Maiorca e Minorca in camper : SPAGNA

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Diario di viaggio SPAGNA SPAGNA
Maiorca e Minorca in camper

Maiorca, Minorca

Cala Llombards
foto inserita il
08 Nov 2012 18:47
Cala Llombards
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Maiorca e Minorca in camper

Località: Maiorca, Minorca
Regione: Baleari
Stato: SPAGNA (ES)
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Data inizio viaggio: sabato 31 luglio 1993
Data fine viaggio: venerdì 20 agosto 1993

Old Travel _ By Luca e Sabrina

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sabato 31 luglio 1993 .

Freschi sposi, da meno di due mesi, al ritorno da un meraviglioso viaggio di nozze alle Seychelles, i cui paesaggi esotici abbiamo ancora ben impressi nella memoria, e con pochi soldi a disposizione ne approfittiamo dell'ospitalità dei miei genitori per affrontare questo nuovo viaggio in camper, nel mese per eccellenza delle vacanze.
Partiamo, in compagnia di un altro equipaggio alla volta delle Isole Baleari, arcipelago spagnolo fra i più importanti del Mediterraneo, situato ad una distanza che varia da 90 a 200 chilometri dalla costa sud-orientale della penisola iberica, formato da quattro isole principali: Maiorca, Minorca, Ibiza e Formentera. Noi però visiteremo sole le prime due e le raggiungeremo non in aereo, come solitamente si fa, ma via mare, in traghetto da Barcellona ... Un'avventura, crediamo, tutto sommato originale ... come originale è il nome Baleari, che deriva, pare, dal verbo greco "bállein", che significa scagliare, lanciare: gli abitanti di queste terre erano infatti già famosi nell'antichità per la precisione nel mettere a segno proiettili lanciati con la fionda, non per niente furono a suo tempo temuti mercenari di Annibale.
La strada per la città della Catalogna è piuttosto lunga, circa 1200 chilometri, e non basterà questa giornata di viaggio per giungere a destinazione, ma non c'è fretta, perché il traghetto è stato prenotato, tramite agenzia, per la notte fra il 2 ed il 3 di agosto.
Imboccata l'autostrada A14 verso nord la percorriamo tutta fino a Bologna, quindi c'inoltriamo sulla A1 e a Piacenza cominciamo a seguire le indicazioni per Genova. Una volta guadagnato il capoluogo ligure andiamo poi verso la riviera di ponente ed oltrepassato il confine a Ventimiglia entriamo in terra di Francia.
Ormai a pomeriggio inoltrato ci lasciamo sulla sinistra i grattacieli del Principato di Monaco e per la notte ci fermiamo sul delta del Rodano, in un'area di servizio.
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domenica 1 agosto 1993 .

Nella mattinata riprendiamo a macinar chilometri e, oltrepassato il confine franco-spagnolo, quasi a mezzogiorno arriviamo a Barcellona.
Una volta individuato il porto e la banchina dalla quale c'imbarcheremo ci rechiamo al banco della compagnia Transmediterranea, che ci trasborderà sulle rotte per l'arcipelago, e lì chiediamo di poter anticipare la partenza prevista per domani ... La risposta è affermativa, così ci prepariamo a salpare, in serata, per Palma de Maiorca e per le Isole Baleari.
L'attesa è stancante così, mentre all'imbrunire arriva il traghetto sul quale più tardi saliremo, per ingannare il tempo facciamo una passeggiata sul lungomare di Barcellona, capitale della Catalogna e secondo agglomerato urbano di Spagna, con i suoi quasi due milioni di abitanti ... Siamo praticamente nel centro storico e arriviamo fino a Plaza Puerta de la Paz, ornata al centro dal monumento a Cristoforo Colombo, dalla quale partono le famose ramblas, le vie straripanti di vita che si dipanano nel cuore della città vecchia. Ma per noi non c'è tempo per fare stravizi e ben presto rientriamo in direzione del porto, dove ci attende il traghetto in partenza per le Baleari.
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lunedì 2 agosto 1993 .

