A casa del Guercino, sulle orme delle lumache: gita slow a Cento e dintorni

località: cento
regione: emilia romagna
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 13 luglio 2013
Data fine viaggio: sabato 13 luglio 2013

Alla fine del Cinquecento in una modesta abitazione vicino alla Porta della Chiusa, viveva un ragazzino che i suoi compagni prendevano affettuosamente in giro per il suo strabismo. Sarà stato per ricompensarlo di quel piccolo difetto fisico che la natura gli donò un grande talento proprio per la pittura. Quando aveva otto anni, un giorno il piccolo Giovanni Francesco Barbieri dipinse una Madonna sulla facciata della casa dove abitava. La voce si sparse subito e i ragazzi correvano urlando: “Venite a vedere cosa ha combinato il guercino! Ha fatto un bellissimo dipinto sul muro!” Quella fu la prima di innumerevoli occasioni in cui la gente poté ammirare ciò che l’artista nato a Cento, soprannominato il Guercino, dipinse.
Durante la nostra giornata in questa splendida città medievale, chiamata anche “la piccola Bologna”, abbiamo l’occasione di vedere molte sue opere, visitando la Pinacoteca Civica a lui dedicata. Inoltre, nella cinquecentesca dimora nobiliare Casa Pannini, si trovano tuttora diverse stanze affrescate dal grande pittore barocco.
Passeggiando tra portici che fiancheggiano sontuosi palazzi storici e bellissimi edifici religiosi come la chiesa del Rosario, giungiamo a un certo punto nella corte di Lucrezia Borgia. Il Palazzo del Governatore fu eretto nel 1502, in occasione del matrimonio tra Alfonso I d’Este e Lucrezia Borgia. Con questo evento Cento fu annessa al ducato ferrarese. Oggi nel palazzo ha sede la Galleria d’Arte Moderna Aroldo Bonzagni, dedicata al pittore centese del Novecento.
Le autentiche atmosfere medievali della città sono custodite anche dalla suggestiva Rocca, costruita alla fine del Trecento e rimaneggiata nel 1483. Tra le spesse mura del castello aleggiano molti misteri e leggende, tra cui quella legata a un’immagine della Madonna, che in seguito a un atto sacrilego, iniziò a perdere sangue. Oggi il quadro miracoloso è conservato nel vicino santuario della Beata Vergine della Rocca.
Da qui in poi, la nostra gita si trasforma in un autentico viaggio “slow”, in cui ci accompagnano le famose lumache di questo territorio. All’ingresso della frazione Casumaro, il cartello ci dà il benvenuto nella “città della lumaca” e scopriamo che ogni anno sono numerosi i turisti che arrivano qui per la Fiera di San Lorenzo, in occasione della quale si svolge la sagra della lumaca.
Il deciso languorino ci porta alla Vecchia Osteria di Casumaro, il cui motto è: “tutto ciò che avreste sempre voluto mangiare e che non avete mai mangiato”. Ad accoglierci con grande gentilezza nelle caratteristiche sale con le travi a vista è il signor Cesare Paganelli che gestisce il locale con i suoi soci. “Un tempo questa era un’osteria e pub, diventando poi un ristorante. E’ sempre stato un punto di riferimento in paese, e noi continuiamo a proporre la cucina tradizionale del territorio con le ricette di una volta”, ci spiega il signor Cesare. Mentre in inverno deve essere molto piacevole sedersi all’interno, magari vicino al camino, ora ci conquista invece l’ampio porticato esterno.
Iniziamo con un mix di vari tipi di insalatine di campo e del radicchio trevigiano con pancetta saltata e aceto balsamico. Continuiamo con dei primi di pasta fresca fatta a mano, tra cui i tortellini, i cappellacci alla zucca, gli agnolotti e le tagliatelle. I condimenti – tartufo, ragù o brodo - cambiano in base alla stagione. Le ottime etichette di vini dei colli bolognesi e romagnoli, tra cui il Sangiovese, l’Albana e il Lambrusco esaltano i sapori delle prelibatezze. Tra i secondi, non possiamo certo fare a meno di assaggiare qualche specialità a base di lumache, che qui si mangiano tutto l’anno. Alla vigilia di Natale sono d’obbligo le lumache in umido alla casumarese, la cui ricetta originale risale agli Estensi, ma si preparano anche alla bourguignonne, con la fonduta e si possono trovare addirittura nel ripieno dei tortellini conditi con burro e salvia. Un altro punto di forza del ristorante è il pesce fresco, proposto su prenotazione: favoloso il fresco alla catalana. Stavolta gustiamo invece degli squisiti piatti di carne di qualità irlandese, tra cui il filetto al lardo di Colonnata e le fiorentine ai ferri con verdure di stagione. Alcuni di noi si deliziano con il petto d’anatra alla frutta e con il coniglio alla cacciatora.
Non mancano infine piatti originali come la paella alla valenciana o il filetto al cioccolato fondente.
Sarà un vero piacere ritornare qui anche in occasione di una serata musicale o di un evento gastronomico, per un buon calice di vino o per gustare una speciale birra belga accompagnata da una gustosa bruschetta.
Stavolta la nostra gita si conclude tra dolci emozioni grazie al semifreddo “after eight” menta e cioccolato e ai dessert a base di frutta.

Testo: Francesca Bertha
Consulenza e foto città: Valeria Balbiano

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Cento.fe.it
La Vecchia Osteria
Via Correggio, 509 Casumaro (FE)
Tel.: 051/6848277
Facebook: La Vecchia Osteria Cento
Email: lavecchiaosteria@gmail.com

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