In Baviera sulle tracce di Ludwig : GERMANIA

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Diario di viaggio GERMANIA GERMANIA
In Baviera sulle tracce di Ludwig

Hohenschwangau
foto inserita il
21 Nov 2012 18:59
Hohenschwangau
Pagine 1
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In Baviera sulle tracce di Ludwig

Regione: Baviera
Stato: GERMANIA (DE)
1

Data inizio viaggio: venerdì 16 agosto 1991
Data fine viaggio: domenica 25 agosto 1991

Old Travel _ By Luca e Sabrina

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venerdì 16 agosto 1991 .

Sono iniziati da qualche mese i lavori di costruzione della nostra nuova casa e siamo parecchio impegnati ... Nonostante tutto il giorno dopo Ferragosto, la festa regina dell'estate, decidiamo di prenderci un breve periodo di vacanza itinerante, come piace a noi, così da distogliere la mente dai problemi di tutti i giorni.
Partiamo in camper nella serata con l'intento di riuscire a percorrere un po' di strada al fresco, evitando quanto più possibile il solleone. Il nostro obbiettivo è l'Alta Baviera, il più meridionale dei sette distretti governativi della Baviera, il maggiore dei Land tedeschi per estensione ed il secondo per numero di abitanti, la cui capitale è la celeberrima Monaco di Baviera, che però non toccheremo in questo viaggio, al contrario delle regioni limitrofe come l'Algornia Orientale, in Svevia, o il salisburghese nella vicina Austria.
A Faenza imbocchiamo l'autostrada A14 verso nord, quindi a Bologna la A1 nella stessa direzione fino a Modena, dove prendiamo a seguire la A21 più conosciuta come Autostrada del Brennero ... in questo modo attraversiamo tutta la Pianura Padana e ai piedi delle Alpi ci fermiamo per la notte.
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sabato 17 agosto 1991 .

Nella mattinata valichiamo il Passo del Brennero ed entriamo in territorio austriaco.
Giunti nei pressi della città di Innsbruck (capoluogo tirolese) andiamo ad ovest per poi affrontare lo scenografico Fernpass, caratterizzato da alcuni laghetti di montagna dalle acque incredibilmente cristalline. Ci lasciamo alle spalle i trasparenti bacini lacustri del Fersteinsee e del Blindsee e ci approssimiamo al confine austro-tedesco.
Appena entrati in terra germanica osserviamo le interessanti cascate del fiume Less ... un fragoroso torrente che forma alcune gole rocciose prima di attraversare la cittadina di Füssen e riversarsi nel vasto Forgeen See.
Nel pomeriggio ci dedichiamo subito alla visita dei vicini castelli reali bavaresi.
L'eccentrico Ludwig II, re di Baviera nella metà del XIX secolo, lasciò un segno indelebile sull'intera regione, disseminandola di splendide dimore e fiabesche costruzioni. Trascorse la sua infanzia a pochi chilometri da Füssen, nel castello di Hohenschwangau, acquistato a suo tempo dal padre Maximilian II, che lo trasformò in residenza estiva ... e proprio dal castello di Hohenschwangau andiamo ad iniziare la nostra eccitante esperienza bavarese.
Visitiamo gli interni di quello che il principe amava definire il suo "Paradiso in terra", ma che in realtà era solo la prima pagina di una fiaba ... quasi moderna ... poi osserviamo solo da lontano il fantastico castello di Neuschwanstein e ce ne torniamo per la notte nella vicina Füssen.
In serata non disdegniamo una passeggiata per il caratteristico centro, dove si tiene una festa dallo stile innegabilmente tedesco, ma soprattutto bavarese, con gente in abiti tradizionali e birra che scorre a fiumi.
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domenica 18 agosto 1991 .

