Una miniera di gioia in Val di Nure: vacanza alla Casa delle Favole di Ferriere

località: ferriere
regione: emilia romagna
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 18 aprile 2015
Data fine viaggio: domenica 19 aprile 2015

Se alcuni secoli fa avessimo chiesto delle indicazioni stradali per arrivare a Ferriere, i liguri ci avrebbero risposto che bastava percorrere la via del pane, mentre i piacentini ci avrebbero detto di fare la via dell’olio. I pellegrini provenienti da ogni angolo del mondo ci avrebbero indirizzato sulla via Francigena, mentre se malauguratamente fossimo capitati da queste parti nel 1484, avremmo incontrato le truppe furiose dei Nicelli, signori dell’alta Val Nure i quali, stanchi di essere rimasti inascoltati da Gian Galeazzo Visconti, decisero di far valere la propria rivendicazione sulle preziose miniere di ferro della località mettendo in atto un assalto armato al castello medievale situato sul poggio che domina il rio Grondana.
La bellezza di questo paesaggio selvaggio, dominato dalle cime innevate degli Appennini liguri-emiliani, solcato da veloci corsi d’acqua tra cui in primis quello del torrente Nure e puntellato da rocce improvvise, boschi dalla fauna popolosa e laghi di origine glaciale aveva colpito l’uomo sin dalla preistoria. Le prime popolazioni che si stabilirono da queste parti furono i Liguri dell’età del ferro, seguiti dai Romani.
In un certo senso però l’età del ferro qui non è mai finita: sin dal XII secolo, quando la scarsità di ferro in Europa indusse i governanti a sfruttare le miniere del territorio, l’attività ferriera, da cui deriva evidentemente il nome del paese, divenne di primaria importanza.
Oggi basta visitare il Museo delle Ferriere, situato nella centralissima piazza omonima della città per ripercorrere la storia di quei lunghi secoli durante i quali molti uomini della zona vivevano le loro giornate al buio lavorando duramente nelle viscere della terra, mentre le donne facevano le carbonaie. Il territorio era ideale per questa attività anche grazie ai suoi immensi boschi e infatti a Ferriere esistevano due altiforni e quattordici magli, mantici e rogge e si formò un vero e proprio villaggio di minatori.
A partire dall’Ottocento l’attività mineraria entrò in fase di declino e piano piano il paese scoprì di avere una miniera diversa di risorse, fruibili senza dover andare sotto terra. Al posto della polvere ferrosa oggi c’è l’aria pulitissima della Val Nure e gli angusti sentieri neri hanno ceduto il loro posto a quelli verdi da trekking immersi in una natura incontaminata. Del metallo nero si parla solo in senso metaforico, a proposito della salute di ferro di chi frequenta questo territorio autentico e privo di inquinamento.
Abbiamo scelto di passare una breve vacanza a Ferriere proprio per questo motivo: eravamo alla ricerca di un luogo non lontanissimo dalla città – e qui siamo a una cinquantina di chilometri da Piacenza -, dove poter dimenticare lo stress della metropoli e abbandonarci a una tranquillità rigenerante. Dopo un giretto nel centro storico, ci avviamo così verso la nostra dimora per questo lungo weekend: la Casa delle Favole, un originale albergo diffuso in località Perotti.
Siamo in uno di quei luoghi il cui nome rispecchia perfettamente la sua essenza: la Casa delle Favole si trova in un antico borgo dove tutto ha un fascino fiabesco, a cominciare dalle case che compongono l’albergo diffuso. Ogni appartamento è intitolato a un abitante del vicino bosco: c’è la casa del tasso, della volpe, della rondine, dello scoiattolo e perfino quella della donnola e del lupo. Non c’è il rischio di sbagliare: una bella targa col disegno dell’animale in questione accanto a ogni portone d’ingresso aiuta ad orientarsi facilmente. Ad accoglierci con grande gentilezza in questo mondo incantato è il signor Alessandro, il titolare che gestisce la struttura con l’aiuto dei genitori, il signor Giampaolo, la signora Mariuccia e lo zio Giuseppe. ”Abbiamo iniziato a sistemare queste vecchie case del borgo tredici anni fa, ma l’idea di creare un albergo diffuso è nata nel 2010 e abbiamo aperto l’anno successivo.