Lasciate alle spalle le luci di Barcellona a bordo della nave Ciudad de Salamanca e solcata la notte mediterranea, dopo circa otto ore di navigazione, sbarchiamo sul molo di Palma de Maiorca, col sole di nuovo alto in cielo, e sull'isola, appunto, di Maiorca, la più estesa dell'arcipelago (cento chilometri per ottanta ed una superficie di circa 3.600 chilometri quadrati), ma anche la più popolosa, infatti i suoi 525.000 abitanti rappresentano l'ottanta per cento dei residenti di tutte le isole.
Maiorca, crocevia del Mediterraneo, ubicata com'è a duecento chilometri dalle coste dell'Europa continentale e a trecento da quelle africane, è stata nei secoli terra di conquista dei più svariati popoli, dai romani agli arabi, dai franchi agli spagnoli (naturalmente) e oggi è una delle principali mete turistiche della regione iberica.
Appena messo piede, o meglio ruota, sull'isola di Maiorca ci avventuriamo subito lungo la costa verso la sua punta più meridionale ... siamo alla ricerca di luoghi non ancora contaminati dal turismo di massa, che in queste terre sta mettendo inesorabilmente radici.
Saltiamo a piè pari zone caratterizzate da vaste urbanizzazioni e alla fine arriviamo nella bella e profonda Cala Llombards, il cui insediamento abitato non deturpa più di tanto il paesaggio.
Restiamo nella spiaggia fino a sera, consumando anche un primo, sospiratissimo, bagno, poi ci spostiamo nella vicina Cala Mondragó, dove trascorriamo la nostra prima notte maiorchina.
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martedì 3 agosto 1993 .

Finalmente freschi e riposati, dopo una dormita che mancava ormai da qualche giorno, decidiamo di dedicare tutto il tempo odierno alla vita balneare e il tratto di costa che va da Cala Mondragó, verso nord-est, fin quasi all'abitato di Porto Petro sembra proprio fare al caso nostro, ricco com'è di belle insenature sabbiose, con alle spalle una rigogliosa pineta.
Durante tutta la giornata ci spostiamo così da una baia all'altra, consumando splendidi bagni di acqua cristallina e non disdegnando, a tratti, il più completo relax, fin quando le ombre della sera non prendono definitivamente il sopravvento, allora ci ritiriamo nel nostro camper per un'altra nottata nei paraggi.
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mercoledì 4 agosto 1993 .

Nella mattinata cominciamo a spostarci progressivamente verso nord, ma con calma, infatti ci fermiamo fin quasi a mezzogiorno nella vicina (e non facile da trovare) Cala Sa Nau, caratterizzata da acque azzurre e trasparenti che bagnano basse scogliere ed un piccolo arenile, nel quale ci accampiamo.
Una volta consumato l'innegabile bagno ci spostiamo, per l'ora di pranzo, sulle vicine alture, nei pressi della cittadina di Felanitx, al Santuario de San Salvador ... L'edificio religioso, che risale al XVII secolo, non è nulla di speciale, così come nulla di speciale è la vista che si gode dai 510 metri di altezza della sua terrazza panoramica, soprattutto per l'onnipresente e densa bruma mediterranea.
Nel pomeriggio, tralasciando completamente la vita balneare, ci spostiamo ancora più a nord, nell'abitato di Porto Cristo, noto più che altro per le sue suggestive Coves del Drac.
Esplorate alla fine dell'Ottocento dal geologo francese Marcel le grotte, il cui ingresso si trova 22 metri sopra il livello del mare, hanno una lunghezza di circa due chilometri e ospitano grandiose concrezioni stalagmitiche e stalattitiche, ma soprattutto alcuni romantici laghetti sotterranei ... Vi accediamo attraverso una scalinata e oltrepassata la cosiddetta Cova Negra, annerita dal fumo delle fiaccole, giungiamo in vista della formazioni calcaree più fantasiose, ma anche del laghetto Llac Negre.
La contigua Grotta dei Francesi comprende la sala di proporzioni più grandiose, il Duomo Moragues, alta 18 metri, e più avanti il Llac Martel, uno dei più grandi bacini lacustri del mondo sotterraneo (177 metri per 40). Le sue acque cristalline contengono sale, avvallando la teoria secondo la quale ci sarebbe un collegamento fra le grotte ed il mare.
La visita termina con una breve navigazione attraverso il lago, sulle cui rive si tengono talvolta anche concerti di musica classica.
Tornati all'aria aperta, ormai nel tardo pomeriggio, ci spostiamo per la notte a Cala Guya, praticamente sull'estrema punta nord-orientale dell'isola, così da dedicare l'indomani all'esplorazione della zona.
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giovedì 5 agosto 1993 .