Completiamo prima di tutto l'esplorazione di Füssen, città fondata dai romani come fortino a protezione della Via Claudia, che collegava la laguna veneta con Augusta, nel cui tessuto urbanistico spicca la graziosa Spitalkirche, una chiesetta del 1748 dalla facciata dipinta e dagli interni decorati, indiscutibilmente, in stile barocco. Subito dopo ci dedichiamo anima e corpo alla visita del fiabesco castello di Neuschwanstein.
Fra le neogotiche mura di Hohenschwangau cominciò a prendere forma nella mete di Ludwig l'idea di realizzare un nuovo sontuoso castello. In un primo momento pensò di ristrutturare lo stesso Hohenschwangau, poi si convinse a costruirne uno del tutto nuovo ... Così a pochi chilometri di distanza, in uno straordinario contesto naturale, il re fece posare la prima pietra il 5 settembre del 1869.
Nel 1880 il cantiere impegnava ben 209 operai ed il sogno di Ludwig si andava concretizzando ... il monarca voleva infatti che il castello fosse come una grande scenografia delle opere del suo grande amico e musicista Richard Wagner.
In tempi relativamente brevi stava così magicamente prendendo forma quella che si può definire, a tutti gli effetti, un'opera fiabesca che, quasi cent'anni più tardi, nel 1965, Walt Disney prenderà come esempio per la costruzione del castello di Disneyland a Los Angeles ... E fiabesco è anche il suo nome: Neuschwanstein che letteralmente significa "La nuova pietra del cigno".
Esploriamo una dopo l'altra le sfarzose stanze del maniero, poi con una breve passeggiata raggiungiamo anche il ponticello di Marienbruke, dal quale la vista di Neushwanstein e delle alture circostanti è davvero indimenticabile!
Nel pomeriggio seguiamo la strada numero 17 verso nord e giunti nell'abitato di Stelngaden percorriamo la breve deviazione che ci porta alla bella chiesa di Wieskirche, adagiata fra verdi prati, in un tranquillo paesaggio collinare.
L'edificio religioso fu costruito fra il 1746 ed il 1758 su progetto di Dominikus Zimmerman, famoso architetto dell'epoca, grazie al quale ne scaturì uno dei più mirabili esempi di architettura barocca di tutta la Baviera ... Le ricchissime decorazioni degli interni sono, in effetti, esaltate dalla luminosità dell'ambiente e il grande organo a 42 registri domina la parete opposta all'altar maggiore. Poco sopra l'organo si trova poi la rappresentazione della "Porta dell'eternità", collocata all'estremità del grande affresco che abbraccia tutta la volta. Questo superbo dipinto, al centro del quale spicca la figura di re David, è opera di Johann Baptiste Zimmerman, pittore di corte a Monaco.
Setacciata nei minimi particolari anche la Wieskirche percorriamo la strada numero 23 e in serata arriviamo alle porte della cittadina di Oberammergau, nella quale ci fermiamo, al termine di una intensissima quanto splendida giornata.
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lunedì 19 agosto 1991 .

Nelle prime ore di lunedì 19 agosto, da Oberammergau, copriamo la breve distanza che ci divide dal castello di Linderhof, uno dei sogni più elettrizzanti di Luigi II di Baviera, meglio conosciuto come Ludwig.
Il monarca aveva solo 23 anni all'epoca della costruzione del maniero e stava vivendo la sua infatuazione personale per il Re Sole ... Se fosse stata una persona normale si sarebbe limitato alla semplice ammirazione, se fosse stato un normale sovrano avrebbe collezionato qualche cimelio del suo più noto parigrado francese, ma era Ludwig e decise di far costruire un castello nel più spumeggiante stile barocco del periodo, degno di competere con quelli del suo idolo.
Anche i giardini dovevano ispirarsi quanto più possibile a quelli di Versailles, ma gli spazi relativamente molto più ridotti non lo permisero in tutto e per tutto. Il parco venne infine arricchito con numerosi giochi d'acqua, oltre che mediante la realizzazione di una grande grotta artificiale e la ricostruzione di un padiglione moresco, fatto arrivare dalla vicina Boemia per soddisfare l'ennesimo capriccio del re bavarese.
Ammirato in tutto il suo splendore anche il castello di Linderhof torniamo in direzione di Oberammergau e da lì proseguiamo verso sud lungo la strada numero 23.
Ad Ettal osserviamo brevemente anche un monastero benedettino, fondato nel 1330, sovrastato da una grande cupola alta ben sessanta metri e dagli interni sontuosamente decorati in stile barocco.
Arriviamo così, nel pomeriggio, a Garmisch Partenkirchen: la più grande e celebre stazione invernale tedesca che si trova adagiata nella piana formata dalla confluenza dei fiumi Loisach e Parthnach ... E proprio il fiume Parthnach prima di entrare nella cittadina forma una impressionante forra rocciosa, lunga poco più di seicento metri, il cosiddetto Parthnachklamm, che visitiamo grazie anche a nove suggestive gallerie scavate fra le altissime pareti della gola, sul cui fondo i raggi del sole non arrivano praticamente mai ... una emozionante maniera di concludere la giornata!
... Ma non è ancora sera, così decidiamo di andare a vedere anche il paese di Mittenwald, ubicato a pochi chilometri di distanza, quasi al confine con l'Austria, famoso in tutta la Baviera per le sue case dipinte con scene sacre e profane, opera di talentuosi artisti locali, che offre fiabeschi scorci sullo sfondo delle altissime cime alpine circostanti, quindi, prima del tramonto, torniamo a Garmisch Partenkirchen perché da lì, domani, partiremo per un'escursione ad alta quota.
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martedì 20 agosto 1991 .

