La bellezza dei gioielli riflessa da una campagna dorata: weekend di relax ed escursioni a Valenza

località: valenza
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: venerdì 3 luglio 2015
Data fine viaggio: domenica 5 luglio 2015

Ci sono milioni di persone nel mondo che senza nemmeno rendersene conto, hanno vissuto delle emozioni legate a Valenza prima ancora di aver visitato questa città situata sulla sponda destra del Po, tra le estreme propaggini collinari del Monferrato e le interminabili risaie della Lomellina. Questi “visitatori inconsapevoli” possono aver visto il dipinto del 1660 di Juan de la Corte, allievo del Velazquez che aveva immortalato le fortificazioni erette durante il dominio spagnolo, ma possono anche aver riconosciuto il fascino del paesaggio piemontese che nel film del 1955 “Guerra e pace”, tratto dal celebre romanzo di Tolstoj e sceneggiato in parte da Mario Soldati, faceva da sfondo alla battaglia della Beresina.
La città, oggi nota principalmente per la sua grande tradizione orafa, dovuta a Vincenzo Melchiorre, orafo, gioielliere e imprenditore considerato il padre della moderna gioelleria italiana, non solo è entrata nella leggenda artistica, ma essa stessa si fonda su una leggenda, quella legata alla colomba di San Massimo. Si narra infatti, che dal primo nucleo abitativo che divenne foro in epoca romana, nel V secolo d.C. la popolazione scese nel luogo dove attualmente sorge la città, seguendo il volo di una colomba liberata da San Massimo. La località dove l’animale si posò venne chiamata Colombina ed è tuttora uno dei quartieri della città, noto anche per il bastione della Colombina, sopravvissuto alla demolizione delle mura, avvenuta ad opera di Napoleone.
La posizione strategica di Valenza oggi rappresenta un importante vantaggio per la città che attira visitatori sia per lavoro che per turismo da tutto il Nord Italia e non solo, ma in passato fu fonte di tanti guai visti i numerosi assedi a cui Valenza fu esposta durante i secoli. Nonostante la sua storia travagliata, la città è ricca di bellezze architettoniche, specialmente di ville e palazzi tra cui il settecentesco Palazzo Pellizzari, sede del Comune, e Palazzo Valentino, costruito sul luogo del palazzo pretorio originario del secolo XIII. A partire dal Quattrocento si è sviluppata la costruzione di splendide ville immerse in panorami mozzafiato, e tra esse c’è anche qualcuna nota per il suo carattere misterioso: è il caso dell’ottocentesca Villa Pastore, ormai in rovina, oggetto di interesse per molti studiosi del paranormale, incuriositi dalle dolci melodie di pianoforte che pare provengano di tanto in tanto da quelle mura abbandonate.
Se ci siano degli spiriti a Valenza non lo sappiamo, ma è sicuro invece che possiamo visitare diversi splendidi luoghi della spiritualità tra cui in primis il Duomo, dedicato a Santa Maria Maggiore ed eretto nel 1606 sul luogo di un’antica chiesa romanica risalente al secolo XII. Tra gli altri edifici religiosi di rilievo artistico visitiamo la chiesa della S.S. Trinità la cui costruzione iniziò nel 1585 e che contiene delle bellssime decorazioni dell’altare risalenti al 1633. Molto bella anche la cinquecentesca chiesa di San Bernardino che custodisce un organo di Paolo Mentasti di Casale Monferrato, costruito nel 1894.
Se la città è stata fondata dove indicato da una colomba, la meta della nostra vacanza ce la indica invece uno splendido airone rosso, esemplare appartenente alla folta colonia nidificante nel Parco Fluviale del Po e dell’Orba. E’ proprio all’interno di questo paradiso naturalistico che si trova la Cascina Nuova, un agriturismo biologico con la vocazione per le escursioni e le vacanze rigeneranti durante le quali alternare il dolce far niente a delle attività sportive o creative.
Non facciamo fatica a trovare l’indirizzo, e quando raggiungiamo il viale alberato con i pittoreschi silos colorati, sappiamo di essere arrivati. Parcheggiamo comodamente nel cortile e veniamo accolti con grande gentilezza dai titolari, la signora Armanda e il signor Federico.
