Vista su un territorio a forma di grappolo d’uva: gita a Broni tra storia e buona tavola

località: broni
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 29 novembre 2014
Data fine viaggio: sabato 29 novembre 2014

Una storica regione nota per le sue dolci colline coperte da interminabili filari di vigneti e per gli ottimi vini delle sue cantine, la cui vocazione vitivinicola si rispecchia perfino nella sua conformazione geografica a forma di grappolo d’uva: eccoci arrivati nell’Oltrepò Pavese, nato ufficialmente nel 1164, quando l'imperatore Federico I concesse alla città di Pavia il diritto di nominare i consoli nelle località circostanti.
La nostra giornata fuori porta a Broni è un po’ come assaggiare un chicco di quel bel grappolo d’uva fresco e dolce il cui sapore richiama storie d’altri tempi. Se oggi la città e i suoi dintorni sono tra le mete preferite di molti escursionisti che arrivano qui da Milano e da altre città, le ruote dei loro mountain bike percorrono strade e sentieri solcati secoli fa sia dai mercanti che trasportavano le loro merci lungo la via del Sale, che da numerosi pellegrini in cammino sulla via Francigena.
Uno di questi pellegrini fu il giovane principe San Contardo d’Este, venerato come santo patrono di Broni, città in cui si spense nel 1249. Sono tante le leggende che si legano al nome del santo, a cominciare dai suoi legami famigliari: si ritiene che fosse il fratello di Beatrice II d’Este, ma alcune fonti mettono in dubbio questo dato. Si sa invece con certezza che il religioso passò da Broni diretto a Santiago de Compostela che probabilmente voleva raggiungere salpando dalla Liguria. Giunto su un colle nei pressi della città, si fermò per riposarsi, ma fu colto da un malore e mentre i suoi compagni proseguirono il loro viaggio, lui fu costretto a restare. A dargli ospitalità fu un povero contadino, e fu a casa di questi che il Signore chiamò a sé il povero pellegrino. Nel momento in cui spirò, le campane del paese si misero a suonare da sole e fecero silenzio solo un bel po’ di tempo dopo, quando la gente si era resa conto del miracolo, che fu solo il primo di una lunga serie. Negli anni successivi, diverse persone guarirono miracolosamente vicino alla tomba del santo e una volta la sua presenza avrebbe addirittura impedito a una persona indiavolata di entrare in città.
Sebbene San Contardo non fosse riuscito a raggiungere Santiago de Compostela, oggi il suo pellegrinaggio viene metaforicamente portato a termine dalle persone che salgono sul colle a lui dedicato in cima al quale si trova un’antica cappella. Per arrivarci, si percorre una suggestiva via crucis artistica di quindici stazioni, composta dallo scultore pavese Angelo Grilli.
Prima di raggiungere il centro storico, facciamo un salto anche a Cigognola, il paese vicino noto per il suo bel castello duecentesco di cui rimane la spettacolare torre quadrata probabilmente rimaneggiata nel corso dell’Ottocento, che svetta sulla collina.
Durante la nostra passeggiata nel cuore di Broni visitiamo la splendida basilica di San Pietro Apostolo eretta nel 1547 che conserva al suo interno numerose pregiate opere d’arte tra cui l’Arca di San Contardo, opera dell’intagliatore milanese Turcazzano del 1668, raffigurante le varie fasi della vita del santo. In centro ammiriamo anche diversi palzzi storici tra cui Palazzo Arienti, sede del Municipio, e Villa Nuova Italia, oltre ad altre belle chiese tra cui la Madonna del Rio Frate.
Restiamo nel cuore del centro storico anche per cena, scegliendo un locale storico: la Locanda Bedo, situata in via Mazzini. Accomodandoci nella spaziosa e caratteristica sala riscaldata da un grande camino, dimenticare il grigiore del tempo uggioso è un attimo. A contribuire a scaldarci il cuore, anche la scritta “Tartufo bianco e nero” che campeggia sulla lavagnetta appoggiata sul camino, ma soprattutto la calorosa accoglienza dei titolari, Amelia e Gino, sorella e fratello che gestiscono con grande cura e passione questo storico locale.
