Viaggio in Andalusia

località: siviglia, cordova, granada
regione: andalusia
stato: spagna (es)

Data inizio viaggio: giovedì 27 marzo 2008
Data fine viaggio: sabato 5 aprile 2008

Viaggio self service, voli low cost Vueling e Ryanair, budget 700 euro, ottimo l'abergo CarlosV a Granada
Ritorno in Andalusia (Siviglia-Cordova-Granada)
(27 Marzo-5 Aprile 2008)
di Ferny Forner

Era da 30 anni che desideravo ritornare in Andalusia, finalmente io e Rita abbiamo deciso di fare il viaggio.
Sin da Gennaio via internet abbiamo prenotato voli e alberghi (dopo aver letto i racconti di viaggio e i giudizi su alberghi di tripadvisor e altri siti),l’ingresso all’Alhambra (importante).
PRIMA TAPPA: Siviglia
27 Marzo: ore 9 partenza da Torino con il pullman per Malpensa (euro 18 a testa), dove ci aspetta il volo con la Vueling (euro 107 in due), partenza alle 12.30 arrivo a Siviglia alle 14 (in anticipo).
Ritirati i bagagli, prendiamo il bus (strapieno) verso la città (3 euro a testa), l’arrivo è vicino al Parque Maria Luisa, avevo calcolato che era a circa 800 metri dall’albergo, malgrado il cellulare con il navigatore riusciamo a sbagliare strada, ritrovandoci nel bel mezzo del grande Parque Maria Luisa, ma non tutto il male viene per nuocere, infatti, iniziamo anzitempo la visita (con i trolley e purtroppo giaccone……. faceva 25°) vediamo la Plaza de Espana, bella piazza a forma semicircolare, così ci facciamo un chilometro e mezzo di strada, il percorso si svolge costeggiando il lungofiume Guadalquivir sui Paseo de las Delicias e Paseo de Colon, facciamo comunque una sosta in un simpatico bar studentesco, vicino ai giardini di S. Telmo, poi riprendiamo il cammino, passiamo davanti alla Torre de Oro, al teatro della Maestranza, dove si svolge la stagione lirica e sinfonica della città e la Plaza de Toros, dall’altra sponda del fiume si vedono le bianche case del quartiere Triana.
Finalmente arriviamo alla Calle Reyes Catolicos dove è situato il nostro Hotel Becquer.
L’hotel è classificato 4 stelle, (128 euro a notte) è in pieno centro, vicino ai più importanti monumenti e alle vie commerciali, la nostra camera è al sesto piano, di grandezza media, bagno grande ma cieco, armadio piccolo per 2 persone, angolo salotto, televisione satellitare (si vede rai 1) telefoniamo per avere un altro asciugamano, ci assicurano la consegna immediata, ma non lo abbiamo mai visto, scopriamo che nel bagno manca lo scopino, solita telefonata, ma questa volta ci rispondono che nell’albergo non è previsto (ma…..), niente wifi, scopriremo in seguito che c’è una postazione in hotel, a prezzi stratosferici (3 euro per 15 minuti), il personale consiglia di rivolgersi ad un internet point a 30 metri, cosa che faremo (1,5 euro/ora).
Verso le 20.30 dopo una salutare doccia, ci avviamo per un primo giro esplorativo, percorriamo la Calle Reyes Catolicos, la Calle San Pablo notiamo subito la Iglesia de la Magdalena, (aperta sino a tardi) del XVII secolo, esterno molto semplice ma imponente, interno barocco classico, con le caratteristiche madonne, noto una cappella in arte mudejar (la Capilla de la Quinta Angustia)
A questo proposito ricordo che l’arte mudejar è l’arte degli artisti arabi, cui dopo la riconquista cristiana venne consentito di rimanere e lavorare è uno stile di arte di arte mussulmana, che si vede solo in Spagna.
Verso le 22 andiamo a cena, al ristorante Casa Manolo, che ci avevano consigliato alcuni amici, ma che è anche indicato in alcune guide turistiche tra i ristoranti economici.
Il locale è molto semplice, frequentato da clientela locale, il menù presenta solo piatti di cucina spagnola, il cameriere parla solo spagnolo, però ci aiuta a scegliere disegnando sulla carta i piatti del menu, ordiniamo zuppe, esparragos con jamon, tortilla de patatas, natillas de la casa, macedonia, tutto ben fatto, spesa 26 euro in due compresi vino e caffè e pane (bisogna ordinarlo come se fosse una portata).