Alle 8:00 del mattino eccoci alla Zugspitz Bahnhof, la stazioncina della ferrovia a cremagliera che in poco più di un'ora porta fin quasi ai 2963 metri dello Zugspitze, la più alta vetta di tutta la Germania.
Appena partiti transitiamo nei pressi del villaggio di Grainau, con la sua chiesetta dal caratteristico campanile a cipolla, quindi cominciamo a risalire le pendici della grande montagna godendoci il panorama sul sottostante Eibsee e le verdissime vallate circostanti.
L'ultimo tratto di salita si affronta per mezzo di una funivia che ci porta alla vetta dello Zugspitze, ancora abbondantemente innevata, dalla quale la vista spazia su buona parte delle Alpi Bavaresi.
Tornati a valle prendiamo a macinar chilometri verso nord lungo la strada numero 11 e durante il percorso non possiamo fare a meno di notare, tal volta, alcuni giganteschi alberi della cuccagna, tipici della tradizione bavarese (come simbolo di fertilità), sui quali vengono rappresentate scene di vita quotidiana.
Passiamo accanto al vasto Walchensee, valichiamo il passo Kesselberg e a tornanti scendiamo in direzione di un'estesa pianura.
Superata la città di Bad Tolz percorriamo anche un breve tratto dell'autostrada numero 8 per giungere ormai in serata nell'abitato di Prien, sulle rive del Chiemsee, dove trascorreremo la notte.
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mercoledì 21 agosto 1991 .

Da Prien salpiamo in battello sul Chiemsee, il più vasto dei laghi bavaresi, con i suoi circa ottanta chilometri quadrati di estensione, per approdare, dopo quindici minuti di navigazione, sulla dirimpettaia isola di Herreninsel ... Su questo fazzoletto di terra vicinissimo alla riva sud occidentale del lago si consumò, a suo tempo, un'altra megalomania di re Ludwig, che vi fece costruire il fantastico castello di Herrenchiemsee, prendendo come modello, ancora una volta, la reggia di Versailles, in Francia.
Dopo i verdissimi giardini visitiamo anche gl'interni che, mirabilmente decorati, comportarono un enorme dispendio di denaro ed il successivo esaurimento di fondi, tanto da rendere necessaria l'interruzione dei lavori ... così un'intera ala del castello risulta, tutt'oggi, completamente grezza, e fa uno stranissimo effetto! ... Ciononostante le similitudini con il famoso castello del Re Sole si possono cogliere ovunque e diventano più che evidenti nel grandioso salone degli specchi.
Dopo l'isola di Herreninsel sbarchiamo sulla vicina e più piccola Fraueninsel, sulla quale nell'VIII secolo sorse un'abbazia benedettina, tutt'ora in attività, che ne divenne ben presto il centro nevralgico e favorì lo sviluppo di un caratteristico villaggio di pescatori.
Tornati, ormai a metà giornata, sulla terraferma andiamo in camper verso est lungo la strada numero 305, che s'inerpica nuovamente fra le Alpi Bavaresi. Superiamo un piccolo e verdissimo parco naturale e arriviamo ormai in serata a Berchtesgaden, nota località turistica che oggi conta non più di cinquemila abitanti ed è ubicata all'estremità sud-orientale della regione, in un lembo di terra che s'insinua decisamente in territorio austriaco.
Il piccolo centro abitato, rimasto praticamente intatto fin dal secolo scorso, vale senz'altro una veloce visita, ma sono gl'immediati dintorni che meritano particolare attenzione ... e domani mattina ne cominceremo l'esplorazione.
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giovedì 22 agosto 1991 .

