Tenerife, che delusione!

località: tenerife
regione: canarie
stato: spagna (es)

Data inizio viaggio: sabato 20 agosto 2005
Data fine viaggio: sabato 27 agosto 2005

...continua dal viaggio di Fuerteventura

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Destinazione Tenerife

sabato 20 agosto 2005

Un?ora di volo e la nostra seconda parte di vacanza può avere inizio. Difficile a dirsi ma arriviamo prima di quanto previsto e quindi dobbiamo attendere un quarto d?ora il tizio del noleggio nell?aerea arrivi. Ebbene si questa volta Holiday Autos ha ?sorteggiato? un noleggiatore diverso dai tradizionali, Orlando Rent A Car. Il nome è già tutto un programma e non avendo un ufficio in aeroporto abbiamo un appuntamento con un loro rappresentante per le 16 nell?aerea arrivi dell?aeroporto. Il tempo non è bello ma impareremo a farci l?abitudine: il nord di Tenerife ha un clima assai diverso dalle coste sud. Più arido e secco il meridione, più umido e piovoso il settentrione. Inoltre l?aeroporto è posto su un?altura che spesso è avvolta dalle nebbie che scendono dal monte Teide, un vulcano che con i suoi 3.718 metri di altezza è la montagna più alta di tutta la Spagna!
Stranamente puntuale arriva il tizio della Orlando. Riempie i moduli appoggiandosi al bancone di un bar (!) e poi ci guida nei parcheggi interrati dell?aeroporto per consegnarci le chiavi della nostra auto: una Renault Clio rossa. Non ci spiega nulla dell?auto e se ne va dicendoci tre cose importanti:
? avevamo dieci minuti per lasciare il parcheggio senza pagare (aveva pagato lui per noi)
? al rientro avremmo dovuto lasciare le chiavi dell?auto nella cassetta postale che era stata installata su un furgone Orlando dentro l?aeroporto, senza dimenticare di inserire anche il ticket del parcheggio!!!
? La macchina è in riserva quindi usciti dal parcheggio ci dice di andare di corsa a fare benzina lungo l?autostrada. Ovviamente ci fa presente che siamo liberi di riportare l?auto in riserva e non con il pieno?ci mancherebbe altro!!
Detto questo se ne va ed erano già passati 3 minuti!! Almeno ci ha lasciato una cartina di Tenerife. Carichiamo i bagagli e usciamo da labirinto del parcheggio?credo che ce l?abbiamo fatta per questione di pochi secondi rispetto alla scadenza dei 10 minuti!
Prendiamo l?autostrada che conduce verso la capitale Santa Cruz per poi dirigerci verso l?autopista del Sur verso la nostra meta finale. Ci rendiamo conto che il nome autostrade non poteva essere più appropriato: ci sono 4 corsie per la parte che conduce alla capitale di Tenerife e due corsie più quella di emergenza per l?autostrada del Sur. Sono tutte gratis ma molto trafficate. Il limite di 120 km l?ora non viene rispettato da nessuno e vi troverete macchine incollate al vostro sedere a velocità impensabili. Un po? come le nostre autostrade! Facciamo il pieno al primo distributore e controllo anche la pressione delle gomme visto che ho l?impressione di avere 4 caciotte. Invece di essere a 2.2 stanno a 1.5!!! Mi viene il dubbio che il resto sia ok visto che non avevo avuto il tempo di controllare e dopo il check questo è stato il triste resoconto:
? Mancava l?antenna della radio quindi era impossibile ascoltare musica se non con i propri Cd
? Mancava il libretto di istruzioni della macchina
? Ma cosa ancora più grave era assente il libretto di circolazione!!!
? La macchina aveva gli interni pieni di sabbia
? Il tergilunotto era inutilizzabile a causa del gommino logoro
? Pur essendo 1.2 di cilindrata a tavoletta e senza aria condizionata arrivavo a 120 km/h per miracolo
Per fortuna c?era la ruota di scorta!! Devo dire che piuttosto risentita mi sono messo in marcia, con la promessa di fare protesta formale al mio rientro in Italia.
La nostra destinazione finale era il Green Park Resort nel Golf del Sur nella Costa del Silenzio tra El Medano e Los Cristianos. Circa 100 km di distanza dall?aeroporto. Con un?oretta siamo giunti nei pressi del secondo aeroporto dell?isola, il Reina Sofia (Regina Sofia). 4 km dopo l?aeroporto siamo usciti in direzione della costa e diretti verso la zona del Golf del Sur. Si tratta di un comprensorio grandissimo, che ospita decine e decine di residence e alberghi di tutti i tipi e di tutte le specie. L'attrazione principale è il campo da Golf da 18 buche che si trova al centro di quest?area. La seconda attrattiva è l?aeroporto dove atterranno e decollano decine e decine di voli al giorno (notte purtroppo compresa!). entriamo nel comprensorio e piuttosto facilmente troviamo il Green Park ben segnalato. Dall'esterno ci sembra un bel complesso, con tre piscine, ristornati, pub, bar e diversi negozi e servizi (lavanderia, libreria, supermercati, ecc.) Alla reception una ragazzetta sui vent'anni con poco inglese fluente ci dice che la stanza non è ancora pronta, stanno facendo le pulizie! Alle 5 del pomeriggio!!?? Vabbé approfittiamo e facciamo un giro del residence e scopriamo che è veramente molto grande, con centinaia di mini appartamenti con zona cucina.
Dopo una mezz?oretta andiamo di nuovo a trovare la ragazzetta che ci consegna la chiave della stanza, la famigerata 112 posta al primo piano. Andiamo un pochino timorosi, quasi consapevoli della tragedia che si sarebbe consumata da lì a poco..apriamo la porta è il mini appartamento è piuttosto spazioso ma le condizioni igieniche appaiono subito compromesse. Tutto è sporco, il bagno stile italiana dopo guerra è quasi inagibile, la cucina idem e la zona letto nasconda un'ultima, inaccettabile insidia: le lenzuola non sono pulite ma usate dagli inquilini precedenti!!! Lo sconforto ci assale ma la mia ragazza prende in mano la situazione e scende alla reception dove in un misto di italiano-castillano-inglese dice alla ragazzetta che le lenzuola e i cuscini devono essere cambiati subito! Lei, poco sorpresa, ci dice che avrebbe fatto il possibile e che ci avrebbe fornito tutto il necessario. Alle 7 prendiamo le lenzuola e le cambiamo (da soli) mentre per i cuscini e per le fodere c'è da aspettare l'arrivo della vigilanza che ha le chiavi del magazzino. Andiamo a farci una passeggiata e con la macchina arriviamo alla fine del comprensorio verso il mare. Infatti il mare dista circa 3 km dal resort e non è certo pensabile raggiungerlo a piedi. Molto delusi aggiungiamo ulteriore sgomento per il mare?non ci sono spiaggia, solo scogli. Camminiamo per diverse centinaia di metri alla ricerca di una piccola spiaggia, anche di sabbia nera, anche di terra, ma niente! tutto scoglio inaccessibile! Siamo praticamente in preda alle lacrime quando torniamo al resort. Dopo diverse peripezie (farsi dare delle federe per cuscino non è stato facile) riusciamo almeno ad avere in necessaire per la notte, PULITO! Raggiunto lo scopo primario decidiamo di andare via di lì per mangiare qualche cosa e cercare di ritemprarci. Ci dirigiamo verso Los Cristianos, famosa località balneare dell'isola, insieme a Las Americas. Los Cristianos dita circa 10 km da dove siamo noi ma quando arriviamo è già buio e non vediamo il mare. Se vi attendente un piccolo paesino di pescatori allora lasciate perdere: è un agglomerato urbano pazzesco, con palazzi di 10-15 piani, centri commerciali da fare invidia al Carrefour, zone di negozi e ristoranti stile Rimini. E' un caos indescrivibile di macchine e persone: trovare un posto in centro è un'impresa ardua.

