A New York (parte 2)

località: new york
regione: new york
stato: stati uniti d'america (us)

Data inizio viaggio: martedì 20 marzo 2012
Data fine viaggio: giovedì 29 marzo 2012

Sabato 24: Rita visita Ellis Island, per vedere i luoghi dove sbarcavano nel secolo scorso gli immigrati provenienti da quasi tutto il mondo, il museo della memoria è ricco di fotografie dell’epoca, emozionante la visita ai poveri luoghi dove erano accolti e smistati.
Io vado a passeggiare sulla High Line, una passerella sopraelevata costruita dove transitavano treni (in certi tratti sono stati conservati i binari), si cammina tra gli edifici, la bella giornata di sole fa si che vi sia molta gente, ai lati panchine e piccole aree verdi, in alcuni punti interessanti panorami, in definitiva una specie di Promenade Plantée di Parigi.
Al pomeriggio visita alla sede dell’Onu, il Palazzo di Vetro, un enorme blocco a forma di parallelepipedo, l’entrata è gratuita, grande l’ingresso, in un lato una vetrata istoriata di Chagall, vi sono anche due mostre una con fotografie dello Tsunami in Giappone, con composizioni in tessuto sulle violenze sulle donne in molti paesi del mondo
Alla sera Washinghton Square, che appare piuttosto buia e deserta anche perché spira un vento gelido, abbiamo anche occasione di vedere la New York University,
Domenica 25: al mattino pioggia leggera, è la giornata ideale per visitare musei, cominciamo con il Guggenheim, museo di arte moderna, splendido l’originale edificio bianco fatto a spirale, alto sei piani, penso che gran parte della notorietà del museo sia dovuta a questa e struttura, all’interno si cammina su un percorso a spirale in lieve salita, ai lati le sale espositive, sul percorso una esposizione temporanea di sculture in lamiera di Chamberlain, straordinaria anche la cupola, che illumina egregiamente di luce naturale il complesso, molti i capolavori esposti che vanno dagli impressionisti per arrivare a Kandiskij, Klee, Warhol e alle più recenti espressioni del’arte.
La visita di circa 2 ore, dopo andiamo al vicino Metropolitan Museum, che contende al Louvre il primato mondiale.
E’ un museo di tipo antologico sono esposte opere di tutti i periodi dell’arte e di grandi artisti, nonché le sue espressioni geografiche, dagli egizi all’arte contemporanea, dall’Africa alle americhe.
Pranzo alla Public Cafeteria del museo per un lunch, molto affollata, con prezzi convenienti, compreso l’espresso italiano.
Dopo questo pieno di arte, passeggiata nel Central Park, facciamo un giro al lago Reservoir, non molto affollato, il tempo è molto nuvoloso.
Lunedì 26: saliamo sul tram, così viene chiamata la teleferica che collega Manhattan con la Roosvelt Island una piccola e stretta isola situata nella parte Est, la cabina rosso vivo è simile a quelle di alta montagna, la tariffa è quella normale, vale la metrocard. Il percorso di attraversamento dell’East river è con vista mozzafiato su Manhattan, scorre a lato del Queensboro Bridge, il tragitto dura pochi minuti, passa ad una altezza di 70-80 m dal fiume, il vento rende ancora più emozionante il breve viaggio (circa 900 m in 5 minuti), breve passeggiata sulla strada pedonale dell’isola con bella vista sui grattacieli.
Nel pomeriggio alla Madison Square, parco alberato con sculture e tavolini in pietra che se ben ricordo hanno una scacchiera disegnata, notevole anche la skyline, curioso il Flatiron Building, a forma triangolare in pietra, molto decorato, soprattutto l’ultimo piano, però per vedere le decorazioni della parte alta occorre avere un binocolo, poi il Metropolitan building (con gli orologi, ai 4 lati). Proseguo la mia passeggiata, arrivando alla Union Square, dove è in corso una manifestazione, ma ci sono più agenti che manifestanti.
Dopo cena al Top of the Rock, per goderci il panorama della città di notte, vento freddo, che rende piuttosto scarsa la coda al botteghino, saliamo sull’ascensore che ci porta in pochi secondi a goderci un panorama mozzafiato, non sembra nemmeno notte, infatti, i grattacieli della skyline sono talmente illuminati che si possono riconoscere facilmente, andiamo al livello più alto, un terrazzo all’aperto ma protetto da vetri che lasciano piccoli spazi aperti per le foto, anche se c’è una leggera foschia, che rende la visione ancora più suggestiva.
Martedi 27, passeggiata al Greenwich Village,, e alla Washingthon Square, con il suo arco di trionfo.
Pranzo al Ristorante Ollio, non male.
Al pomeriggio visita della zona di Ground Zero e della vicina chiesa di St. Paul (1766), la più antica della città, sopravvissuta miracolosamente all’attentato dell’11 Settembre è adibita ad attività assistenziali e memoria della strage, visitiamo quindi il cantiere della ricostruzione World Trade Center, ci perdiamo nei dintorni, dopo cena in una affollata Time Square,
Mercoledì 28: Giro per acquisti sulle bancarelle della Broadway.
Premesso che nel diario non c’è tutto quello che abbiamo fatto e visto, nel fare la nostra ultima passeggiata facciamo qualche riflessione sul viaggio, in primo luogo abbiamo notato la grande disponibilità dei newyorchesi nell’aiutare i turisti, quando ci vedevano consultare la mappa spesso si avvicinavano (need help?), per chiedere se avevamo bisogno di aiuto, poi da sottolineare la facilità con cui si socializza, da notare anche come italiani di seconda o terza generazione ci raccontavano della loro origine, spesso parlando un inglese farcito di qualche parola in italiano.
Per quanto riguarda la sicurezza, nessun problema, abbiamo sempre utilizzato la metro anche oltre l’una di notte, con stazioni spesso deserte.
Qualche difficoltà iniziale per la metro, infatti, in molte stazioni, l’entrata per le due direzioni è separata, di regola le indicazioni recano downtown e uptown, ma spesso non sono indicate, per cui occorre risalire e andare dall’altra parte della strada, praticamente inesistenti le scale mobili.
Di grande aiuto il navigatore sul cellulare e l’apps sui trasporti. In quasi tutti i luoghi visitati a pagamento, abbiamo avuto lo sconto per i senior.
Prezzi in linea con quelli italiani, i giornali si trovano facilmente come il caffè espresso.
Abbiamo anche notate che sul web si esagera sulle code e sulla necessità di prenotare la visita alle attrazioni con largo anticipo, noi non avevamo prenotato nulla ma non abbiamo mai trovato più di un decina di persone agli sportelli.
Poi partenza.
Ferny forner


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