Da Berchtesgaden saliamo alla vicina località di OberSalzberg, amatissima dal dittatore tedesco Adolf Hitler, che era solito venirvi in vacanza.
Da OberSalzberg parte poi l'arditissima Kehlsteinstrasse, che supera un dislivello di settecento metri in soli sette chilometri, raggiungendo pendenze del 25%. Naturalmente si percorre solo con appositi mezzi, ed è solo il primo tratto dello strabiliante percorso che porta al cosiddetto "Nido dell'aquila", un rifugio fatto costruire e donato a Hitler dal partito in occasione del suo cinquantesimo compleanno.
Dopo la strada si percorre, a piedi, un tunnel di 140 metri scavato nella montagna e si raggiunge un ascensore per mezzo del quale si coprono, in 41 secondi, gli ultimi 124 metri di dislivello che portano all'interno della Kehlstein Haus, il mitico rifugio del Fürer, a 1834 metri di altitudine ... Ma Hitler non amava venire quassù, pare infatti soffrisse di vertigini e i vasti panorami, seppur bellissimi, evidentemente lo intimorivano.
Fu per caso, o per un ultimo e fortunoso ripensamento che gli alleati alla fine della guerra non fecero saltare in aria il "Nido dell'aquila", sorte che invece toccò alla residenza di montagna di Hitler, ad OberSalzberg, della quale resta solo il bunker: un intricato labirinto sotterraneo di corridoi freddi e tetri.
A questo punto non ci resta che percorrere la Rossfeldhohenringstrasse, spettacolare strada panoramica (a pagamento) che corre su di un crinale e sull'esatta linea di confine fra Germania ed Austria, con la vista che spazia sull'ampia vallata del fiume Salzach, in territorio austriaco, poi scendiamo nuovamente a Berchtesgaden.
Nel pomeriggio andiamo a visitare, alla periferia dell'abitato, il curiosissimo Salzbergwerk, ovvero le vecchie miniere di sale ... Vestiti di buffe divise e con l'ausilio di trenini elettrici ci addentriamo nelle viscere della terra alla scoperta di un mondo molto particolare, oggi addolcito e reso anche divertente con l'introduzione di fantastici scivoli di legno, ma un tempo e per intere generazioni, tutta'altro che ospitale ... Nelle montagne intorno a Berchtesgaden si estrae infatti sale fin dal 1517.
Dopo un'altra bella giornata, ricca di esperienze anche forti, in serata ci trasferiamo di pochi chilometri più a sud sulle rive del Königsee.
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venerdì 23 agosto 1991 .

Il Königsee è sicuramente il più bel lago tedesco e anche il più pulito: non ci sono infatti strade asfaltate lungo le sue alte rive, ci apprestiamo così a percorrere con l'ausilio di una imbarcazione elettrica gli otto chilometri di lunghezza del bacino lacustre, che si dipanano fra impressionanti vette, svettanti fin oltre i duemila metri. Il contesto fa assomigliare il luogo ad uno stretto fiordo norvegese, nel quale si manifesta anche il curioso fenomeno dell'eco, esaltato, ad un certo punto del percorso, da una folcloristica suonata di tromba.
Risalendo il lago in direzione nord-sud giungiamo, circa a metà strada, alla graziosa cappella barocca di St. Bartholoma, edificata alla fine del XVII secolo, quindi, lasciandoci alle spalle le caratteristiche cupole rosse del santuario, approdiamo poco più tardi all'estremità meridionale del Königsee, in un silenzio ed una pace ancestrale, contornati da una bellissima natura ... Da lì, in pochi minuti a piedi, raggiungiamo poi il limpidissimo e incantevole Obersee, prima di compiere a ritroso l'intero, straordinario, percorso.
Quasi a mezzogiorno siamo ancora a Berchtesgaden, ma in brevissimo tempo superiamo il confine di stato e una volta entrati in Austria arriviamo, alla periferia della città di Salisburgo, allo sfarzoso castello di Hellbrunn, dimora, a suo tempo, del principe-vescovo Marcus Sitticus, che ne affidò l'esecuzione all'architetto comasco Santino Solari.
Molto belli ci appaiono gli affreschi che decorano gl'interni, opera dell'italiano Mascagni, ma sono i giardini ad essere particolarmente interessanti, disseminati di fontane, grotte e curiosi giochi d'acqua.
Il principe-vescovo amava invitare i propri ospiti a percorrere il suo singolare parco e, da quel burlone che era, si divertiva a renderli vittime dei numerosi scherzi d'acqua, nascosti nei luoghi più impensabili ... e tutt'oggi perfettamente funzionanti! ... Così ci apprestiamo, ancora bagnati, a passare la notte nei dintorni, non prima però di aver osservato anche uno strabiliante teatrino idraulico nel quale si muovono, contemporaneamente, ben 113 figurine, azionate dalla sola forza dell'acqua!
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sabato 24 agosto 1991 .

