GRECIA (01) - ISOLA DI CRETA

località: gortys, hanià, rethymno, matala, heraklion
regione: isola di creta
stato: grecia (gr)

Data inizio viaggio: domenica 2 ottobre 2005
Data fine viaggio: domenica 9 ottobre 2005

Durante il mio soggiorno su quest'isola ho visitato siti aercheologici (di fama mondiale) e visitato alcune città.
Questa volta, a differenza dell’ultima (e prima) volta, non suddivido il mio diario di viaggio in giorni ma in episodi.

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PREPARATIVI E PRIMI INCONVENIENTI

domenica 2 ottobre 2005

Prima di affrontare l'inverno decido di concedermi una vacanza come si deve: all inclusive servito e riverito. Dopo aver deciso la meta del mio viaggio, ristretto a tre o quattro isole greche, inizio a guardare numerosi cataloghi. Dopo alcuni giorni, o per la fine della stagione (italiana) o per prezzi esorbitanti o, all'incontrario, troppo bassi (nascondono qualcosa?), per pignolo che sono in questi casi decido di partire con un tour operator che fa parte di un grossissimo gruppo del settore turistico per non avere sorprese. Dopo aver contattato l'agenzia viaggi dove sono ormai un cliente fisso (data la disponibilità; e serietà), decido per l'isola che mi avrà come ospite: Creta e più precisamente la località; di Alonissos vicino alla capitale Heraklion, posta sulla costa settentrionale e al centro dell'isola. Pochi giorni dopo ricevo la convocazione presso l'aeroporto di partenza per le ore 07.00 del 02 ottobre e dove leggevo (e leggo tuttora) che, dopo la distribuzione dei biglietti aerei a tutti i partecipanti, verso le ore 09.00 l'aeromobile sarebbe dovuto partire. Leggendo quei fogli di carta pensavo che, alzandomi molto presto per guidare l'auto per circa 270 km, avrei comunque goduto di più la vacanza sotto il sole mediterraneo, a discapito di qualche boccale di birra e cibi mitteleuropei offertimi dalla festa goriziana "Gusti di Frontiera" che proprio in quei giorni vivacizzava la città isontina. Tutti pensieri che diventati sogni sarebbero diventati realtà... ma mi sbagliavo... e anche di grosso!!!
Due giorni prima della partenza ricevo la seconda convocazione (che ovviamente eliminava la prima) in cui mi si comunicava che l'aeroporto di partenza era cambiato (facendomi guadagnare 67 km) e che l'appuntamento era per le ore 19.20 con partenza 21.20... AAAAHHH!!!!!!!!! Questo voleva dire perdere un intero giorno solo per il viaggio, contrariamente alle prime istruzioni!!! L'agenzia contattava subito il tour operator (famoso per serietà) ma, alla richiesta di un rimborso per oltre 12 ore tra la prima e seconda convocazione con la relativa perdita della cena "in loco" con annessi e connessi dati dall'all inclusive, venivo a sapere che non potevano rimborsare quanto richiesto. Essendo già con la mente in quei lidi, decidevo di effettuare comunque il viaggio riservandomi di presentare una formale richiesta al mio ritorno.
E' giunta ormai la data della partenza (02 ottobre c.a.) e, dopo aver affrontato nella pioggia i 200 km che distanziano Gorizia da Verona, raggiungevo l'aeroporto di partenza. Finalmente alle ore 22.00 l'aereo si stacca da terra senza nessun altro problema (a parte il fatto che al controllo della sicurezza aerea sono stato l'unico a dovermi levare le scarpe).
Non me ne vogliano i genitori di bambini piccoli (io ho una nipote di 2 anni e 1/2;) ma volare con dei pargoletti attorno è assai "stressante" (chiedere sempre posti in mezzo od alla fine dell'aeromobile, mai davanti essendo questi riservati alle famiglie con bimbi); se poi si aggiunge il fatto che la persona davanti a te fà "il bello e cattivo tempo" con lo schienale che quasi ti arriva in faccia, dato l'esiguo spazio tra un sedile e l'altro, dico tutto...
Verso le 23.00, mentre avevamo quasi oltrepassato metà del viaggio, la triste e shockante notizia: causa un avaria all'aereo dovevamo raggiungere l'aeroporto di Malpensa. Venivamo a sapere dopo che c'era stata un'anomala accensione di una spia relativa all'impianto frenante e che sulla pista lombarda, essendo lunga 3,5 km, non avremmo corso alcun rischio al momento dell'atterraggio. Altresì ci promettevano che al nostro arrivo avremmo trovato un altro velivolo pronto per condurci a destinazione. Costernati dalla notizia, ma tranquillizzati dall'equipaggio per l'inconveniente, atterravamo senza alcun problema: perciò, e per fortuna nostra, il guasto era nella spia accesa e non nei freni.
All'interno del terminal lombardo altra amara notizia: l'aeromobile, data la mancanza di equipaggio, non sarebbe partito che alle ore 08.00!!! AAAHHH!!!!!!! (il secondo ed ultimo - per fortuna). Perciò oltre al danno, ovviamente, la beffa!!! La cosa buffa è stata conoscere il tutto per passaparola, siccome la hostess di terra, portatrice della cattiva notizia, non aveva la possibilità di avere un'impianto di amplificazione: cosa che d'incanto apparve quando si creò un qualcosa vicino alla sommossa! Il problema principale era, non tanto l'anomalia riscontrata in volo (la decisione del comandante-pilota è stata sicuramente giusta), ma la presa in giro sulla promessa di ripartire immediatamente. Io decidevo, come parte degli sventurati, di passare la notte nel terminal aeroportuale, in quanto trascorrere due ore in una stanza d'albergo (come propostoci) era assurdo. Almeno, chiacchierando con i compagni di sventura o leggendo il libro che mi ero ripromesso di sfogliare sotto il sole greco, quelle poche ore trascorsero velocemente.