Cala Guya è una bella e vasta insenatura sabbiosa, caratterizzata da un mare invitante e verdissima macchia mediterranea alle spalle e sarebbe certamente meritevole di attenzione, ma è anche il nome di una vicina e grande urbanizzazione, così a metà mattinata viene sistematicamente invasa da un'orda di turisti che la rendono praticamente invivibile.
Meglio spostarsi di qualche chilometro fra le stupende dune di Cala Mesquida ... stupende sì, ma non quanto le sue acque calde, trasparenti e cristalline ... probabilmente le migliori di tutta l'isola!
Anche a Cala Mesquida c'è un vicino insediamento abitato ma, chissà ancora per quanto, di dimensioni accettabili, così l'arenile non è straripante di bagnanti e vi trascorriamo piacevolmente l'intera giornata: Sabrina ed io a crogiolarci fra i suoi meravigliosi flutti e i più attempati a spasso lungo il selvaggio tratto di costa che arriva a Cap del Freu.
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venerdì 6 agosto 1993 .

Anche oggi continuiamo a goderci lo straordinario mare della zona: prima passando ancora un po' di tempo a Cala Mesquida e poi, oltre il breve tratto di strada che scavalca la Punta de la Torre d'Albarca, a Cala Mitjana.
L'insenatura è sicuramente la più genuina e meno deturpata fra quelle viste nel tratto di costa circostante e offre anch'essa un bel mare azzurro e trasparente, nel quale si bagnano, oltre a noi, alcuni nudisti, che non comprendiamo ma che accettiamo tranquillamente.
A Cala Mitjana restiamo per tutto il pomeriggio, e anche per la notte, concludendo una due giorni di full-immersion balneare, all'insegna del più completo relax.
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sabato 7 agosto 1993 .

Volata via la prima settimana di viaggio in mattinata ci muoviamo da Cala Mitjana verso occidente per giungere, nell'entroterra, al paese di Artà, caratterizzato dai campanili della Chiesa Parrocchiale de la Transfiguración del Señor e del Santuario de San Salvador.
Il nome Artà è di origine araba, ma la presenza negl'immediati dintorni di preistorici talaiot (monumenti megalitici circolari) induce a ritenere che il fertile territorio circostante fosse già abitato nel secondo millennio a.C. ... I resti dell'insediamento talaiot di Ses Paises, che visitiamo brevemente, è il più importante e presenta, relativamente ben conservata, una poderosa cinta muraria con una suggestiva porta e alcuni muri di fondazione.
A questo punto della giornata ci spostiamo nella cittadina di Alcúdia, ubicata sull'istmo che divide le grandi baie di Pollença e di Alcúdia e va a collegarsi con la Penisola de la Victoria ... e proprio in direzione di quest'ultima ci avventuriamo.
Seguiamo una strada stretta e tortuosa che corre verso il Cap d'es Pinar e l'Eremo de Nuestra Señora de la Victoria, complesso religioso che dà il nome al luogo, e arriviamo nella suggestiva cala balneare di Ses Caletes, in un'area attrezzata per picnic, dove troviamo un bel tratto di costa caratterizzato da scogliere giallo-ocra ed una simpatica spiaggetta nella quale trascorrere il resto del pomeriggio.
Mentre il sole va calando percorriamo la strada che attraversa tutta l'isola in diagonale, passa per la cittadina di Inca e arriva nel capoluogo Palma de Maiorca, così giungiamo a destinazione quando ormai è buio e ci sistemiamo per la notte in un parcheggio in prossimità del lungomare (bordato naturalmente di palme). Siamo stanchi e ce ne andiamo a riposare, non prima però di aver osservato la cattedrale illuminata e, in un attiguo piccolo parco, un gruppo folcloristico che suona e tanta gente che balla il tipico flamenco.
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domenica 8 agosto 1993 .

