Newroz 2004

località: diyarbakir
regione: kurdistan
stato: turchia (tr)

Data inizio viaggio: venerdì 19 marzo 2004
Data fine viaggio: venerdì 26 marzo 2004

Il tramonto su Istanbul
Dal finestrino di un aereo in partenza
Solo due ore per cominciare
Ad assaporare
La mia Turchia
Stordita
Affascinata
E non riuscendo ancora a prendere coscienza
Di dove mi porterà quest’ennesima avventura
E non riuscendo ancora ad immaginare
La Diyarbakir del 21 marzo 2004 che mi aspetta
Semplicemente
Volo
Volo verso est
Nel rosso della sera

E da qui
Dall’alto
Nelle luci bianche e arancio
Istanbul è semplicemente
Un’estremità d’Europa
Unita da un sottilissimo cordone
Ad un’estremità d’Asia
Nient’altro che una miriade di lucine lontane
Sempre più distanti
Sempre meno distinguibili
È la vita di un’intera immensa città
Che rimane lì a girarsi e rigirarsi in sé stessa
Ed io su
Sempre più in alto
A volare ad oltre 980 km/h
A 11000 metri sul livello del mare
Verso un’altra avventura
Pronta ad arricchirmi di nuova esperienza
Di nuovi valori
Di nuova cultura

MILITE IGNOTO
Una delegazione va in un posto
Porta una corona di fiori per il milite ignoto
Se domani
Una delegazione verrà nel mio Paese
E mi domanderà:
“Dov’è la tomba del milite ignoto?”
Io risponderò:
“Eccellenza,
Sulla riva di ogni canale
Sui gradini di ogni moschea
Alla porta
Di ogni casa
Di ogni chiesa
Di ogni caverna
Su ogni roccia di montagna
Sugli alberi di ogni giardino
Di questo Paese
Su ogni spanna di terra
Sotto ogni metro di cielo
Non tema, s’inchini
Posi pure la corona di fiori”
[poesia kurda]


21/03/04 NEWROZ

un tappeto rosso verde e giallo
amicizia e fratellanza in tutti i volti
una dolorosa allegria a far brillare
gli occhi di milioni di persone
riunite insieme per festeggiare
la loro strenua lotta
per dei diritti ancora negati
e donne splendidamente profonde
consumate dal dolore
donne che hanno visto
mariti in guerra
figli torturati o uccisi
villaggi devastati e dati alle fiamme
donne che
con la forza dei loro sguardi
e dei loro sorrisi di sofferenza
chiedono aiuto
o semplicemente comprensione

Non sono mai nato, se sono nato non ho mai vissuto, se ho vissuto non sono mai stato libero.
A.Ocalan

Abbiamo imparato a volare come gli uccelli, abbiamo imparato a nuotare come i pesci, ma abbiamo dimenticato un’arte facile ed importante: vivere in fratellanza.
A.Ocalan


SONO KURDO
A dispetto di povertà, privazioni e sofferenze
Resisterò con forza nei giorni che mi angustiano,
sono coraggioso.
Non sono innamorato di occhi angelici
Di colli bianchi come marmo
Il mio cuore spasima per rocce,
monti e cime perdute tra le nubi.
Grande è la mia desolazione,
la mia miseria
e la mia sventura.
Mai servirò il mio nemico,
mai gli darò riposo!
Sfido le battiture, le catene e le torture.
Riducano pure in pezzi il mio corpo,
io griderò con tutte le mie forze:
sono Kurdo!
[poesia kurda]


22/03/04

Con il dovere morale di tornare in Italia ed urlare
Per far si che tutti possano venire a conoscenza
Dei diritti negati a questo popolo
Delle morti e delle sparizioni
Delle devastazioni e delle torture
Delle ingiustizie e degli inganni
Che affliggono da anni questa gente
Continuo ad aprire
Il mio cuore e la mia mente
Al mondo

CONTARE
Se puoi contare
Le foglie di quei giardini
Se puoi contare
Tutti i pesci grandi e piccoli
In quel fiume che scorre davanti a te
E se puoi contare
Tutti gli uccelli nel tempo delle migrazioni
Dal nord al sud
E dal sud al nord
Allora ti prometto che io conterò
I martiri del mio Paese Kurdistan
[poesia kurda]

