Città di Conti e di leggende

località: tarascona
regione: provenza
stato: francia (fr)

Data inizio viaggio: mercoledì 6 settembre 2006
Data fine viaggio: mercoledì 6 settembre 2006

Curioso destino quello di Tarascona, una bella località della Provenza, a circa 20 chilometri da Avignone, 25 da Nimes e 15 da Arles, splendidamente posizionata lungo le rive del Rodano, con un patrimonio storico e architettonico di assoluta eccellenza, ma più conosciuta in Francia per la leggenda della Tarasca e nel mondo per il famoso libro di Alphonse Daudet "Tartarino di Tarascona", che per le sue bellezze artistiche.

In Francia è conosciuta come la città di "Conti e di leggende", la più famosa delle quali è quella della Tarasca, un mostro metà coccodrillo e metà drago con le ali, che abitava in una foresta fra Tarascona, Arles e Avignone. Come in tutte le leggende che si rispettano anche questo mostro mangiava uomini, donne e bambini tanto che la popolazione chiese aiuto a Santa Marta che, dopo aver cosparso la Tarasca con acqua benedetta, la condusse fino al più vicino villaggio dove fu lapidata. Questa leggenda è ricordata nel mese di giugno di ogni anno con una grande manifestazione folcloristica.

Miti e leggende a parte, Tarascona è una piacevolissima città di antichissime origini, abitata già dai fenici e dai greci e poi diventato un importante Castrum romano a protezione della Via Domiziana e per il controllo della navigazione sul Rodano. Nei secoli successivi fu terra di tutti (Visigoti, Burgundi, Franchi, Saraceni) e cosi fino al medioevo quando Tarascona ebbe il periodo del suo massimo splendore, diventando un importantissimo centro religioso e amministrativo di cui si possono vedere delle splendide testimonianze storiche ed artistiche.

La nostra visita di Tarascona è iniziata dal castello, veramente splendido, costruito dove esisteva il vecchio castrum romano e che i locali chiamano familiarmente "castello di Roi Renée" dal re Renato d'Angiò che ne ultimò la costruzione a metà del 1400. Un edificio imponente e splendido allo stesso tempo, considerato uno dei più bei castelli medievali di tutta la Francia. L'esterno si presenta molto austero, in linea con i criteri difensivi dell'epoca, ma l'interno è molto più ingentilito da uno stile più rinascimentale che medievale.

Molto bello il cortile d'onore con delle sculture ornamentali molto piacevoli e molto bella la visita della sala delle feste, della cappella reale e della cappella dei cantori, della sala del re (splendido il soffitto a cassettoni), l'appartamento del re, la sala del Consiglio e quella delle udienze. Ambienti molto belli e suggestivi ma che, come ho già avuto modo di dire parlando del Palazzo dei Papi di Avignone, sono desolatamente vuoti (con alcuni arazzi molto belli e poche altre eccezioni), non certo come siamo abituati in Italia che anche il più piccolo edificio storico è un piccolo museo di arredi d'epoca.

Un ultimo sforzo per salire le scale della Torre dell'Artiglieria e si sbuca su una terrazza panoramica che da sola vale la visita: il colpo d'occhio a 360° è veramente eccezionale sul Rodano, sulla piana di Tarascona, verso Arles e l'Abbazia di Montmajour, sulle alture circostanti delle Alpilles e della Montagnette e più lontano verso il Monte Ventoux. E' possibile visitare il castello tutti i giorni e ci sono anche delle visite guidate ad orari fissi che, come nel nostro caso, non sempre è possibile usufruire per differenze di orario. L'ingresso costa 6,00 euro, ma la visita li vale tutti.

Poco distante c'è la bellissima Collegiata di Santa Marta, uno dei Santuari più belli della Provenza, con uno splendido quanto antico portale in parte danneggiato durante la rivoluzione francese, costruita alla fine del 1100 su un vecchio edificio in cui erano conservate le reliquie di Santa Marta. Molto suggestivo l'interno con colonnati e cappelle laterali ed emozionante la visita della cripta. Una curiosità sul campanile, costruito in un secondo tempo per non intralciare con la sua altezza la visibilità alle sentinelle del vicino castello.