Dedichiamo la giornata all'esplorazione della città di Palma de Maiorca, che con i suoi circa 350.000 abitanti è residenza di oltre la metà della popolazione delle Baleari.
Si sa con certezza che già i romani avevano stabilito colonie lungo la costa della grande baia, nel territorio gravitante intorno all'odierno agglomerato urbano ... che divenne però un importante centro solo durante la dominazione araba, col nome di Medina Mayurca ... Palma a quei tempi era una città racchiusa da mura che si estendevano ad anello in torno al Palazzo dell'Almudaina, la residenza del Valì Moro.
Proprio dal Palazzo dell'Almudaina iniziamo la visita del capoluogo, ma nulla è rimasto dell'originale costruzione araba, la struttura attuale, infatti, risale essenzialmente al XIV-XV secolo ed è sede della Capitanía General delle Baleari (la prefettura militare).
Proprio di fronte al Palazzo dell'Almudaina si erge la Seu-Catedral, la "Cattedrale della luce" (già vista in parte ieri sera), una delle più maestose opere architettoniche di Spagna, definita dal grande architetto catalano Antoni Gaudì, che ne ristrutturò gl'interni agli inizi del secolo, "... il risultato più alto e compiuto mai raggiunto per armonia, forma e struttura dello stile gotico".
Fu re Giacomo I ad ordinare la costruzione della cattedrale, a titolo di ringraziamento per la vittoria sui mori. I lavori ebbero inizio nel 1230, proprio sul sito ove un tempo sorgeva la moschea, e terminarono quasi quattro secoli più tardi, nel 1601.
Per dimensioni interne il grande edificio religioso supera perfino il duomo di Milano, con il suo tetto lungo 121 metri, largo 55 e alto quasi 44. L'architettura gotica trionfa nei giochi di luce, che fanno risplendere in perenne alternanza i colori intensi delle finestre e dei rosoni e conferiscono al luogo un fascino del tutto particolare.
Usciti dalla cattedrale affrontiamo un'interessante passeggiata per le vie del centro storico, disseminate di bei palazzi edificati nei più svariati stili architettonici: dal gotico al neoclassico, dal rinascimentale al liberty ... ma si può trovare anche qualche testimonianza risalente all'epoca araba. Sono i cosiddetti Bagni Arabi: dodici colonne ed archi moreschi che sorreggono una volta risalente al X secolo, purtroppo non in buono stato di conservazione, anzi, il tutto necessiterebbe di un copioso restauro.
Tornati sul lungomare di Palma recuperiamo il camper e andiamo nei sobborghi della città a visitare il Pueblo Español: un divertente museo all'aperto nel quale sono stati ricostruiti, in scala leggermente ridotta, ma fedeli agli originali, alcuni dei più importanti monumenti di tutta la Spagna, fra i quali spicca, soprattutto, l'affascinante Alhambra di Granada ... un'interessante esperienza durante la quale non sono mancate anche rappresentazioni di antiche tradizioni artigianali.
Nell'estrema periferia occidentale del capoluogo andiamo, infine, a vedere il suggestivo e scenografico Castell de Bellver ... Ciò che rappresenta una delle migliori opere di fortificazione del suo tempo fu costruito, su di un'altura, agli inizi del XIV secolo, durante il regno di Giacomo II.
All'ingresso si para davanti ai nostri occhi la poderosa Torre de Homenaje, collegata al resto del castello da un vertiginoso ponticello in pietra. Accediamo quindi al corpo principale dell'edificio, dall'insolita pianta circolare, con tre grandi torri rotonde a difesa della cinta muraria e con un elegante cortile interno delimitato da un doppio porticato ad archi. Dalla terrazza del tetto godiamo infine di un bel panorama sul porto e la città di Palma.
Con l'esplorazione del Castell de Bellver si conclude, in pratica, la visita del capoluogo maiorchino e a metà pomeriggio ci muoviamo, di nuovo con tutta la carovana, verso la costa nord occidentale dell'isola, la più selvaggia ed accidentata.
Il nastro d'asfalto sale a tornanti fino ai 496 metri del Coll de Soller per poi scendere di nuovo vero il mare. Giunti così nel villaggio di Soller prendiamo a seguire la tortuosa strada costiera verso ovest per arrivare prima nella suggestiva Cala de Deia, incastonata fra alte pareti rocciose battute dalla forza delle onde, e poi in una terrazza panoramica sulla curiosa Punta de Sa Foradada: un promontorio roccioso proteso verso il mare aperto caratterizzato da un foro passante che con un po' di fantasia può apparire come un grande occhio ... il tutto nella calda atmosfera di un infuocato tramonto.
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lunedì 9 agosto 1993 .

