A passo di lumaca tra le cascate di fiori: una giornata a Borgio Verezzi - Parte I.

località: borgio verezzi
regione: liguria
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 18 giugno 2016
Data fine viaggio: sabato 18 giugno 2016

Che la Liguria sia la regione forse più colorata d’Italia, grazie alle sue case arancioni, gialle e rosa, capaci di riflettere ed amplificare perfino il più debole dei raggi solari, è risaputo. Ma basta andare a Borgio Verezzi per scoprire che la stessa caratteristica di questa splendida regione si manifesta perfino sotto terra: infatti, le grotte di Borgio Verezzi, scoperte nel 1933, anno in cui Borgio e Verezzi sono stati uniti nello stesso comune, sono le grotte turistiche più colorate d’Italia. Questo fenomeno spettacolare è dovuto alla presenza di svariati minerali che riflettono la luce soffusa regalando ai visitatori un caleidoscopio di bianchi, di gialli e di rossi in mille sfumature diverse.
La nostra visita a Borgio Verezzi inzia proprio dalle grotte, lungo il percorso turistico di circa ottocento metri, durante il quale ammiriamo delle enormi stalattiti dalle forme più curiose, delle cannule, dei drappi incredibilmente sottili, fino a dei laghi, formatisi grazie alle acque di qualche torrente in superficie, tra cui il Rio Battorezza, inghiottite dalle cavità. Benché le grotte non fossero mai state abitate dall’uomo, tra le sue concrezioni sono stati rinvenuti svariati reperti ossei di origine animale databili tra i 500 mila e i 750 mila anni fa, e non si tratta certo delle ossa di qualche malcapitato gatto o coniglio: sono invece resti di rinoceronti, elefanti, tigri, coccodrilli, macachi, orsi e perfino di mammut, animali che a quell’epoca scorrazzavano indisturbati sotto il sole ligure...
Essendo passato da allora davvero tanto tempo, proseguiamo la nostra passeggiata senza il timore di incontrare qualche belva, e così raggiungiamo la bella chiesa parrocchiale di San Pietro, edificata sui resti dell’antico castello del Burgum Albinganeum nel 1789. Anche dal pavimento della chiesa è possibile accedere a una grotta, con un lago sul suo fondo. A Borgio visitiamo anche il santuario della Madonna del Buon Consiglio.
Verezzi fa parte del circuito dei Borghi più belli d’Italia, e lo conferma anche la vista sul golfo che curva dopo curva si amplia in una cornice di oleandri e bouganville, fino al borgo di Verezzi che ha conservato intatte le proprie caratteristiche medievali. In questo luogo magico, e in particolare nella piazza Sant’Agostino, si svolge dal 1967, ogni anno nei mesi di luglio e agosto, il Festival Teatrale di Borgio Verezzi. Nel 2016 la prestigiosa manifestazione giunge alla sua cinquantesima edizione.
A Verezzi visitiamo anche la chiesa di San Martino e il santuario di Maria Regina Mundi: i due edifici religiosi si trovano sulle alture, e nelle loro vicinanze si può ammirare anche un curioso mulino Fenicio. Rientrando nel borgo, ci avventuriamo nei suoi vicoli caratteristici dalla bellezza fiabesca dove a ogni angolo corrisponde una cascata di fiori e ogni passo svela un nuovo scorcio da fotografare. Attraversiamo così la piazza del festival teatrale e mentre ammiriamo la vista mozzafiato che tra gli archi si staglia sul mare, ci avviamo lungo una pittoresca creuza che porta verso una zona di coltivazioni a terrazze. Dopo circa un minuto di comoda passeggiata raggiungiamo la nostra meta, l’Agriturismo Ca’ du Gregorio.
Abbiamo scelto di fermarci per cena qui perché avevamo voglia di gustare la vera cucina ligure in un contesto altrettanto autentico: non avremmo potuto trovare un posto migliore di questo. Abbiamo sempre visto i terrazzamenti liguri da lontano, passando sull’autostrada, ma questa è la prima volta che ci troviamo all’interno di queste tipiche fasce, divise da filari di muri a secco spesso risalenti a secoli fa e costruiti dalle donne del paese mentre gli uomini andavano per mare.

Condividi questo articolo se ti è piaciuto...