I nostri alloggi sono dislocati tra i dieci appartamenti distribuiti tra la Casa dei fiori e la Casa dell’arte: due strutture caratteristiche e finemente ristrutturate, ricavate rispettivamente dalla stalla, dal fienile, dal pollaio e dall’officina dei trattori. Ogni appartamento è diverso dall’altro, alcuni sono arredati in un affascinante stile country, altri invece portano un tocco di modernità nella campagna. “Oltre ai dieci spaziosi monolocali, dotati di cucina, aria condizionata e wifi, abbiamo anche tre camere con le stesse comodità, richieste in generale da chi si ferma durante un viaggio di lavoro. Una parte dei nostri ospiti sono persone che lavorano nell’ambito delle oreficerie e delle gioiellerie, ma da un po’ di tempo sta acquisendo un’importanza sempre maggiore anche il turismo, in particolare quello ecosostenibile”, ci spiega la signora Armanda che aveva seguito il marito in questo luogo immerso nella natura nel 1993. “Mio marito aveva ereditato la cascina dal nonno e si dedica tuttora all’attività di produzione di cereali biologici dal farro al mais, dal girasole al grano, coltivati a rotazione in modo da non impoverire il terreno. A questa attività tradizionale abbiamo affiancato l’ospitalità sin dal 1997, iniziando con i primi cinque monolocali a cui nel 2006 si sono aggiunti gli altri.”
Oggi Cascina Nuova è un’oasi dove gli ospiti possono riappropriarsi di se stessi, del proprio benessere e di ritmi di vita a misura d’uomo. Le nostre giornate inziano con un’abbondante colazione a buffet a base di prodotti biologici, con dolci fatti in casa, pane, latte e frutta a chilometro zero, sfiziosità dolci e salate e caffè ecosolidale.
Mentre alcuni di noi si dedicano al relax leggendo all’ombra del terrazzo fiorito un buon libro scelto nella biblioteca della Cascina, alcune signore si dilettano con un corso di lavori creativi con la carta. Gli sportivi del gruppo vanno invece a fare una bella gita in mountain bike all’interno del Parco del Po e dell’Orba, lungo il fiume che dista circa duecento metri e spingendosi fino alle risaie della Lomellina. La Cascina fa parte del circuito Bike Friendly del Monferrato, ed è anche possibile partecipare a dei weekend di escursioni su due ruote per le colline monferrine grazie ai tour con guide patentate sia su strada che fuori strada, organizzati in collaborazione con Monferrato Bike Ride. Per chi non avesse la bici, per questi tour guidati c’è anche la possibilità di noleggiarla.
Dopo le escursioni non c’è niente di meglio che rilassarsi in piscina, godendosi della frescura del piacevole specchio d’acqua immerso tra gli orti. E se sguazzando ci viene fame, niente panico: l’originale Orto in Piscina, creato in vecchie botti di ferro recuperate e ridipinte che grazie agli ortaggi rigogliosi fanno anche ombra alla zona relax, è a pochi metri da noi e insieme all’orto biologico poco distante, ci fornirà ogni ben di Dio necessario per preparare una squisita cena.
La vocazione ecologica che ha portato la Cascina a essere fornitore di qualità ambientale del Parco Fluviale del Po e dell’Orba, si nota in ogni dettaglio: dall’impianto fotovoltaico fino ai prodotti di cortesia come il sapone, che viene erogato attraverso dei dispenser antispreco. Perfino la legna per il nuovo impianto di riscaldamento viene prodotta e tagliata dai proprietari della Cascina.
Alla fine della nostra vacanza ritorniamo in città rigenerati nella mente e nel fisico e da ora in poi, se chiudendo gli occhi sogneremo la campagna, non sarà quella dei campi tutti uguali in cui l’ordine geometrico delle piante non lascia spzio neanche a un’erbaccia: abbiamo imparato che vedere spuntare tra il grano qualche papavero o altri fiori ed erbe frequentati da farfalle colorate è sinonimo di agricoltura biologica, ovvero di qualità e di bontà. Saremo felici di rifare un bel giro in bicicletta tra questi bei campi e tra le colline circostanti anche la prossima volta.

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