Questa giornata la dedichiamo interamente all'esplorazione della città di Salisburgo.
Adagiata sulle sponde del fiume Salzach, quella che è sicuramente una delle più note mete turistiche austriache, deve la sua geometria urbanistica al vicentino Vincenzo Scamozzi, conta oggi circa 140.000 abitanti ed è caratterizzata dalla sagoma della collina di Mönchsberg, sulla quale si trova l'imponente e poderosa fortezza di Hohensalzburg, una delle più grandi costruzioni militari del medioevo.
Con l'ausilio di una funicolare (la Standseilbahn) cominciamo la nostra visita proprio dal castello, godendo di un ampio panorama sul sottostante centro abitato, disseminato di cupole e palazzi, che ricordano scenari di città d'arte italiane, assai diversi dalle tradizionali immagini di un borgo prealpino.
Discesi nuovamente a quote più basse ci perdiamo quindi nella Residenzplaz: la maggiore e più animata delle piazze di Salisburgo, ornata al centro da una sontuosa fontana barocca (la Residenzbrunner) e contornata da numerosi edifici storici, fra i quali spicca la Residenz, che fu, a suo tempo, la residenza ufficiale dei principi-vescovi, indiscussi dominatori della città.
Sulla piazza dà anche la cattedrale, eretta nelle sue forme attuali dal comasco Santino Solari fra il 1614 ed il 1628, che utilizzò lo stile barocco esaltandone le grandiose proporzioni interne: 101 metri di lunghezza per 69 di larghezza!
Non lontano dalla cattedrale osserviamo il piccolo ma suggestivo cimitero di St. Peter, dove riposano fra gli altri anche l'architetto Santino Solari e Nannarel Mozart, sorella del celebre musicista, con l'attigua chiesa di St. Peter, la più antica della città, eretta nel 1130 e più tardi rimaneggiata in stile ... naturalmente barocco.
Camminando arriviamo alla Sigmund Plaz, caratterizzata da un vecchio abbeveratoio per cavalli e ornata di grandi affreschi a tema equestre, quindi percorriamo la centralissima Getreidegasse, la via più pittoresca e animata del centro storico dove, al numero 9, si trova la casa nella quale, il 27 gennaio 1756, venne alla luce certo Wolfang Amadeus Mozart.
E' inscindibile il legame che unisce Salisburgo a Mozart, e lo si percepisce ovunque, anche se lo si può definire un legame unilaterale ... era infatti noto l'odio che il musicista nutriva verso la sua città natale. Odio che certamente non nutrono i tantissimi turisti che invadono le vie centrali di Salisburgo, nelle quali non si può fare a meno di notare anche le bellissime insegne in ferro battuto, che in alcuni casi sono vere e proprie opere d'arte!
Nel pomeriggio visitiamo il castello di Mirabell, ubicato sulla riva destra del fiume Salzach, eretto nel 1606 e successivamente modificato in stile barocco, che fu il palazzo d'estate dei principi-vescovi.
Gli eleganti giardini sono ornati da alcuni gruppi in pietra, opera del padovano Ottavio Mosto, e offrono splendide vedute sull'inconfondibile profilo della fortezza di Hohensalzburg.
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domenica 25 agosto 1991 .

Trascorsa un'altra notte a Salisburgo ci apprestiamo poi a consumare l'ultimo giorno di vacanza ... Ci lasciamo alle spalle la meravigliosa città austriaca e imboccata l'autostrada A10, dopo poche decine di chilometri, incontriamo la poderosa fortezza di Burg Hohenwerfen, dalla quale, mai domi, partiamo per un'altra eescursione, che ci porterà all'incredibile grotta di Eisriesenwerfen.
La particolarità di quest'anfratto è dovuta a due fenomeni naturali ben precisi: la costante infiltrazione d'acqua e la bassa temperatura, che danno luogo a straordinarie conformazioni ghiacciate, fra le quali si conclude, in pratica, il nostro viaggio.
Riguadagnata l'autostrada torniamo in Italia mediante il valico del Tarvisio e da lì, una volta scesi dalle Alpi, passiamo per Venezia e, attraversata tutta la Pianura Padana, arriviamo anche a Forlì.
Che dire? ... E' stato un viaggio breve ma estremamente ricco dal punto di vista storico-culturale, con anche qualche interessante spunto prettamente naturalistico, ma soprattutto è stata un'occasione per distarci dagl'intensi lavori di costruzione della nostra futura casa.

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Pensiero di macgreg pubblicato il 23/11/2012 19.28.53

certo che le foto le sapevi fare già nel 91 :-)
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