Una città giardino in cui riscoprire l’armonia tra noi e il Pianeta: gita a Varese - Parte I.

località: varese
regione: lombardia
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 4 aprile 2015
Data fine viaggio: sabato 4 aprile 2015

Chi l’avrebbe mai detto che da Campo dei Fiori si possano ammirare i sette colli? Se a Roma ciò non è possibile, lo è invece a Varese, splendida città giardino lombarda, costruita su sette colli proprio come la Capitale. Il comune si trova infatti in una posizione caratteristica, ai piedi del Sacro Monte di Varese, che fa parte del Massiccio del Campo dei Fiori, e il suo territorio è compreso tra i 238 e i 1150 metri sul livello del mare, condizione che porta i visitatori della città piacevolmente su e giù per delle bellissime strade panoramiche che avevano entusiasmato perfino Stendhal che le ricordò così: “Visione magnifica! Al tramonto del sole si vedevano sette laghi. Credetemi si può percorrere tutta la Francia e la Germania, ma non si potranno mai provare simili sensazioni.”
Il toponimo Varese rivela origini celtiche, lingua in cui “vara” sta per “acqua”, in questo caso l’acqua del Lago di Varese, sito UNESCO annoverato tra i siti palafitticoli preistorici dell'arco alpino più importanti del mondo. Infatti, se fossimo capitati da queste parti circa settemila anni fa, avremmo trovato una serie di affascinanti palafitte costruite sul lago, in particolare nelle vicinanze dell’isolino Virginia, abitati dalle popolazioni preistoriche, già consapevoli del fatto che Varese era un luogo molto piacevole dove vivere. Oggi il lago è uno stupendo angolo di pace, abitato da simpatici cigni e anatre. Le sue rive accolgono gli amanti della natura con dolci panorami lacustri, spiaggette tranquille immerse nel silenzio, anfratti nascosti tra i salici e con una bella pista ciclopedonale che scorre proprio in riva al lago.
La nostra passeggiata prosegue verso la parte mediana della montagna, dove visitiamo la frazione Santa Maria del Monte, il cui fortilizio fu al centro di aspre lotte tra papato e impero durante il Medioevo. Oggi della rocca rimangono poche tracce, visibili tra le case private e inglobate nel celebre Santuario, punto culminante della Via del Rosario. Il Santuario, meta di numerosi pellegrini e scelto anche come luogo di eremitaggio, venne fondato tra l’ottavo e il nono secolo d.C., per essere poi ampliato e ristrutturato diverse volte nel corso della storia. Il Sacro Monte di Varese, creato nel tardo Cinquecento e conosciuto anche come la Fabbrica del Rosario, è patrimonio dell’umanità UNESCO. Si tratta di un percorso sacro di circa due chilometri, fiancheggiato da quattordici cappelle votive, intervallate da archi trionfali e fontane per i pellegrini e si conclude a oltre ottocento metri di altezza sopra l’abitato: un traguardo impegnativo che ricompensa della fatica anche con la magnifica vista che da quella altezza si apre sul territorio varesino.
Continuiamo la scoperta della città nel centro storico, ricchissimo di monumenti da visitare. Tra essi spiccano la Basilica di San Vittore, edificata tra il XVI e il XVII secolo su una preesistente struttura trecentesca e il Battistero di San Giovanni Battista, eretto tra il XIII e il XIV secolo su un precedente battistero esagonale. Il corpo della chiesa fu progettato dall’architetto più importante dell’epoca della Controriforma, Pellegrino Pellegrini, mentre la facciata settecentesca in stile neoclassico è opera di Leopoldo Pollack, l’architetto che progettò anche la Villa Belgioioso Reale di Milano, sede della Galleria d’Arte Moderna. All’interno della basilica convivono armoniosamente diversi stili artistici di epoche che vanno dal Cinquecento al barocchetto, e si possono ammirare diverse preziose opere della scuola pittorica barocca lombarda tra cui la celebre Messa di San Gregorio del 1615 di Giovanni Battista Crespi, considerato un capolavoro dell’epoca. Leopoldo Pollack era ancora un bambino di appena quattro anni quando, nel 1755, Francesco III d’Este venne in visita a Varese rimanendone così affascinato da chiederla in feudo a Maria Teresa d’Austria, la quale l’accontentò. Negli anni successivi, Francesco decise di restaurare una villa di inizio Settecento, facendolo diventare il sontuoso Palazzo Estense, oggi sede del Municipio, immerso negli splendidi Giardini Estensi, ispirati al parco del palazzo imperiale di Schönbrunn.

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