Paesaggi forti : NORVEGIA

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Diario di viaggio NORVEGIA NORVEGIA
Paesaggi forti

Isole Lofoten e Vesteralen, Narvik, Trondheim, Sognefjorden, Bergen, Stavanger, Oslo

sole a mezzanotte - fiordo
foto inserita il
09 Jan 2007 13:39
sole a mezzanotte - fiordo
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Paesaggi forti

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Data inizio viaggio: mercoledì 1 agosto 1990
Data fine viaggio: lunedì 13 agosto 1990

Il nostro viaggio in Norvegia inizia da Andenes e si conclude ad Oslo. Andenes è la città più a nord dell’isola di Andoy, nell’arcipelago delle Vesteralen, da qui scenderemo verso sud con differenti mezzi di trasporto, dapprima in automobile, poi, in treno, in traghetto e persino a piedi.
Nei febbrili giorni antecedenti la partenza ci si rassicurava, vicendevolmente, sulla destinazione scelta.
"Troveremo bel tempo?" "Soffriremo il freddo? Ci ripetevamo fino alla noia queste ed altre domande. Come in tutti i viaggi ci voleva un po’ di fortuna e proprio nella sorte confidavo - avendo io spinto, più di altri, per andare in Norvegia - e così rassicuravo il gruppo che avremmo addirittura evitato la pioggia di Bergen, la città più piovosa al mondo. E invece…
I tre giorni di soggiorno a Bergen saranno funestati da 72 ore di pioggia ininterrotta, ben oltre ad ogni peggiore previsione, per non parlare delle nebbie del nord, tali e quali a quelle della nostra pianura padana, eppure quali e quanti sensi risveglia la poderosa natura norvegese con i suoi paesaggi forti.
Giunti a casa, chi più chi meno, tutti eravamo entusiasti dell’esperienza di viaggio vissuta. Personalmente la Norvegia è stata la nazione che ha fatto nascere in me un piccolo viaggiatore.
Paesaggi, ma non solo, sorprende anche la gente. I Norvegesi hanno un inaspettato cuore caldo a dispetto delle temperature e di quel che si pensa. Sì, forse, difficili da avvicinare, diffidenti verso il turista, ma soltanto all’inizio. A tal proposito mi riaffiora il ricordo di un intero pomeriggio trascorso in un pub di Andenes con il morale a terra per le avverse condizioni atmosferiche. Dovevamo salpare dal porticciolo per un’escursione in mare ad osservare da vicino le balene, ma la nebbia lo impedisce e, quel che è peggio, le previsioni meteorologiche per la settimana sono bruttissime. Chiediamo informazioni in svariati posti sperando che qualcuno, almeno qualcuno, non ci sconsigli di partire verso la meta del nostro viaggio: "Capo Nord", l’incanto del sole che non scende mai sotto la linea dell’orizzonte, il cosiddetto "sole di mezzanotte." L’ufficio del turismo, la stazione della polizia, il capitano del porto, il responsabile del pub, un’agenzia di viaggi, da tutti abbiamo un’unica identica e amara risposta: non andate troverete brutto tempo.

Sfumato l’obiettivo del viaggio, passiamo l’intero pomeriggio in un pub a ristudiare l’itinerario. Siamo poco sotto al 70° parallelo nord, fa freddo, c’è nebbia e pioviggina, ma tra infinite e inconcludenti discussioni conosciamo alcuni giovani del posto. La simpatia ci fa’ dimenticare il brutto tempo e Capo Nord. Così, ad Andenes, inizia il nostro viaggio.
Nei giorni seguenti usufruiamo della loro compagnia per esplorare gli arcipelaghi delle Vesterålen e delle Lofoten e alla fine si riveleranno delle impareggiabili guide. In queste isole sembra davvero di essere in un paese delle favole, sarà per la nebbia, sarà per le storie raccontateci dai nostri compagni, chissà…, ma sembrano posti creati per sognare, luoghi da favola.

