Vista sul golfo da un mare di ulivi: un weekend di relax a Diano Marina

località: diano marina
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 24 maggio 2014
Data fine viaggio: domenica 25 maggio 2014

Una radura sacra delimitata da un bosco: ai primi viaggiatori che millenni fa giunsero sul territorio dell’attuale Diano Marina, il luogo apparve così. Lo testimonia l’antico toponimo, “Lucus Bormani”, dedicato al dio Bormanus, legato al culto delle acque calde sorgive. Se oggi la città è tra le mete più amate dai turisti italiani e stranieri, la sua vocazione in tal senso non è però affatto recente. Già in epoca romana infatti, la mansio situata tra Capo Berta e Capo Cervo, fungeva da stazione di sosta lungo la via Iulia Augusta, realizzata per facilitare i collegamenti tra la pianura padana e la Gallia meridionale.
Con gli antichi Romani il dio Bormanus cedette il posto alla dea Diana, protettrice dei cacciatori, e nacque così il castrum Diani, ovvero l’attuale Diano Castello. Feudo dei marchesi di Clavesana per oltre un secolo, in epoca medievale fu il centro più importante della vallata, e l’unico fortificato. Nel 1199 venne istituita la Communitas Diani che univa i paesi delle valli dianesi, compresa l’attuale Diano Marina.
Mentre percorriamo la strada di circa due chilometri e mezzo che dalla costa ci porta alla nostra dimora per questo weekend, curva dopo curva ammiriamo degli splendidi panorami che si aprono sui borghi storici immersi tra uliveti e colline fiorite in un tripudio di colori e profumi. Raggiungiamo così la frazione forse più antica di Diano, Serreta, dove sono stati rinvenuti strumenti risalenti al Paleolitico, utilizzati da gruppi di cacciatori-raccoglitori che all’epoca popolavano il territorio e probabilmente erano incantati dalla bellezza del paesaggio esattamente come noi.
Abbiamo scelto l’Hotel Ristorante Liliana dopo aver letto numerose recensioni favorevoli su Tripadvisor, le quali enfatizzavano la comodità dell’albergo e l’eccellenza sia del servizio che della cucina. Lasciamo l’auto nello spazioso parcheggio privato sotto i pini e prendiamo possesso delle nostre camere. Ci sentiamo come in una grande villa: ogni stanza (l’albergo ne ha ben 40 tra doppie, triple e familiari, distribuite tra l’edificio centrale e la dependance situata di fronte) è dotata di terrazzo o di giardino, e ci si può rinfrescare nella splendida piscina con servizio bar, incastonata in una tipica “fascia” ligure soleggiata dall’alba al tramonto. “Un’isola di tranquillità in un mare di ulivi” recita il motto dell’hotel, e lo troviamo azzeccatissimo: le nostre camere hanno tutte le comodità, dalla TV satellitare alla cassaforte, fino all’aria condizionata, mentre il terrazzo, con una splendida vista sul mare, è come una piccola oasi. Si trova benissimo anche Bobby, il cagnolino della nostra amica: presso la struttura, infatti, anche gli amici a quattro zampe sono i benvenuti.
Dopo esserci rinfrescati, partiamo alla scoperta di Serreta dove una breve passeggiata tra limoni, ulivi e fiori ci conduce alla chiesa di Sant’Anna. Riprendendo l’auto, raggiungiamo la costa, compiendo un percorso virtuale nella storia marinara della città che per lunghi secoli fece parte della Repubblica di Genova e si distinse come vivace centro economico e commerciale, principalmente grazie al pregiato olio d’oliva della riviera di Ponente. Ma la lunghissima tradizione marinara dianese è anche testimoniata dal relitto di una nave romana, scoperto nel Golfo di Diano Marina nel 1975. Si tratta di una nave proveniente dalla Spagna, che trasportava quattordici grandi “dolia”, delle giare di terracotta contenenti ciascuna da mille e tremila litri di vino.
