Grande musica e profumo di salumi: gita a Castelvetro Piacentino

località: castelvetro piacentino
regione: emilia romagna
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 21 febbraio 2014
Data fine viaggio: venerdì 21 febbraio 2014

Quel giorno, nell’ottobre del 1837 le note della Messa solenne di Verdi si sentivano distintamente anche a una certa distanza dalla chiesa parrocchiale dello Spirito Santo. Le numerose persone attirate dalla bellezza della musica nella frazione Croce Santo Spirito non sapevano di assistere a un evento che sarebbe entrato nella storia: a dirigire l’opera era il suo stesso autore, Giuseppe Verdi. Il celebre compositore allora ventiquattrenne era ancora quello che oggi si direbbe un “emergente”, e molti tra gli eventi più importanti della sua vita, sia quelli tragici che lo avrebbero colpito in famiglia che quelli gioiosi legati al successo, sarebbero accaduti nei mesi e negli anni a venire.
La sagra della Madonna del Rosario, in occasione della quale avvenne il concerto verdiano, ritorna tuttora ogni anno mantenendo viva la tradizione musicale del paese che si lega anche a un altro celebre musicista, Giovanni Gagliardi. Nato nel 1882, Gagliardi fu un appassionato fisarmonicista, oltre ad essere un convinto pacifista. All’epoca la fisarmonica non godeva di grande considerazione, ma l’entusiasmo con cui l’artista la proponeva agli addetti ai lavori, vinse molte resistenze e lui riuscì a imporre il suo strumento perfino alle case d’incisione.
Arrivando in paese, i ragazzi del nostro gruppo ipotizzano un’origine fiabesca del toponimo, che secondo loro verrebbe da un misterioso castello di vetro, ma i libri ci raccontano una storia diversa, anche se un castello c’era. In epoca romana Marco Bruto fece costruire qui una fortezza, forse contemporanea a quella di Zibello, quale baluardo dell’impero dopo la sconfitta dei Galli da parte del console Marco Aurelio. Purtroppo il maniero non riuscì a resistere alle tempeste della storia, e già un documento del 1221 ne parla come di un ammasso di rovine. Il suo ricordo però continua a vivere nel toponimo, che vine da “castrum vetus”, ovvero “castello vecchio”.
Risale al 1123, ma forse addirittura al X secolo, la costruzione della chiesa di San Giovanni Battista, rimaneggiata nel Settecento dopo i danneggiamenti subiti durante gli straripamenti del Po. Al suo interno ammiriamo una Assunta cinquecentesca dipinta da Vincenzo Campi e la pala d’altare del XVIII secolo di scuola cremonese, raffigurante la predicazione di San Giovanni.

In centro visitiamo anche il bel palazzo municipale, realizzato in stile gotico da Arnaldo Meazza.
Oltre che per le sue bellezze artistiche, Castelvetro Piacentino è apprezzato anche per quelle naturali: infatti, il paese fa parte dei comuni della Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina, ed è per questo meta di un turismo sempre più attento alla natura, al fascino a volte un po’ nascosto del territorio e alla buona tavola.
Anche la nostra giornata prosegue all’insegna dei sapori, quando ci accomodiamo in una delle caratteristiche sale, arredate con gusto e semplicità, della Trattoria della Pace, in via Bernini. Ad accoglierci con grande gentilezza sono la signora Angela e suo marito Ennio Guarneri, che gestiscono il locale insieme ai figli Barbara (la cuoca), e Roberto. Scambiando quattro chiacchiere con i titolari, scopriamo che la trattoria è, in un certo senso, la casa dei migliori salumi del territorio. Questo grazie al signor Ennio che sin da ragazzo aveva imparato l’arte di fare i salumi che continua a preparare con entusiasmo, producendo squisiti culatelli, coppe, salami e cotechini. “Avevo imparato questo mestiere quando ero ragazzo, da un signore che aveva i baffi ed era solito spiegare le cose una sola volta. Se riteneva che non avessi legato bene il salume in lavorazione, semplicemente tagliava lo spago e dovevo rifare tutto”, ci racconta il signor Ennio, che ci spiega anche come si prepara un buon culatello: “bisogna mettere la carne sotto sale con gli aromi, poi legarla con la vescica del maiale sopra. Una volta legata, la carne si tiene in laboratorio per qualche giorno per far uscire l’acqua, poi si sposta in un ambiente un po’ più caldo per farla asciugare, dopodiché può iniziare la stagionatura che in estate prosegue in un ambiente fresco e dura circa due anni. Nel caso di pezzi da 7-8 chili, la stagionatura deve essere di almeno 18 mesi, per la coppa un po’ di meno, mentre il salame è buono già dopo 2-3 mesi.”
La trattoria, gestita dalla famiglia della signora Angela dal 1980, è stata negli anni ampliata con l’aggiunta della salottina, mentre è stato invece chiuso un vecchio negozio di alimentari un tempo annesso ai locali. La storia del ristorante conserva anche molti ricordi festosi e ha visto la presenza pure di personaggi celebri, tra cui Mina, di cui conservano una foto autografata. “Fino a qualche anno fa si faceva la festa in strada qui davanti alla trattoria, con l’orchestra e la pista da ballo, e noi, insieme alla Cantina Bacchini, facevamo da mangiare alla gente. C’era tantissimo da lavorare, ma ci si divertiva alla grande”, ricorda la signora Angela.
La nostra cena all’insegna della migliore cucina tradizionale comincia con un bell’antipasto di salumi, pancetta e lardo, seguito dai primi tipici preparati con la pasta fatta in casa: pisarei e fasò e tortelli di ricotta e spinaci. Annaffiamo queste bontà con gli ottimi vini della Cantina Bacchini, che si trova proprio di fronte alla trattoria, e così prima di andar via acquisteremo anche qualche bottiglia.
A seguire, gustiamo delle pietanze di carne come la salsiccia ai ferri, il nodino e delle costate. Alcuni di noi non resistono alla trippa, ma piace molto anche il piccolo di cavallo. Tra le star della cena, la fantastica torta fritta con spalla cotta di San Secondo calda, tagliata a mano al momento. Buonissima e per niente unta, è la specialità della trattoria che attira clienti anche da lontano. “Inizialmente la facevamo solo il mercoledì sera, oggi invece c’è sempre, tranne il martedì sera e il giovedì”, ci spiegano i titolari.
La nostra giornata a Castelvetro si conclude cedendo alle dolci tentazioni della casa, tra cui il tiramisù, le crostate, la torta di mele, lo zabaione e la mousse al torrone e al cioccolato. Tanti piacevoli motivi per ritornare presto da queste parti.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comune.castelvetro.pc.it
Trattoria della Pace
Via Bernini, 87 Castelvetro Piacentino (PC)
Tel.: 0523/823330

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...