“In questo luogo è da almeno cent’anni che c’è una trattoria con locanda. Il nome Bedo deriva dal torrente omonimo che scorreva proprio qui davanti e che tempo fa venne coperto”, ci spiegano i titolari mentre iniziamo ad assaggiare un ricco e saporito antipasto fatto con ingredienti genuini di ottima qualità. Cominciamo con un bel tagliere di salumi stagionati in cantina, fatti appositamente per la Locanda con metodi artigianali e talmente buoni che ci sono persone che tornano regolarmente apposta per mangiarli: infatti, a differenza di diversi altri piatti che cambiano di tanto in tanto seguendo un po’ la stagionalità e un po’ l’ispirazione dello chef, questi deliziosi salumi non mancano mai. Li accompagniamo con un’originale giardiniera conciata in casa e composta da verdure sia in agrodolce che acide, con l’aggiunta di tonno.
A seguire, gustiamo i tipici mondeghili milanesi con una leggera salsa di senape. Si tratta di polpette particolari fatte con il lesso, la salsiccia e la mortadella di fegato. Assaggiamo anche dei carciofini rustici, oltre a degli sformati e terrine di funghi porcini e i carciofi serviti con la fonduta di formaggio.
Continuiamo con degli squisiti primi piatti preparati con la pasta fresca fatta in casa, tra cui i ravioli di brasato col sugo di brasato, disponibili anche col ragù di funghi, le caramelle col ragù di porcini, ma buonissime anche col classico condimento al burro e salvia. Ci piacciono tantissimo anche le pappardelle fresche col ragù d’anatra, e riscuotono grande successo pure le tagliatelle condite col ragù di fagiano o di cinghiale. Alcuni di noi scelgono invece i garganelli con gorgonzola e pere e fanno proseliti entusiasti anche gli gnocchetti verdi con lo speck.
Annaffiamo queste bontà con dei buonissimi vini dell’Oltrepò Pavese tra cui il Bonarda, il Barbera, il Buttafuoco, il Cabernet Sauvignon locale, il Pinot fermo, il Riesling, oltre a vari ottimi vini rossi fermi. Le nostre amiche optano invece per dei profumatissimi infusi fatti in casa ai frutti di bosco, alla liquirizia, al nocino e al genepì.
Tra le pietanze non resistiamo a un magnifico ossobuco di vitello in gremolada, servito con la polenta, ma disponibile anche come piatto unico col risotto giallo alla milanese. Tra gli altri secondi ci piacciono molto la cotoletta alla milanese “vestita”, ovvero servita con pomodorini e rucola, il brasato con la polenta, la trippa, ma anche il salmì di lepre, di cinghiale e di cervo. Alcuni nostri amici optano per le lumache alla bourguignonne, e tra i piatti per cui torneremo sicuramente in futuro, ci sono senz’altro anche il brasato in crosta un po’ rivisitato, fatto con la birra e servito in una cocotte con la crosta, e i lessi misti, specialità tipica natalizia, ma disponibile anche durante il periodo autunnale-invernale.
La nostra visita si conclude in gran dolcezza grazie ai dessert fatti in casa tra cui una sfiziosa torta di mandorle richiestissima tutto l’anno, un tiramisù particolare, servito monodose con la crema di zabaione e amaretti, la tarte tatin col gelato, una buonissima e leggera torta di pere e cioccolato, ma anche un gelato di crema con i frutti di bosco caldi.
Dopo questa bella giornata siamo certi di tornare presto sulle orme dei pellegrini per concederci più di un piacevole peccato di gola e la prossima volta potremmo anche passare un intero weekend a Broni alloggiando presso le comode camere della Locanda.

Francesca Bertha
PER INFORMAZIONI:
www.comunebroni.gov.it
www.locandabedo.it
Locanda Bedo
Via Giuseppe Mazzini, 27
Tel.: 0385/51616

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