Le prime delusioni

domenica 21 agosto 2005

Purtroppo la prima notte passa quasi insonne. Scopriamo che il vicino aeroporto di Reina Sofia è praticamente aperto tutta la notte e i voli charter provenienti da tutta Europa arrivano e decollano a qualsiasi ora. Solo verso la fine della vacanza avremmo iniziato a farci l?abitudine.
La mattina andiamo al bar della piscina del resort e facciamo una colazione all?inglese. Avendo richiesto circa 20 varianti ai menù standard previsti (!) la cameriera poverina entra nel pallone e una colazione continentale la paghiamo 2 €!! Coscienti del clamoroso errore decidiamo di non andare più lì a far colazione per evitare di essere riconosciuti!!!
Chiediamo al ragazzo della reception qualche consiglio per avere un pochino di spiaggia e lui ci indirizza alla Playa de la Tejita nel comune di El Médano. Si trova a pochi chilometri (circa 4-5 dal resort) risalendo verso Nord. Il riferimento è ovviamente l?aeroporto e una grande penisola di colore rosso (Punta Roja appunto). La spiaggia è grandissima (scopriremo che è praticamente una delle più grandi di tutta l?isola) e la sabbia è di colore nero, essendo l?isola formata dal vulcano del Teide che sovrasta il paesaggio nella parte meridionale dell?isola. C?è un forte vento e stare con l?asciugamano a terra è quasi impossibile. La spiaggia è comunque attrezzata con sdraio ed ombrelloni (fissi di paglia). Ogni pezzo preso a nolo costa 2 €. Noi evitiamo l?ombrellone e prendiamo due stradio posizionandoci quasi di fronte al mare. È domenica e c?è tanta gente. Le stradio vengono prese autonomamente dai bagnanti. Ogni tanto passa un omino che fa dei segni sulle stradio e vi chiede i soldi. Vendendo i vari segni capisce se avete o meno pagato.
Alla fine della spiaggia verso nord c?è una piccola spiaggetta lunga un centinaio di metri dove viene praticato quasi in modo ossessivo il nudismo. Lo spettacolo, rispetto a Fuerteventura, è quasi desolante visto che decine di corpi nudi e appiccicati si litigano poche decine di metri, ostentando quasi un culto dell?esibizionismo. Prima di questa caletta c?è un bar che offre ristoro ai bagnanti con bibite e panini. La giornata è bellissima e decidiamo di trascorrerla tutta sulla spiaggia. Fare il bagno è piuttosto divertente per via dei cavalloni anche se l?acqua è piuttosto freddina. La marea anche qui gioca degli scherzi niente male, visto che all?improvviso due onde stile tsunami quasi travolgono quanti si erano avventuranti con sdraio ed asciugamani troppo vicino alla battigia. Non avete idea delle risate che questa scena apocalittica ha suscitato in quanto frequentano abitualmente la spiaggia! Noi fortunatamente non abbiamo dato spettacolo ma per una mera questione di centimetri! A pranzo ci rifocilliamo al bar. I panini (giganteschi e fatti sul momento) costano 2,5 €. L?offerta è varia: dal lomo (carne di maiale cotta alla piastra) alla tortilla espanola (una frittata di patate) ce n?è veramente per tutti i gusti. Bevande al giusto prezzo ed una lattina di cerveza gelata.
Nel pomeriggio facciamo una visita al vicino villaggio di El Médano. Sulla Lonely c?è scritto ?paese piuttosto triste con una spiaggia abbastanza bella adatto agli amanti del windsurf?.La verità risiede nella prima e ultima parte della descrizione. La spiaggia abbastanza bella sognatevela proprio, molto meglio quella de la Tejita. La spiaggia è sassosa e soprattutto piccolissima. Le persone si accalcano nei piccoli spazi dove non ci sono sassi e i windsurf ve li trovate pure sulla testa?nei pressi di questa meraviglia ci sediamo in una zumeria dove decidiamo di gustare un bel succo fresco di frutta! Si tratta della Zumeria Sotavento. Un bel succo a vostra scelta anche con un mix di più frutta costa 2.9 € Ne vale la pena sia per la bontà sia per quanto sono grandi! Ci serve un ragazzo italiano che sono sei mesi che vive lì! Incredibile come gli italiani si adeguino ad ogni luogo!!
Alla fine della giornata torniamo al comprensorio e pur essendo domenica ci mettiamo alla ricerca di un supermercato dove fare un po? di spesa e soprattutto acquistare prodotti per la pulizia del nostro appartamento. Ne troviamo uno aperto 7 giorni su 7 dalle 8 alle 23 e lì compriamo tutto il necessario alla nostra permanenza di una settimana, almeno per quanto riguarda beveraggi e colazione. Ovviamente acquistiamo anche tanti prodotti per la pulizia comprese spugne e pagliette. Al nostro rientro nel residence ci si pone davanti uno spettacolo inimmaginabile: nei corridoi i nostri amici inglesi hanno l?abitudine di lasciare i sacchi della spazzatura fuori della porta, in attesa che le donne delle pulizie li portino via! Immaginate voi nel caldo estivo delle Canarie in questi lunghi corridoi chiusi e senza finestre questi sacchi giganti neri che bell'olezzo che diffondono nell'aria?ovviamente le signore delle pulizie che non sono certamente pagate per fare le spazzine lasciano questi sacchi a "marcire" fino a quando l'odore diventare quasi da corpo putrefatto e la direzione impietosita manda qualcuno a toglierli.
Passiamo le due ore successive a pulire tutto, ma proprio tutto. Alla fine i sanitari tornano bianchi e la cucina torna tale. Le posate diventano utilizzabili così come le pentole. Questa pulizia, lo scopriremo con il passare dei giorni, ci ha permesso di usufruire di cambio di lenzuola e di asciugamani pressoché tutti i giorni! Perché? Le donne delle pulizie evidentemente sono abituate ad un pubblico di barbari inglesi, che sappiamo tutti non essere proprio amanti dell'igiene in senso assoluto?quindi visto il risultato delle pulizie hanno mantenuto decoroso lo standard del nostro alloggio. Questo però non mi autorizza a consigliarvi questo postaccio orrendo!Tra una pulizia e una doccia ristoratoria, facciamo tardi e ci involiamo verso Playa de Las Americas che dista un paio di chilometri da Los Cristianos. Ci sono un'enormità di locali, di fast food, di bar, birrerie e discoteche. Fatichiamo un pochino a trovare parcheggio anche perché non è proprio facile orientarsi. Infatti, a prescindere dalla mappa che avete il nome delle strade non esiste o meglio viene dato dagli alberghi che ci trovate. Quindi Avenida Marriott è perché c'è il famoso hotel della catena americana! Incredibile, ogni cosa è artificiosa e sempre più abbiamo nostalgia di Fuerteventura. Ci fermiamo lungo la via delle discoteche ed essendo molto tardi andiamo a prenderci un kebab al volo e facciamo due passi. Siamo veramente cotti, guardiamo l'ora e scopriamo essere le 2 di notte!! Ci sono tante persone in giro (non solo giovani per la verità) che sembravano le 10 facciamo dietrofront e andiamo a dormire.

