viaggio in Kurdistan e Mesopotamia

località: diyarbakir, urfa, harran
regione: kurdistan,mesopotamia
stato: turchia (tr)

Data inizio viaggio: martedì 1 gennaio 2008
Data fine viaggio: martedì 1 gennaio 2008

Giunto con un amico nel Kurdistan durante un lungo viaggio in Turchia, attraversando con un traghetto il fiume Eufrate subito dopo la visita a Nemrut Dagi(vedi "viaggio in Turchia-prima parte"). Dall'altra parte del fiume siamo in un altro mondo, vaste praterie di cui non si vede la fine, villaggi di tende in cui sono accampati nomadi e molta, moltissima povertà, è un'altra Turchia lontana dall'eleganza della turistica parte occidentale. E infatti qui siamo in Kurdistan, un territorio rivendicato dai Curdi, un popolo senza terra che vive a cavallo tra Turchia, Siria, Iran e Iraq e proprio qui, nella parte turca, si trova la loro simbolica Capitale, diyarbakir, dove siamo diretti. La strada è buona ma sembra di camminare sulle "montagne russe" perchè segue i lineamenti delle colline per cui fa delle irte salite seguite da delle impressionanti discese ma il traffico è quasi inesistente e così fa quasi piacere percorrerla. diyarbakir è in parte murata ma appena entrati nel centro storico ci viene un senso di smarrimento, di paura. Parcheggiamo in una lunga arteria ma pur passeggiando non perdiamo mai di vista la nostra vettura, la Fiat Punto con cui siamo partiti dall'Italia. E'un caos inimmaginabile: negozi stracarichi di spezie o di elettrodomestici un pò datati, gli odori tipici di un mercato islamico pervadono l'aria, rgazzini piuttosto sporchi e malvestiti portano la merce su delle carrette facendosi breccia tra la folla mentre la preghiera islamica si propaga dai minareti. Non riusciamo a star qui più di tanto, siamo troppo tesi e così ripresa la macchina torniamo ad ovest. Ancora strade semideserte, intere distese prive di alberi e poi un'altra grande caotica città, Sanli urfa. Il Kurdistan non è un territorio ben definito, alcuni considerano che inizi subito dopo la fine della penisola anatolica, altri un pò più a est ma senz'altro qui, al di là dell'Eufrate, nel nord della storica Mesopotamia, siamo nella terra dei Curdi. Passiamo velocemente il caotico centro di Sanli urfa, antica città nota anche alle Sacre Scritture e andiamo a sud verso il confine con la Siria. Ci fermiamo a 18 km dalla frontiera, ad Haran, il villaggio dove sembra sia nato Abramo. Pur essendo circondato da territorio curdo sembra che questo villaggio non appartenga storicamente al Kurdistan. Di certo harran è un posto fuori dal mondo, interamente circondato da terra incolta, pietrosa e desertica. Le abitazioni assomigliano un pò ai trulli di Alberobello, sono di argilla chiara e fungono soprattutto da magazzino per le merci perchè la gente vive nel cortile. In effetti è molto caldo e non piove mai per cui le persone del posto stendono un tappeto e vi si siedono per mangiare mentre per dormire si usano o i tetti o dei grandi letti dove trova posto l'intera numerosa famiglia. Quando arriviamo siamo gli unici turisti e veniamo subito accalappiati da uno stormo di ragazzini a dorso nudo che spacciandosi per guide ufficiali ci portano da una famiglia da cui prenderanno la percentuale. Da quel momento siamo nelle mani del capofamiglia che ci presenta i numerosi figli, ci veste come loro, da arabi, ci fa vedere la sua casa affibbiandoci un paio di cianfrusaglie e ci fà sedere sul tappeto insieme ai suoi familiari per consumare un the. Le donne hanno il velo, segno che qui c'è il rispetto totale delle tradizioni islamiche, non sembrano darci molta confidenza. Gli stessi ragazzini che ci avevano condotto qui ci invitano a vedere l'attrazione del luogo, un caravanserraglio. E' notte, l'illuminazione pubblica è inesistente, il caravanserraglio è aperto e i ragazzini ci portano all'interno, il nostro cammino è illuminato dalle numerose stelle e dalla luce del telefono cellulare. Preferiamo rientrare piuttosto che essere alla mercè di questi astuti ragazzi. Per la notte noi dormiremo sopra un tetto, niente pareti e un bellissimo cielo stellato sulla testa. Purtroppo anche niente materasso, solo qualche coperta per rendere meno dura la superfice. La famiglia che ci ospita sale invece sul suo grande letto i cui gambi sono alti 3 o 4 metri!!Ovviamente non dormiamo bene sia per l'improbabile letto sia per dare uno sguardo alla macchina nel cortile. La mattina dopo torniamo a nord e baipassata Sanli urfa proseguiamo ad occidente, oltrepassando l'Eufrate lasciamo probabilmente il Kurdistan e sicuramente la Mesopotamia.
(Per il proseguimento dell'itinerario in Turchia vedi "viaggio in Turchia-seconda parte")

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