Vista panoramica su un mondo da favola: un weekend a Ponzone

località: ponzone
regione: piemonte
stato: italia (it)

Data inizio viaggio: sabato 13 novembre 2010
Data fine viaggio: domenica 14 novembre 2010

Quando la grigia routine di città comincia a stufare, è esattamente un luogo come questo dove si ha voglia di scappare: un paese immerso nel verde, che si raggiunge dopo alcuni minuti di salite e curve, piccola fatica che viene ampiamente premiata con una vista mozzafiato. Ponzone è un luogo che sembra uscito da una favola: situato su un crinale isolato, da cui si apre la seconda veduta panoramica d’Italia, sulle Alpi e sulle verdissime colline che arrivano fino al mare. Dicono addirittura che la particolare luminosità del cielo di qui sia dovuta alla presenza del mare distante in linea d’aria solo poche decine di chilometri.
Questo luogo deve essere piaciuto molto anche a chi ci era passato molti anni prima di noi: infatti, se le prime presenze umane finora individuate ad Acqui Terme, la bellissima città termale che abbiamo attraversato per giungere qui, risalgono al Neolitico, sulle alture di Ponzone sono stati ritrovati oggetti addirittura del Paleolitico. Il primo documento che cita la località è datata 967, e nei secoli il paese fu sede dei marchesi Aleramo, Del Carretto e dei Paleologi di Costantinopoli.
La prima passeggiata del nostro weekend a Ponzone, in una splendida giornata autunnale, è iniziata dalla piazza della Chiesa Parrocchiale, consacrata nel 1627, anche se i lavori per realizzarla erano cominciati cinquant’anni prima. Questa piccola piazza è una delle più belle del mondo: se la chiesa conserva al suo interno diversi preziosi affreschi cinquecenteschi, a pochi passi di distanza c’è un panorama sulle catene montuose che potrebbe ispirare generazioni di futuri pittori. Non è un caso se proprio lì è posizionato un binocolo che funziona a monete, che consente di avvicinare ai propri occhi questo paesaggio da sogno. E se si arte si tratta, il Belvedere di Ponzone è anche arricchito da una mostra a cielo aperto: insieme a noi guardano un po’ la piazza, e un po’ il panorama, delle facce scolpite nella pietra, posizionate nelle vicinanze del binocolo. Volti che sembrano quelli degli agricoltori che con i loro prodotti rendono unica la cucina di queste zone, volti in cui sono scolpite le storie di questi luoghi.
Ponzone ha dato i natali a un importante pittore ottocentesco, Pietro Ivaldi, detto il Muto di Toleto. Nato nella frazione Toleto, l’artista sordomuto ha lasciato a noi una vastissima produzione pittorica, soprattutto affreschi che sono presenti in numerose chiese dell’Alto Monferrato, ma anche in Liguria e in Lombardia.
Proseguendo la nostra passeggiata siamo arrivati in un graziosissimo parco illuminato dai raggi del Sole autunnale, che fa parte anche di un Percorso Natura proposto dal Comune. Sul prato del parco abbiamo visto alcuni bei funghi che sorridevano orgogliosi a chi passava di là.
Soggiornando nelle eleganti camere dell’Albergo Ristorante Malò, storica struttura nel centro di Ponzone, abbiamo avuto il piacere di gustare delle cene tipicamente piemontesi, ma realizzate con la fantasia e la creatività di Cinzia. “Il famoso filetto baciato è nato in questa casa, l’aveva inventato Romeo Malò verso la fine dell’Ottocento”, ci racconta Cinzia, che ha rilevato il locale dai Malò e lo gestisce insieme al marito Enrico.
Iniziamo con una variazione di antipasti, tra cui il filetto baciato, il fagottino di foie gras con pere e cannella al vino rosso, un flan di peperoni con la bagna cauda, le capponette con la fonduta, e dei cubetti di filetto di fassona col tartufo, il tutto con dell’ottimo pane e delle focacce fatti in casa. “Per noi è fondamentale mettere a loro agio i clienti. Per questo proponaimo tre tipi di menù a prezzo fisso”, ci spiega Cinzia mentre scegliamo i primi: le mirtille, (ovvero delle fettuccine con all’interno i mirtilli frullati) al ragù di petto d’anatra, una variazione di stagione con la crema di acciughe, che consiste in tre tipi di ravioli, di tre colori diversi, a seconda del ripieno: cardo, peperone e topinambur. I nostri amici optano invece per gli gnocchetti di zucca con fonduta di fontina d’Alpeggio e nocciola. Nei secondi piatti il nostro gruppo si divide tra lo stracotto al ruché di Castagnole, la coppa di maialino alla Freisa, il coniglio in civet, e il galletto nostrano alla Babi, ovvero il galletto aperto e fatto rosolare steso a forma di ranocchia, (da qui il nome), sotto il peso di una grande pentola, metodo che rende la carne particolarmente morbida.
Accompagniamo queste bontà con dei contorni di stagione e con degli ottimi vini piemontesi, scelti tra le 170 etichette disponibili. L’epilogo dolce della nostra cena ci vede assaggiare una torta di nocciole, un semifreddo al torroncino, e una torta di frolla con un cuore di albicocca alla grappa, oltre alla piccola pasticceria prodotta dalla casa.
Ripeteremo presto la piacevole esperienza del weekend a Ponzone, anche per visitare la vineria che da fine anno arricchirà ulteriormente l’universo dell’ospitalità Malò.

Francesca Bertha

PER INFORMAZIONI:
www.comuneponzone.it
www.albergomalo.com
Albergo Ristorante Malò
Piazza Garibaldi, 1 Ponzone (AL)
0144/78075 0144/78124
Aperto tutto l’anno

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