Divertimento all'Acquapark

lunedì 22 agosto 2005

Vista la delusione per le spiagge e per il mare decidiamo di goderci una giornata di relax all?Acquapark. Entriamo subito nell?ordine di idee che ci sarà tanta e tanta gente ma preferiamo andarci di lunedì che aspettare il fine settimana oppure gli sconti del mercoledì dove pensiamo ci sia molta più confusione. L?Acquapark si trova a Costa Adeje, appena passata Playa de Las Americas. Se siete residente in un hotel troverete (anche al nostro c?era) il parco mette a disposizione un servizio di bus gratuito che vi porta e vi riprende. Il parco apre alle 9.30 e chiude alle 18 ma noi eravamo già alle 9. E non ci crederete ma già c?era fila! In una mezz?ora ce la caviamo e dopo aver pagato l?entrata giornaliera per la modica cifra di 22 € a persona entriamo nel parco. Ovviamente è un?organizzazione estorsiva bella e buona e per avere un armadietto dobbiamo pagare altri 3€ e per le stradio??? Altri 3 €!!! Il parco è molto grande e le attrazioni sono sinceramente divertenti. Non sono un grande frequentatore di parchi acquatici ma questo mi sembra bello grande. Ci sono giochi per tutti i gusti e per tutte le età. Addirittura ogni mezz?ora c?è la possibilità di fare un minicorso per sub sotto la guida di un istruttore. La gente è tanta e si inizia a fare una file anche di mezz?ora per fare un gioco, qualsiasi esso sia?il caldo diventa presto irresistibile e lo spettacolo di giovani inglesi completamente ustionati in fila sotto al sole devo dire che è piuttosto esilarante, anche se mi rendo conto di essere un pochino masochista! Attenzione perché per un paio di giochi è necessario avere un piccolo gommone oppure una ciambella. Se la volete ?personale? per tutta la giornata dove pagare altri 9 € e siccome non ne avevamo proprio voglia abbiamo scoperto che con un sistema di turnazione particolare ci sono comunque dei gommoncini e delle ciambelle a disposizione di tutti. Noi siamo riusciti a fare tutti i giochi con il sistema detto e abbiamo risparmiato 18 € che proprio pochi non sono. Nel parco c?è anche un delfinario e ci sono due spettacoli al giorno con i delfini. Decidiamo di andare a quello delle 15 ed essendo le 13 cerchiamo di mangiare qualcosa. Tutti i chioschi all?interno del parco sono presi d?assalto e poi i prezzi?per un hot dog unto e bisunto chiedo 6,5 €?roba da Piazza di Spagna per un cartoccio di caldarroste! Allora ci ricordiamo che appena di fronte al parco ci sono diversi pub all?aperto scozzesi, inglesi, irlandesi?ma sicuramente, ci diciamo, i prezzi saranno migliori. Ci facciamo rilasciare un pass per rientrare e andiamo di fronte all?entrata dove entriamo nella terrazza di un pub scozzese e mangiamo un gigantesco hamburger con una montagna di patate fritte. Birra Dorada in boccale gelato e spendiamo in due 12 €! Alla faccia della gestione del Parco! Entriamo e andiamo di corsa al delfinario per lo spettacolo. Attenzione perché i posti non sono numerati e una volta piene le tribune viene chiuso l?accesso. Questo significa che se trovate degli ignobili individui che lo vogliono vedere due volte voi rischiate di non vederlo affatto! Quindi appena l?altoparlante annuncia lo spettacolo correte a perdifiato verso il delfinario. Anche perché lo spettacolo merita davvero?molto bello! Dura circa mezz?ora e scoprirete cosa sono in grado di fare questi simpatici animali. Si lo so è molto triste vederli in vasca e la stessa sensazione ce l?abbiamo avuto al Miami Doplhin negli U.S.A. ma gli istruttori sembrano davvero affezionati a questi animali che si cerca di dimenticare quest?ennesimo circo voluto dall?uomo.
Alle 18 si viene letteralmente sbattuti fuori dal parco e se non vi sbrigate non vi riuscirete a fare neanche la doccia! Poi tutti nel traffico per uscire dal dedalo di stradine che portano all?autostrada. Sembra una qualsiasi domenica di agosto a Roma, incolonnati verso il mare?
La sera decidiamo di affidarci alla nostra Lonely Placet per andare a mangiare un tradizionale piatto di cucina spagnola. Tra Los Cristianos e La Play de Las Americas nell?entroterra sono segnalati diversi ristorante tipici. Ma abbiamo difficoltà a trovarli perché in questa parte delle cittadine i nomi delle strade sono dati dai nomi dei residence e spesso non ci sono i civici..alla fine troviamo la zona i locali sono strapieni. Chiediamo al cameriere quanto c?è da aspettare e ci dice in malo modo che dobbiamo aspettare?si ma quanto??? Boh, chiediamo ad un altro se possiamo dare il nome per metterci in file, visto che c?è tanta gente che aspetta e lui ci dice candidamente che non ci sono liste?la lista viene autogestita dalle persone che aspettano. Chiedete chi è l?ultimo e voi siete dopo di loro!!! Ma che è scemo?? Dopo dieci minuti abbiamo la conferma che non mangeremo mai perché la fila non viene rispettata (gli spagnoli sono purtroppo uguali agli italiani in questo e in altre situazioni proprio non signorili?) e quindi alziamo i tacchi e andiamo via. Casualmente alla parallela troviamo un altro posto che si chiama Asador Castellano. Ovviamente non c?è l?indirizzo e non è riportato neanche sullo scontrino che viene rilasciato alla fine della cena. Vi lascio comunque un telefono se volete andarci 922-750273 Il posto è carino con una bella terrazza che affaccia sul parcheggio purtroppo. Ma la zona è tranquilla il personale gradevole e la cucina spagnola come spagnoli sono gli avventori. Studiamo il menù e ci facciamo consigliare qualcosa anche da loro e prendiamo un polpo alla gallega (crudo e marinato con tantissime spezie) ed una Piena Lecha in due. Si tratta di una porzione enorme di carne?vi portano uno stinco di maiale (credo) cotto al forno. Buonissimo ma veramente troppo!Con un'acqua, una birra ed un caffè spendiamo 45 € in due. Tenete conto anche di un'altra cosa: in Spagna si paga sempre il coperto, a volte l'IVA non è compresa nei prezzi (e fortunatamente alle Canarie è solo il 5%) e il pane si paga salato! Noi una porzione l'abbiamo pagata 1.8 € un'esagerazione vera e propria anche perché non ti portano certo un filone!