Proseguiamo la passeggiata verso il Chiostro dei Cordelieri (Cloître des Cordeliers), che ci hanno detto molto interessante, e strada facendo incontriamo Palazzo Laudun, un edificio del 1600, monumento storico dal 1940, in cui soleva dimorare il Cardinale Richelieu, quando soggiornava a Tarascona. L'edificio era stato gravemente danneggiato da un bombardamento durante la II guerra mondiale, ma è stato perfettamente restaurato.

Subito dopo troviamo il Palazzo della Zecca, un caratteristico edificio del 1200 in cui dal 1300 al 1500 (circa) era coniata moneta grazie ad un editto di Carlo d'Angiò. Palazzo Laudun e quello della Zecca, sono i due edifici che ho ritenuto di illustrare, ma nel centro di Tarascona, di palazzi altrettanto interessanti ce ne saranno almeno una ventina che, comunque, si possono vedere solo dall'esterno perché non visitabili. Visitabile è invece il Palazzo Municipale, un bel edificio rinascimentale del seicento.

Il Chiostro dei Cordelieri è, in effetti, molto bello e risale al 1550 quando i Cordelieri, una confraternita di frati Francescani, cosi chiamata perché portavano un saio chiuso da un cordone a tre nodi, vi si trasferirono lasciando il vecchio convento che occupavano dal 1200 perché facilmente soggetto alle inondazioni. L'edificio è realizzato in uno splendido stile rinascimentale ed è usato prevalentemente per mostre ed esposizioni, anzi è visitabile solo in occasione di questi eventi. Siamo stati fortunati a capitarvi, mentre era in corso una mostra di pittori provenzali.

Poco distante una visita la merita il Museo Souleado, ospitato nel cinquecentesco palazzo d'Amigny, un vero regno dei tessuti provenzali, in cui è possibile non solo conoscerne le modalità di fabbricazione e di stampa, ma vedere molte altre curiosità della tradizione locale, da pregevoli lavori in terracotta, ad arredamenti di ambienti, fino ai costumi tradizionali.

Altro luogo interessante, egualmente adibito a luogo espositivo, è la Cappella della Perseveranza (Chapelle de la Persévérance), unica vestigia di un edificio seicentesco di più grandi dimensioni che all'epoca era adibito a carcere femminile. Mi è stato descritto in modo estremamente positivo, ma, non essendoci esposizioni in corso, non abbiamo avuto la possibilità di visitarne l'interno.

Ritornando verso il parcheggio, dopo la casa di Tartarino di cui vi ho già parlato, incontriamo il Convento della Visitazione (Le Couvent de la Visitation), unica comunità religiosa oggi rimasta a Tarascona, delle oltre quindici che vi erano prima della rivoluzione francese. Il complesso è, in effetti, molto bello, ma non di particolare interesse storico, trattandosi di una costruzione che risale al 1850, anno in cui vi si sono trasferite dall'originario convento del 1200.

I dintorni di Tarascona sono altrettanti belli, caratterizzati dalle piccole alture verdeggianti de La Montagnette e delle Alpilles. La perla de La Montagnette è senza dubbio la splendida Abbazia di St Michel de Frigolet, un monastero fondato nel 1100 con una chiesetta in stile romanico, splendidamente decorata, dedicata a Notre Dame du Bon Remède, mentre la chiesa dell'Abbazia è invece del 1800. Un ambiente suggestivo che sprizza spiritualità da ogni angolo e che è uno dei luoghi di pellegrinaggio più conosciuti della Provenza.

Tarascona è in una delle più belle zone della Provenza, vicina a località di altrettanto alto interesse turistico quali St Remy de Provence, le Pont du Gard e Les Baux de Provence, al centro di una zona delimitata da Avignone (aeroporto e TGV), Arles, Nimes (aeroporto e TGV) e Aix en Provence, alle quali è collegata con regolari servizi di autobus e quindi facilmente raggiungibile anche da chi no

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