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Diario di viaggio UCRAINA UCRAINA
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Solotyyna

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Località: Solotyyna
Stato: UCRAINA (UA)
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Data inizio viaggio: sabato 17 luglio 2010
Data fine viaggio: sabato 17 luglio 2010

Trovandomi in Romania, in una cittadina di confine con l’Ucraina ho voluto tentare di oltrepassare il confine a piedi non volendo rischiare di utilizzare la macchina a noleggio per cui ho cercato un buon parcheggio, ho raccolto nello zainetto quello che mi sarebbe potuto servire per la giornata e mi sono avviato verso il primo punto di confine al di quà del ponte e del fiume che in questa zona costituisce il confine naturale.
Era un Sabato mattina e quindi il punto di confine risultava frequentato più del solito, molte signore corpulente con sacchetti di iuta, diverse macchine con poderosi bagagliai carichi di merci e diversi signori che si muovevano con disinvoltura spadroneggiando tra la mischia con fare deciso.
Poi capirò che i Signori raccoglievano i passaporti di molte persone per farli timbrare insieme e quindi ridurre i tempi d' attesa ( un mestiere come un altro soprattutto in certe realtà ).
Capisco che ci sono problemi e per il momento il confine è chiuso, sembrerebbe che possa dipendere dai militari da questa e dall'altra parte che prendono decisioni autonome.
La situazione particolare, l'incertezza di riuscire ad oltrepassare il confine tipico in altri tempi dei paesi dell'est mi fa sopportare l'attesa sin quando tra la gente cresce la frenesia, la gente cerca di accalcarsi verso il gabbiotto del doganiere ma lo sportello è ancora abbassato.
Quei Signori iniziano ad agitarsi mentre prendono quà e là altri passaporti, io riesco ad infilarmi tra le corpulente signore e guadagno postazioni soprattutto quando un giovane militare ci obbliga a posizionarci ordinatamente, ho guadagnato ulteriormente qualche posizione.
Arriva un'altro militare che insieme al collega individuano i Signori "brucia fila " e sequestrano alcuni mazzi di passaporti, oggi i proprietari di quei passaporti faranno tardi alla dogana.
Si apre lo sportello e decine di braccia allungano i passaporti col disappunto del giovane soldato che grida e inveisce contro i presenti, dandomi la conferma che da queste parti la divisa è ancora temuta e rispettata.
Il soldato si accorge del mio passaporto, differente dagli altri e mi riconosce come Europeo, gli dico che sono italiano e ridacchiando afferma " vedi questa è la Romania che avete voluto in Europa, mi sfila il passaporto dalla mano e non so se preoccuparmi, lo consegna al suo collega che lo timbra e dopo un attimo sono già lontano dalla ressa.
La prima parte del mio espatrio è andato, inizio a percorrere il ponte sul fiume e quasi furtivamente scatto alcune fotografie, dall’altra parte si fa veloci ed entro ufficialmente in terra Ucraina anche se non so dove andrò e cosa vedrò per cui l’istinto mi dice di seguire le persone che si dirigono con passo deciso.

Se tante persone sono disposte a stressanti attese al confine ci sarà qualcosa di interessante e sarà li che anche io andrò, si percorre la strada principale di un piccolo paesetto dove praticamente nessuno si ferma, si arriva in periferia e si inizia a percorrere su strada sterrata in mezzo alla campagna, tra fabbricati dismessi e dislivelli, guardandomi attorno capisco che in tempi addietro era una zona mineraria abbandonata.

Dopo qualche chilometro si giunge in un grande mercato all’aperto dove si può trovare ogni ben di dio, dal vestiario agli animali da cortile, biciclette e motorini, carrozzine ed elettrodomestici, pezzi d’auto e residui militari, il tutto ben organizzato mediante bancarelle con ombreggiatura perfettamente allineati, nella parte centrale suddiviso per tipologia di vendita completato dall’adiacente mercato al coperto dove si macella e vende la carne ( celle frigo o banchi frigo nemmeno l’ombra ).
In una parte dell’edificio si trova anche l’unico locale che funge da bar, trattoria, ristorante, bagno pubblico e punto di ritrovo.

Percorro curiosando tra i banchi soffermandomi tra quelli più curiosi e scattando poche fotografie perché non tutti sono propensi ad autorizzarmi, lo stomaco mi ricorda che si può anche mangiare e vado a sondare nella zona del mercato ove si concentrano i banchi di frutta e verdura e cibarie varie.

Provo a vedere se può essere più interessante andare a mangiare nel locale pluriuso e con la scusa di dover utilizzare il bagno sbircio nella sala da pranzo che risulta occupata da gruppi di persone, probabilmente avrei difficoltà a sedermi in qualche tavolino, ordinare una pietanza in una lingua che non conosco, sempreché ci sia un tavolo libero per me per cui desisto e riprendo la ricerca oltre il fatto che dovrò cambiare qualche soldo in moneta locale.

da completare.....

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il profilo di: piero64

  • Piero Cogoni
  • Età 19693 giorni (54)
  • Cagliari
  • La curiosità porta la conoscenza. Il mondo è così grande e interessante che non si può star fermi.

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