Trekking alle guglie, tra natura e buona tavola: un weekend ai Sassi di Roccamalatina

località: roccamalatina
regione: emilia romagna
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 1 giugno 2013
Data fine viaggio: sabato 1 giugno 2013

Alzando gli occhi al cielo in questa zona dell’Appennino modenese, non è raro scorgere un punto nero fermo in alto: si tratta del maestoso falco pellegrino, animale ormai raro e protetto, che ha scelto come sede di nidificazione gli spettacolari picchi rocciosi, alti oltre 70 metri, dei Sassi di Roccamalatina.
La meta della nostra gita è proprio questo luogo dove la bellezza della natura è arricchita di un fascino fiabesco e misterioso, fatto anche di storie e leggende legate proprio ai falchi, in passato ritenuti “alleati” delle streghe, a loro volta attratte dai paesaggi selvaggi come questo, caratterizzato dal tipico aspetto a calanchi argillosi.
Siamo a Roccamalatina, una frazione del comune di Guiglia, e borgo di una certa importanza storica, che dal XII al XIV secolo fu la sede dei Malatigni, la famiglia nobile che dominò una parte estesa del territorio circostante, oggi facente parte del Parco Regionale dei Sassi di Roccamalatina.
Le guglie, simili a meteore che ammiriamo durante la nostra escursione, sono delle imponenti rocce d’arenaria risalenti al medio Miocene. Tra i molti itinerari disponibili, adatti sia alle persone molto allenate che agli escursionisti della domenica, abbiamo scelto un percorso di 4 km e mezzo che parte e si conclude a Roccamalatina, toccando in un’ora e mezza di camminata alcuni dei punti d’interesse più significativi della zona, tra cui le Torri Rondonare, la Carbonaia e, naturalmente, i Sassi. Durante la nostra passeggiata abbiamo anche la fortuna di ammirare alcuni “esponenti” della ricca fauna del parco, tra cui la rana dalmatina, detta anche rana agile, l’inoffensivo serpente colubro di Riccioli, oltre a numerose specie di uccelli. Tra gli alberi abitano anche tassi, volpi, istrici e caprioli, e anche la flora è molto variegata. Perfino i sotterranei nascondo dei preziosi segreti: tra Zocca e Guiglia sono presenti delle belle grotte con dei punti dai nomi curiosi come il Buco dei Pipistrelli, il Pozzo della Pecora o il Buco dell’Albero.
Di ritorno da questa bella escursione, ci sistemiamo nelle comode camere dell’Albergo Ristorante Santina, situato in paese, ma vicino alla zona protetta del Parco. Il locale, nato nel 1958 come affittacamere, e allora gestito dalla signora Santina, è a tutti gli effetti il cuore pulsante del borgo. Turisti, escursionisti, giovani e anziani lo frequentano tutti, e chi ci è stato una volta, ritorna sicuramente. L’ambiente familiare e la calorosa accoglienza da parte dei titolari, ci fa subito sentire come a casa. E’ con grande piacere che ascoltiamo le storie e gli aneddoti legati al ristorante, narrati dalla signora Imperia, figlia di Santina, che oggi è la titolare, oltre ad essere la regina indiscussa delle tagliatelle: riesce a tirare la sfoglia di un numero esagerato di uova, impastandole completamente a mano, utilizzando il suo mattarello personale. “L’affittacamere è stato trasformato in ristorante nel 2004, e successivamente ampliato e ristrutturato. La nostra gestione è sempre rimasta a conduzione famigliare. Mia figlia Giulia, un vero jolly, oltre a essersi occupata della sala, è anche diventata una bravissima aiuto cuoca. In sala servono mio marito Graziano e Andrea, mio figlio grande, ma anche il giovanissimo Luca sta iniziando a dare una mano”, ci racconta la signora Imperia.
La nostra cena all’insegna dei piatti tradizionali, tutti preparati con materiali praticamente a km zero, e sempre freschissimi, inizia con dei salumi e formaggi del territorio, ma gustiamo anche delle buonissime verdure, oltre allo gnocco fritto e la tigella. Il signor Graziano prepara inoltre i favolosi borlenghi, delle crepes sottili e croccanti condite col pesto modenese. Continuiamo con le mitiche tagliatelle della signora Imperia, condite con un sugo ai funghi porcini, ma non resistiamo nemmeno ai classici tortellini in brodo e ai passatelli asciutti col tartufo. Assaggiamo anche dei buonissimi cannelloni, lasagne e rosette.
Il menù cambia ogni giorno, e stavolta abbiamo la fortuna di poter gustare l’ottimo pollo fritto, ma anche la braciola di maiale impanata e fritta, con sopra funghi e fagioli in umido. Apprezziamo anche gli squisiti arrosti e degli arrotolati di faraona e di coniglio. Come contorno, una vasta scelta di verdure, che si possono mangiare a buffet, senza limiti.
Non manca mai nemmeno il buffet dei dolci, la cui specialista è Giulia, che prepara gli sfiziosi dessert tra cui la crème caramel, la zuppa inglese, la crema di mascarpone fatta al momento, la panna cotta e la torta al cioccolato e caffè, in base al ricettario di nonna Santina, sapendo interpretare maestralmente indicazioni come l’unità misura “zemna”, ovvero il palmo della mano messo a cucchiaio e riempito.
Concludiamo con gli zuccherini alcolici fatti da Andrea, e con la decisione di tornare presto qui per altre gite, anche magari in mountain bike o a cavallo.

Testo: Francesca Bertha
Consulenza e fotografie: Valeria Balbiano

PER INFORMAZIONI:
www.parcosassi.it
www.lasantina.it
Albergo Ristorante Santina
Via Monte, 92 Roccamalatina (MO)
Tel.: 059/795855

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