Trascorsa la nottata nei paraggi ripartiamo, questa volta verso est. Ci lasciamo alle spalle la Punta de Sa Foradada, immortalata anche con la giusta luce del mattino, e cominciamo a seguire la strada che corre parallela alla costa e alla Serra de Tramuntana, catena montuosa che si sviluppa sull'intero lato dell'isola rivolto verso il continente europeo, caratterizzandone le coste, ripide e frastagliate, e che culmina con i 1445 metri del Puig Major, la vetta più alta di tutto l'arcipelago.
Viaggiamo quasi costantemente fra due ali di vasti uliveti, con esemplari ultracentenari che sono veri e propri monumenti della natura, poi, poco prima di mezzogiorno, imbocchiamo una strada che scende, con una serie impressionante di tornanti e strettoie mozzafiato, da oltre 700 metri di altezza fino al mare ... Siamo nella Calobra, una delle regioni più impervie e selvagge di Maiorca.
L'angusta vallata termina fra rocce strapiombanti su di un mare azzurrissimo. Parcheggiamo il camper e affrontando un ardito sentiero scavato nella roccia, compresa una buia galleria pedonale, arriviamo ad una delle maggiori attrattive naturali dell'isola: la foce del Torrent de Pareis.
Un fiumiciattolo apparentemente insignificante è riuscito a crearsi uno spettacolare sbocco a mare fra altissime pareti rocciose, una suggestiva forra, simile ad un canyon, all'interno della quale, in inverno, scorre un vorticoso corso d'acqua. Nei mesi estivi, invece, si può camminare ed esplorare il suo corso in secca.
Nella Calobra s'allungano le ombre della sera ed estremamente soddisfatti decidiamo di trascorrervi anche la notte, non prima però di aver gustato un altro sublime tramonto, fra scenari di folgorante bellezza.
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martedì 10 agosto 1993 .

Cominciamo a spostarci progressivamente verso l'estrema punta nord-orientale dell'isola e nella prima parte della giornata facciamo tappa nella graziosa Cala de Sant Vicenç, purtroppo deturpata da alcuni moderni edifici, costruiti vergognosamente a pochi metri da un bellissimo mare ... che però non impediscono ad alcuni pescatori di rientrare con il loro fresco e prezioso carico di aragoste.
Nel primo pomeriggio seguiamo il contorto nastro d'asfalto che s'inoltra nella fantastica penisola di Formentor, lunga dodici chilometri e larga da uno a tre, con rupi scoscese e frastagliate che si elevano ad oltre 300 metri sul livello del mare.
Man mano che si procede verso il capo gli scenari si fanno sempre più maestosi per culminare in prossimità del Mirador, che si raggiunge per mezzo di una breve scalinata. Dalla terrazza panoramica si ha la più spettacolare veduta di Maiorca, con scorci mozzafiato sul picco roccioso detto Es Colomeret e sulle strapiombanti scogliere circostanti.
Più avanti nella piccola Cala Figuera, difficilmente raggiungibile con il nostro ingombrante mezzo, il mare si presenta in tutte le sue possibili tonalità, contornato da un paesaggio tanto spoglio e desolante da creare un fortissimo contrasto cromatico.
La strada termina al faro di Cap de Formentor dal quale non ci resta che invertire il senso di marcia per andare sul lato meridionale della penisola, quello più dolce, dove si trova la Cala de la Posada, la cui spiaggia è affollatissima. Non sembra ci siano però alternative nei paraggi per trascorrere un paio d'ore di vita prettamente balneare e ci accontentiamo.
Ormai a sera riprendiamo strada per assaporare, dal Mirador, un emozionante tramonto, e subito dopo raggiungiamo, per la notte, la cittadina di Alcúdia.
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mercoledì 11 agosto 1993 .