Le prime case erano quelle della volpe, del tasso e dello scoiattolo. Per creare un albergo diffuso secondo la normativa della regione Emilia Romagna è necessario essere in centro storico, avere tutte le abitazioni disposte in un raggio di trecento metri dall’edificio centrale della struttura che nel nostro caso è la casa del falco dove abbiamo la reception e la sala colazione. L’altra regola fondamentale è che le abitazioni non devono essere costruite ex novo, ma edifici originali ristrutturati”, ci spiega Alessandro mentre ci accompagna all’interno di questa bella favola di Esopo.
”Alle prime case si sono poi man mano aggiunte le altre, e oggi abbiamo sette casette con cucina e un’ottava casa su quattro piani, con altrettante camere con bagno, ideali per chi si ferma solo per una o due notti”, aggiunge. Il luogo fa sognare non solo per la presenza degli animali fiabeschi, ma anche grazie alle atmosfere d’altri tempi che rendono affascinanti queste casette risalenti a circa 200 anni fa, ristrutturate con gusto, arredate in un autentico stile rustico e dotate di molti comfort tra cui la connessione wi-fi. Un vecchio affresco affiorato su una parete, la pavimentazione in ”ciappon” originali, le pietre dei muri e le travi dei soffitti, ma anche una botola che sembra uscita da un romanzo d’avventura: sono tutti elementi che rendono speciale il soggiorno.
Le nostre giornate iniziano con una ricca colazione a base di prodotti del territorio, quasi tutti a chilometro zero. Oltre alle marmellate, al miele, ai biscotti e ai succhi di frutta gustiamo anche delle squisite torte e dell’ottimo pane fresco provenienti dal forno di Ferriere dove fanno anche una buonissima torta di patate, specialità tipica del luogo. Il pane fresco lo accompagniamo con i salumi che vengono dai rinomati salumifici del paese, mentre i formaggi e lo yogurt provengono dal Caseificio Val d’Aveto.
Dopo un pasto così buono e abbondante non sentiamo nemmeno la stanchezza durante le nostre lunghe passeggiate lungo i vicini sentieri immersi nel verde. Alcuni di noi approfittano addirittura dell’ultima neve rimasta sulle vicine alture per una bella ciaspolata, pensando già alla possibilità di tornare qui a sciare durante il prossimo inverno: gli impianti di risalita di Santo Stefano d’Aveto sono a pochi chilometri. Durante il nostro weekend andiamo a visitare i vicini laghi di origine glaciale e proviamo anche le piste per mountain bike.
Possiamo alternare le attività sportive al dolce far niente: dopo le passeggiate in lungo e in largo sul territorio di ben 180 chilometri quadri di Ferriere è anche molto piacevole e salutare riposarci sui divanetti disposti all’aperto tra le casette delle favole, o dedicarci alla preparazione di pizze e focacce nel forno in cortile o di un bel barbecue in riva al Nure, a due passi dalla nostra casa mentre i bambini giocano vicino a noi sull’ampio prato. Per la gioia di tutti noi, ma soprattutto dei più piccini, arriva pure un piccolo gregge di simpatiche caprette a farci compagnia.
Quando, finita la vacanza, ci prepariamo per andar via, le caprette ci fanno ciao, ma siamo sicuri che sarà un arrivederci che ci riporterà presto in questo luogo pieno di fascino fiabesco.

Francesca Bertha
www.francescabertha.it

PER INFORMAZIONI:
www.comune.Ferriere.pc.it
www.casadellefavole.com
Albergo diffuso Casa delle Favole
Loc. Perotti di Ferriere
Tel. 0523/922849

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