Venerdì 28 Marzo: dopo aver fatto colazione in un bar, cerchiamo un’edicola, notiamo che, al contrario di Granada, è difficile trovare giornali italiani ed esteri, le edicole trattano esclusivamente giornali locali, li troveremo, per caso nelle vicinanze del Barrio di Santa Cruz.
Ci dirigiamo verso il Real Alcazar, percorrendo la calle Saragozza e le strette viuzze (circolano anche i minibus pubblici), arriviamo alla Plaza Nueva, una bella e grande piazza rettangolare, circondata da palme, con il monumento a S. Fernando, da questa piazza inizia l’avenida de la Constitution, dove c’è l’Ayuntamiento, un imponente edificio del 1500, con una bella facciata, in stile plateresco, uno stile architettonico e decorativo nato in Spagna nel XV secolo, utilizzato per facciate e finestre, l’edificio presenta una splendida facciata con figure storiche e leggendarie tra cui Giulio Cesare, Ercole.
Arriviamo quindi a Los Reales Alcazares (ingresso 5 euro, gratis per studenti e anziani) la più antica residenza reale, infatti, è ancora parzialmente adibita a residenza dei re di Spagna, la costruzione è costituita da più palazzi, edificati con stili architettonici diversi, che vanno dall’arte araba al rinascimento, passando per il gotico.
Il primo palazzo fu costruito nel X secolo dagli arabi come palazzo del governatore, successivamente alla riconquista, i re cristiani ampliarono la costruzione, con l’aiuto di artisti arabi, che presenta quindi stili diversi, l’esterno, sembra una muraglia di una fortezza, anche per la presenza di torri merlate.
Entriamo per la Puerta del Leon, e accompagnati dall’audioguida (indispensabile, euro 3,5) visitiamo i palazzi, ammirando i magnifici patio, con eleganti archi e sculture ed in particolare ci soffermiamo al Patio de las Doncellas (quello che mi è piaciuto di più), anche per i fantastici azulejos (mosaici), il Patio de las Munecas, il Salon de Dona Maria de Padilla e il Salon degli Embajadores, con colonne che provengono ad antichi palazzi arabi, devo dire che la visita è stata una vera festa per i nostri occhi.
Nel Palazzo Gotico ci soffermiamo in particolare nel salone dei tappeti, quindi visitiamo i magnifici giardini, che non sono quelli originali, infatti, furono, per così dire, ristrutturati dandogli la forma attuale tra il XVI e il XX secolo,anche qui una sequenza di patio e giardini, molto gradevoli.
Verso le 14 usciamo e andiamo a mangiare qualche tapas.
Nel pomeriggio visitiamo il Barrio di Santa Cruz, che penso essere uno dei più noti quartieri di tutta la Spagna, già quartiere arabo poi ebraico, oggi senza connotazione.
Ci aggiriamo tra strette vie, con le piccole basse casette con all’interno un piccolo cortile (patio), circondato da archi con azulejos alle pareti, e al centro le tipiche fontane.
Ci soffermiamo nell’elegante plaza de Dona Elvira, sui muri i tipici azulejos, al centro un giardino con alberi di aranci e una fontana, ai bordi i tavolini dei ristoranti, passiamo poi per l’hospital de los Venerables, antico ricovero per preti anziani, la Plaza de Santa Cruz con al centro la Cruz de Cerrajeria (emblema del quartiere), la chiesa di origine medievale di Santa Maria la Blanca, ma la cosa più bella è stata quella di passeggiare, senza fretta, tra queste vie e vedere apparire queste ed altre magnifiche piazze e incantevoli angoli.
Com’è nostra abitudine acquistiamo un tessera dei trasporti, per permetterci di visitare luoghi e quartieri, che altrimenti sarebbero ignorati.
Torniamo alla calle Reyes Catolicos, prendiamo il piccolo bus C5, (C sta per circolare, le circolari sono 5) si tratta di minibus che fanno il giro dei luoghi turistici, transitano anche per strade molto strette, facciamo l’intero giro.

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