Arriva così anche il giorno in cui lasceremo l'isola di Maiorca.
La mattinata la trascorriamo un po' stancamente in una poco entusiasmante spiaggia nei pressi di Alcúdia, poi, nel primo pomeriggio c'imbarchiamo da Port d'Alcúdia su di un traghetto dalle ridotte dimensioni sul quale, a giudicare dalle stupite espressioni dei marinai, non era mai salito alcun camper, per la vicina isola di Minorca.
Dopo poco più di quattro ore di navigazione sbarchiamo nel porto di Ciutadella, l'abitato più occidentale di Minorca, la seconda isola per estensione dell'arcipelago, con i suoi 702 chilometri quadrati (48 da ovest ad est e 19 da nord a sud) nei quali trovano dimora circa 62.000 abitanti.
Appena messo piede in territorio minorchino andiamo lungo la costa verso nord, fino ad incontrare l'abitato di Cala Morell, ben costruito ed inserito nell'ambiente circostante, dove trascorriamo in santa pace la nostra prima notte sull'isola.
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giovedì 12 agosto 1993 .

Al risveglio, fra le scogliere multicolore di Cala Morell, muoviamo verso la costa meridionale di Minorca, quella più piatta e sabbiosa, quindi più interessante dal punto di vista balneare ...
Tutte le spiagge di questa zona sono però difficilmente raggiungibili via terra, vuoi per la mancanza di una strada costiera, vuoi per l'assenza di centri abitati, e le vie per raggiungerle sono quasi sempre degli angusti percorsi sterrati ... E in questo i nostri mezzi certo non ci agevolano, ma non ci scoraggiamo e ben presto ci troviamo a procedere fra interminabili muretti a secco (ricordo di un secolo di dominazione inglese) e polverose frasche, fino alla prima spiaggia della serie: la Playa de Son Saura.
L'insenatura, tutta di soffice sabbia chiara, offre acque poco profonde e trasparenti, che invitano a lunghi e refrigeranti bagni, peccato solo per la presenza di qualche alga di troppo, causa forse una recente mareggiata.
A Son Saura trascorriamo tutto il giorno e in serata ritorniamo a Ciutadella, che fino al 1722 era il capoluogo dell'isola, con le sue origini che risalgono addirittura ad una fondazione fenicia ... Facciamo una breve passeggiata turistica fra i suoi stretti vicoli dall'impronta ispano-moresca e poi per la notte ci trasferiamo nella prima periferia.
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venerdì 13 agosto 1993 .

Percorrendo un'altra strettissima carrareccia raggiungiamo anche la bellissima Cala en Turqueta, nascosta fra la macchia mediterranea e caratterizzata da uno straordinario mare azzurro e trasparente. Alle sue spalle si trova un ampio parcheggio ombreggiato che ci agevola particolarmente nella sosta e ci consiglia di trascorrere sul posto l'intera giornata ... Una giornata fatta di giochi balneari, pennichelle e rilassanti bagni.
Il tempo vola e si fa nuovamente sera, così quando ormai tutti se ne sono andati ce ne andiamo anche noi affrontando, col traffico ridotto praticamente a zero, lo strettissimo percorso che, per la notte, ci riporta nei pressi di Ciutadella.
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sabato 14 agosto 1993 .