ARRIVATI... (per fortuna)

lunedì 3 ottobre 2005

Finalmente, verso le ore 08.00, riuscivamo a partire senza altri intoppi per raggiungere l'isola ellenica verso mezzogiorno.
All'aeroporto d'arrivo, e più precisamente nell'area di ritiro del bagaglio, vi era un caos tremendo causato da centinaia e centinaia di persone in attesa frenetica delle valigie (che arrivavano con una lentezza tremenda su solo 4 nastri trasportatori) ed un enorme viavai di carrelli. Poi, l'arrivo continuo di aeromobili alimentava il tutto. Strano per un'isola che fagocifera migliaia di turisti ogni giorno. Finalmente, dopo alcuni minuti di autopulman, raggiungevo l'hotel dove, assieme ad altri compagni di viaggio, dopo la registrazione mi avviavo alla sala da pranzo buttandomi letteralmente sul buffet: la fame (e non solo mia) era tanta. Arrivato in camera ed assaporando già il primo contatto del sole sulla mia pelle facevo una sana doccia per svegliarmi ben bene, dopo la dormita in aereo, ed (sigh) mi adagiavo "momentaneamente" sul letto. Ogni tanto, quando dormi, ti capita che all'improvviso apri di colpo gli occhi perchè il tuo inconscio ti avverte di "un qualcosa" che al tuo totale risveglio ti è anche troppo chiaro&... Erano ormai le 19.00 e dopo aver disfatto il borsone (ormai compagno di tanti viaggi) mi avviavo verso la sala da pranzo. Durante la cena notai un leggero particolare: mentre gli altri commensali avevano già; un bel colorito rosso io tenevo ancora un colorito da mozzarella, colorito che avevo pienamente intenzione di trasformare in "rosso Ferrari" (io bronzeo, no!... non mi piace!). Alla fine della cena ed in attesa dell'animazione serale dello staff mi sedevo al banco del bar per il classico espresso e per il classico "ammazza-caffè". Devo dire che il classico espresso, che noi italiani amiamo tanto, era abbastanza buono: alla fine, dopo aver visto il conto, decidevo che all'estero l'espresso è un caffè che noi desideriamo tanto mentre il suo prezzo no!
Qui voglio aprire una parentesi e parlare di una persona che ho avuto il piacere di incontrare e conoscere: il barman. Ricordatevi che (segnatelo da qualche parte) fare amicizia con il barman ha il suo tornaconto: primo, ti racconta tantissimo sugli usi e costumi del suo paese, sa sempre qualche dritta sui locali attorno all'hotel e, per ultimo, annaffia i suoi discorsi. In questo caso con grappa locale offerta da lui (in Grecia rifiutare un bicchierino e un'offesa ed io, in questi casi, non voglio offendere mai!!!). Numerosi sono stati anche gli aneddoti con cui ha intrattenuto il sottoscritto unitamente ai compagni di viaggio conosciuti e con cui mi tengo tuttora in contatto. Tanto per citarne uno, ci raccontava che in agosto, quando la struttura è pienamente alla mercè" dei ragazzini, uno di questi, solo per il fatto che le bevande erano gratuite, si era bevuto in un pomeriggio ben 25 bicchieri di Coca Cola!!!!