Tour dell'isola

martedì 23 agosto 2005

Facciamo un tour dell?isola per verificare di persona quello che invece la guida e i vari forum non dicevano: ovvero che l?isola non ha spiagge e soprattutto non ha un bel mare. Partiamo di buon ora a con l?autopista del sur andiamo verso Santa Cruz.Lasciamo spesse volta l?autostrada per andare sulla costa a verificare l?esistenza di spiagge ogni volta che la guida Lonely oppure la mappa che abbiamo ricevuto dal noleggiatore ne indicano la presenza. Ma restiamo sempre più delusi: in realtà vengono segnalate come spiagge delle vere e proprie discariche, altre volte si tratta di 10-15 metri di sabbia vulcanica con un mare scuro e per nulla invitante. Inoltre, essendo questi posti fuori dalle rotte turistiche più battute vi si riversano tutti gli abitanti dell?isola che ovviamente non si sognano nemmeno di passare una giornata al mare nelle spiagge del Sud affollate di orde di barbari turisti. Le condizioni igieniche che vediamo nei diversi paesi verso nord sono a dir poco fatiscenti: questi villaggi lungo la costa spesso non hanno neanche le strade completamente asfaltata e la sporcizia è in ogni angolo. Poco prima di Santa Cruz svoltiamo per l?Autopista de Norte per La Laguna con destinazione La Orotava.Il caldo si fa sentire e ogni volta che accendo l?aria condizionata del catorcio che guido non riesco a fare più di 80 km all?ora. C?è da considerare che molta parte della strada che collega Santa Cruz a Puerto del la Cruz è in salita e quindi? La Orotava è una piacevole cittadina sulla costa occidentale dell?isola. Parcheggiare gratuitamente è praticamente impossibile. Andiamo al parcheggio sotterraneo che si trova vicino alla Iglesia de San Augustin e per 3 € lasciamo la macchina al fresco. Facciamo una passeggiata in questo grazioso paese, la giornata è ventilata e l?altitudine a cui ci troviamo (circa 400 m) rende la passeggiata piacevole. La cosa più interessante da vedere sono le abitazioni tipiche dell?isola alcune delle quali risalgono al 1600. La più famosa è la Casa Molina (oppure detta Casa del Turista) dove potete fare una visita gratuita (almeno al piano terra) vedere il chiostro e fare degli acquisti di piccoli souvenir handmade. Andiamo a mangiare in un posto segnalato dalla guida che si chiama Bar-Restaurante Tapis in Avenida José Antonio 6.Il bar è piuttosto ampio e le due signore che lo gestiscono sono sbrigative ma cordiali. I panini sono tutti espressi e potete richiederli praticamente come volete. Il prezzo che pagherete è irrisorio: due panini e due Coca Cola ci sono costati 6.20 €! Proseguiamo verso Puerto de la Cruz e attraversiamo immensi campi di banani. Poco prima di arrivare alla città troviamo un bananeto aperto al pubblico. Si chiama El Guance e si paga 7.5 € per entrare?noi ve lo sconsigliamo alla grande ma se volete entrate. Oltre alle piante di banane che comunque potete vedere gratis su tutta l?isola, ci sono decine di piante e di alberi da frutta che difficilmente potrete osservare sull?sola. Piante di ananas mediterranei, pianta del cacao, ecc. C?è la possibilità di degustare anche il famoso liquore alla banana e ovviamente di acquistare qualche souvenir.Se volete comprare questo liquore tipico questo è il posto che fa per voi, anche perché su tutta l?isola non abbiamo trovato posti dove lo vendessero per meno. Comunque una bottiglia da 750 ml costa circa 7 € (all?aeroporto di Puerto de la Cruz l?ho vista a 15€!). inoltre c?è la proiezioni di un video in diverse lingue con la spiegazione di come si può coltivare una pianta di banana e raccoglierne i frutti direttamente nel vostro giardino di casa. Infatti vengono venduti i bulbi delle banane per poterle piantare dove volete (se abitate a Bergamo la vede dura?la temperatura deve essere costante a 25 °C per tutto l?anno!)
Verso le 16 arriviamo a Puerto de la Cruz. La cittadina non è brutta ha un centro pittoresco ma quando arriviamo sul mare?beh di spiaggia neanche l?ombra. Addirittura i ragazzi del post fanno il bagno nella parte scogliosa della cittadina, divertendosi con i cavalloni che si infrangono sugli scogli. Alcune strutture alberghiere hanno delle pozze naturali riempite di acqua marina?così fate il bagno in piscina facendo finta di stare al mare. Proseguendo verso sud si trova Loro Parque una delle attrazioni maggiori dell?isola, come recita la pubblicità che troverete ovunque. Si tratta di un parco dove ci sono diverse tipologie di uccelli e altri animali. Anche in questo caso il biglietto d?ingresso è abbordabile?circa 25 € per entrare un giorno nel parco. Decidiamo di soprassedere ma di fronte all?entrata del Parco troviamo la spiaggia La Romantica! irca 100 metri di sabbia nera, incastonata tra le abitazioni di Puerto de la Cruz, con cavalloni belli grandi e ovviamente quei 3-4 mila bagnanti che cercano di guadagni un metro quadro di vivibilità sia in spiaggia che in acqua. Proseguiamo verso sud in un?altra località segnalata dalla cartina per la presenza di una spiaggia. Ci promettiamo che è l?ultima volta che usciamo dal percorso per non vedere una spiaggia. Ci troviamo a San Juan de la Rambla. Qui di spiaggia neanche l?ombra?allora ci fermiamo in un?agenzia di viaggi lungo la strada e chiediamo, visto che potremmo aver sbagliato strada. La signora che gestisce l?agenzia è molto gentile e ci spiega che di spiagge sull?isola non ce ne sono, nel senso che intendiamo noi. Le uniche sono a sud, dove ci sono i grandi agglomerati di turisti mentre l?unica a nord e poco sopra Santa Cruz, ma totalmente artificiale (poi capiremo cosa intendeva con questa definizione!) Le spiagge che la cartina (e anche la Lonely) segnala, sono solamente dei piccoli spazi di terra o di sabbia vulcanica che sono state generosamente inserite nel computo delle spiagge dell?isola.Poi vedendo il nostro sguardo di scoramento ci dice da dove veniamo..noi diciamo che siamo di Roma che proveniamo da Fuerteventura e lei ci dice subito che se cerchiamo il mare e le spiagge allora dobbiamo tornare lì!! Ci rimettiamo in viaggio, ormai si è fatto tardi e ci dirigiamo verso un?altra località turistico-balneare dell?isola, Los Gigantes. Ma questa volta non ci illudiamo di trovare una spiaggia. La strada che collega Puerto del la Cruz a Los Gigantes si inerpica per decine di chilometri. La macchina fa una fatica bestiale su queste alture e formo una bella coda dietro di me, ma sinceramente non posso proprio andare più forte. Lo spettacolo che si pone davanti a noi superata la salita è bellissimo. Ci sono due immense montagne che cadono a picco nel mare ed in mezzo i due agglomerati di Los Gigantes e di Puerto de Santiago. Il nome di Giganti questi due promontori se lo meritano davvero, per quanto sono grandi ed imponenti.Un tramonto bellissimo, anche se lo spettacolo dietro di noi è quello di decine di costruzioni multipiano, in grado di ospitare migliaia di persone. Di caratteristico niente. Anche Puerto de Santiago è niente di che e ovviamente la spiaggia che ha un nome fascinoso, Playa de la Arena (che coraggio) non ve la descrivo neanche. Quando arriviamo a Los Cristianos sono quasi le 10 e non abbiamo voglia di andare al nostro appartamento per poi riuscire di nuovo.Mentre osserviamo il menù di un?american steak house, ci rendiamo conto che di fronte c?è un ristorante spagnolo. All?interno non c?è tanta gente, diamo un?occhiata ai prezzi che ci sembrano abbordabili. Pensiamo di prendere una ?sola? ma la voglia di girare non è proprio tanta e quindi entriamo. È stata la scoperta della nostra visita a Tenerife: un eccellente ristorante spagnolo che offre piatti locali a prezzi molto modici. Chiediamo al cameriere un consiglio e lui ci dice perentorio: zarzouela! Si tratta della versione ?zuppa? della paella, ovvero una fantastica zuppa di pesce, con tantissimo pesce intero

