Un weekend da Tarzan nell’entroterra ligure: gita a Tavarone - Parte I.

località: tavarone
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 2 maggio 2015
Data fine viaggio: domenica 3 maggio 2015

Case colorate immerse nei fiori su uno sfondo azzurro: di solito è così che immaginiamo la Liguria. Eppure questa meravigliosa regione ha anche un volto diverso, meno noto, ma altrettanto affascinante che si potrebbe dipingere così: borghi colorati immersi nei fiori su uno sfondo verde scuro. Nel magico equilibro tra riva ed entroterra, tra spiagge e alture, tra panorami che si aprono guardando verso l’alto e quelli riservati a chi affronta salite e tornanti per conquistare una vista mozzafiato sulle montagne e sul mare, stavolta abbiamo scelto di esplorare l’anima verde scuro del territorio.

Bastano meno di venti chilometri da Sestri Levante per raggiungere Tavarone, oggi frazione di Maissana, importante punto di riferimento per i viandanti sin dai tempi più antichi. Si ritiene infatti che il toponimo Tavarone derivi da “tavernone” o “tabernone”, ovvero taverna, nel senso di luogo di ristoro che in epoca romana ospitava i viaggiatori, pellegrini o commercianti bisognosi di riposo.

In un certo senso questa vocazione di Tavarone non è mai cambiata: anche oggi il borgo è meta prediletta dei viaggiatori in cerca di relax, ma anche di chi dopo settimane di ufficio vuole ritrovare la forma fisica praticando vari sport all’aperto. Siamo nella Val di Vara, territorio selvaggio di grande fascino dove possiamo incontrare dei sorprendenti borghi rotondi, percorrere sentieri battuti già dall’uomo preistorico e ammirare silenziosi paesini che da secoli presidiano degli interminabili boschi abitati da una ricca fauna.

Lo sport non c’entra, ma a Tavarone c’è, o meglio c’era anche San Siro: era una località nota per l’omonima chiesa, di cui si parla già negli atti notarili del XII secolo. L’attuale parrocchiale, dedicata a San Bartolomeo Apostolo fu invece eretta intorno al Seicento ed è nota anche per il suo pregiato coro ligneo del 1715.

Dopo una bella passeggiata in centro ci avviamo verso la località Giandriale, dove dopo circa due chilometri raggiungiamo l’Agriturismo Giandriale e il Parco Avventura Val di Vara. Dopo esserci sistemati nei nostri alloggi situati in un bellissimo casale di pietra, andiamo alla scoperta dell’azienda agrituristica biologica che si estende su ben 150 ettari a un’altezza di 700 metri sul livello del mare.

Nel nostro gruppo ci sono anche un paio di bambini tra sette-otto anni e due irrefrenabili ragazzi scavezzacollo. Non avremmo potuto portarli in un posto migliore: siamo esattamente in quella “giungla” che ogni novello Tarzan sogna, ma qui tutto è ancora molto, ma molto più bello, pauroso ed emozionante. Altro che un paio di liane e basta: al Parco Avventura, nel cui logo è un simpatico cinghiale dei vicini boschi a cercare di cimentarsi con una teleferica, basta alzare lo sguardo e ovunque si vedono persone arrampicarsi o camminare a mezz’aria tra le foglie degli alberi.

Passeggiare su dei tronchetti per qualcuno può essere complicato anche se gli stessi sono ben piantati per terra, figuriamoci se sono invece appesi a dieci metri di altezza. Può anche capitare di rimpiangere i tempi, forse ancora da qualche parte impressi nel nostro dna, quando vivevamo sugli alberi: con l’abilità che avevamo allora avremmo fatto meno fatica ad affrontare la scala dei pirati, i barili sospesi, il ponte trapezi o il ponte tibetano mozzafiato.

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