In centro visitiamo delle bellissime chiese, tra cui la parrocchiale di Sant’Antonio, situata sul lungomare. Sul luogo sorgeva un edificio religioso già nel Trecento e durante degli scavi fu anche scoperto un sagrato seicentesco realizzato con ciottoli marini bianchi e neri in tipico stile ligure.
Adiacente al porto, visitiamo l’Oratorio della santissima Annunziata, di costruzione medievale, mentre risale invece al XVII secolo la barocca chiesa di Sant’Anna, eretta dalla famiglia Casalmiglia. Il quartiere Sant’Anna è noto ai turisti di tutto il mondo grazie alle sue spiagge dalla sabbia finissima e dal mare estremamente pulito. Luoghi di vacanza che hanno ispirato diverse canzoni divenute famose: nel 1988 Bruno Lauzi ha dedicato alla città le note di “Diano Marina”, mentre negli anni ’60 spopolava la melodia cantata da Giorgio Santiano: “Arrivederci a Diano Marina, bella straniera Auf wiedersehen, al tuo paese virai col ricordo del sol di Diano che il cuor ti ha riempito di felicità.”
Tra i piaceri che rendono indimenticabile un soggiorno da queste parti, ci sono senza dubbio quelli della buona tavola. Ritornando all’Hotel Ristorante Liliana con un discreto languorino, ci abbandoniamo alle gioie del palato seduti nell’ampia e luminosissima sala con vista sul Golfo di Diano Marina, ideale anche per cerimonie e feste. Mentre iniziamo ad assaggiare il ricco antipasto ligure con verdure ripiene e torte verdi, oltre a degli squisiti antipasti di mare, scambiamo quattro chiacchiere con i titolari.
“A fondare la struttura nel 1961 è stata mia madre, Liliana, che è tuttora l’anima instancabile della cucina. Negli anni ci siamo ingranditi e siamo sempre pieni di progetti anche per il futuro. Oggi, oltre a mia mamma e mio padre Renzo, a gestire l’hotel siamo io e mia moglie Chrystel”, ci spiega il signor Silvano. “Il nostro staff si completa con Elena, la segretaria, con Roberto chef di sala e con Luigi il bagnino.”
Continuiamo con i buonissimi ravioli fatti in casa (come tutta la pasta fresca), con delle lasagne molto fini, condite col pesto di Diano Marina e con i tagliolini ai limoni freschi di Serreta. “Nelle nostre specialità utilizziamo molte verdure del nostro giardino oppure a km zero. Per valorizzare i prodotti del territorio abbiamo anche creato un piccolo gruppo chiamato “Tra cielo e mare” che oltre alla nostra struttura comprende l’azienda vitivinicola Poggio dei Gorleri e l’olivicultura Ardissone Nicolò e Figlio”, ci spiega il signor Silvano. Infatti, abbiamo il piacere di degustare sia l’ottimo olio Ardissone che il Vermentino, il Pigato e l’Ormeasco del Poggio dei Gorleri con cui annaffiamo le bontà che si susseguono sul nostro tavolo. Proseguiamo con il coniglio al Vermentino, mentre domenica assaggeremo una specialità che deve essere uno spettacolo: il gran cosciotto al forno, da 10-12 chili, che viene tagliato davanti ai clienti.
Infine, cediamo volentieri alle dolci tentazioni della casa, tra cui in primis il “Dolce della Casa” con amaretto e pesca sciroppata, un dessert richiestissimo da ben cinquant’anni. Gustiamo anche un bel tiramisù alle fragole e alla fine, con il caffè, l’Oliviero, un digestivo fatto in casa con le foglie d’oliva.
Il “Sol di Diano”, come dice la canzone, ha riempito di felicità anche i nostri cuori e sarà sempre una grande gioia ritornare qui, ancora ospiti dell’Hotel Ristorante Liliana, un luogo dove si può conoscere e apprezzare anche l’anima di queste terre dalla bellezza magica.

Francesca Bertha
www.italiastory.com

PER INFORMAZIONI:
www.comune.diano-marina.imperia.it
www.hotel-liliana.com
Hotel Ristorante Liliana
Strada Serreta Imperia, fraz. Serreta, Diano Marina (IM)
Tel.: 0183/494743

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