Los Cristanos e gli ospiti inglesi

mercoledì 24 agosto 2005

Abbiamo deciso di spendere la giornata sdraiati al sole a non fare nulla.Siamo un pochino stanche, ci restano ancora da fare molti chilometri e non volgiamo tornare più stanchi di quando siamo partiti.Decidiamo dunque di andare alle ?spiagge? del sud, e facciamo un giro per vedere quale tra Las Americas e Los Cristianos possa andar bene. Innanzitutto è quasi impossibile non affittare un ombrellone o lettino. C?è anche una parte di ciascuna spiaggia libera per i bagnanti ma la folla raggiunge livelli stile ?Rimini? ad agosto?quindi decimiamo subito di affittare il necessario.Optiamo per la spiaggia di Los Cristianos che si chiama ?Las Vistas?, perché più grande e meno affollata di quella di Las Americas. Diciamo subito che il colore del mare non invita certo a fare delle belle nuotate ma oggi non vogliamo proprio lamentarci. La spiaggia è ben tenuta, pulita e super organizzata con docce, bagni pubblici, accesso disabili, e tanta offerta di qualsiasi tipo di divertimento in acqua. Per prima cosa l?affitto dell?ombrellone e del lettino non può essere separato. Ovvero se voleste affittare solo la sdraio (perché magari odiate l?ombra) non lo potete fare. La sdraio viaggia con l?ombrellone e ogni pezzo costa 3€. Ombrellone e due sdraio totale 9€. Non economico ma ci si può stare. Lo stabilimento chiude verso le 18.00 quindi non pensate di poter restare oltre visto che alle 18.00 in punto iniziano tutte le attività di pulizia della spiaggia e del litorale per il giorno dopo. Se vi annoiate non avete che l?imbarazzo della scelta: jet ski, parapendio, canoe, pedalò, viaggi in barca a vela, ecc. ecc. Non fatevi scrupoli: se non trovate la vostra attività marina preferite chiedete e vi sarà offerto. Tutto è possibile e tutto ha un prezzo però! Il jet ski costa 40 € per 20 minuti (45€ se andate in due) lo stesso per il parapendio. Se volete risparmiare allora non vi resta che una nuotata nell?acqua torbida di Las Vistas, cercando di trovare un posto per non essere presi di mira da palloni, racchettoni, ecc.
Ovviamente alle spalle della spiaggia troverete decine di pub inglesi, scozzesi, gallesi, nord irlandesi ecc. in cui potrete magiare dello standard cibo da fast food, bere birra ghiacciata spendendo come da Mc Donald?s.
La sera decidiamo di tornare a Los Cristianos e di cercare qualche ristorante tipico spagnolo, magari qualche bella osteria dove non ci sono turisti e dove il personale non ha i menù in 20 lingue. Passeggiando nel centro pedonale di Los Cristianos alla fine di Avenida Luis XXIII sulla destra c?è una strada in salita con un locale anonimo. Qualche tavolino di legno fuori, un piccolo bancone dentro. Leggiamo il menù fuori (solo in spagnolo) e ci facciamo convincere. Il gestore è un vecchietto di almeno 80 anni, molto lento nel servizio, quasi esasperante per il tempo che passa tra l?ordinazione e la pietanza. Ci accorgiamo che siamo gli unici avventori del locale e qualche dubbio ci comincia a salire dalla pancia?ordiniamo due paella e attendiamo buoni 40 minuti?poi il vecchietto compare con due piattoni di paella di pesce e pollo. La vista è eccezionale ma il sapore?diciamo che le buste della Buitoni sono sicuramente migliori! Non che sia cattivo ma il pesce è chiaramente surgelato e con il riso non è stato proprio mantecato, sembra di mangiare riso cinese bianco e pesce surgelato. Brutta cena, il prezzo fortunatamente non tradisce le attese e con 25 € ce la caviamo.Per rifarci la bocca tornati al carcere del Green Park prendiamo due cocktail e passiamo un?oretta a bordo piscina a fare due chiacchiere. Ma la serata iniziata male, finisce per tradizione peggio. Nel cuore della notte i vicini inglesi iniziano una feroce discussione tra un piano e l?altro del residence! Volano parole grosse ed insulti?il motivo scatenante è che spesso i più giovani vanno in discoteca e tornano alle 5 del mattino facendo un chiasso incredibile?mobili che vengono spostati, urla, botte sui muri?fino alle 7 quando crollano al tappeto.Ma quella notte un vicino non ha retto più e (giustamente secondo me) ha fatto il matto, urlando e minacciando il vicino?solo all?alba la situazione è rientrata, senza ovviamente che nessuno del personale del residence avesse mosso un dito per ristabilire l'ordine o chiamare la polizia!