PALAZZO DI KNOSSOS ED IL MUSEO AERCHEOLOGICO

martedì 4 ottobre 2005

Tutta la Grecia, ormai si sa, è ricca di siti archeologici ed ovviamente l'isola di Creta non è da meno. Essi sono il Palazzo di Knossos, il Palazzo di Phaestos, e la vecchia città di Gortys (capitale romana dell'isola). Ma andiamo con ordine. Il Palazzo di Knossos, situato in una piccola valle a pochi chilometri da Heraklion, era la sede del famoso Re Minosse e della sua Civiltà Minoica. Oltretutto, secondo la mitologia greca, questo era il luogo dove venne imprigionato il "Minotauro", uomo con la testa di toro, figlio di Europa. La sua complessa struttura con molti piani (fino a cinque), corridoi e colonnati diede origine alla leggenda del "Labirinto". Risulta essere stato eretto per la prima volta attorno al 2000 a.c. e nei decenni successivi più volte distrutto (a causa di terremoti ed incendi). Il sito archeologico è stato scoperto attorno al 1900 dall'inglese Sir A. Evans che, conscio dell'importanza, restaurò a modo suo il palazzo anche se al tempo altri suoi colleghi ne erano (a ragione) contrari. Infatti, studiandone i resti, eresse parti della costruzione visitata giornalmente da migliaia di turisti. Comunque i suoi studi e restauri aiutarono a capire, negli anni successivi, molto sulla vita dei Minoici. Popolazione che espresse il massimo in fisica, ingegneria, architettura, politica, economia e religione. Basti pensare che nel palazzo utilizzavano un ottimo impianto idrico (sia per le acque bianche che per quelle nere) ed un impianto di ventilazione per portare aria fresca in tutte le stanze. Oltretutto, non essendo stata ancora inventata la scrittura manuale "lineare A e B", usavano dei timbri che imprimevano simboli relativi alla pronuncia di sillabe: per poter cesellare questi piccoli primordiali caratteri di stampa usavano delle lenti di ingrandimento estratte dal cristallo di rocca.
Le loro leggi, tramandate oralmente fino al 500 a.c. circa, risultano essere molto più eque e giuste di tante attuali: regolamentavano la vita sociale di tutti, dall'uomo alla donna (con pari diritti e doveri), dai nobili agli schiavi (che avevano numerosi diritti), dalle coppie divorziate (che vedevano ridistribuito equamente il loro patrimonio) ai loro figli, dalle vedove agli orfani, ecc. e la condanna capitale era ripudiata anche se i reati perseguitati erano numerosissimi. A causa dei numerosi terremoti avevano raggiunto una notevole maturità in campo dell'ingegneria: per rendere più elastica la parete erigevano dei telai in legno dove gli spazi vuoti venivano disposti mattoni grezzi o pietre uniti da malta e calcestruzzo; alla fine il tutto veniva abbellito con affreschi di ottima fattura. Bello anche il Museo ArcheologicO, nel centro di Heraclion, dove è esposta un'enorme collezione di arte minoica partendo dal vasellame, passando per stupendi monili d'oro, sarcofagi finemente lavorati e finendo con gli affreschi (portati qui da Knossos). Nel museo ha sede anche una bella raccolta di doppie asce, di qualsiasi grandezza, che abbellivano il Palazzo e che venivano chiamate in minoico "labrys" e da dove è; nato il termine "labirinto" (luogo pieno di doppie asce) che noi conosciamo.

