Dove la bellezza incontra l'infinito: una giornata a Brisighella

località: brisighella
regione: emilia romagna
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 23 agosto 2013
Data fine viaggio: venerdì 23 agosto 2013

Una fila di asinelli che trainano delle birocce cariche di gesso percorre lentamente la strada sopraelevata illuminata attraverso delle spesse finestre ad arco che da lontano sembrano delle mezze lune capovolte: è questa suggestiva immagine, riemersa dal passato, a introdurci nel fascino di Brisighella, che fa parte dei “Borghi più belli d’Italia”. Si chiama via del Borgo o via degli Asini la caratteristica strada che ci porta nel cuore del paese antico. Costruita nel Trecento, rappresenta il più antico baluardo difensivo della città: prima degli asini dei birocciai, che trasportavano il gesso dalle cave sovrastanti il paese, la strada era camminamento di ronda e via di comunicazione. Intorno a noi si estende il Parco regionale della Vena del Gesso romagnola, che rappresenta un vero e proprio paradiso degli escursionisti. Percorrendo i diversi itinerari turistici del Parco, noto per l’affioramento del gesso del Miocene, si scoprono grotte e doline, rocce selvagge e folti boschi in cui si possono avvistare molte specie di rapaci tra cui il gufo reale. Come ogni luogo suggestivo, anche queste grotte ispirarono in età protostorica fantasie e misteri, diventando anche luoghi di culto del dio delle acque. Poche città hanno uno “skyline” così originale come quello di Brisighella, dove i tre monumenti più significativi svettano verso il cielo in cima ad altrettanti pinnacoli rocciosi di selenite. Come nelle favole, si tratta di un castello, di una torre e di una chiesa, e ognuno di questi edifici ha qualcosa di speciale. La chiesa è il Santuario della Madonna del Monticino, in cui si venera una sacra immagine in terracotta del 1626, probabile ex voto di un autore ignoto. La Torre dell’Orologio, risalente al 1290, ha il quadrante a sei ore ed è fatta con massi squadrati di gesso. Fu eretta per controllare le mosse degli assediati nel vicino castello di Baccagnano e fino al 1500 costituì, insieme alla rocca, edificata nel 1310 da Francesco Manfredi, Signore di Faenza, il sistema difensivo del centro abitato. Tra i numerosi assedi che la rocca subì nel corso della storia, rimase celebre quello ad opera del duca d’Urbino nel 1494, costretto a desistere dalla strenua resistenza condotta da Dionisio Di Naldo. Oggi i visitatori della rocca sono accolti dalla voce di questo eroe storico, che preannuncia le “pietre parlanti”, toccando le quali si può ascoltare la storia della fortezza e assistere anche alla rappresentazione multimediale di un assedio. La nostra giornata continua presso una bellissima casa quattrocentesca i cui abitanti di allora assistettero con ogni probabilità in diretta alle gesta del capitano Di Naldo. Oggi l’edificio storico è una raffinata roccaforte del gusto: la sede del Ristorante L’Infinito. Accuratamente ristrutturato nel 1999, il locale rispecchia perfettamente il proprio nome: gli ospiti, oltre a godersi le prelibatezze della cucina tradizionale, basate sulle ricette che la titolare, la signora Maria, ha ereditato da sua madre e ha sapientemente rivisitato, si portano via anche delle emozioni che durano, appunto, all’infinito. All’interno ammiriamo degli angoli particolari quali il giardinetto, alcune parti nel tipico gesso a cristalli, e le pareti della sala dipinte dal “maestro del colore” Gino Pellegrini. L’ambiente elegante non mette però soggezione, grazie alla signora Maria, che con un’esperienza di ventidue anni nella ristorazione, riesce a far sentire tutti come a casa. Ci accomodiamo all’aperto, sulla bellissima terrazza naturale con vista sulla Torre dell’Orologio. La nostra cena inizia con un budino di pomodoro freddo aromatizzato al basilico e origano, servito su una base di burrata. Assaggiamo anche i fiori di zucchine ripieni di ricotta e gratinati al forno con pomodori ciliegini, e la pizza fritta servita con la culacchia, ovvero il culatello di Langhirano. Proseguiamo con la sfoglia “lorda”, preparata secondo l’antica ricetta, ripiena di formaggino tenero romagnolo e parmigiano, condita con zucchine e fiori di zucca. Gustiamo anche il passatello asciutto su crema di piselli freschi e julienne di prosciutto. Ogni piatto è preparato con materie prime stagionali del territorio, senza conservanti. Annaffiamo queste bontà con degli ottimi vini locali, degustando anche qualche etichetta toscana e delle bollicine Franciacorta. Tra le squisite pietanze scegliamo il cotto e crudo di scottona, una fiorentina senz’osso cotta sulla griglia al sangue e presentata accanto ad una tartare della stessa carne. Riscuote grande successo anche il filetto di mora romagnola spalmato con senape e avvolto nella culaccia, cotto in padella. Ci rimane ancora tanto da scoprire in questa stupenda città, e stavolta la nostra gita si conclude in gran dolcezza grazie ai dessert della casa tra cui il semifreddo all’albicocca, la mousse di ricotta con pesca noce e le sfogliatine di crema chantilly con fragole: un piacere infinito.

Testo: Francesca Bertha
Consulenza e fotografie: Valeria Balbiano

PER INFORMAZIONI:

www.comune.Brisighella.ra.it
www.Brisighella.org
www.ristorantelinfinito.com
Ristorante L’Infinito
Via del Trebbio, 12 Brisighella (RA)
Tel.: 0546/80437

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