Con gli sci intorno al Cervino : SVIZZERA

adrimavi : europa : svizzera : zermatt
viaggiatore non registrato . iscriviti e fai parte della più grande community di viaggiatori . sei registrato? effettua il login

Diario di viaggio SVIZZERA SVIZZERA
Con gli sci intorno al Cervino

Zermatt

il Cervino da Plateau Rosà
foto inserita il
09 Jan 2007 13:32
il Cervino da Plateau Rosà
Pagine 1
caratteri piccoli caratteri medi caratteri grandi

Con gli sci intorno al Cervino

Località: Zermatt
Stato: SVIZZERA (CH)
0

Data inizio viaggio: domenica 27 aprile 2003
Data fine viaggio: domenica 27 aprile 2003

Entriamo in Svizzera, con gli sci ai piedi, attraverso il confine di Plateau Rosà, a 3480 mt d’altezza. L’accesso avviene tramite la funivia che sale da Cervinia, coprendo un dislivello di 1430 mt. Attenzione a non dimenticare, però, la carta d’identità perché, seppur raramente, non è impossibile che vi controllino i documenti all’ultima stazione, quella di "Cime Bianche - Laghi". In poco più di venti minuti siamo a Plateau Rosà. Dal ghiacciaio omonimo, dopo una lunga e interminabile discesa, giungeremo a Zermatt, ben 1840 metri più in basso. Sciare sarà soltanto un piacevole pretesto per ammirare il Cervino dal versante svizzero.

Il Cervino, o come lo chiamano gli svizzeri Matterhorn, 4.478 metri d’altezza, è una montagna unica e magnifica, la quale si eleva isolata a dominare la Valtournenche, da un lato, e la Valle di Zermatt dall’altro.
Nella storia dell’alpinismo la conquista del Cervino rappresenta uno dei capitoli fondamentali. Chi non conosce l’epopea di questa montagna che era considerata inespugnabile? Ogni giorno si abusa della parola epopea eppure ci sono avventure che scombinano l’usura del tempo restando mitiche. La conquista del Cervino è una di queste. Una sfida, ardita, con se stessi prima ancora che con la montagna.
Chi non ha mai sentito parlare dei suoi due leggendari protagonisti l’inglese Edward Whymper e la guida di Valtournenche Jean Antoine Carrel? Amici e rivali, nella corsa al Cervino, entrambi furono ammaliati da questa montagna. Quintino Sella, il fondatore del Club Alpino Italiano, in una lettera indirizzata ad un amico scriveva al riguardo: < Che bella montagna!! Di bellezze tu te ne intendi…ma di una bellezza come quella del Cervino non te ne fai idea. Credevo di avere ormai una conoscenza discreta delle montagne, delle loro attrattive e della loro poesia. Ma salendo il Cervino dovevo confessare a me stesso che non ne sapevo nulla tanto è grande la differenza fra questa singolarissima massa e le altre montagne.>
Pensiero che condividiamo in pieno e sentiamo di fare nostro.
La febbre per il Cervino scoppia nel 1860. La gara tra gli inglesi, cioè Whymper, e gli italiani, vale a dire J.A.Carrel, per arrivare primi sulla cima, s’infiammerà nel 1865, quando la corsa al Cervino si concluderà con la tragica vittoria di Whymper.
Dopo questa doverosa disquisizione sulla storia della montagna riprendiamo la cronaca della nostra giornata incentrata a rendere omaggio a sua maestà il Cervino.