MONASTERO DI MONI' ARKADI'OU - HANIA' - RETHYMNO

mercoledì 5 ottobre 2005

Creta è lunga circa km. 140 e larga circa km 50 ed è attraversata nel tratto più lungo, da una strada nazionale (a volte di quattro corsie) che si percorre, purtroppo, in circa sette ore. Le altre strade sono come le nostre "comunali" che a volte impediscono il passaggio contemporaneo anche tra due autovetture. Perciò la mia visita è stata incentrata piuttosto sulla sua parte centro occidentale tralasciando (purtroppo) tutta quella orientale.
Oggi ho avuto il piacere di visitare il monastero greco-ortodosso di Monì Arkadìou a pochi chilometri da Rethymno. A vederlo nei primi istanti, mi ricordava le vecchie missioni messicane che tanti film americani ci hanno fatto conoscere. Ovviamente mi sbagliavo...
La struttura, eretta nel XVI secolo, forma un quadrilatero con un enorme corte centrale dove sorge la chiesa che esternamente appare alquanto barocca ma che al suo interno mostra la sfarzosità dei luoghi di preghiera ortodossi. Il sito è di interesse nazionale in quanto è stata usato come rifugio dai numerosissimi cittadini cretesi che decisero di combattere l'occupatore turco che stazionava sull'isola da un paio di secoli. Infatti nel 1866 l'esercito ottomano si mosse verso il monastero (trasformato in fortezza) per eliminare, con un atto dimostrativo di forza, le varie insurrezioni che ormai stavano crescendo d'intensità in tutta l'isola. Circa 2.000 furono i turchi che assalirono la costruzione religiosa che ospitava centinaia di cretesi sfuggiti dai loro villaggi in fiamme. Gli ottomani, dopo essere entrati nella corte commettendo atrocità di ogni genere, si avviarono verso un magazzino (adibito a polveriera) dove la maggior parte dei fuggitivi si era rifugiato come ultima difesa. Vedendo che ormai l'orda ottomana era alle porte della "Santa Barbara", i cretesi, piuttosto che arrendersi o morire per mano turca, preferirono immolarsi come martiri dando fuoco alle polveri. L'esplosione non risparmiò nessuno, compresi i 2.000 militari. Per miracolo solo una bambina si salvò, unico testimone dell';episodio che visse fino a tarda età. I turchi (dato le numerose perdite tra le loro fila), per ripicca, vietarono a chiunque di avvicinarsi al monastero (proibendo così una degna sepoltura ai poveri resti là rimasti) per alcuni anni. L'episodio, che ebbe una risonanza di carattere mondiale, diede uno scossone all'opinione pubblica ed ai potenti dell'epoca che, con notevoli pressioni, convinsero l'impero ottomano ad abbandonare l'isola di Creta che, resasi indipendente decise, alcuni anni dopo, di unirsi al resto della Grecia.
Pochi secoli prima di questo episodio, e comunque prima della conquista dei mori, queste terre sono state possedimento veneziano. La Repubblica Marinara di Venezia, nella sua conquista mediterranea, ha lasciato tracce tangibili anche qui.
Visitando la città di Hanià (Chanià o Xanià), che ora ospita una base NATO (confermando la sua zona strategica), basta soffermarsi nella "città vecchia" affacciata sul mare grazie al suo porto veneziano, per essere quasi a casa. Il passeggiare per le antiche viuzze o "calli" (che ricordiamo in Venezia, Grado od addirittura in Istria e Dalmazia), anche se strapiene di ristoranti o negozietti acchiappa-turisti, ammalia qualsiasi persona. Qui è famoso il mercato coperto, simile ad una enorme erboristeria, dove si può trovare qualsiasi tipo di erba o spezia cretese, qualsiasi tipo di spugna marina e qualsiasi tipo di sapone per la pelle (sempre a base di olio d'oliva). Il tutto dominato dalla rocca veneziana, modificata successivamente dagli occupanti ottomani. Poi è la volta di Rethymno che è un paese sul mare simile a Hanià anche se molto più piccola. Qui, oltre al porto (purtroppo il dilagare di numerosi ristoranti, che con i loro tavoli arrivano quasi sino all'acqua, hanno portato via molto del suo fascino) vi è la loggia (usata come scambio merci) e la "Fontana Rimondi" (più che altro fonte), oltre alla rocca che vigila sulla cittadina. Da notare che qui esiste l'unica moschea con minareto dell'isola).