Dall'ex capoluogo si dipana anche il polverosissimo ed angusto sterrato che questa mattina affrontiamo, aprendo e chiudendo diversi cancelli per non fare scappare il bestiame, per arrivare a Cala Macarella, sempre nella costa meridionale dell'isola.
La baia, incastonata fra bianche scogliere calcaree punteggiate dal verde delle conifere e bagnata da un mare meraviglioso, con sfumature che vanno dal verdazzurro al blu cobalto, è senza ombra di dubbio, assieme alla contigua Cala Macarelleta, il fiore all'occhiello di Minorca, uno di quei luoghi per cui vale la pena pregare affinché non venga mai irrimediabilmente deturpato dal turismo di massa e dalla crescente richiesta di spiagge attrezzate nella zona.
A Cala Macarella trascorriamo, ovviamente, tutto il nostro tempo, anzi, in particolare andiamo a Cala Macarelleta, raggiungibile tramite un sentiero scavato parzialmente nella roccia, che risulta molto più appartata e selvaggia, anche se un po' affollata ... e lì consumiamo, in un'acqua che a tratti sembra quasi cristallo liquido, indimenticabili bagni.
Resteranno per sempre nei nostri occhi i meravigliosi scorci di questa insenatura, che si può definire, a tutti gli effetti, una vera e propria perla del Mediterraneo ... E con questo pensiero in testa, ormai a sera, torniamo ancora per una volta a passare le ore notturne nei pressi di Ciutadella.
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domenica 15 agosto 1993 .

Lasciamo la parte più occidentale dell'isola ... non prima però di aver dato una rapida occhiata anche al sito archeologico della Naveta d'es Tudóns: una costruzione in pietra (risalente circa al XV secolo a.C.) dalla forma di barca rovesciata, con la chiglia rivolta verso l'alto (da cui il nome), che era, probabilmente, il monumento sepolcrale di un'importante famiglia.
Per completare la serie delle più belle spiagge della costa meridionale di Minorca manca solo Cala Mitjana, che raggiungiamo con una deviazione dall'abitato di Ferreries, ma oggi, giorno di Ferragosto, è la più brutta giornata, meteorologicamente parlando, dell'intero viaggio e con un insolito cielo grigio sopra alla testa non riusciamo proprio a godercela! ... Peccato! ...
Il sole torna poi a splendere nel pomeriggio, quando siamo nella vicina Cala Santa Galdana: un tempo forse bella, ma non oggi, deturpata com'è da un mostruoso palazzone e dalla più sfrenata cementificazione!
Per la notte ci spostiamo nella costa settentrionale e più precisamente nel piccolo centro di Fornells, noto per le sue prelibate aragosta che abbondano nei fondali antistanti e che vorremmo degustare ... ma il prezioso crostaceo, che qua si chiama "langosta" invece gosta, gosta anche parecchio e vi rinunciamo per una molto più economica cena consumata entro le solite quattro mura nel nostro camper.
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lunedì 16 agosto 1993 .

Da Fornells, nella mattinata, riguadagniamo il centro dell'isola e seguendo la strada principale giungiamo in vista di Mahón, l'attuale capoluogo, ma lì non ci fermiamo perché imbocchiamo una strada che porta verso il nord-est di Minorca, al villaggio di Es Grau.
Non sappiamo il motivo esatto per cui siamo venuti in questa futile località, tanto più che a prima vista neanche ci soddisfa e siamo tentati di tornare sui nostri passi, invece avventurandoci a piedi verso nord, oltre la spiaggia principale, scopriamo un luogo incantato.
In un tratto di costa ancora vergine, a poche centinaia di metri dalla riva, si trova l'isolotto D'en Colom, che forma una sorta di laguna dagli straordinari colori, in netto contrasto con il verde, qui più intenso che mai, della macchia mediterranea. Ma non basta, perché curiosando fra le scogliere c'imbattiamo anche in una grotta dal fondale interamente tappezzato di una rosea quanto fiabesca vegetazione ... Senza volerlo ci ritroviamo così a consumare una bellissima giornata di mare, a stretto contatto con una sorprendente natura, ancora in massima parte incontaminata.
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martedì 17 agosto 1993 .

