpetua la memoria dello storico condottiero albanese Skanderbeg ricordato da un mausoleo ben tenuto ma molto kich. Per scoprire la vera Albania ci spingiamo a nord sulle strade che portano all'interno tra le montagne. Tra puke e Fushe Arrez, dove andiamo solo io e un amico abbandonando il resto della carovana, subiamo un imboscata, con alcune pietre poste in mezzo alla strada in prossimità di un tornante cercano di bloccarci mentre dei pastori armati ci puntano il fucile dalla collina sovrastante, riusciamo a fuggire ma quanta paura. A Fushe Arriz veniamo interamente circondati da un nuvolo di gente dalle facce poco raccomandabili, ci prende il panico ma per fortuna si fa breccia un giovane che si dichiara poliziotto, ci mostra un tesserino e ci chiede di salire. Parla un po di italiano come tutti gli albanesi, che lo conoscono sia per l'occupazione fascista degli anni '30 sia perchè qui arriva la tv italiana, vista clandestinamente anche quando durante il comunismo era assolutamente vietato. Non sappiamo se fidarci ma è l'unica alternativa e facciamo bene perchè ci porta a Puka all'interno di una caserma militare dove dormiamo mentre la nostra macchina è controllata a vista da guardie armate di mitra. Il mattino seguente ripartiamo per la costa che nonostante la miseria presenta una parvensa di civiltà, anche se lontanissima dai nostri standard. Comunque a scutari visitiamo l'esterno del castello che si affaccia sull'omonimo lago e ci incontriamo con il resto della carovana umanitaria venuta fin qui per consegnare viveri ad un convento di suore. Proseguiamo poi più a nord per la campagna di koplik dove scarichiamo altri aiuti umanitari a casa dell'onorevole della zona. Ogni volta che fermiamo i nostri mezzi la gente ci circonda sperando di ricevere qualcosa ma è difficile accontentare tutti. Nel pomeriggio viene un forte acquazzone, da noi ce la caveremmo azionando i tergicristalli ma qui le strade sono in pessime condizioni, piene di buche, prive di elementare segnaletica e di drenaggio così presto si allagano rendendo difficilissimo il rientro a tirana. In un sottovia l'acqua è talmente alta che bagna candele e motore e la macchina si ferma. Per fortuna la spedizione umanitaria ha mezzi più potenti e vengo trainato per chilometri e chilometri fino alla capitale. Rimaniamo qualche giorno a tirana dove faccio conoscenza anche col direttore della tv di Stato che mi porta a vedere gli studi. Ancora da soli io e l'amico partiamo per il sud. Le scarse indicazioni ci disorientano e spesso sbagliamo strada, riusciamo comunque a raggiungere dhermi, una località turistica affacciata su una spiaggetta con un hotel piuttosto moderno di stampo occidentale dove pernottiamo. La spiaggia è piccola ma carina, passeggiamo di sera come unici fruitori. Il giorno dopo proseguiamo a sud fermandoci brevemente sia a saranda che a valona, città sul mare che non ci emozionano più di tanto. Il nostro obbiettivo è butrinti al confine con la Grecia dove si trovano gli scavi di un'antica città ellenica. Immediatamente dopo l'area archeologica la strada si interrompe bruscamente davanti a un laghetto e per proseguire sarebbe necessario imbarcare per un breve tragitto la macchina su una chiatta, azionata da corde, che la porti dall'altra parte, desistiamo. Sulla via del ritorno facciamo tappa alla pittoresca girocastro con le sue tipiche case di pietra che dominano la valle dall'alto di un colle. Da qui rientriamo a tirana unendoci di nuovo al resto della spedizione umanitaria e qui restiamo alcuni giorni conoscendo tra l'altro l'onorevole di koplik che accompagnato dalla scorta viene a cena con noi in un ristorante della capitale insieme al direttore della televisione che scopro tra l'altro essere il figlio del ministro della cultura. Dopo qualche giorno il gruppo torna in Italia e io rimango, partirò un paio di giorni dopo, non prima di avere visto il centro storico di durazzo che presenta resti della dominazione romana e i suoi dintorni con una bella spiaggetta contornata da pini marini. Ripartire da solo fa abbastanza paura e raggiungere il porto è un'impresa, non è indicato da nessuna parte. Riesco comunque ad imbarcarmi e tornare in Italia, ad Ancona precisamente.
Visitato: durazzo e la sua spiaggia costeggiata da pini e i resti Romani. tirana. L'antica Capitale di kruje con i ricordi dell'eroe nazionale. La regione interna di puke, molto pericolosa per i turisti tanto che ho dormito in una caserma militare. scutari con il castello e il lago omonimo. L'insignificante koplik. valona. Il villaggio turistico di dhermi in riva al mare. saranda. Gli scavi di butrinti. La caratteristica girocastro.

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