Dalla Baia del Silenzio ai racconti della buona tavola: una giornata a Sestri Levante - Parte II.

località: sestri levante
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 6 giugno 2015
Data fine viaggio: sabato 6 giugno 2015

Dopo una piacevolissima passeggiata sul lungomare su cui si affacciano le case colorate dei pescatori, ci spostiamo idealmente su un’isola, raggiungendo appunto il Ristorante L’Isola, situato in viale Mazzini, lungo l’Aurelia all’inizio della città arrivando da Chiavari. Troviamo facilmente parcheggio a pochi passi dal locale e una volta all’interno, ci accomodiamo a un tavolo da cui si apre una piacevole vista su uno scorcio di mare. L’ambiente luminoso, arredato in un elegante stile moderno e disposto su due piani è molto gradevole e trasmette un fascino giovane, dinamico e caloroso. Ad accoglierci con grande gentilezza sono i titolari Fausto e Violetta i quali hanno creato questo ristorante tre anni fa, riuscendo a trasformare un mobilificio abbandonato nella meta prediletta di molti buongustai che arrivano qui sia dalla città che un po’ da tutte le parti d’Italia e del mondo.
Byron, nell’aver ritrovato il benessere fisico grazie al mare di Sestri Levante, non è certo da solo: è successo qualcosa di simile anche alla titolare di questo ristorante, come emerge dal racconto quasi romanzesco del signor Fausto: “Io sono di origini calabresi, ma sono nato in Trentino e da sempre vissuto a Ivrea, in Piemonte, dove avevamo un ristorante che andava bene.
A un certo punto però mia moglie Violetta aveva accusato dei dolori alla schiena e quando il problema si stava facendo piuttosto serio, il medico ci ha consigliato di andare a vivere al mare, in particolare in Liguria visto che qui, grazie alla grande biodiversità l’aria di mare ha un’alta concentrazione di iodio.
Così alcuni anni fa abbiamo aperto un locale a Moneglia dove ci siamo trovati molto bene, ma si lavorava solo d’estate. All’epoca facevamo ancora la spola tra il Piemonte e la Liguria, cosa che era piuttosto faticoso. Allora ci siamo spostati a Sestri Levante, e dopo due anni durante i quali avevamo gestito un ristorante chiamato La Baia, si è presentata l’occasione di acquistare questo locale che molti anni fa era una gastronomia, ma quando siamo arrivati noi, era un ex mobilificio chiuso da un anno e senza impianti, senza niente.
E’ stata per noi una bella sfida che abbiamo raccolto con entusiasmo e nonostante che molti non ci avrebbero scommesso neanche due lire, siamo riusciti a creare questo ristorante dal nulla restituendo nello stesso tempo un pezzo di Sestri Levante alla città. I nostri sforzi sono stati premiati sia dall’affetto dei clienti che dal fatto che ora mia moglie sta benissimo: il mare di Sestri Levante insieme alla passione per il nostro lavoro l’hanno guarita”.
Fino a qualche decennio fa Sestri Levante era tra le località più frequentate dagli artisti, e anche se ultimamente la dolce vita sembra essersi spostata in altri luoghi, stando a tavola presso L’Isola è come se fossimo in un ambiente piacevolmente bohémien dove non ci sarebbe da meravigliarsi se comparisse qualche volto noto.
La cucina di ottima qualità e lo stile scherzoso e informale del locale lo rendono meta di chi oltre a mangiare bene, desidera anche passare del tempo in armonia e in tranquillità. Premiato con il titolo di Eccellenza italiana di Tripadvisor per gli anni 2014 e 2015 e recensito da diverse importanti guide, il ristorante si è affermato grazie al lavoro onesto, appassionato e leale dei titolari che utilizzano solo ingredienti di prima qualità, preparano tutto fresco e vanno d’accordo anche con gli altri ristoranti e alberghi della città.
“Facciamo una cucina diversa da quella degli altri ristoratori, così non diamo fastidio a nessuno, anzi, ci capita di mandare dei clienti a qualche pizzeria o viceversa, di ricevere persone che ci inviano altre strutture. Siamo corretti con tutti, se si crea un clima amichevole è a vantaggio di tutti noi, oltre che dei clienti”, ci spiega il signor Fausto che è uno dei pochi titolari che cucinano direttamente loro. “I nostri clienti apprezzano il fatto che io ci metta la faccia facendo sempre un giro tra i tavoli e tra una chiacchierata e l’altra ascolti le esigenze particolari di ognuno. Il rapporto di fiducia si crea anche così”, racconta.
La nostra cena inizia con un quadrifoglio di gamberi in crema di arance e con un carpaccio di salmone al limoncello, preparato alla russa, con un metodo molto laborioso che dura cinque giorni. Dopo questi sfiziosi antipasti gustiamo dei taglierini freschi al profumo di caffè con mandorle e gamberi, e non resistiamo nemmeno ai taglierini all’isolana, ispirati al nome del locale e preparati con crema di cozze, vongole, mandorle e pinoli adagiati su dei frutti di mare freschi. Dall’isola metaforica a quella reale il passo è breve e si compie assaggiando un bel piatto di taglierini ai gamberi rossi di Sicilia e pistacchi di Bronte.
Tra le pietanze scegliamo un buonissimo branzino fresco sfilettato e servito con fette di porcini, mentre i nostri amici optano per uno dei fiori all’occhiello del locale, la pepata di cozze. Infine, non ci resta che cedere alle dolci tentazioni dei dessert tra cui la torta con crema eporediese, tipica di Ivrea, come rivela il nome. Ci piacciono molto anche i sorbetti mantecati a mano, il cui sapore squisito ripaga della fatica che occorre per prepararli.
Dopo questa bella giornata siamo certi che tornare a Sestri Levante sarà sempre un piacere e ad aspettarci non ci saranno soltanto le due baie tanto amate dagli scrittori, ma anche un’isola, quella della buona tavola.

Francesca Bertha
www.francescabertha.it

PER INFORMAZIONI:
www.comune.sestri-levante.ge.it
www.ristorantelisola.com
Ristorante L’Isola
Viale Mazzini, 306 Sestri Levante (GE)
Tel.: 0185/1756028

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