Tornando verso il sud dell'isola, nella sua parte più orientale, ci fermiamo a vedere il sito archeologico di Trepucó ... Le costruzioni in pietra taulas (una lastra orizzontale posta su di una verticale) e talaiots (simili a torri e di svariate forme), più numerose che in tutte le altre isole dell'arcipelago, rivelano l'esistenza a Minorca di densi insediamenti di età preistorica, risalenti circa al 1500 a.C., e quello di Trepucó, per il suo stato di conservazione, è sicuramente uno dei più significativi.
Immortalate da più posizioni le antiche pietre, che suscitano sempre forti emozioni, riprendiamo strada e, incontrato un bel mulino a vento nell'abitato di Sant Lluis, giungiamo nuovamente al mare nei pressi della località di Biniancolla, per poi seguire la costa verso ponente ... Arriviamo così in vista della minuscola Cala Benisafuller, dalle acque incredibilmente verdi, ma non ci fermiamo e per questo ultimo scorcio di vita balneare alle Baleari andiamo nella vicina, semisconosciuta, Cala Binidali.
Quando ormai pensavamo di aver visto ogni angolo di Minorca c'imbattiamo in questa strettissima, meravigliosa insenatura, con una spiaggia estremamente ridotta nella quale facciamo fatica a trovare spazio per il nostro ombrellone, ma con un mare che sembra opera di un maestro vetraio di Murano, vuoi per il suo intenso colore azzurro o per i suoi riflessi cristallini.
Ancora una volta stupiti dalle bellezze naturali di quest'isola ci avviamo quindi a compimento della vacanza.
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mercoledì 18 agosto 1993 .

Nella mattinata ci trasferiamo nel porto di Mahón: un'insenatura profonda sei chilometri, simile ad un fiordo, da secoli nota come uno dei migliori approdi naturali del Mediterraneo, anche se la città va più che altro famosa per essere la patria della gustosissima maionese, o "salsa mahónesa" dal nome, appunto, del capoluogo, portata a Parigi nel XVIII secolo dal cuoco del maresciallo Richelieu e da lì poi diffusa nelle cucine di tutto il mondo.
Il traghetto della Transmediterranea si stacca dal molo minorchino in tarda mattinata, affronta un placido mare e dopo circa otto ore di navigazione, ormai a sera, attracca nuovamente in Catalogna in quel di Barcellona ... ma nella metropoli spagnola non ci fermiamo e andiamo a dormire una manciata di chilometri più a nord, in direzione del confine con la Francia.
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giovedì 19 agosto 1993 .

Oltrepassiamo la frontiera nelle prime ore del mattino e poi, senza fretta, consumiamo l'intera giornata viaggiando con calma verso casa ...
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venerdì 20 agosto 1993 .

Viaggiamo con talmente tanta calma che a casa vi arriviamo solo nella mattinata di un nuovo giorno, rilassati, dopo quasi tre settimane di meraviglioso mare Mediterraneo, alla scoperta delle isole di Maiorca e Minorca, che, a parte qualche abuso edilizio di troppo, ci hanno favorevolmente impressionato sotto molti aspetti. E allora ... fiato alle trombe, perché prima o poi torneremo alle Baleari, se non altro per visitare le due sorelle minori: Ibiza e Formentera, delle quali tanto bene si parla.

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Cala Llombards

Cala Llombards

Cala Llombards

Cala Mondragó

Cala Sa Nau

Cala Guya

Cala Mesquida

Cala Mitjana

Talaiot di Ses Paises

Cala de Ses Caletes

Palma de Maiorca - Cattedrale

Palma de Maiorca

Palma de Maiorca

Palma de Maiorca

Palma de Maiorca

Palma de Maiorca - Pueblo Español

Palma de Maiorca - Castell de Bellver

Palma de Maiorca - Castell de Bellver

Palma de Maiorca - Castell de Bellver

Cala de Deia

Punta de Sa Foradada

Torrent de Pareis

Torrent de Pareis

Cala de Sant Vicenç

Mirador di Formentor

Mirador di Formentor

Mirador di Formentor

Cala Figuera

Playa de Son Saura

Cala en Turqueta

Cala en Turqueta

Cala Macarella

Cala Macarella

Cala Macarelleta

Es Grau

Es Grau

Taulas di Trepucó

Taulas di Trepucó

Cala Benisafuller

Cala Binidali

Cala Binidali

Cala Binidali
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il profilo di: LucaGiramondo

  • Età 18616 giorni (51)
  • Nulla arricchisce l'animo più dei ricordi ... Nulla, oltre alle persone care, arricchisce i ricordi più di un viaggio ... Forse nulla oltre ai ricordi porteremo con noi per l'eternità ...

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