La giornata è soleggiata. Arrivati a Plateau Rosà, il panorama s’apre a 360 gradi. Tante bellissime montagne si vedono dal lontano Monviso al Gran Paradiso e Monte Bianco, altre sono molto vicine, ma la svettante sagoma del Cervino emerge su tutte catalizzando i nostri sguardi. La cresta del Leone, la via normale italiana, è facilmente distinguibile. Il Cervino è davvero gigantesco, colossale, grandioso, una piramide che si assottiglia e si appuntisce man mano che scenderemo al Furggsattel, verso Zermatt. In queste prime ore del mattino sciamo costantemente con le lacrime agli occhi, per via del freddo pungente. Il termometro a Plateau Rosà segna -14°, ma è un freddo secco e tutto sommato sopportabile.
E’ soltanto dalla stazione del Trockener Steg, che il Cervino, incomincia ad assumere quelle sembianze che tutti conosciamo, per averle viste immortalate dappertutto. Il punto migliore per osservare da vicino l’imponente mole è all’arrivo dello ski-lift di Hörnli, da qui è ben visibile la via normale Svizzera, ossia la cresta N-E. Spesso e volentieri siamo fermi ai bordi delle piste, ma non ci sentiamo affatto oberati nel tirar fuori la macchina fotografica per immortalare la cima, da ogni dove.
Il panorama è un vero incantesimo e non solo per la presenza sovrastante del Cervino. Sempre dall’impianto di risalita di Hörnli contempliamo molte cime superiori ai quattromila metri. Le vette e i ghiacciai sono abbastanza vicini tanto che se ne possono apprezzare bene i profili e i contorni. E’ un luogo da cui si gode una delle più incantevoli vedute dell’intero arco alpino. I superlativi non sono sprecati per descrivere l’impareggiabile semicerchio prodotto da questi 4.000 metri. Dalle cime del Monte Rosa (Breithorn, Polluce, Castore, Liskamm, Ludwigshohe, P.ta Parrot, P.ta Gnifetti, P.ta Dufour e P.ta Nordend), a quelle che susseguono al Cervino, vale a dire il Dent Blanche, il Gabelhorn, l’Oberes Gabelhorn, il Weisshorn, fino alle punte che seguono il Monte Rosa (Strahlhorn, Rimpfischhorn, Aallalinhorn, Alphubel, Taschhorn, Dom e Nadelhorn). Tra tutte colpisce il Breithorn ammantato da tormentati ghiacciai.
Man mano che scendiamo verso Zermatt l’atmosfera delle alte Alpi si affianca a quella dei boschi, dei prati e delle baite. Ora che siamo più in basso la nostra discesa sulle piste è accompagnata dai caratteristici fischi che emettono le marmotte per segnalare un pericolo. All’infuori della pista, tutt’intorno non c’è neve, sui prati verdi e brillanti numerose marmotte corrono smaniose dopo essersi svegliate dal letargo invernale. A causa della mancanza di neve l’ultimo tratto lo facciamo con gli sci in spalle. Raggiungiamo, alla fine, la stazione del Klein Matterhorn, affaticati, a causa, ora, del caldo, la temperatura è salita a + 19°. Nella stazione lasciamo in deposito gli sci per andare a visitare Zermatt.
Facciamo una passeggiata fino alla chiesa dove si trova la piccola piazza che è il centro del paese. La prima cosa che colpisce del ridente paese è la mancanza d’auto. Infatti, la circolazione avviene con delle apposite macchine elettriche. Le biciclette, poi, sono particolari in quanto hanno un curioso porta sci. Gli sciatori camminano con delle imbracature di gomma ubicate sotto gli scarponi da sci. Giunti sulla piazza ci dissetiamo bevendo in una bella fontana che raffigura delle marmotte e ci riposiamo nei vicini giardini dove c’è una piazzola costruita a mo’ di scacchiera, con tanto di pedine, torri, alfieri, regina e re, con cui si può giocare. Dietro alla chiesa è interessante visitare il cimitero degli alpinisti caduti nel tentativo di salire sul Cervino, che mastodontico, dall’alto dei suoi quattromila metri, incombe sul paese. Dal centro di Zermatt il Cervino è più che mai inarrivabile e sublime. Dalla piazza, dalle strade, dai giardini, dal torrente, dal bar, basta alzare gli occhi per vederlo là in cielo, alto e imponente, gravare minaccioso.

E’ ora di ritornare. Da Zermatt, a 1620 mt., prendiamo la funivia del Klein Matterhorn (Piccolo Cervino) che porta ai 3.820 mt., appunto, del Klein Matterhorn, superando un dislivello di ben 2000 mt. Saliamo, commettendo l’imprudenza, di non fermarci in nessuna stazione intermedia, così una volta arrivati avvertiamo un leggero mal di montagna. - Salire velocemente ad alte altitudini non è salutare. – All’incirca a metà del tunnel, che dalla funivia conduce alle piste di sci, si può salire con un ascensore sulla vetta del Piccolo Cervino da dove si può godere un panorama mozzafiato. Usciti dal tunnel, prima di rimetterci gli sci ai piedi e scendere a Plateau Rosà, andiamo a visitare il poco reclamizzato, ma bellissimo museo del ghiaccio "Gletschergrotte", ricavato all’interno di un crepaccio. Qui apprezziamo le sculture di ghiaccio aventi come tema la montagna eseguite da valenti artisti.

La giornata intorno al Cervino sta’ per terminare e l’ultima picchiata, questa volta a Cervinia, nella neve ormai marcia, è quasi un supplizio. - Con quale coraggio - mi domando - uso questo termine? - Una volta per compiere un giro del genere erano necessarie scarpinate non indifferenti, oggi completamente annullate dalle funivie. Accedere a questo luogo non richiede nessuna fatica, ma solo un giorno libero.

Translate this travel in english, by Google uk

Tutela e copyright dei viaggiatori: ogni riproduzione non autorizzata dall'autore del seguente materiale testuale e fotografico è vietata per scopi diversi da quelli personali


il Cervino da Plateau Rosà

il Cervino da Trockener Steg

Breithorn

il Cervino da Furggsattel

le cime del Monte Rosa

segnaletica sulle piste

chiesa - Zermatt

veduta del Cervino da Zermatt

Museo del Ghiaccio

il Cervino da Hörnli
Loading...
Per inserire una tua domanda o commento su questo viaggio devi essere registrato.
Puoi farlo in questa pagina.
Se sei già registato, effettua il login

Come giudichi la qualità dei contenuti di questo viaggio?


Scarsa       Ottima

Come giudichi la qualità delle foto di questo viaggio?


Scarsa       Ottima

ricerca viaggi america america centrale america del sud africa europa medio oriente asia oceania
registra

il profilo di: adrimavi

  • ADRIANO SOCCHI
  • Età 18684 giorni (51)
  • BRA - VIA CRIMEA
  • "Percorrere le strade del mondo non per misurare distanze, ma per provare emozioni, trovare esperienze da condividere e parole da raccontare..."

Contatti

La mappa dei miei viaggi

Il feed RSS dei miei viaggi

>