Il fascino di un antico borgo della riviera dei Fiori: un weekend a Imperia - Parte II.

località: imperia
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: martedì 2 giugno 2015
Data fine viaggio: mercoledì 3 giugno 2015

Dopo questo bel giro nel centro di Imperia, ci spostiamo in quella che sarà la nostra dimora per questo weekend, presso la Casa Vacanze Le Rose, situata nell’immediato entroterra ad appena sette chilometri dal mare. Siamo in una vera e propria oasi immersa nel verde: la casa è abbracciata da ulivi secolari e da filari di vigne di Vermentino. Nella villa ci sono tre appartamenti, rispettivamente di 5, di 7 e di 3 posti letto, arredati con gusto fine dal fascino rustico e ognuno porta il nome di un fiore o di un albero tra mimosa, rose e arancio.
Possiamo riposarci sia sul terrazzo che in giardino nella zona relax dotata di ombrellone e di sedie per prendere il sole, ma anche di cyclette e tapis roulant per chi desidera allenarsi un po’. Grazie al wifi gratuito, perfettamente funzionante anche vicino alla piscina, non dobbiamo neanche aspettare per pubblicare i nostri immancabili selfie vacanzieri.
Foto, che oltre a noi, ritraggono anche dei simpatici animaletti che conquistano subito i bambini. Papere, galline e caprette che fanno ciao mentre scattiamo e che, durante un breve percorso di fattoria didattica “insegnano” ai piccoli una serie di curiosità legate alla vita di campagna.
Al calar della sera gli animali da cortile se ne vanno a nanna e noi ritorniamo a Porto Maurizio per cenare. Alla confusione del lungomare preferiamo un luogo più tranquillo e riparato: lasciando l’auto in un parcheggio lungo l’Aurelia, ci bastano pochi passi per raggiungere il Ristorante La Foce – Non solo vino, situato in via Bartolomeo Bossi, una via stretta e caratteristica. Nella via non è consentito parcheggiare, ma nonostante ciò il nostro amico disabile non incontra difficoltà: il ristorante infatti ha un paio di parcheggi disponibili per i diversamente abili.
Ci accomodiamo all’interno senza sentire la mancanza dei tavoli all’aperto: siamo al riparo dalle zanzare e dalla confusione e l’aria piacevolmente fresca è garantita non solo dal condizionatore, ma anche dalle caratteristiche dell’antico palazzo, dotato di mura spessissime.
Ad accoglierci con grande gentilezza sono la signora Maria Teresa, il signor Pier Giorgio e il loro figlio Christian, i titolari che gestiscono il locale con autentica passione da tanti anni. Scambiando due chiacchiere con loro, scopriamo che il palazzo non solo sembra, ma è davvero molto antico e ha una storia curiosa. “Questo condominio è il più grande d’Imperia, risale al 1400 e si chiama Granatin, perché un tempo qui alloggiavano i granatieri. Successivamente è diventato un sito di artigianato ed era utilizzato come magazzino di stoccaggio ad esempio di olio d’oliva. All’entrata c’è tuttora una botola che in passato serviva per spegnere la calce viva che arrivava via mare. Al piano di sopra invece c’erano le stalle”, ci raccontano. Le stalle al primo piano? Ebbene sì, e c’è addirittura una mulattiera all’interno del palazzo: oggi è un pianerottolo luminoso e decorato con fiori e quadri, ma qualche tempo fa erano i muli a fare su e giù per quelle comode scale in leggera pendenza.
Ad avere ormai una certa storicità non è solo il palazzo, ma anche il ristorante stesso. “Questo locale è nato nel 1999 come Enobruschetteria della Foce e come diceva il nome, servivamo salumi, formaggi e dolci insieme a oltre 350 etichette di vini rigorosamente italiani di tutte le regioni. In quel periodo portavamo anche avanti l’Osteria del Vecchio Forno nell’entroterra che gestivamo dal 1989 e che era citata su diverse guide importanti. Nel 2001 abbiamo deciso di unire le nostre competenze e di convertirci a una ristorazione completa prevalentemente ligure e un po’ rivisitata”, ricordano i titolari. Il cambiamento ha riguardato anche il nome, che è diventato “La Foce – non solo vino”.
La carta dei vini è tuttora ricchissima e a tavola arrivano anche i fuori carta, dei vini sempre molto buoni, di piccoli produttori che spesso propongono delle vere chicche. Tra queste figura anche il Vermentino prodotto con le uve dei titolari stessi, ma oltre al vino, la famiglia Rigardo firma anche un ottimo olio di produzione propria.
La nostra cena all’insegna dei sapori del territorio, valorizzati grazie a una costante ricerca dei migliori ingredienti, inizia con il Tris del giorno: bresaola speziata e affumicata con la burrata, tartara di tonno alle arance e il tipico brandacujun. I componenti del tris del giorno variano molto spesso a seconda del mercato e dell’ispirazione. L’attenzione alla qualità qui si sposa con il rispetto delle esigenze particolari dei commensali: nel menù, accanto a ogni piatto sono indicati tutti gli ingredienti che possono contenere allergeni e sono disponibili specialità adatte ai celiaci e a chi soffre di intolleranze.
Dopo questi squisiti antipasti assaggiamo due autentiche chicche del ristorante: la calamarata e i tagliolini impastati con fiori di lavanda alla crema di caprino e zucchine trombette. Tra le pietanze gustiamo un buonissimo strudel di branzino con le verdure croccanti mentre gli amici “carnivori” si deliziano con un filetto di manzo con la frutta secca.
Per concludere, non ci resta che cedere alle dolci tentazioni dei dessert della casa, tra cui una favolosa torta meringata con crema di Chantilly alle nocciole, preparata con la crema di nocciole proveniente da un piccolo produttore piemontese: è un dolce particolarmente leggero e fresco. Assaggiamo anche il parfè al profumo di crema di whisky e caffè, e non resistiamo nemmeno alla zuppa inglese alle pesche, fatta con dischetti di pan di Spagna aromatizzati al liquore Alchermes, e farciti con una crema pasticcera con la dadolata di pesche e infine coperta con la meringa svizzera flambata. Il risultato è un dessert freschissimo e molto piacevole da gustare in estate.
Quando, dopo alcuni giorni passati tra gite rigeneranti in mezzo alla natura e lunghe ore trascorse al mare arriva il momento di ripartire per la grande città, non dimentichiamo di fare scorte del buon Vermentino e dell’olio d’oliva della famiglia Rigardo. Siamo certi che in quelle bottiglie sono racchiusi non solo i raggi del sole della riviera, ma anche l’essenza dell’amore per la natura, necessario per produrre del vino e dell’olio veramente buono.

Francesca Bertha
www.francescabertha.it
PER INFORMAZIONI:
www.comune.Imperia.it
www.lafoce-nonsolovino.it
Ristorante La Foce... non solo vino
Via Bartolomeo Bossi, 44
Tel.: 0183/651523

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