ZAGABRIA

stato: croazia (hr)

Data inizio viaggio: sabato 17 settembre 2011
Data fine viaggio: mercoledì 21 settembre 2011

ZAGABRIA è una bella città di circa 700 mila abitanti.
Vi sono arrivato tardi a mezzanotte circa e per fortuna avevo l’indirizzo di un ostello vicino alla stazione che ho raggiunto in dieci minuti a piedi. Trattasi del Down Town Hostel, una struttura spartana con letto in camerata a 6 letti per 20 euro a notte, ma molto comodo per la posizione centrale a pochi passi dalla piazza principale e da tutti i punti di interesse.
La nuova Zagabria si trova al di là del fiume Sava, ma non è molto interessante; me ne sono reso conto negli ultimi giorni quando ho cercato di raggiungerla, ma ho desistito subito perchè è costituita da palazzi moderni lasciati piuttosto andare e risalenti al regime comunista di Tito.
Fortunatamente vi sono ampi spazi verdi che mitigano la tristezza di un’architettura noiosa di quartieri dormitorio. Solo nell’ultimo giorno ho preso il tram, uno dei tanti che costituiscono l’eccezionale rete di trasporto basata quasi unicamente su tram azzurri che compongono una rete simile a quella del metrò di città maggiori, solo che si svolge in superficie e per questo è più piacevole anche se leggermente più lenta.
Presi quel tram per trascorrere l’ultimo giorno, una domenica, al lago JURAN un piacevole bacino artificiale che ha ospitato anche le Universiadi in quanto possiede impianti moderni per le gare di canottaggio oltre a varie spiagge e tanto verde intorno. Le acque sono fresche e pulite e vi sono vari punti ristoro, piste ciclabili, boschi, tre isole di cui una collegata con un ponte ed ho potuto anche assistere ad una marcia commemorativa in onore di Terry Fox, un atleta canadese che aveva cercato di attraversare le due sponde del continente nord-americano per sensibilizzare la gente sul problema della sua malattia, il cancro, che lo portò via prima della fine della marcia.
Per la cronaca rientrando da quella bella giornata trascorsa al lago mi fermai presso un altro parco cittadino con laghetto artificiale dove era in corso la festa della birra, una specie di Oktoberfest locale con tanti capannoni, ognuno in rappresentanza di varie regioni della Croazia con le varie specialità culinarie ed i vini. Mi sono fermato a quello della Slavonia perchè aveva un complessino folklorico che eseguiva un’ottima musica allegra balcanica che mi ricordava certe sagre paesane cui avevo assistito durante la mia infanzia in Istria.
Passai l’ultimo giorno visitando ben quattro musei dopo aver riattraversato il centro storico dal parco cittadino col suo chiostro musicale e le coppie che ballano il tango argentino, la piazza Jelav……… con la statua equestre del personaggio storico prima defenestrato e poi riabilitato, la vicina bella cattedrale con le sue mura antiche vicine ed un torrione, la piazza del mercato con le sue allegre bancherelle, un’altra bella chiesa con un bel campanile con la cima verde-oro, le stradine pedonali con tanti bar affollati soprattutto la sera quando i zagrebesi arrivano da tutta la città per godersi la pace di questa parte antica e rilassante ai piedi della collina che si sale lungo una scalinata oppure prendendo la più breve trenovia che in 64 secondi collega la parte bassa cittadina alla sommità che ospita la bella chiesa col tetto colorato con gli stemmi di Zagabria e della Croazia, il palazzo del governo, il Parlamento e tanti musei oltre ad una torre antica dalla quale da secoli un cannone spara a mezzogiorno accanto ad un’area romantica denominato Strossmartre, un nome che che mescola la Montmartre parigina con Strossmayer il vescovo mecenate dell’800 che tanto fece per la capitale croata, per esempio la costruzione dell’importante museo che porta il suo nome e che ospita un’importante pinacoteca prevalentemente di quadri a carattere religioso e dipinti soprattutto da artisti italiani minori con qualche pregevole eccezione legata ad opere di artisti maggiori.
Sulla collina vi è anche una porta antica con una immagine protetta di una Madonna che miracolosamente si salvò da un incendio che nell’800 distrusse la città e che è meta di culto e pellegrinaggio dei cattolicissimi croati.
L’ultimo giorno visitai sulla collina due musei molto interessanti: quello dell’arte naif, una ricca collezione dei maggiori artisti croati, maestri di questo stile legati ai grandi Generalic e ………… con circa 80 quadri uno più bello dell’altro e poi il museo del grande genio croato, lo scultore Mestrovic vissuto all’inizio del secolo scorso e morto negli USA.
Nella sua bella casa che lo ospitò per lunghi anni è ricavato il ricco museo che raccoglie molte sculture impressionanti e pregevoli. Sono statue soprattutto in bronzo nero, ma anche di marmo bianco e di legno con rappresentazioni di donne in atteggiamenti erotici e persone in sofferenza.
Un altro museo che avevo visitato nei giorni precedenti è il MIMARA, una collezione ricca di circa 4.000 pezzi fra quadri, statue, porcellane, tappeti e tutto quanto di bello un ricco croato emigrato negli USA dopo aver fatto fortuna, aveva comprato in giro per il mondo e riportato in patria prima della morte, donando la preziosa collezione alla sua città natale che dopo varie peripezie è riuscita a trovare una degna sede in un palazzo molto bello e grande che ospita ad alto livello una ricchissima raccolta di opere artistiche degne di visita e apprezzamento.
Zagabria è una città rilassante in cui si respira un’aria buona per niente inquinata dal poco traffico eliminato da gran parte della città che usa i suoi splendidi tram non rumorosi e non inquinanti.
Vi sono grandi parchi cittadini molto curati, quello di fronte alla stazione ferroviaria soprattutto, ma anche ampi spazi verdi a nord con la montagna vicina di………..che porta aria fresca alla città vicina e la parte sud moderna di cui ho parlato prima.
Che dire alla fine se non che Zagabria è stata la degna meta finale di un bel viaggio durato tre settimane che mi ha permesso di completare la mia conoscenza dell’Europa centrale,

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