Basilicata

località: melfi, venosa, matera
regione: basilicata
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: lunedì 28 febbraio 2005
Data fine viaggio: martedì 1 marzo 2005

Tour effettuato con due compaesani sulla mia autovettura come parte di un itinerario comprendente anche la Provincia di Bari nelle Puglie e la Regione Molise. Per la cronaca avevo in precedenti viaggi attraversato la Basilicata sei volte andando in tre differenti viaggi verso la Sicilia.
Entravamo in Basilicata nei pressi di Melfi dove sostavamo di fronte al Castello di Federico II° di Svevia. Qui fu promulgata la Costituzione di Melfi e si riunirono alcuni importanti Concili pontifici tra cui quello che diede il via alla prima Crociata. Melfi del resto è stata prima capitale e poi una delle principali città del sud Italia. Il Castello è ubicato su un colle a dominio della città vecchia. Il centro storico è un fitto agglomerato di case separate da irti vicoli talmente stretti che la nostra autovettura incastratasi tra due edifici è costretta a tornare indietro in retro marcia. Lasciata Melfi percorriamo un breve tratto di Puglia per rientrare in Basilicata e sostare a Venosa. Questa è un'antica città in cui la storia ha lasciato diversi segni come i resti del foro romano e quelli di vecchie Chiese una delle quali lasciata incompiuta presenta parti delle pareti, il campanile a vela ma non la copertura. Nei pressi di quest'area archeologica incontriamo un simpatico pastore con il suo gregge e il fedele cane. L'uomo ci dice essere uno degli ultimi a praticare l'allevamento in modo tradizionale e ci recita una sua poesia. Ascoltiamo volentieri queste semplici strofe decantate nella città di Orazio, uno dei maggiori poeti dell'antica Roma. A Venosa c'è anche un Castello che ci limitiamo a osservare dall'esterno. Puntiamo su Matera dove arriviamo in serata all'Hotel Caveoso. La hall è ubicata all'interno di uno dei così detti sassi mentre la nostra camera è appoggiata sulla roccia ma costruita con il materiale di riporto dovuto agli scavi ipogei. Siamo in piena zona "sassi", di fronte alla nostra camera c'è una Chiesa posta su uno sperone calcareo. Ceniamo al Ristorante Caveoso con prodotti della cucina locale: una pasta condita con pistacchi e peperone croccante (sembrano patatine) e agnello cotto con verdure varie in un particolare recipiente di terra cotta. Chiudiamo il pasto con un distillato di liquirizia. Rientriamo in Hotel per la notte. Il mattino dopo ci aspetta un abbondante colazione nella hall a base di cappuccino e paste ripiene di crema e cioccolata. Al vicino centro informazioni prenotiamo una guida con cui effettuiamo un escursione nei "sassi". Il tour dura circa due ore ed è molto interessante. Il ragazzo che ci fa da cicerone è molto preparato, visitiamo delle grotte che nei secoli hanno avuto diverse destinazioni: i monaci greco ortodossi fuggiti dal medio oriente durante il periodo iconoclasta ne fecero delle Chiese rupestri sullo stile di quelle della Cappadocia, poi furono convertite al Cattolicesimo, quindi diventarono cantine dove conservare il vino ed infine abitazioni. In effetti però la storia dei "sassi" è ancora più antica, risale alla preistoria, tanto che si può affermare che Matera è la terza città più vecchia del mondo tra quelle ancora abitate. Nella storia recente i "sassi" furono evacuati negli anni '50 a causa delle pessime condizioni igeniche (nelle grotte vivevano insieme uomini e animali e la mortalità infantile era quattro volte superiore alkla media nazionale) dopo il libro denuncia "Cristo si è fermato a Eboli". Coloro che abitavano le grotte furono costretti a trasferirsi nelle case popolari della città nuova e i "sassi" per anni furono abbandonati a se stessi. Alla fine degli anni '80 ci fù un recupero parziale dell'area, non ancora ultimato, che portò il riconoscimento da parte dell'UNESCO come patrimonio mondiale dell'umanità. Grazie alla location del film di Mel Gibson sulla passione di Cristo Matera e i suoi "sassi" furono conosciuti in tutto il mondo. Per uno come me che ha viaggiato molto i "sassi" sono una piacevole sorpresa, ricordano la Cappadocia (però non ci sono i camini delle fate) ma anche Gerusalemme come doveva essere qualche secolo fa. Hanno inoltre molte delle tecniche architettoniche ma anche idrauliche di Petra. Venendo a Matera si ritrova in un suolo luogo qualcosa che ha strettamente a che fare con Anatolia, Giordania e Israele!! I "sassi" nella loro interezza sono un monumento per cui è impossibile vedere tutto, noi visitiamo una cantina, un abitazione e tre piccoli conventi ubicati uno vicino all'altro. In effetti però sono tutte ex Chiese poi diventate abitazioni. Una facciata appoggiata alla parete della montagna e realizzata con il materiale asportato dalla cavità la precede. All'interno sono sempre presenti le cisterne dell'acqua, alcune scavate appositamente, altre nate dalla trasformazione degli ossari quando le Chiese sono state convertite ad abitazione. Le cisterne sono collegate le une alle altre con la tecnica dei vasi comunicanti, l'acqua utilizzata era quella piovana incanalata per inerzia da scanalature nella roccia. Le abitazioni sono poste le une sulle altre per cui il tetto dell'una diventa spesso la strada di accesso per l'altra. Sono presenti all'interno alcune tracce di affreschi bizantini, a volte anche sovrapposti ad altri più antichi. Un "sasso" è stato conservato con l'arredamento originale, una stanza utilizzata come "buca della neve" per conservare gli alimenti, un'altra con il letto e il telaio, un'altra ancora con un'altro letto, l'angolino per il cantero e l'angolo cottura con il grosso camino. Dalla stanza centrale un irta discesa porta a due piani inferiori, il primo utilizzato come magazzino per gli attrezzi, il secondo come cantina. La collina di fronte, separata da un canyon percorso da un torrente, è altrettanto bucherellata ma non antropizzata. L'ultima visita guidata è a una grotta che ospita un negozio di alimenti tipici materani dove ci offrono un piccolo assaggio promozionale. Al termine dell'interessantissima escursione i miei amici vanno a mangiarsi una zuppa, io un crostone con l'olio. Insieme a uno dei miei amici saliamo le irte scale che portano alla Cattedrale da cui si gode di una bella vista sia sul quartiere Caveoso che sul Barisano. Ridiscesi proseguiamo per il centro seicentesco della città percorrendo la via del Corso fino a Piazza Vittorio Veneto dove in una fornita pasticceria assaggiamo una leccornia locale chiamata "sospiri" Torniamo all'autovettura e lasciamo Matera e la Basilicata entrando in Puglia. Non sò dare un esatta valutazione a Matera ma merita sicuramente il viaggio in quanto presenta un aspetto di unicità per lo meno a livello europeo. Mi sento di metterla sullo stesso piano di Fez, Gerusalemme, la Cappadocia e Petra.

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