Escurzione in Israele

località: eliat, mar morto
regione: giudea,neghev
stato: israele (il)

Data inizio viaggio: martedì 15 novembre 1988
Data fine viaggio: martedì 15 novembre 1988

Giunto in Israele con un'escursione da Taba in Egitto dove mi trovavo in vacanza per una settimana. La gita è stata effettuata con un amico e numerosi altri italiani. Abbiamo attraversato a piedi la frontiera tra Egitto ed Israele e dopo numerosi controlli siamo entrati nel Paese. Ad accoglierci la giovane guida israeliana e un autobus grean turismo praticamente nuovo. Erano le prime luci dell'alba quando abbiamo cominciato a percorrere le strade di Israele, Eliat, la città che rappresenta l'unico stretto sbocco sul Mar Rosso del Paese, presumibilmente stava anvcora dormendo. Eliat si trova proprio di fronte alla giordana Aqaba da cui è separata dalla breve valle di Arava. Aqaba è vicinissima, sembra di poterla toccare, da qui pare un quartiere di Eliat. Risalendo verso nord la città lascia presto il posto al deserto del Neghev con le sue spoglie montagne di pietra rosea. Ogni tanto incontriamo qualche kibutz, piccoli agglomerati di case di agricoltori che vivono in comunità interpretando alla lettera la disciplina comunista. La strada scende nella più profonda depressione della Terra per raggiungere il Mar Morto. Nei pressi di questo la guida ci fa notare la montagna di Masada sulla cui cima si trova un piccolo altopiano dove si consumò uno dei numerosi tragici eventi che contraddistinguono la storia ebraica: il suicidio di massa degli zeloti che si erano rifugiati qui per non essere catturati dai soldati romani. Il sacrificio di questi uomini che piuttosto che consegnarsi al nemico si tolsero la vita è molto sentito anche dagli ebrei attuali ed i soldati dell'esercito israeliano prestano giuramento a Masada.
Dopo Masada la strada costeggia il Mar Morto, in realtà un lago dall'alto contenuto salino alimentato a nord dal corso del fiume Giordano e che si sta lentamente prosciugando per effetto dell'evaporazione. Qui fà sempre molto caldo, non piove quasi mai e siamo a 400 metri sotto il livello del Mediterraneo. Il Mar Morto fino a mezzo secolo fà era molto più grande, adesso non solo il livello si è notevolmente abbassato ma il bacino si è diviso formando due distinti specchi d'acqua, quello meridionale e quello settentrionale. E' sulle sponde di quello meridionale che ci fermiamo in uno stabilimento balneare. La piccola spiaggia è rossastra, il mare ha un colore molto vicino al turchese e affiorano zone di sale. La temperatura esterna e dell'acqua è ideale per immergerci in questo lago completamente privo di pesci. La senzazione è insolita, anche senza nuotare si galleggia sostenuti dalla salinità di queste acque. Quando si torna sulla spiaggia però sembra di essere ricoperti di una sostanza oleosa ma basta una breve doccia per togliersi di dosso questa sensazione. Nei pressi della spiaggia c'è un negozio fornitissimo dei famosi sali del Mar Morto e che offre la possibilità di usufruire gratuitamente di docce e spogliatoi. Torniamo sull'autobus e proseguiamo verso nord costeggiando il Mar Morto Settentrionale. Sulla sponda opposta a quella dove ci troviamo si nota il profilo delle vette della Giordania mentre la nostra strada è stretta tra il lago e aspre montagne di roccia i cui colori oscillano tra il rosa e l'ocra. Il sole che riflette sul Mar Morto rende l'ambiente quasi irreale. Mentre stiamo costeggiando il lago lasciamo Israele ed entriamo in Cisgiordania, una delle due parti teoricamente palestinesi ma di fatto controllate militarmente dagli israeliani (l'altra parte è la Striscia di Gaza). Non ci sono confini tra Israele e la Cisgiordania in questa zona perchè qui non ci sono importanti insediamenti palestinesi, il muro è più a nord. Entriamo in Cisgiordania senza neppure accorgercene (per questa parte del viaggio vedi itinerario Territori occupati palestinesi). Dalla Cisgiordania entreremo poi a Gerusalemme Est, parte di Gerusalemme che secondo la comunità internazionale dovrebbe essere gestita dall'ONU e che invece dal 1967 è stata annessa da Israele. Inoltre sia Israele che l'Autorità Nazionale Palestinese hanno autoproclamato unilateralmente Gerusalemme loro capitale (Israele l'intera città, la Palestina solo Gerusalemme Est). Per questo motivo dedicheremo a Gerusalemme un itinerario a parte. Al ritorno da Gerusalemme, dopo aver riattraversato la Cisgiordania, rientravamo in Israele ripercorrendo la strada dell'andata. Dopo una breve sosta nello stabilimento balneare sul Mar Morto Meridionale dove ci eravamo fermati anche la mattina, proseguivamo a sud fino a raggiungere la frontiera nei pressi di Eliat che separa Israele dall'Egitto. Uscendo dal Paese i controlli risultavano meno meticolosi che all'andata, scesi dall'autobus attraversavamo velocemente la frontiera a piedi fino all'egiziana Taba.
Alcune note: fare il bagno nel Mar Morto è un'esperienza da non perdere se si transita da queste parti. Non ci sono formalità doganali nè controlli tra Israele e la Cisgiordania in questa parte del Paese. Alla frontiera di Israele è meglio chiedere di non farsi timbrare il passaporto e per farlo è sufficente riempire un modulo dove vi verrà apposto il timbro di entrata. Ovviamente questo modulo dovrà essere conservato insieme al passaporto fino all'uscita dal Paese. Questa operazione è necessaria perchè altrimenti con il timbro israeliano sul passaporto vi sarà negato l'accesso a numerosi Paesi di fede islamica che non riconoscono lo Stato di Israele.

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