Il fascino del Carnevale lungo il fiume e tra le storiche torri: una giornata a Ivrea

località: ivrea
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 24 ottobre 2014
Data fine viaggio: venerdì 24 ottobre 2014

In qualsiasi periodo dell’anno si arrivi qui, si viene avvolti da una magica atmosfera carnevalesca, infatti, questo è uno di quei rari luoghi dove gli argomenti di conversazione per strada o al bar non si limitano alle notizie del giorno o al calcio, ma si tingono di un fascino fiabesco: si parla di cosa faranno la prossima volta i Tuchini, come si stanno preparando quelli della Pantera Nera, e quale sarà la risposta dei ragazzi dell’Asso di Picche, considerando che nemmeno i Diavoli o gli Arduini staranno certo a guardare... Si tratta di alcune delle squadre di aranceri, protagonisti assoluti dello Storico Carnevale di Ivrea, l’unico in Italia ad aver mantenuto un rapporto indissolubile col Medioevo, visto che viene celebrato sin da allora ogni anno quasi ininterrottamente. Ivrea, fino a qualche anno fa famosa soprattutto per essere sede della Olivetti, al turista non sembra però una città industriale: sarà grazie allo spettacolare Ponte Vecchio sul fiume Dora, erede seicentesco dell’antico ponte in legno, che per secoli rappresentò l’unico passaggio verso Torino e il Canavese meridionale e occidentale, o per il centro storico che si inerpica su una collina che porta al castello e al Duomo, ma la città ha un fascino indiscutibile che conquista subito il visitatore. Immersa nel verde, a due passi dalle montagne e circondata da dei bei laghetti che si erano formati al termine dell’ultima glaciazione preistorica, Ivrea è molto ricca di risorse turistiche. La sua bellezza ha incantato perfino Giosuè Carducci, che scrisse questi versi: “Ivrea la bella che le rossi torri specchia sognando a la cerulea Dora nel largo seno, fosca intorno è l’ombra di Re Arduino”. Dopo l’era di re Arduino, sul finire dell’XI secolo, Ivrea tornò ad essere dominata dalla signoria vescovile e risale proprio a quel periodo la Torre di Santo Stefano, voluta da papa Niccolò II, e utlizzata come campanile dell’adiacente convento di benedettini. Ivrea ha dato i natali a diversi grandi personaggi, a cominciare da San Gaudenzio, patrono di Novara a cui è dedicata una graziosa chiesa settecentesca sorta su un’altura della città, fino a Camillo Olivetti, fondatore della storica azienda e a suo figlio Adriano. Il castello dalle tre torri rosse, costruito nel 1357, originariamente di torri ne aveva quattro: una crollò nel 1676 a seguito di un fulmine che fece esplodere le munizioni che erano immagazzinate al suo interno. Costruita in origine per scopi difensivi, a cui riuscì a servire solo fino a quando durante i combattimenti non si utilizzava la polvere da sparo, oggi la fortificazione, tra i principali simboli della città, è sede periodicamente di eventi e manifestazioni culturali. A due passi dal castello visitiamo il Duomo dalla storia millenaria, dedicato a Santa Maria Assunta. Il reperimento sul luogo di numerosi resti di costruzioni romane fanno ritenere che sull’altura dove si erge il duomo, fosse presente un tempio sin dal I. secolo a.C. Quando, verso le fine del IV secolo, fu istituita la diocesi di Ivrea, il tempio venne trasformato in chiesa cristiana. Oggi, oltre alle splendide decorazioni barocche, all’interno della chiesa, specie nella cripta, si possono ammirare una serie di pregevoli affreschi antichi. Dopo questo bel giro nella storia di Ivrea, piacevolmente stanchi e affamati decidiamo di fermarci a cena presso la Trattoria Boccon Di Vino, in via Aosta. Lasciamo l’auto nell’ampio parcheggio del locale e notiamo che dalla strada si apre una bella vista sulle torri del castello. All’interno veniamo accolti con grande gentilezza dal titolare Simone che gestisce il ristorante insieme alla moglie Stefania che si occupa della cucina, ormai da tredici anni. Ci accomodiamo nella caratteristica sala dai colori caldi, e le autentiche atmosfere carnevalesche di Ivrea ci avvolgono anche qui, grazie a delle belle foto della battaglia delle arance sulla parete. Mentre scambiamo due chiacchiere con i titolari, il nostro sguardo può spaziare tra delle bottiglie in bella vista di vini pregiati della fornitissima cantina. “La nostra cucina segue le stagioni e i nostri piatti sono sempre preparati con ingredienti freschi e di ottima qualità. La carne di fassone che utilizziamo è a chilometro zero e anche la pasta e i dolci vengono fatti in casa”, ci spiega Simone. La nostra cena all’insegna dei sapori della tradizione inizia con un ricco antipasto piemontese che comprende la bagna caoda, il cotechino in crosta con la fonduta, i fiori di zucca fritti in pastella con formaggio e la fonduta alla Valdostana con crostini. Proseguiamo con gli gnocchi fatti in casa conditi con porcini e salsiccia e assaggiamo anche i tagliolini al tartufo. Non possiamo certo resistere ai plin con lardo, miele e noci e gustiamo anche la tipica zuppa d’ajucche, preparata con le erbe selvatiche raccolte in primavera. Annaffiamo queste bontà con dei buonissimi vini principalmente del territorio, scelti tra le oltre settanta etichette della carta. Tra le pietanze scegliamo le ottime specialità di carne di fassone, e oltre alle tagliate e ai brasati ci piace molto anche il fritto misto alla piemontese. La nostra giornata a Ivrea si conclude in gran dolcezza grazie ai dessert della casa tra cui la sfiziosa torta alle nocciole con la crema allo zabaione e con la decisione di tornare qui il più presto possibile, e partecipare magari anche al prossimo Carnevale.

Francesca Bertha
PER INFORMAZIONI:
www.comune.Ivrea.to.it
www.storicocarnevaleivrea.it
Trattoria Boccon Di Vino
Via Aosta, 47 Ivrea
Tel.: 0125/48998

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