PALAZZO DI PHAESTOS - CITTA' DI GORTYS - MATALA

giovedì 6 ottobre 2005

Altro sito archeologico che ho visitato è stato quello di Phaestos. Qui si trova un altro dei palazzi minoici che come importanza è secondo a quello di Knossos. Si trova nella parte meridionale dell'isola nella pianura di Messaria che è anche l'unica dell'isola. Il palazzo, posto su una piccola collina (ma con un panorama eccezionale), è quasi una copia di quello citato in un altro capito del mio viaggio. La planimetria è quasi la stessa, con le stanze disposte intorno ad una corte centrale, ma non ha i restauri e le ricostruzioni del suo fratello più famoso. Però, al contrario di quest'ultimo, qui gli scavi hanno riportato alla luce anche parti del palazzo precedente (anche se sovrapposte all'ultima costruzione). Qui è stato rinvenuto un disco d'argilla in cui è stato impresso, con l'aiuto dei timbri simili a quelli conservati nel Museo Archeologico di Heraklon, un testo che, coprendo entrambi i lati del manufatto, non sono ancora stati decifrati. A pochi chilometri da Phaestos si trova il sito archeologico di Gortys. Qui sorgeva l'antica capitale romana dell'isola. Anche se è visitabile solo una piccolissima parte di quello che era un enorme agglomerato urbano (gran parte della città è estesa e nascosta tra i numerosi campi di ulivi), i suoi resti (dal tardo minoico al paleocristiano) identificano il suo fasto. Qui si può osservare un teatro romano (anche se simile ad uno greco) e le "Leggi di Gortys", il cui codice legislativo è stato da me descritto precedentemente. Accanto alle rovine romane sorgono i resti di una basilica del VI secolo dedicata a San Tito (primo vescovo di Creta).
Altro luogo che ho visitato stata la spiaggia di Matala, nella zona sud dell'isola vicino al Palazzo Minoico di Phaestos. Questo luogo è stato famoso negli anni '60 per essere stato una delle località che raccoglieva numerosi "figli dei fiori" provenienti da tutto il mondo. Le abitazioni usate da questi "hippies" erano delle antiche grotte esposte sul mare ed usate dagli antichi romani come tombe: alloggi che, erano l'ideale per la difesa agli sporadici tentativi della polizia locale per allontanarli. Oggi, anche se qualche "veterano hippy" vive ancora in questi luoghi, la spiaggia si è trasformata in una meta turistica chiassosa e sovraffollata in estate e deserta in inverno. Il lungomare comunque resta uno dei più belli dell'isola.