23/03/04
Doloroso
Non riuscire a trattenere le lacrime
Davanti ad una madre
Che
Ha perso tutto
Un figlio in carcere
Lo sciopero della fame
Un figlio torturato
Un figlio guerrigliero
Sulle montagne del Kurdistan
Un figlio assassinato
Un figlio scomparso
Doloroso
Non riuscire a trattenere le lacrime
Davanti ad una madre
Che
Nonostante tutto
A quasi 70 anni
Ha ancora la forza di lottare
Per far si che i suoi nipoti
Non debbano vivere
Le tragedie che hanno vissuto i suoi figli
Davanti ad una madre
Che
Nonostante tutto
A quasi 70 anni
Ha ancora voglia di sperare
In un futuro migliore

L’AMORE
Se il tuo amore è pioggia
Io sono fermo, sotto.
Se il tuo amore è fuoco,
io sono seduto sulla fiamma,
amore di Kurdistan.
Le mie poesie dicono
Finchè la pioggia e il fuoco esisteranno
Niente morte,
vivrò!
[poesia kurda]

24/03/04

E svegliarsi dopo solo tre ore
Per non rischiare di sprecare
Neanche un attimo
Di quest’estremamente coinvolgente esperienza
E superare
Alle sei del mattino
La paura della polizia
La paura della scorta
Di essere continuamente
Ascoltati
Seguiti
Spiati
La paura di ritrovarsi a varcare
La soglia della caserma
O della prigione
Per poter uscire
A correre veloci verso la periferia
Continuare a camminare
Imperterriti
Verso un qualche campo
Per poter capire
Per poter fare
Per poter avere un palpabile motivo
Per cui lottare
Per poter raccogliere storie vere
Di gente vera
Che ha bisogno della mia voce
Per urlare al mondo intero
Che vuole semplicemente
Essere Libera!

Un bimbo kurdo che va a scuola
Con il grembiulino con su scritto
“Figlio della Turchia
un palloncino colorato
con il simbolo dell’AKP
e l’augurio di un felice Newroz
e poi le mucche al pascolo per strada
i bambini scalzi che giocano con i sassi
i vecchi fermi a fissare il vuoto
seduti
un venditore ambulante di caramelle
un lustrascarpe
un mendicante
chi raccatta ciò che può essere utile
da un bidone dell’immondizia
chi continua a camminare senza meta
e poi il muetzin
la polizia in borghese
la polizia con i fucili
la polizia nei blindati
e i furgoncini dei diversi partiti politici
che vagano per la città
in preda alla campagna elettorale
e poi il rumore dei caccia
che volano bassi sulle nostre teste
a coprire le voci
di milioni di vite erranti
e le innumerevoli esistenze negate
culture represse
diritti violati
e il solito sofferente sorriso
disegnato sui volti di ogni donna
e il solito profondissimo sguardo
a colorare il volto scuro di ogni uomo

LA MORTE
Quando muore una foglia
Muore una delle mie lettere
Quando muore una sorgente
Muore una mia parola
Quando muore un giardino
Muore parte dei miei scritti.
Ma quando tu, ragazzina
Di dieci anni
Sei caduta
Morta,
Sono morte
Dieci delle mie poesie
[poesia kurda]

25/03/04

Lungo il corso del Tigri
Nostalgie di antiche sagge civiltà
Nostalgie di vecchi splendidi mondi
Lungo il corso del Tigri
I nidi delle cicogne
E gli impianti per l’estrazione del petrolio
I campi coltivati a grano
E i cantieri per la costruzione della diga
La diga che porterà ad annegare
Nella dolce acqua del grande fiume
Un patrimonio dell’umanità come
Hasankeyf
Le grotte che fanno di questi monti
Una casa ospitale
Le grotte che fanno di questi monti
Un rifugio per i guerriglieri
La voglia di lottare per la sopravvivenza
E la forza di lottare per la libertà
La povertà e la ricchezza unite
In un tutt’uno immensamente profondo
E magico
E il sole ad illuminare tutto questo
Per farlo brillare ai nostri occhi
In tutta la sua triste
Ed ingiusta
realtà

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