Gita ad Albenga sotto le antiche torri tra storie leggendarie e sapori autentici - Parte I.

località: albenga
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 30 gennaio 2016
Data fine viaggio: sabato 30 gennaio 2016

Un gruppo di antichissime torri che svettano verso il cielo azzurro che si confonde con il blu del mare: quando passando sull’Autostrada dei Fiori il nostro sguardo incontra questo straordinario panorama, sappiamo di essere all’altezza di Albenga, città che vanta il centro storico più suggestivo e meglio conservato della riviera ligure di Ponente. Ma Albenga accoglie con una vista mozzafiato anche chi arriva dal mare: la splendida Isola Gallinara, un tempo abitata dai monaci colombaniani e successivamente dai benedettini, si trova proprio di fronte alla città. L’isola, che prende il nome dalle galline selvatiche che la popolavano in passato, fu il rifugio di San Martino di Tours verso la fine del IV secolo, mentre oggi è riserva naturale con una delle più grandi colonie di nidificazione dei gabbiani reali nel mar Ligure.
La passeggiata nel centro storico di Albenga, un tempo chiamata Album Ingaunum, è un vero e proprio tuffo nelle più autentiche atmosfere medievali. Si va in giro con il naso all’insù e con la bocca aperta dallo stupore alla vista di così tante splendide torri che spuntano ovunque dietro i palazzi e in fondo ai vicoli. Quelle del Vecchio Comune e della cattedrale sono le tre torri simbolo della città, a ricordare gli antichi conflitti tra i poteri ecclesiastici e quelli comunali.
Narra la leggenda che molti secoli fa in città ci fosse un serpente che terrorizzava gli abitanti. In particolare rendeva impossibile recarsi da Albenga ad Alassio, uccidendo chiunque passasse per quella strada. Così la popolazione fece una processione pregando San Michele Arcangelo, patrono della città, di uccidere il tremendo rettile. Il miracolo non tardò ad arrivare: durante la notte si vide un improvviso bagliore che dal cielo s’indirizzava verso un punto preciso della strada. Proprio lì la gente trovò il serpente ucciso. La cattedrale di San Michele Arcangelo, fondata verso le fine del IV secolo, è tra gli edifici più antichi della città. La chiesa odierna sorge sul sito della costruzione paleocristiana e al suo interno custodisce preziosi affreschi e altre opere.
Nel centro storico visitiamo il Civico Museo Ingauno presso il palazzo del Vecchio Comune, e ammiriamo anche il palazzo vescovile e il palazzo Peloso Cepolla, dotato di una torre duecentesca.
La favolosa posizione geografica di Albenga in passato era anche fonte di pericolo, in particolare per colpa delle incursioni piratesche. Il 2 luglio 1637, mentre presso il santuario si svolgevano le celebrazioni della festa della Madonna di Pontelungo, i pirati saraceni assalirono la vicina Ceriale, saccheggiandola e uccidendo decine di persone. Subito dopo s’indirizzarono verso Albenga, ma furono abbagliati dallo splendore proveniente dal santuario e così, spaventati, rinunciarono al massacro. Nei pressi del santuario visitiamo anche la basilica di San Vittore, edificio paleocristiano che sorse sul luogo di una necropoli di epoca imperiale romana.
La nostra passeggiata tra i ricordi storici ingauni continua nella frazione Bastia, sorta nel Trecento intorno al castello eretto nel 1295. Il borgo nacque per necessità di difendere le abitazioni sparse nelle valli e la tradizione popolare ricorda che tempo fa un sottopassaggio collegava le case situate sul lato destro della salita del borgo con la cappella di San Bernardo e l’ospizio dei viandanti che si trovavano in cima alla collina. Ai tempi delle incursioni saracene erano i frati del convento ad avvistare le navi nemiche e a lanciare l’allarme in paese.

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