Vista sulle Alpi dalla capitale del Marchesato: una giornata a Saluzzo - Parte I.

località: saluzzo
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 12 marzo 2016
Data fine viaggio: sabato 12 marzo 2016

Una capitale europea dove fioriscono le arti, importante nodo dei commerci, situata ai piedi delle Alpi, ricca di testimonianze culturali dei secoli precedenti: ecco Saluzzo, la meta di questo nostro weekend di relax. Oggi Salusse, come la chiamano i suoi abitanti, è un comune della provincia di Cuneo, e basta tornare indietro nella storia di qualche secolo per trovarla all’apice del suo presitigio. La città fu infatti capitale del Marchesato di Saluzzo per quattro secoli, durante i quali si succedettero sul suo territorio ben quattordici marchesi che a partire dalla fine degli anni 1100 resero il castrum di una volta un fiorente centro.
Questo viaggio a ritroso nel tempo a Saluzzo si compie facilmente: percorrendo le strade all’interno del circuito delle antiche mura, ogni passo consente di ammirare uno scorcio diverso della suggestiva architettura medievale piemontese. Tra sontuose ville, giardini rigogliosi e antichi palazzi il nostro sguardo viene attratto anche dalla vista mozzafiato sulle catene montuose del Monviso, chiamato anche Re di Pietra la cui cima, spettacolare quando innevata, svetta sull’orizzonte stagliandosi nel cielo azzurro.
Parlando con le persone del posto scopriamo che risale agli anni più gloriosi del Marchesato addirittura la realizzazione del primo traforo alpino, il Buco di Viso, scavato con l’utilizzo di ferro, fuoco, acqua bollente e aceto tra il 1479 e il 1480. Il tunnel, voluto dal marchese Ludovico II, collega l’Italia con il Delfinato, ovvero la regione storica francese oltreconfine. Per la galleria ogni anno transitarono oltre ventimila sacchi di sale, oltre a stoffe, broccati e cavalli importati dalla Francia, in cambio di vino, riso, canapa e olio di noce provenienti dal Marchesato.
Il nostro “trekking urbano” ai piedi del Monviso inizia dal Duomo, costruito appena oltre Ponte Santa Maria, tra il 1491 e il 1501. L’edificio religioso, splendido esempio dell’architettura sacra tardo gotica, fu sede vescovile fino al 1511. Oltrepassando la cinta muraria, raggiungiamo la Castiglia, un’imponente fortezza edificata a partire dal 1271 per sostituire l’antico Castel Soprano. Ampliato nel corso dei secoli, il castello fu dotato di quattro torri, bastioni, ponte levatoio e fossato, e fu la dimora signorile dei marchesi. È con il declino della dinastia marchionale che la Castiglia diventa prima sede del presidio militare, poi ricovero di malati e infine, temuta prigione. Come molti castelli, anche questo visse fino al 1825 un periodo di abbandono durante il quale ispirò leggende su fantasmi e pensieri poetici da parte di artisti, ma oggi è sede di eventi culturali ed è inserita nel circuito dei Castelli Aperti.
Vicino alla fortezza ammiriamo la quattrocentesca Torre civica, alta ben 48 metri, arrivando così alla splendida chiesa gotica di San Giovanni, che fu la chiesa principale della città fino al 1501 ed era sede dei Domenicani nel Trecento. Per chi desidera approfondire la storia religiosa del territorio, è imprescindibile una visita a Palazzo dei vescovi, sede del Museo Diocesano di Arte Sacra. Uno dei luoghi dove invece il ricordo del glorioso passato da capitale della città è più vivo è l’Antico palazzo comunale, costruito nel 1440. Mentre il suo porticato era animato da armaioli, speziali e scrivani pubblici, nel salone delle Congregazioni, dallo splendido soffitto a cassettoni decorato a stemmi e grottesche, si riunivano i rappresentanti dei borghi e delle terre del Marchesato.

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