Las Teresitas e Santa Cruz

giovedì 25 agosto 2005

Decidiamo di andare a vedere una spiaggia a nord di Santa Cruz de Tenerife. Ovviamente prima di farci questo viaggetto chiediamo al personale del residence che ci confermano che si tratta di una delle spiagge più famose dell?isola. In effetti, Las Teresitas compare su tutti i depliant di Tenerife e sembra piuttosto bella. Ok, detto fatto, partiamo in direzione Santa Cruz. Sono circa 120 km per arrivare alla spiaggia ma cogliamo l?occasione anche per dare un?occhiata a Santa Cruz. La Capitale di Tenerife è un caos pazzesco di macchine, lavori in corso, strade a 4 corsie per senso di marcia?non è facile uscirne indenni. Noi ci riusciamo dopo aver sbagliato strada almeno 4 volte?troviamo la direzione nord per San Andrés piccolo paese proprio sulla spiaggia di Las Teresitas. Da Santa Cruz saranno un decina di chilometri, durante i quali si costeggia il porto (enorme) e una cava di pozzolana (gigantesca). Alle spalle della spiaggia lunga un paio di chilometri c?è un ampio parcheggio ma tenete conto che siete vicino alla Capitale e se andate nel week end?allora andateci molto presto perché l?ampio parcheggio diventa insufficiente per tutti!
La spiaggia è tutta di sabbia bianchissima, ma è di riporto ovvero proviene dalla vicina isola di Fuerteventura. Ve ne accorgerete perché il terreno è duro, compatto ed inoltre davanti alla spiaggia c?è una barriera frangiflutti per evitare che il mare possa portare via il prezioso bottino accumulato con fatica ed ingegno dagli uomini. La spiaggia ha alle spalle numerose palme, è attrezzata con tantissimi chioschi che vedono cibo e bevande, bagni e docce, e gli immancabili noleggi di sdraio.Vi conviene sistemarvi nella parte nord della spiaggia, verso la fine perché nella parte centrale e meridionale si affolla tantissima gente. Le sdraio costano 2 € al pezzo per tutta la giornata e secondo me ne dovreste noleggiare almeno una. Il vento abbastanza teso e costante durante tutta la giornata rende la vostra permanenza sulla spiaggia problematica se non siete sollevati dalla sabbia.
Il mare è abbastanza pulito ma la presenza del frangiflutti a poche decine di metri oltre ad essere antiestetico, rende l?acqua particolarmente bassa e non adatta a nuotate. Se andate fino a Las Teresitas non potete non andare sulla scogliera che la sovrasta per scattare qualche foto. Proseguite la strada verso nord e dopo poche curve arriverete al promontorio di fronte a San Andrés. Potrete ammirata uno spettacolare panorama e vi renderete conto anche che la spiaggia che segue il promontorio detta Playa del Burro è in realtà una sorta di fazzoletto affollato di gente che si litiga il metro quadrato. Il pomeriggio siamo andati a fare un giro a Santa Cruz, nella parte pedonale della città. Siamo molto fortunati troviamo un posto per la macchina vicino a Plaza de España, addirittura senza pagare nulla. Il centro è tutto pedonale: Calle Castillo, Calle Bethencourt Alfonso, Plaza de la Candelaria. Tutti negozi che vendono souvenir e materiale elettronico. Per il materiale elettronico, macchinette fotografiche e telecamere digitali, c?è da fare un piccolo inciso. Nelle località di villeggiatura come Los Americas e Los Cristianos troverete decine e decine di negozietti per la maggior parte gestiti da indiani che vendono prodotti elettronici a prezzi davvero convenienti. Esempio Cybershot della Sony 5.1 megapixel a 90€?sono stato sul punto di acquistare qualcosa più di una volta ma alla fine mi sono detto: se nei posti di villeggiatura costano così figurarsi nelle vie commerciali di un posto non turistico, come ad esempio può essere Santa Cruz?in realtà i prezzi che si trovano nelle vie della Capitale sono decisamente più alti. Sempre molto convenienti rispetto a Roma ma sicuramente più alti. Come mai? Ho scoperto il meccanismo frode-turista per caso e vi voglio mettere in guardia per quelli di voi che come me sono tentati dall?acquisto elettronico esente IVA. I negozietti che vendono questi prodotti a prezzi irrisori vendono prodotti USATI! Ma negheranno e giureranno davanti al loro Dio che si tratta di merce nuova, nuovissima con tanto di garanzia che compileranno (in spagnolo per ogni prodotto che acquisterete). E tutta roba usata, ragazzi non cadeteci: io l?ho scoperto per caso. Davanti ad una vetrina una signora chiede in spagnolo il prezzo di una telecamera e il venditore conferma il prezzo bassissimo. Lei gli chiede se è roba nuova e lui dice che tutto quello con il prezzo esposto è usato mentre quello senza prezzo esposto (con prezzi in linea se non superiori a quanto di può tra vere a Roma) è invece nuovo!! Per avere la conferma che non mi fossi sbagliato a capire al conversazione chiedo al negoziante il prezzo della telecamera (la stessa della signora spagnola) e lui mi conferma il prezzo esposto. Chiedo allora se si tratta di merce USATA e lui mi dice che la merce in vetrina è tutta nuova. La mia conversazione è stata fatta in inglese quindi non poteva capire che io ero nelle condizioni di capire lo spagnolo (essendo molto vicino all?italiano il senso della frase è piuttosto simile?). Quindi tutti i negozi che trovate nelle località turistiche, vendono prodotti usati che vi spacciano per nuovi. Due domande vi starete facendo in questo momento: perché alla signora spagnola hanno detto la verità? E come fanno a darvi la garanzia su un prodotto usato? Prima risposta: la signora avrebbe potuto leggere la garanzia nella sua lingua e avrebbe facilmente scoperto che la questa (seconda domanda) non è la garanzia ufficiale del produttore ma la garanzia del negozio che in Italia vale meno della carta igienica! Dopo aver scoperto il meccanismo truffa ho cerato di vedere attentamente il prodotto esposto ed effettivamente ho notato delle piccole scrostature, delle righine sullo chaissy. Probabilmente sono prodotti che i grandi centri commerciali tengono in esposizione (vedi Mediaworld) e che loro poi acquistano e rivendono: nei casi peggiori sono prodotti usati e riparati e poi venduti come nuovi. A conferma di tutto questo noterete che NESSUNO di questi negozianti vi darà il prodotto imballato, ma lo prenderà dalla vetrina e vi dirà che si tratta dell?ultimo prodotto rimasto in negozio: TROPPO FACILE!!
Torniamo a Santa Cruz: la città è carina, ma niente di che. I negozi sono belli, c?è molta confusione in giro. Nei pressi del centro non perdetevi la fumeria Doña Papaia (Calle Callao de Lima 3). Segnalata dalla Lonely Placet vale veramente la visita. Un ottimo frullato ?combinato? ovvero con frutta mista lo pagherete 1.65 €. Dietro il bancone c?è una catasta di frutta pronta per essere frullata, incredibile. Prendete un tavolino, ordinate e spendete mezz?ora del vostro tempo a vedere le persone che entrano e ordinano frullati di tutti i tipi?
La giornata volge al termini e quindi torniamo verso il nostro alloggio. Ma ormai sono le 21 e allora che facciamo? Andiamo a Los Cristianos e decidiamo per una cena etnica. Nel centro pedonale troviamo un ristorante indiano, King of India. Il personale è veramente simpatico, paziente visto che dovranno spiegarvi i piatti uno per uno a meno che non siate pratici. Alla fine spendiamo in due 36 € comprese mancia e bevande, mangiando come porci?forse abbiamo veramente mangiato troppo! Anche perché il programma per il giorno dopo si annuncia intenso.