HERAKLION

venerdì 7 ottobre 2005

Città estremamente caotica, dinamica e con un centro vivacemente animato. La periferia sembra un eterno cantiere a cielo aperto (non me ne vogliano i cretesi). Ho avuto occasione di visitare il Museo Aercheologico e la "Fontana dei Quattro Leoni"(chiamata anche "del Morosini" - governatore di Creta) che dista a poche centinaia di metri. Oltretutto anche qui sorge la Loggia Veneziana (all'epoca circolo per soli uomini aristocratici) e la basilica di San Marco, che più volte ricostruita ora ospita un museo d'arte. Imponente è la cinta muraria con sette bastioni e quattro porte d'accesso costruite dai veneziani tra il XV e XVI secolo.
Numerosi poi sono i ristoranti, bar e negozi pieni di giovani e studenti. Animato èil mercatino che, a pochi passi dalla Fontana Morosini riesce a soddisfare il qualsiasi bisogno sia del turista che della massaia. Il porto invece èun continuo via vai di navi (specialmente da crociera) che continuamo incessantemente a sfornare turisti per visite di poche ore.
C'è un piccolo particolare che desidero esporre...
Mentre la classica nuvola copriva il sole sopra l'hotel (proibendo il bagno di sole a cui noi italiani non possiamo fare a meno) in questi giorni nelle mie escursioni ho trovato un cielo azzurro pulito pulito...
Perciò ho trascorso il pomeriggio in hotel solo per "fare il pieno di iodio - che fa bene ai polmoni" e per leggere.

OSSERVANDO LE NUVOLE

sabato 8 ottobre 2005

Ovviamete anche quest'ultimo giorno non ha voluto tradire la tradizione.... Nuvole...nuvole...nuvole... L'edicolante della struttura ormai conosceva bene i miei desideri editoriali... Steso sul lettino, come facevo ormai giornalmente al rientro dalle escursioni, assorbivo in modo quasi maniacale pagine su pagine (un metodo per rilassarsi contro il "non sole").
Questa sera ho deciso assieme a Livia e Francesco (miei compagni conosciuti in quest'avventura) di andare a cenare in una tipica trattoria di Alonissos, a pochi metri dall'hotel. Santa è stata la "dritta" avuta da Costantinos.... Infatti il locale scelto (o meglio consigliato), anche se al nostro arrivo era vuoto, alla fine dela cena era strapieno di gente locale... Le altre trattorie(una attaccata all'altra) erano vuote!!!
La cena, a base di pesce, èandata abbastanza bene anche se per la scelta dei piatti, dato che il menù era in greco, ci è stato d'aiuto in cameriere che masticava un poco d'italiano e d'inglese. I piatti di pesce, quasi del tutto fritto, hanno fatto da padrone. Alla fine della serata tutti al bancone del bar per "il bicchiere della staffa"e per salutare Costantinos.

RITORNO A CASA

domenica 9 ottobre 2005

Dopo aver ricomposto le mie cose dentro il borsone rieccomi in spiaggia per l'ultimo "bagno di nuvole"... Il mare, poi, come per tutta la settimana, è mosso vietando chiunque a mettere un piede in acqua.
Ultimo pasto presso l'ormai abbondante e conosciuto buffet, un saluto a Livia (che partirà con il prossimo aereo) e poi tutti in fila con i bagagli per salire sulle autocorriere che ci porteranno in aeroporto.
In Italia siamo arrivati nel tardo pomeriggio. Messo piede a Verona abbiamo tutti rimpianto il clima cretese (anche se nuvoloso). Il tempo per salutare i compagni di viaggio e mi trovo già nella mia auto a sfrecciare sull'autostrada verso casa.
Creta?... solo un bel ricordo...