Quando lasciamo le isole il viaggio riserva, finalmente, belle giornate di sole. Percorriamo quella parte di paesaggio che più di tutte s’identifica con la Norvegia, ossia i fiordi. Sono centinaia, piccoli e grandi, e s’insinuano per migliaia di metri dal mare aperto fino ai monti. Un’immagine rimarrà indelebile se visiterete la Norvegia: le cime innevate che contrastano con il blu del mare, così come certamente non dimenticherete la freschezza e di purezza dell’aria. Percorriamo strade che sono un susseguirsi di curve e repentini cambi di pendenze, saliamo e sbarchiamo di continuo da lenti traghetti, mezzi di cui non si può fare meno per attraversare i fiordi, accorciando tragitto e tempi. Dai traghetti la visione dei fiordi è anche migliore che non dalla strada. Possenti cascate ci accompagnano per tutto il percorso. Siamo in treno quando vediamo una linea bianca correre lungo i prati verdi. Si tratta di pietre colorate di bianco poste in fila, una dopo l’altra, opportunamente messe ad indicare il 66°33’ di latitudine nord, ossia il circolare polare artico. Ci dicono che sul treno che proviene dalla parte opposta cioè da sud verso nord viene anche rilasciato un certificato che attesta il passaggio del circolo polare. Tra un fiordo e l’altro e chilometro dopo chilometro giungiamo a Bergen.

Dopo giorni di bel tempo ci aspettano tre giorni di pioggia fitta e continua, ma la città si rivela lo stesso entusiasmante. E’ curioso osservare come tutta la gente, grandi e bambini, girino senza ombrello nonostante la pioggia battente, indossando semplicemente incerate o k-way e stivali di gomma di tutti i colori che rendono particolarmente ridicoli alcune donne e uomini d’affari. Da non perdere il mercato del pesce sul molo, le case di legno e le strette viuzze del centro.
Prima di arrivare ad Oslo è d’obbligo fermarsi al "Preikestolen", in altre parole il Pulpito. Dall’alto dei suoi 604 metri si ha un panorama grandioso sullo stretto fiordo di Lysefjord. Siamo fortunati, la giornata è stupenda e limpida a tal punto da permetterci di vedere persino il mare aperto. Lungo la camminata, di due ore circa, necessaria per raggiungerne la sommità si aprono viste magnifiche. Come già ho osservavo, questo è quanto uno si aspetta dalla terra dei vichinghi, una natura padrona e assoluta!

Ma è un altro l’aspetto che mi ha colpito della Norvegia. La gente che è riuscita ha trasmettermi la sensazione di far parte della loro terra, di far parte di quella natura eccezionale. Visitare la Norvegia è anche incontrare un popolo orgoglioso e fiero della sua storia, della sua terra. Si potrà obiettare: e chi non lo è? La differenza sostanziale e che per la gente di Norvegia la loro terra è la loro casa, il rispetto per la natura è totale. Nessun norvegese non butterebbe mai della spazzatura per terra in quanto la natura è la loro casa. Noi italiani rispettiamo la nostra casa e mai ci sogneremo di buttare dell’immondizia sul pavimento, mentre diversamente ci comportiamo, che so, in spiaggia o in montagna. Se buttate della carta per terra in Norvegia sarà come se la buttaste in casa di un norvegese. Siete avvertiti.
Il popolo norvegese è a torto creduto freddo e inospitale. La gente è, invece, affabile. Ne sono un’inconfutabile prova la condivisione vera e sentita per il mal tempo incontrato negli arcipelaghi, gli amici di Andenes, l’ospitalità ricevuta da una famiglia e dal villaggio intero di cui siamo stati ospiti.

In un villaggio sul fiordo di Boknafjorden, immersi nella natura, accecati dal verde brillante abbiamo scoperto l’insospettata cordialità del popolo norvegese. Gli sguardi penetranti di un’umanità che vive per metà dell’anno con una natura ostile, che tuttavia ama. Qui non siamo stati solo ospiti, ma parte integrante della piccola comunità di pescatori. Quanti indimenticabili flash: i dolci visi dei bambini, le bellissime ragazze che vendevano il pesce, giovani e anziani impegnati a pescare, persone che porteremo sempre nei nostri ricordi.

Infine, Oslo. Il viaggio volge sta per finire. Oslo la capitale norvegese è allo stesso tempo una metropoli e una landa selvaggia: grattacieli, night club, negozi di ogni genere, ma anche boschi, aria pulita e una vita balneare che non ha nulla da invidiare al Mediterraneo. Non credevo di trovare immacolate spiagge di sabbia, di vedere la gente fare il bagno e prendere il sole ad Oslo, in pieno Mar del Nord.
Norvegia, paesaggi forti, dunque, montagne dai fianchi ripidi lungo i bellissimi fiordi, cascate potenti e fragorose, ghiacciai maestosi, vasti altipiani, verdi vallate, aria pura, gente aperta e gentile…

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sole a mezzanotte - fiordo

tipica chiesetta norvegese

paesaggio nel nord della Norvegia

le pittoresche case di legno - Trondheim

partenza da Flam - Sognefjorden

navigazione sul Sognefjorden

navigazione sul Sognefjorden

isole Lofoten
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  • ADRIANO SOCCHI
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