Pico de Teide

venerdì 26 agosto 2005

Siamo giunti all?ultimo giorno pieno di vacanza alle Canarie e come la ciliegina sulla torta ci siamo tenuti per l?ultimo giorno la visita (obbligatoria) al vulcano Teide come detto il monte più alto di tutta la Spagna. Vedendolo dal basso non ci si rende conto della sua altezza. Si trova nella parte meridionale dell?isola ma in realtà condiziona il clima di tutta Tenerife. E? spesso avvolto nelle nubi e si rischia di andare in vetta per non vedere nulla?questo è uno dei motivi per cui l?abbiamo tenuto per l?ultimo giorno?i giorni precedenti non sembravano favorevoli ad una visita in montagna. Anche la mattina del 26 agosto non sembra proprio propizia ma il tempo è scaduto e non possiamo rimandare. Partiamo di buon ora e andiamo verso San Isidro. La strada si inerpica velocemente e le salite si fanno sentire sulla Clio. Faccio lunghi tratti in prima (!) e formo dietro di me una piccola coda di SUV pronte a superarmi appena ne hanno possibilità. Passiamo Granadilla de Abona per prendere la statale C- 821 che passando per Vilaflor e la Boca del Tauce arriva diretta ala Parque National del Las Cañadas del Teide. Il paesaggio è veramente incantevole e man mano che si sale si passano i diversi ?strati? montani: pini, abeti e poi la desolazione delle Cañadas, delle immense pianure che si trovano oltre 2.000 m sul livello del mare formate dalla lava e dalla cenere vulcanica risalente all?ultima eruzione del 1798. Il paesaggio arrivati alla base del Pico del Teide è incredibile: sembra di essere improvvisamente sbarcati sulla luna. Addirittura è ben visibile ancora la colata dal fianco del vulcano lunga ben 1 kilometro.Con la macchina arriverete alla base del Pico a 2.356 m. cercate di arrivare presto altrimenti avrete due problemi: il parcheggio (troppo piccolo per la quantità di turisti che vanno a visitare il vulcano) e soprattutto la coda per entrare nella teleferica che vi porta in vetta. Noi siamo arrivati verso le 10.30 (considerate che per salire serve almeno 1-1,5 ore con la macchina) e abbiamo atteso 30-40 minuti. Ma al ritorno l?attesa prevista era arrivata a due ore!
Ricordatevi che salirete oltre i 3.500 metri e quindi non fate come i turisti inglesi?magliettina e ciabattine perché poi rischiate di morire di freddo! Jeans e felpa e k-way sono a mio avviso obbligatori. Anche perché il tempo cambia continuamente con vento, pioggia e nebbia (non scherzo). Nel tempo di attesa per entrare nella teleferica abbiamo preso tanta acqua e vento gelido donati generosamente da madre natura. La teleferica costa la modica cifra di 22 € a persona e vi porterà all?altitudine di 3.555 m in otto minuti (così si vantano con un cartello posto all?entrata). Vi regaleranno anche una spilletta ricordo e vi faranno una foto (squallida) che se volete ritirare dovrete pagare quasi 10 €. Solo giunti alla teleferica troverete dei simpatici cartelli multilingue che vi avvertiranno che non è possibile salire proprio sul cono del Pico. Ovvero raggiungere i 3.718 m di altitudine massima prevista. Infatti per salire in cima è necessario un permesso rilasciato dalle autorità del Parco il cui ufficio si trova ad oltre 100 km di distanza (!) ovvero a Santa Cruz. Quindi se volete salire sul cono dovrete andare a Santa Cruz e fare la domanda. L?autorità rilascia un numero massimo di permessi giornalieri per evitare di intaccare il delicato ecosistema del vulcano e quindi rischierete che il vostro permesso vi autorizzi a salire quando già sarete tornati in Italia! Ovviamente i grandi gruppi di turisti hanno una ?precedenza? mafiosa visto che richiedono questi permessi con grandi anticipo e dunque li vedrete marciare verso la vetta. In realtà io mi sono reso conto che avrei avuto difficoltà a fare quei 200 m finali. L?aria è molto rarefatta e le difficoltà nel salire con poco ossigeno non sono affatto minime. Bisogna essere un minimo allenati ed attrezzati considerando anche il terreno impervio e l?abbigliamenti marino e non montano con cui si arriva alle Canarie. In ogni caso per tutti coloro che si sentono in grado di farlo, vorrei ricordare l?opzione B alla teleferica per raggiungere almeno i 3.555 metri del vulcano: il percorso a piedi. Totalmente gratuito permette non solo di risparmiare i 22 € della salita ma anche di fare dell?ottimo esercizio fisico. La salita dura circa 5/6 ore (così segnalato dai cartelli posti all?inizio del sentiero) e se comunque vi volete fare una sgambata rigenerativa potete sempre acquistare il biglietto ?one way? ovvero solo andata per 11 € per poi scendere a piedi verso il parcheggio. La discesa si percorre in circa 3/4 ore. Il biglietto della teleferica vi permette di fare, una volta giunti a destinazione, un percorso di 40 minuti verso il belvedere. Andate piano, perché ogni sforzo viene centuplicato dall?assenza di ossigeno. Sono molte le persone che si siedono e attendono diversi minuti prima di recuperare le forze per proseguire. Lungo il percorso ci sono anche diverse guide che vi presteranno soccorso nel caso in cui ne abbiate bisogno. Per evitare orde barbariche di turisti in vetta al vulcano, il biglietto ha una durata temporale che se non ricordo male è di un?ora e mezza, scaduta la quale dovrete tornare indietro. Il vento è fortissimo e vi garantisco che difficilmente troverete la forza e la motivazione per restare oltre il tempo previsto. Comunque resta il fatto che pagare 22€ per essere anche vincolati al tempo è secondo me eccessivo. Il tempo non era proprio bellissimo ma siamo riusciti vedere La Gomena, l?isola che si trova di fronte a Tenerife. Tante nuvole e il forte vento hanno reso la permanenza sul Pico non proprio agevole. Tornando verso il mare ci siamo fermati a Vilaflor il Comune più alto della Spagna a ben 1.500 metri sul livello del mare. Vi garantisco che dopo l?altitudine del Teide sembrava di essere già in spiaggia. Ci fermiamo in un piccolo locale a mangiare un panino (bocadillos) a 1.80€ e pepito (panino con prodotti cucinati) a 2.10€. Il locale per chi ci volesse andare si trova di fronte all?unico benzinaio del paesino.
Giunti al residence decidiamo di passare l?ultima parte del pomeriggio in spiaggia e torniamo da dove eravamo partiti ovvero a Playa de la Tejita. Saranno state le 15.30 e il tempo volgeva al brutto. Ci prendiamo due sdraio e speriamo che l?omino non passi a prendere i soldi?ma non facciamo in tempo a dirlo che arriva?cavolo ci tocca pagare?ci passa davanti, ci guarda e non dice nulla! Infatti le nostre sdraio erano ancora ?segnate? e quindi non abbiamo dovuto pagare?come avevamo intuito l?arcaico sistema di pagamento prevede numerose falle!
La sera come cena finale torniamo a mangiare dell?ottimo pesce da San Luis a Los Cristianos. Volevamo chiudere con un buon ricordo e ci siamo riusciti proprio!

