Bosnia by www.born2travel.it

località: sarajevo, mostar
stato: bosnia e herzegowina (ba)

Data inizio viaggio: venerdì 1 agosto 2008
Data fine viaggio: martedì 26 agosto 2008

se vuoi saperne di più o vedere tutte le foto visita: www.born2travel.it


11. 08. 2008 Sarajevo (BOSNIA-HERZEGOVINA)
Scrivo da uno sgangherato bus bosniaco. Ebbene sì, viaggiamo verso Sarajevo, questa città che per tanto tempo abbiamo sentito nominare dai telegiornali, protagonista di un'infinita guerra.
Stiamo andando proprio lì e per un militare come me è molto emozionante, soprattutto perchè la Bosnia è ancora oggi un territorio dove il nostro contingente opera!
Lungo la strada mentre costeggiavamo l’aeroporto ho visto un aereo decollare e pensavo tra me e me: "Questo tra un' oretta e mezzo sarà già in Italia!" Noi dal confine ne abbiamo impiegato più di quindici!
Adoro viaggiare in questo modo, scoprire ogni posto partendo dal basso, sicuramente più faticoso e duro per i nostri corpi ma più prezioso per le nostre anime...
Ci muoviamo come si muovono loro, mangiamo le stesse cose loro, anche questo è vivere il posto che ti ospita!
Questo bus mi ricorda tanto quello preso dal Messico per il Belize, tranne per la musica che qui è una triste litania gitana-slava e le persone non hanno il sorriso perenne di quei neri ma smunti visi scavati dalla sofferenza!
Il controllore, come tanti altri, ci parla in serbo quasi come se noi lo capissimo, ho l'impressione che davvero credono di essere ancora un impero, quello per cui Tito aveva tanto lavorato, ma nel frattempo, mentre Karadžic (dittatore accusato di tanti crimini contro l'umanità) viene arrestato e qui organizzano manifestazioni e proteste contro quest'azione.
Un viaggio estenuante in bus, pochi chilometri percorsi in quasi 8 ore... Ogni tanto il bus si fermava, caricava gente, scaricava altre, controllava i pneumatici, si fermava dal meccanico, poi a mangiare...
La Bosnia mi ha colpito tantissimo. Ti aspetti di trovare rovine, palazzi crollati per i bombardamenti e invece... Il paesaggio da Belgrado a qui: un misto di Alpi e Finlandia. Tante verdi colline, alberi, pascoli con mucche, pecore, fiorellini... Mi aspettavo una seconda Macedonia, anzi pure peggio e invece rimango a bocca aperta una volta qui...
12. 08. 2008 Sarajevo (BOSNIA-HERZEGOVINA)
Sicuri che c'è stata la guerra qui? Beh, in periferia, molti palazzi portano i segni, le ferite di un conflitto appena passato e che deve essere cancellato ma qui...
Ieri sera chiacchieravo con Samra, una simpaticissima bosniaca, e quando le ho chiesto se sapeva indicarci un museo sulla guerra mi ha proprio gelato dicendo: "Sinceramente non lo so, stiamo cercando di dimenticarla!"
Ieri, appena arrivati abbiamo cercato subito un ostello... Che avventura! Il nostro dormitorio era immerso in una traversa buia vicina ad un cimitero senza nemmeno una piccola indicazione... Faremo bene a fidarci? Se il "guercio" non ci avesse accompagnati con il furgoncino non l'avremmo mai trovato...
La gente almeno è simpatica. Ci son vari gruppetti di australiani, svizzeri, tedesche con cui abbiamo trascorso un pò di tempo a ridere e scherzare!
Il centro storico mi ha colpito molto, così pieno di gente, turisti non troppi, e zeppo di ragazze meravigliose. Sinceramente mi aspettavo di trovare un misto di Israele (per lo spiegamento di forze militari) e Macedonia (perchè la popolazione è slava-musulmana). Solo quest'ultima mia aspettativa coincideva anzi era impressionante vedere quelle ragazze dai corpi longilinei, visi angelici, occhi di ghiaccio ma col capo coperto dal velo...
Abbiamo conosciuto un pò di ragazze del posto, musulmane senza velo, molto socievoli, persone che avevano vissuto la guerra sulla propria pelle, sebbene bambine. Raccontavano di rifugi, di unioni, comunità: "Quello che era mio è anche tuo!" Ragazze i cui padri son stati chiamati a combattere e che hanno potuto riabbracciare solo 4 anni dopo, al termine del conflitto, le più fortunate!
Ricordiamo che sono morte tante di quelle persone che i cimiteri non avevano nemmeno più spazio, allora hanno cominciato a seppellirli nei campi da gioco che qualche anno prima (1984) avevano ospitato le Olimpiadi Invernali. Che beffa! Un campo che rappresenta il simbolo della pace del mondo e poco dopo si trasforma in un luogo di riposo eterno causato dalla guerra!
La zona Olimpica, o ciò che ne rimane, l'abbiamo vista durante il tour by bus fatto con Jasna ed Emira, due ragazze conosciute il primo giorno e che ci hanno aiutati a ritrovare la strada per il nostro ostello! Jasna in particolare è una ragazza stupenda tanto che ha fatto breccia nel cuore del mio amico portoghese convincendolo a restare a Sarajevo!
Il tour ci ha mostrato i dintorni della città, mi ha colpito molto vedere il luogo dove nel 1914 fu assassinato l'erede al trono Francesco Ferdinando e che, come sappiamo, scatenò la prima guerra mondiale!
Passeggiando per il centro, ogni tanto ci faceva da sottofondo le lagnose litanie del muezzim dal minareto...


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