Nella scuderia della città dei muri dipinti: una giornata a Dozza Imolese

località: dozza
regione: emilia romagna
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 11 maggio 2013
Data fine viaggio: sabato 11 maggio 2013

Un cielo azzurro con le nuvole, un cavaliere d’altri tempi, dei carri, ma anche un giullare dal passo svelto e il viso sensuale di una donna: sono solo alcune delle immagini degli oltre novanta affreschi che rendono Dozza, alle porte di Imola, un vero e proprio museo a cielo aperto. In questo meraviglioso borgo d’arte ogni due anni è possibile vedere all’opera degli artisti di chiara fama, intenti tutti insieme ad affrescare i muri della città. A partire dal 1960, quando la Pro Loco organizzò la prima edizione della Biennale d’arte del Muro Dipinto, le caratteristiche vie del centro sono state arricchite delle opere di oltre duecento artisti, tra cui Aligi Sassu, Bruno Saetti, Domenico Purificato e Alberto Sughi.
La nostra passeggiata in questa città, la cui struttura medievale è rimasta intatta, e dove ogni scorcio offre delle suggestioni artistiche nuove, inizia attraversando l’antica porta, anch’essa dipinta. Un borgo fiabesco che nell’antichità era addirittura considerato un’oasi: infatti, mentre nei territori circostanti si registrava una frequente penuria idrica, a Dozza c’era un acquedotto proveniente dal Monte del Re, che accumulava l’acqua in una cisterna. A ricordare questo fatto storico sono il toponimo, il cui significato è “doccia”, e il grifone raffigurato nello stemma cittadino mentre si abbevera a una conduttura. Percorrendo la strada principale, arriviamo alla splendida Rocca Sforzesca, eretta nel 1250, e fortificata nel Quattrocento per volere di Caterina Sforza, in particolare con l’aggiunta del suggestivo Torresino. Oggi la Rocca è la memoria storica del borgo, e ospita un museo dove è possibile ammirare alcuni affreschi creati per la Biennale, scrostati e trasferiti nella fortezza.
Sebbene Dozza porti nel suo nome l’acqua, è in realtà il vino il “liquido” che la rende famosa: infatti, da secoli il comune ha fatto del vino di qualità la sua bandiera, e possiamo rendercene conto visitando la spettacolare cantina dell’Enoteca Regionale Emiliana all’interno della Rocca, contenente una vastissima selezione di etichette di qualità del territorio.
Restiamo nel cuore storico del borgo anche per cena, fermandoci presso il Ristorante La Scuderia, situato proprio di fronte alla Rocca, dove nel Medioevo sorgevano le scuderie dei cavalieri. Un luogo suggestivo e famigliare, in cui ci accolgono con grande gentilezza e solarità i titolari Daniele e Roberto Preti. “Il locale è della nostra famiglia dal 1977, anno in cui nostro padre l’aveva avviato. Noi figli siamo cresciuti qui dentro, dando una mano sin da ragazzini, io fin da subito servendo ai tavoli e mio fratello Roberto dopo qualche anno”, ci racconta il signor Daniele. Dal nostro tavolo, inserito tra gli antichi divisori per i cavalli, mantenuti durante la ristrutturazione, ammiriamo l’ambiente rustico dove ogni dettaglio richiama il fascino del passato: i mobili rurali, gli abberevratoi per cavalli, e perfino il forcone alla parete che testimonia i tempi in cui al piano superiore c’era il fienile.
“Il nostro legame forte col territorio è evidente anche in cucina, dove utilizziamo sempre solo dei prodotti freschi, di produzione locale, ricercati con una particolare attenzione alla qualità”, ci spiegano i titolari, e ne abbiamo la conferma appena iniziamo la nostra cena all’insegna dei sapori tipici: gustiamo la piadina e delle crescentine fritte con affettati e lo squacquerone, un morbido formaggio di queste terre. Ci piace molto anche il petto di pollo cotto e marinato nell’aceto balsamico, poi tagliato a fettine sottili e condito con olio aromatico. Continuiamo con uno squisito tris di primi piatti classici, di pasta fatta in casa: tagliatelle al ragù di carne, garganelli al pettine e tortelloni di ricotta, ma anche ripieni di patate e prosciutto, conditi con funghi porcini. Non rinunciamo nemmeno ad assaggiare i bigoli conditi con scalogno di Romagna, pomodorini e guanciale.
Proseguiamo con una ricca grigliata mista di carne, il cui gusto è reso inconfondibile e buonissimo dalle braci di legna. Ci sono, infatti, due camini in cucina: uno per produrre la brace di legna per la griglia e l’altro per la cottura delle carni tra cui gustiamo la costata di bufala, molto digeribile e con pochi grassi, profumata con sale di Cervia e rosmarino. Alcuni di noi optano invece per delle costine di maialino arrosto e per la tartare Wagyulem, fatta con gustosa e tenerissima carne tipo Kobe, servita con varie salsine. Non resistiamo nemmeno all’ottima tagliata di manzo con olive taggiasche e pomodorini.
Infine, ci abbandoniamo al piacere dei dolci fatti in casa, tra cui la panna al forno, tipo latte brulè cotto diverse ore e presentato a fette, e uno spicchio di cassata di ricotta con fette di arancia candita. Insieme al caffè ci vengono serviti degli squisiti liquorini a base di erbe, preparati dai suoceri del sig. Daniele, e insieme ci offrono dei deliziosi tocchetti di ciambella fatta in casa.
Sarà un sicuro piacere tornare qui prossimamente, per cenare nella veranda con vista sulla Rocca, anche magari in occasione della prossima Biennale del Muro Dipinto, in settembre.

Testo: Francesca Bertha
Consulenza e fotografie: Valeria Balbiano

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Dozza.bo.it
www.ristorante-lascuderia.com
Ristorante La Scuderia
Via XX Settembre, 53 Dozza (BO)
Tel.: 0542/678103

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