Il rientro

sabato 27 agosto 2005

Giorno di partenza. Il nostro volo è alle 19.00 e ci porterà a Gran Canaria dove alle 3 del mattino un altro volo ci accompagnerà a Madrid dove alle 7.30 faremo l?ultimo tratta verso Roma! Che bella giornata che ci attende! Ma alla fine siamo contenti perché ci godremo per intero l?ultimo giorno e poi avremo tutta la domenica per riposarci e per rientrare nell?ordine di idee del rientro al lavoro.
Facciamo i bagagli, ci congediamo da residence con la tentazione di richiedere il foglio di commento e di compilarlo come si conviene?ma poi ci siamo detti che non ci interessava, lì non saremo mai più tornati e quindi abbiamo lasciato perdere. Saliamo in macchina e ci dirigiamo verso Santa Cruz. Vogliamo spendere almeno parte della giornata alla spiaggia di Las Teresitas. Ci prendiamo un po? di sole, ci facciamo un bel bagno e una bella doccia, ci asciughiamo i costumi e poi mangiamo un panino in uno dei chioschi che si trovano dietro la spiaggia. Il chiosco si chiama El Ultimo perché è proprio l?ultimo della serie! Ed è sicuramente uno dei più abbordabili: bocadillos (qualunque tipo) a 2€ e lattina (qualunque tipo) 1€
Andiamo a San Andrés e sulla piazzetta del Paese prendiamo un ultimo zumo: specialità della casa con arancia, ananas e banana (2.10 €). Andiamo a fare una visita al paese di La Laguna che si trova tra Santa Cruz e l?aeroporto. La guida incensa questo paese descrivendone bellezze e storia antica. Sinceramente ci delude non poco?molto carino ma niente di speciale. La piccola cattedrale non apre all?ora indicata e per noi si sta facendo tardi e decidiamo di andare via. Ci fermiamo a Decathlon lungo l?autostrada per un ultimo tentativo di shopping ma anche questo cade nel vuoto, con prezzi allineati a quelli italiani.
Arriviamo in aeroporto alle 18.00 lasciamo l?auto con il sistema descritto: parcheggio e chiavi nella buca delle lettere (!) e poi facciamo il check in per Gran Canaria. C?è magone perché la fine della vacanza è sempre molto triste?arrivati a Gran Canaria passiamo 7 ore girando tra i negozi (aperti tutta la notte, altro che Fiumicino!) e dormendo sulle poltrone. Migliaia sono i turisti che affollano l?aeroporto nella notte, con decine di voli charter che riportano in patria inglesi e tedeschi. Il nostro Iberia parte puntuale e poi arriviamo a Madrid da cui ripartiamo alla volta di Roma. Detto fatto, 15 giorni sono volati. Stanchi ma soddisfatti torniamo a casa, arricchiti da questa ennesima esperienza. Con la promessa che alla Canarie ci torneremo ancora, ci sono proprio entrare nel sangue!
Se volete altre informazioni non esitate a contattarci.
Ciao a tutti e buone Canarie